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lunedì 30 maggio 2011

«Votate per l’acqua» La mossa del vescovo

«Votate per l’acqua» La mossa del vescovo

di E. Mu. in “Corriere della Sera” del 30 maggio 2011

E se i politici s’arrabbiano, pazienza. Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri- Gerace, è un uomo d’azione: la prudenza cattolica che impegna la Chiesa a non esplicitare le scelte in cabina elettorale decisamente non fa al caso suo. Così venerdì sera si è seduto alla scrivania e ha scritto un breve messaggio da diffondere all’intera comunità: «Carissimi, fra giorni ci saranno i referendum. Rompo il riserbo che il vescovo deve mantenere in occasione di competizioni elettorali, perché non si tratta di patteggiare per un candidato o l’altro, si tratta di difendere il bene comune. L’acqua fra qualche anno sarà più preziosa del petrolio. Non possiamo permettere che sia il privato a gestirla: si finirà come con la benzina, con rincari sempre più forti. Difendiamo il bene comune. Andiamo a votare e votiamo sì, a favore dell’acqua come bene comune. Ditelo anche ai fedeli e agli amici». Dopo il nucleare, dritti in pasto al pubblico dibattito sono finiti proprio i due quesiti sull’acqua: il primo sull’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge 133 del 2008 (poi modificato dal decreto Ronchi del 2009) relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica che prevede una permanenza del pubblico solo attraverso la creazione di Spa; il secondo sull’abrogazione di quella parte del decreto 152 del 2006 che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa. Nella stessa maggioranza di governo la strategia da adottare in merito non è stata affatto univoca: se per il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo la consultazione sull’acqua è «totalmente inutile», per il leader della Lega Umberto Bossi «alcuni quesiti, come quello sull’acqua, sono attraenti». Poi, però, con il voto di fiducia sul decreto omnibus, l’obiettivo politico dichiarato — come ha ricordato il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto — è stato quello di disinnescare non solo il referendum sul nucleare ma anche quelli su acqua e legittimo impedimento, che avrebbero buone possibilità di raggiungere il quorum necessario del 50 per cento più uno. In ogni caso, l’appello di monsignor Fiorini Morosini non dispiacerà certo alla Conferenza episcopale italiana, che martedì scorso — invitando «tutti i credenti a rispondere alle loro coscienze» — si era espressa con le parole di monsignor Mariano Crociata: «L’acqua è un bene di tutti, è un aspetto che va salvaguardato. Tutte le espressioni di volontà popolare sono da incoraggiare e apprezzare come elemento di democrazia; nel merito, sui temi quali l’acqua e simili, bisogna sempre esercitare vigilInserisci linkanza e responsabilità sociale».

la notizia qui

Per l'Acqua pubblica si vince

Anche i giudici ci danno ragione.

(doppio clic sull'immagine per ingrandirla)
(articolo tratto dal Giornale di Sicilia di oggi, 30 maggio 2011)



Più di cento fontanelle "diventano" private: verso il referendum del 12 e 13 Giugno

COMUNICATO STAMPA Comitato Referendario "2 Sì Acqua Bene Comune" Catania

Più di cento fontanelle "diventano" private: verso il referendum del 12 e 13 Giugno


Stamattina, al loro risveglio, i catanesi hanno trovato le fontanelle della città impacchettate e con su un cartello con scritto “proprietà privata, se non vuoi che succeda questo vota sì al referendum del 12 e 13 giugno”.

Questa una delle tante attività creative organizzata dal Comitato Referendario Catanese “2 Sì Acqua Bene Comune”, insieme a Greenpeace (CT), Officina Rebelde (CT) e Movimento Studentesco Catanese, volte a ribadire la necessità di una gestione pubblica efficiente e partecipata dei servizi pubblici locali e soprattutto dell’acqua.

La privatizzazione dell’acqua, infatti, inciderebbe sulla vita di tutti e in particolare sulle fasce economicamente più svantaggiate della popolazione a causa dell’inevitabile aumento delle bollette. Questo bene essenziale per la vita deve restare fuori dalle logiche di profitto. L’acqua è un diritto inalienabile è un bene comune, che deve essere garantita a tutti i cittadini a prescindere dalle condizioni economiche.

