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lunedì 6 dicembre 2010

Successo della giornata di mobilitazione per l'acqua


COMUNCATO STAMPA

Decine di migliaia in piazza, in tutta Italia, contro la privatizzazione dell'acqua e per la richiesta di moratoria immediata

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza, in tutta Italia per l'acqua pubblica. La giornata di oggi è infatti una giornata di mobilitazione nazionale per l'acqua indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Una straordinaria mobilitazione per chiedere, a nome del milione e quattrocentomila sottoscrittori dei referendum, la moratoria immediata sulle scadenze del Decreto Ronchi almeno fino al voto referendario; per il diritto la voto referendario entro il 2011; per protestare contro l'abolizione degli Ato, per dimostrare vicinanza ai movimenti che da tutto il mondo sono arrivati a Cancun per il controvertice mondiale sul clima (con cui diverse piazze si sono collegate durante le manifestazioni).
Dal Piemonte alla Sicilia, la mobilitazione è stata diffusa, nelle grandi e piccole città. Ovunque cortei, concerti, eventi per chiedere che l'acqua resti pubblica, contro ogni forma di privatizzazione.
Solo per citare qualche esempio, a Roma in Piazza Santi Apostoli si sta svolgendo un'iniziativa con spettacoli e testimonianze dopo la critical mass ciclistica della mattina; a Firenze qualche migliaio persone stanno percorrendo le vie del centro al suono dei tamburi della Bandao; a Bologna il corteo dei manifestanti è partito dalla sede dell'azienda Hera e si è diretto verso il centro, ai circa tremila del corteo dell'acqua si è unito quello degli studenti; a Venezia, nonostante l'acqua alta, circa duemilacinquecento persone, stanno sfilando per le vie del centro tra la curiosità di turisti, mentre in mattinata grande successo per la gondolata che ha visto diverse imbarcazioni sfilare con striscioni pro acqua pubblica; a Napoli questa mattina circa tremila persone hanno percorso le vie della città. Tanti i sindaci in piazza, tanti i gonfaloni degli Enti Locali.
Le mobilitazioni di oggi hanno anche lanciato una grande campagna di autofinanziamento in vista della campagna referendaria (maggiori informazioni su www.referendumacqua.it).
Ancora una volta il popolo dell'acqua si è mobilitato e ha dato vita ad una splendida dimostrazione di vitalità e di partecipazione.
Oggi, come sempre, si scrive acqua, si legge democrazia.

Roma, 4 dicembre 2010

Ufficio Stampa Comitato Referendum Acqua Pubblica

domenica 5 dicembre 2010

Il 4 dicembre della delegazione RIGAS a Cancun




"...La delegazione della Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale ha manifestato il suo 4 dicembre a Cancun.

Raccogliendo l'interesse dei partecipanti al Foro di Via Campesina che nelle presentazioni delle varie carovane che sono arrivate a Cancun questa notte hanno posto il tema della difesa dell'acqua dai processi di privatizzazione e uso mercantile come tema comune e bene da difendere e proteggere."

(dalla e-mail di Vittorio, giunta a noi alle 22:06 del 4 dicembre)

sabato 4 dicembre 2010

Impegniamoci per la MORATORIA!

Comunicato Stampa

COMITATO CITTADINO PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI MAZARA DEL VALLO


4 dicembre 2010: mobilitazione per l’acqua pubblica. In Italia come a Parigi

MORATORIA subito! È la richiesta che in queste ore viene avanzata da tutte le realtà che in Italia hanno partecipato alla campagna referendaria per l'acqua pubblica :1.400.000 firme raccolte per richiedere il referendum contro la privatizzazione dell'acqua per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Moltissime le iniziative che si terranno in tutta Italia ...ma anche a Parigi

La notizia è data dal Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo perché giunga in particolare ai 2000 mazaresi che hanno chiesto la modifica dello Statuto comunale per assicurare la proprietà pubblica dell'acqua e ai quasi 2000 che recentemente hanno firmato per il referendum.

Agli amministratori locali il Comitato chiede di ascoltare la richiesta di così tanti cittadini e di deliberare la modifica dello Statuto.


Per il Comitato
Silvana Mannone

Stop alle privatizzazioni fino ai referendum


Chiediamo la MORATORIA: un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze, previste dalla "Legge Ronchi", di tutte le norme che vanno verso la privatizzazione dei servizi idrici.

Dégustation d'eau publique

 
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Il Comitato Acqua Bene Comune parigino risponde all’appello lanciato dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua e organizza una "degustazione d’acqua pubblica", che si terrà alla Mairie del Secondo Arrondissement a Parigi.
Il Comitato, nato alla fine del mese di ottobre, ha l'appoggio di singoli cittadini e di diverse organizzazioni e associazioni (Acli, Associazione Inca Francia, Atelier France-Italie, Collettivo 5.12, la rivista Focus In, La fabbrica di Nichi Parigi, Libera, Les amis de Beppe Grillo, Lo sbarco Parigi, Associazione e Circolo Democratici Parigi).

venerdì 3 dicembre 2010

Arsenico e vecchi sospetti

Si parla dei dati analitici dell'acqua di Ramisella e Trasmazzaro, recentemente apparsi sui mezzi di informazione locali e non a cura dell'amministrazione, ma del Comitato Civico Trasmazzaro, che, interessato a seguire l'andamento dell'alta concentrazione di nitrati registrata da qualche anno, non solo se li è dovuto procurare, ma ha dovuto, prima di renderli pubblici, richiedere apposita autorizzazione.