Danilo Pulvirenti

Referente Comitato Referendario Catania e Provincia 2 Sì Acqua Bene Comune

Altre foto dell’iniziativa sono pubblicate al seguente link

http://www.flickr.com/photos/movimentostudentescocatanese/sets/72157626698064451/

Vota per i referendum: tu sei l'1 che fa la differenza

Il 75% degli elettori pensa di andare a votare per i referendum!
MA IL 50%+1 DEVE ANDARE A VOTARE TU SEI L' 1 CHE FA LA DIFFERENZA!

sondaggio la7 - 27/05/2011

domenica 29 maggio 2011

Attivate telefoni e cellulari per informare sui referendum !


Riceviamo e volentieri diffondiamo l'ottima idea del Comitato Acqua Pubblica di Ferrara

Inoltro questa idea di contatto, dedicato ai meno "connessi".


telefono.png

---------- Forwarded message ----------

Carissimi amici,
è necessario il vostro aiuto a divulgare l'informazione dei referendum....leggete qui sotto e se siete d'accordo divulgate il più possibile.
Grazie
Valeria

1. Invia questa mail a tutte le persone che conosci e condividi su social network questo messaggio....ma ricordati questo punto senza i successivi...è INUTILE...per cui mettiti un foglio con un promemoria in casa (in modo da vederlo tutti i giorni) e che ti ricorda di fare quanto prima i punti successivi.

2. Invia sms a tutte le persone della tua rubrica di cui non hai la mail e che generalmente non vedi nella tua quotidianità, inserisci un messaggio del tipo
Ciao, il 12 e13 giugno vota SI a ai referendum sull'acqua. Abbiamo bisogno del tuo aiuto nel passaparola: inoltra questo messaggio alle persone che non puoi contattare tramite mail, e telefona alle persone che non leggono sms!

3. Telefona alle persone non connesse a internet e che non leggono sms. Basta qualche telefonata, ma chiedi anche a loro di fare qualche telefonata. Normalmente le persone non che non leggono sms e non sono connesse ad internet conoscono persone simili. PER CUI IL LORO PASSAPAROLA è IMPORTANTISSIMO.

Ti ringraziamo per quello che potrai fare!!




Comitato Referendario 2 SI per l'Acqua Bene Comune di Ferrara
Comitato Acqua Pubblica di Ferrara

sabato 28 maggio 2011

Il Referendum sul nucleare si può fare - Appello dei giuristi

L'APPELLO DEI GIURISTI
Il referendum si può fare così

L'emendamento governativo all'art. 5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011 rivela in maniera palese l'intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l'installazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno. È pur vero che tale emendamento prevede l'abrogazione delle norme sottoposte a referendum. Tuttavia esso esprime, nel suo primo comma, la chiara volontà non già di abbandonare, come propongono i quesiti referendari, bensì di sospendere la «definizione ed attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare», in attesa e «al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare». Tale volontà è confermata dal comma 8 dell'emendamento, che prevede che «entro dodici mesi dall'entrata in vigore» della legge sarà adottato un piano energetico nazionale che non esclude affatto, ma implicitamente include l'opzione nucleare, in evidente contrasto con la proposta referendaria.
Fu proprio con riferimento a un simile contrasto che la Corte Costituzionale, con le sentenze nn. 68 e 69 del 1978, decise che, qualora una nuova disciplina legislativa, pur abrogando «le singole disposizioni cui si riferisce il referendum», non ne modifichi «i principi ispiratori» e «i contenuti normativi essenziali», allora «il referendum si effettui sulle nuove disposizioni legislative». I sottoscritti auspicano perciò che l'Ufficio per il referendum presso la Corte di Cassazione, sulla base dell'accertamento dell'evidente contrasto tra i principi ispiratori dell'emendamento approvato e l'intento dei proponenti del referendum, voglia trasferire il quesito referendario sul primo e sull'ottavo comma di tale emendamento, così consentendo agli elettori di pronunziarsi contro la pervicace volontà del legislatore di non abbandonare il programma nucleare.
*** Gaetano Azzariti, Francesco Bilancia, Eva Cantarella, Mario Caravale, Paolo Di Lucia, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Guido Martinotti, Stefano Rodotà, Massimo Siclari, Federico Sorrentino

SI al referendum, NO al controllo delle nostre risorse nelle mani di una sola persona

Nucleare e acqua, in mano a una sola persona

Si fa il decreto Omnibus ed è a rischio il referendum sul nucleare. Allarme! Sanno di perdere, e vogliono sfilarci il diritto di votare per poter costruire le centrali con comodo, passato l’effetto Fukushima!

Mica sono tanto sicura, che sia davvero così. Ho un altro genere di sospetto. In realtà, credo che ormai sia assodata la consapevolezza che le centrali nucleari non si faranno mai: costano troppo, sono pericolose, non le vuole nessuno e i cittadini delle aree coinvolte si daranno fuoco piuttosto che accettare una centrale nucleare sotto casa. Fukushima ha dato il colpo di grazia a tutta la faccenda e, referendum o no, il nucleare è morto e sepolto con tutto il sarcofago.

Annullare il referendum contro il nucleare ha in realtà un altro scopo: quello di puntare al non raggiungimento del quorum per il referendum sull’acqua. E’ l’acqua la preda davvero preziosa, il nucleare essendo lo specchietto per le allodole. Ne parlai diffusamente anche qui.

Bene. Chi dovrebbe costruire le centrali nucleari in Italia? I francesi di EDF, Electricitè de France, il cui Presidente è Henri Proglio.

E chi fa la parte del leone nella privatizzazione degli acquedotti italiani? I francesi di Veolia, il cui Amministratore delegato è Henri Proglio.

La stessa persona è a capo di entrambe le multinazionali francesi che puntano alla nostra energia e alla nostra acqua. La STESSA persona. Definita dai commentatori francesi un “intoccabile della Repubblica”, e che poche ore fa ha annunciato anche “Edison sarà nostra”.

A questo punto, il decreto Omnibus si configura in veste di risarcimento. Eliminiamo dal referendum l’ormai morto nucleare per salvare il premio più prezioso, ovvero l’acqua, che andrà comunque nelle stesse medesime mani. Le mani di qualcuno a cui si deve garantire comunque e ad ogni costo il controllo delle nostre risorse strategiche, non si scappa.

(l'articolo al link http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/25/nucleare-e-acqua-in-mano-a-una-sola-persona/113654/)

giovedì 26 maggio 2011

Comitati referendari ancora insoddisfatti sull'informazione Rai

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COMUNICATO STAMPA

Comitati referendari ancora insoddisfatti sull'informazione Rai dopo incontro con Marzano

Questa mattina i rappresentati del Comitato Referendario 2 Sì per l'acqua bene comune e il comitato Vota sì per fermare il nucleare hanno incontrato la dirigenza Rai nelle persone di Antonio Marano e Guida Paglia.

La dirigenza Rai, dopo le pressioni dei Comitati, ha ritenuto opportuno apportare alcune modifiche al servizio di informazione sui referendum del 12 e 13 giugno. Le tribune elettorali saranno spostate in momenti della giornata di maggior ascolto televisivo e verranno fatte puntate di approfondimento dei più seguiti talk show sui referendum.

Non sono state fornite risposte precise rispetto allo spostamento degli spot a carattere informativo nelle fasce di maggior ascolto, né sulla possibilità di mandare in onda le tribune referendarie in prima serata e non è stata in alcun modo assicurata la presenza di rappresentanti dei comitati promotori nei talk show.

I Comitati Referendari 2 Sì per l'acqua bene comune e Vota sì per fermare il nucleare ribadiscono la loro insoddisfazione per le scelte della RAI, che non garantiscono un’adeguata informazione sulla scadenza referendaria, e hanno pertanto deciso di chiedere un incontro urgente al Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza della RAI.


Roma, 26 maggio 2011

mercoledì 25 maggio 2011

“Artisti per l’acqua” a Catania


Comunicato Stampa “Artisti per l’acqua”

Il Comitato Referendario Catanese “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” in collaborazione con A.M.E., Lapis, Lomax, M.O.M.U., Area Sud ed Improvvisatore Involontario comunica che presso il Cortile Platamone in data 29 maggio 2011 dalle ore 18 in poi si terrà la manifestazione dal titolo “ARTISTI PER L’ACQUA”.

Sarà una grande festa a cominciare dalle 18 con un cuntu affabulazione per i ragazzi a cura della compagnia Keré con Mario Bonica, e a seguire video proiezioni installazioni musicali a cura di Andrea Lapsus e tanta musica con Jalì Diabaté, Stefano Spoto, Matilde Politi, Pocket Poetry Orchestra, Ensemble Calamus, Size 46 Street Band, Cesare Basile, Soni Sfardati, Ipercussonici. Tutti gli artisti si esibiranno gratuitamente.