L'informazione sulla qualità dell'acqua è un diritto e se non la dà il comune lo può fare benissimo il cittadino, senza per questo dover chiedere alcuna autorizzazione. Esiste, proprio per l'acqua, una specifica legge, il D.Lgs. 31/2001, che obbliga a rendere pubblici i dati analitici, specie se l'acqua in distribuzione è inquinata ed esiste una legge sulla trasparenza.
I comportamenti in contrasto con le suddette normative sono da ritenere abusi.

Ma a Mazara del Vallo i cittadini sanno che si ignora la legge e che è impunito chi la ignora.

E va bene così, anche per strade tortuose arriva all'orecchio dei cittadini qualche verità . Non tutte le verità.

Non esiste, infatti, solo una zona Trasmazzaro e una zona Tonnarella a Mazara del Vallo, la città è più grande e va controllato tutto il territorio. Non esiste una sola sostanza a minacciare la potabilità dell'acqua di Mazara del Vallo, i cittadini devono conoscere qualità e quantità di tutte le sostanze presenti nei campioni prelevati da tutti i punti di ispezione che l'ARPA analizza con cadenza regolare.

L'informazione è dovuta e si rende necessaria e urgente vista la perdita di percolato dalla discarica consortile di contrada Misiddi/Campana, per quale è minacciata la falda acquifera.

I dati ricavati dall'analisi dei campioni prelevati dai vari piezometri collocati nel perimetro della discarica evidenziano una presenza allarmante di metalli pesanti e ogni cittadino deve sapere se questa concentrazione, nel percorso che fa l'acqua prima di giungere al suo rubinetto, mantiene livelli così alti da minacciare la sua salute.

L'esempio di Napoli e i suoi problemi legati alle discariche non è sufficiente a smuovere i nostri amministratori?

Non è sufficiente l'allarme lanciato da associazioni ambientaliste, comitati e movimenti in tutta Italia e nel mondo?

Un attentato agli uomini e all'intero pianeta è stato messo in atto e i governi continuano ad assecondare industriali, multinazionali e faccendieri che si arricchiscono inquinando e disinquinando (a loro modo, con le macchine mortali degli inceneritori).

Noi plaudiamo al lavoro svolto dal Comitato Civico Trasmazzaro, ma non ci basta, insistiamo nel chiedere l'informazione completa e aggiornata sui dati dell'acqua in distribuzione in questa città a chi per legge è tenuto a farlo, perché un conto è decidere di volersi suicidare bevendo l'arsenico, un altro conto morire bevendo l'acqua che, a propria insaputa, contiene arsenico.

È bene che i cittadini sappiano che a Mazara del Vallo si attenta alla loro salute, cosicché ciascuno possa scappare e, se non lo vuole o non lo può fare, almeno sappia di che morte deve morire e il tempo che gli resta da vivere in base alla dose che gli viene somministrata giornalmente.

(dalla discussione del 24 novembre 2010)

giovedì 2 dicembre 2010

La conoscenza al potere. Il futuro è oggi

La società cresce solo se i singoli individui che la compongono hanno gli stimoli atti a sviluppare la dote naturale di cui al momento della nascita tutti gli individui sono dotati e cioè la capacità di apprendimento, grazie alla quale acquisiscono dall'esterno dati che li mettono nella condizione di accumulare conoscenze e sviluppare ad un tempo capacità di elaborazione delle stesse.

Ma la possibilità che questo processo si avvii dipende dagli stimoli che offre l'ambiente in cui gli individui sono inseriti (famiglia, scuola, società), così come per produrre soluzioni, che per la loro celerità e completezza potrebbero sembrare miracolose, un evoluto calcolatore, cervello elettronico, computer che dir si voglia, pur dotato di una sua capacità potenziale, dipende dall'inserimento di programmi e dati.

Quanto premesso, per una semplice considerazione: gli individui che hanno avuto la fortuna di crescere in una società o in un ambiente capace di trasmettere conoscenze è sicuramente nelle condizioni di crescere dal punto di vista intellettuale e, crescendo nell'interazione con gli altri, fare crescere la società tutta.

E, per converso, se un individuo molto dotato cresce in un ambiente senza stimoli culturali, si inaridisce, rimane improduttivo e la sua eccellenza potrà essere spesa, al massimo, nel piattume di un circolo, ad averla vinta nel gioco dello scopone o del sette e mezzo.

Questa è la regola, non smentita dalla nascita di un genio che, in modo isolato e soltanto per la sua dote personale, esplode anche in ambienti sfavorevoli, vedi Sciascia, Bufalino, Consolo, Tomasi di Lampedusa.

Qui il nocciolo della mancata crescita culturale, politica e sociale di questo paese dove i problemi non si risolvono.

Politici, funzionari e quanti preposti per loro funzione a risolverli sono figli di questa società inaridita e nello stesso tempo padri di quella futura che, per la loro inutile presenza, sarà marchiata della stessa condizione.

Abbiamo necessità di trasmettere ai giovani gli strumenti che li mettano nella condizione di potere sviluppare spirito critico e livelli alti di conoscenza, così che la loro crescita intellettuale faccia crescere il livello culturale della società intera e renda possibile la valorizzazione di tutte le eccellenze.

Il tempo è oggi.

Fino a quando questo non avverrà, gli uomini che vivono in questa società rimarranno nel pantano.

(A proposito delle attuali lotte studentesche. Dalla discussione del 17 novembre 2010, nella quale si è ripreso il tema della fuga dei cervelli.)