A Catania come nel resto d’Italia la campagna referendaria continua piena di eventi ed iniziative. Molti artisti con la loro sensibilità si impegnano a promuovere il Referendum del 12-13 Giugno 2011 insieme a tanti singoli cittadini, associazioni e alla società civile a promuovere il rispetto per i beni comuni, affinché la gestione dell’acqua resti fuori dalle logiche del profitto e per scongiurare il rischio di una catastrofe nucleare nel nostro paese.

Danilo Pulvirenti Referente Comitato referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”



Referendum: necessità del confronto

A mezzo COMUNICATO STAMPA si invia richiesta di confronto all'emittente televisiva Tele8



COMITATO CITTADINO

PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI

MAZARA DEL VALLO



Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo, considerato che è prossima la consultazione referendaria e preso atto che nessuna propaganda pro o contro i referendum ad ora è stata videotrasmessa, invita attraverso questa emittente il comitato per il No a partecipare ad un dibattito televisivo per un confronto delle posizioni al fine di mettere in condizione gli elettori di conoscere le ragioni del SI e del NO ai 2 quesiti referendari sull'acqua.

Il comitato, aderente al Forum italiano dei movimenti per l'acqua, promotore dei due referendum, lascia all'emittente Tele8 la definizione della data del confronto.

Mazara del Vallo 25.05.2011

Il Comitato

Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo

via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330

cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com

facebook:Comitato Tutela Ambiente




martedì 24 maggio 2011

“NOI DIGIUNEREMO, NOI VEGLIEREMO, NOI ONDEGGEREMO” Iniziative a Palermo

IN DIFESA DELL’ACQUA BENE COMUNE E NON MERCE

NOI DIGIUNEREMO, NOI VEGLIEREMO, NOI ONDEGGEREMO”.

DAL 4 GIUGNO AL 10 GIUGNO 3 INIZIATIVE

1) Staffetta del digiuno- dal 4 giugno al 10 giugno


2)Veglia di preghiera 9 giugno dalle 20,00 alle 21,00

3) Fiaccolata per la città 9 giugno dalle 21,00 in poi


E' possibile aderire facoltativamente o a tutte le iniziative oppure solo a quelle desiderate. (In coda contatti per info sulle iniziative )


Per aderire alle iniziative compilare il form in basso a questo indirizzo.
http://www.acquainsicilia.org/adesione-iniziative-dal-4-al-10-giugno-2011/
LE ADESIONI ED I NOMINATIVI DEI PARTECIPANTI SONO VISIONABILI IMMEDIATAMENTE DOPO L'ADESIONE



Dal 4 GIUGNO AL 10 GIUGNO- STAFFETTA DEL DIGIUNO

In Via Magliocco a Palermo (dedica un giorno o più giorni di digiuno in queste date)
Dal 4 giugno ritroviamoci al gazebo di via Generale Vincenzo Magliocco.
Ha inizio la staffetta del digiuno che si concluderà il giorno 10.

Digiuni sì, ma assetati no! Le nostre brocche di vetro saranno riempite con “acqua di rubinetto”.

Tutti insieme per dire NO alla privatizzazione dell’acqua, per dire NO al business ed il bluff della “acque minerali in bottiglia” e per dire a tutti di scrivere 2 volte Sì il 12 e 13 giugno ai referendum per l’acqua.


GIOVEDI' 9 GIUGNO - VEGLIA DI PREGHIERA "SALVIAMO L'ACQUA" dalle ore 20,00 alle 21,00
( c/o la Chiesa di Santa Lucia- Via Enrico Albanese, 2 a Palermo)
I laici missionari comboniani organizzano una veglia di preghiera per l’acqua.
La veglia si svolgerà in concomitanza con il giorno di digiuno promosso da Padre Alex Zanotelli e Padre Sella che avrà luogo a Roma in Piazza San Pietro http://www.laicicombonianipalermo.it/
leggi al link sotto l’appello di Padre Adriano Sella e Padre Alex Zanotelli
http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10826&IdModule=1


GIOVEDI' 10 GIUGNO dalle ore 21,00 in poi FIACCOLATA “ COME UN FIUME D'ACQUA” (da Via Enrico Albanese a Piazza Verdi a Palermo)
Al termine della veglia alle ore 21,00 dal Piazzale della Chiesa di Santa Lucia , un fiume di persone, collegate tra loro da un lunghissimo velo azzurro “come un fiume d’acqua” andrà “ondeggiando” per la città fino a Piazza Massimo. Il percorso sarà accompagnato dalle nostre fiaccole accese. Per ribadire che l’acqua è un bene di tutti e diritto inalienabile e per “illuminare” coloro che piuttosto ci vorrebbero trarre lucro e profitto.



Per info “Staffetta del Digiuno”
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie Veronica Taschetti – veronica.taschetti@liberapalermo.org –
Cittadini Invisibili? No! Grazie! Barbara Grimaudo –3483702761 cittadiniinvisibili@hotmail.it
Per info “Veglia di preghiera “Salviamo l'acqua!"
Laici Missionari comboniani di Palermo Giovanni Farella g.farella@libero.it 339 4252755 Franco Chinnici francochinnici@gmail.com 333 6607964
Per Info : Fiaccolata “ Come un fiume d’acqua”

I cittadini del villaggio Globale Giulia di Martino giuliadimartino@hotmail.com 3803497860 Matteo Venturella senzapatria1@gmail.com 329 3336284


Lorenza Lei: sì alle richieste dei referendari

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COMUNICATO STAMPA

Lorenza Lei: sì alle richieste dei referendari

Il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e il Comitato Voto Sì per Fermare il Nucleare hanno incontrato il Direttore Generale della Rai Lorenza Lei dopo una breve e pacifica occupazione della sede Rai di Viale Mazzini. Occupazione e incontro si sono resi necessari per protestare contro l'oscuramento dei referendum del 12 e 13 giugno sulle reti del servizio pubblico.

I comitati hanno avanzato 3 richieste alla Direttrice Generale della Rai: 1) che vengano intensificati gli spot informativi sui referendum e programmati nelle fasce di maggior ascolto. 2) Che vengano previste nuove tribune referendarie (attualmente 5 per ciascun quesito) e che possano andare in onda anche su Rai 1, rete attualmente esentata dalla trasmissioni. 3) Che si dia indicazione alle testate e ai contenitori giornalistici di dare più spazio ai referendum.

Lorenza Lei si è detta disponibile ad accogliere le tre richieste. Giovedì 26 maggio la Direzione Generale della Rai incontrerà di nuovo i comitati referendari per verificarne l'attuazione.

I comitati referendari hanno ribadito che terranno alta l'attenzione anche perché sono in gioco i diritti democratici dei cittadini italiani.


Roma, 24 maggio 2011

lunedì 23 maggio 2011

Fotografi per l'acqua pubblica



Dai grandi nomi della fotografia italiana ai giovani talenti,
tantissimi autori hanno generosamente aderito a questo
IMPERDIBILE APPUNTAMENTO ESPOSITIVO
CON IL COLLEZIONISMO FOTOGRAFICO
il ricavato delle vendite andrà a sostegno
DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA

SCEGLI UNA FOTO D’AUTORE
AIUTACI A DIFENDERE L’ACQUA BENE COMUNE

http://www.fotografiperlacqua.com/

... E NON CI PROVINO, GIUDICI E POLITICI, A CANCELLARE IL REFERENDUM SUL NUCLEARE !

Il volantino creato a Bosco Marengo, dove si convive con le scorie nucleari in un capannone a soli cento metri (o poco più) da una frequentatissima strada statale.



... e adesso ti chiediamo un minuto per farti 4 domande:

1) sarebbe ancora vivibile l'Europa se il
nucleare civile fosse nato negli anni '30
anziché negli anni '50 ???

2) da 66 anni non ci sono guerre tra grandi
potenze: è credibile chi scommette sul
fatto che non ce ne siano mai più ???

3) è più alto il rischio che un sito nucleare
venga colpito da un terremoto o che venga
fatto esplodere utilizzando “droni”, ovvero
aerei senza pilota comandati a distanza ???

4) sono credibili governi che agiscono come
se la tecnologia dei droni possa essere
utilizzata solo da potenze mondiali ???

grazie per aver partecipato al quiz, questa volta non hai vinto niente,
hai solo esercitato il cervello

il 12 e 13 giugno, però, puoi fare di meglio, puoi evitare di perdere tutto

perché le centrali nucleari, i combustibili e le scorie nucleari sono
tutti obiettivi bellici, averli sul proprio territorio è suicida e per
questo vanno eliminati dall'Italia, dall'Europa, da tutto il pianeta

... E NON CI PROVINO, GIUDICI E POLITICI, A CANCELLARE IL REFERENDUM SUL
NUCLEARE !

perché non si può parlare sempre di libertà e democrazia e poi togliere
agli italiani, a tutti gli italiani, senza distinzioni, il diritto a
scegliere il loro futuro


comitato antinucleare della provincia di alessandria

Per il referendum davanti al Parlamento, come a Madrid

Puerta del Sol a Montecitorio

L'articolo di Giuseppe De Marzo ieri, 22 maggio, su Il Manifesto


Davanti al Parlamento come a Madrid, per fermare il decreto omnibus e il tentativo di annullare i referendum su acqua e nucleare. Da domani piantiamo le tende per salvare la democrazia. In nome dei beni comuni

Le maree si muovono con apparente lentezza ma con scientifica ciclicità. Come sempre, noi umani seguiamo gli stessi processi e periodicamente la storia riscopre le "maree" di indignazione che nel movimento sono destinate a sommergere tutto ciò che non rimane alla loro altezza. Poi inevitabilmente indietreggiano e nel defluire mostrano un paesaggio alle volte modificato, altre volte inalterato. Nel dibattito di questi giorni ci si chiede se le maree che abbiamo visto provenire dal sud del mediterraneo ed approdare in Spagna e Italia con il loro moto saranno capaci di trasformare o meno il sistema di cose che ne ha determinato la nascita. La prima domanda che ci poniamo è quindi metodologica: basta l'indignazione e la protesta per cambiare le cose? Noi crediamo di no. Ma è sicuramente un elemento indispensabile, quello della rabbia, per un sistema di cose insopportabile e corrosivo di ogni idea di "comune". La Puerta del Sol a Madrid dove migliaia di nostri cugini spagnoli sono accampati dal 15 maggio, la vittoria per molti inaspettata sul referendum contro il nucleare in Sardegna ed il voto amministrativo, fanno parte di quella marea di indignazione che ovunque nel mondo investe a fasi cicliche i fallimenti di un sistema sempre più iniquo, escludente e insostenibile.
Dall'inizio della crisi finanziaria in avanti, questi fallimenti hanno assunto la dimensione di crack senza precedenti che fanno legittimamente dubitare l'opinione pubblica europea della efficacia delle politiche economiche messe in campo. Austerità, crescita economica, deregulation del mercato del lavoro, competitività, iniziano finalmente ad apparire per larghe fasce di popolazione come parole assolutamente fuorvianti. Parole che nascondono in realtà un segreto indicibile: la necessità di continuare a fare profitti con la scusa della crisi. Non crisi dunque, ma truffa. Questo è il messaggio che arrivava forte e chiaro dagli "indignati" spagnoli all'Europa monetarista ed a quella sinistra europea così tiepida, grigia ed incapace di comprendere quanto avvenuto negli ultimi venti anni e la forza distruttrice dell'unica ideologia rimasta in campo. A conferma della truffa basti citare un solo dato, gli utili netti del primi trimestre dell'anno delle 7+1 sorelle del petrolio: 38,85 miliardi di dollari! Il primo trimestre del 2010 si era chiuso invece con utili netti per 29,42 miliardi di dollari. Come dire che le otto compagnie petrolifere continuano a fare utili da capogiro ed in crescita nonostante la crisi, nonostante le guerre per il petrolio, nonostante i sacrifici richiesti alla maggior parte della popolazione. Com'è possibile? Dove sono gli effetti della crisi per queste imprese o per i loro manager? Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, la traduzione di questa crisi. Ecco perché meglio sarebbe iniziare anche noi italiani ed italiane a parlare di gigantesca truffa orchestrata dal sistema capitalista ai nostri danni, invece che di crisi che impongono politiche di rigore e competitività. Perché in questo sottile messaggio sta la forza dell'ideologia capitalista, la strategia dello shock. Frédéric Lordon, economista francese, sulle pagine di Le Monde Diplomatique afferma come il liberismo davanti ad uno shock secolare non comporti alcuna revisione della propria dottrina ma al contrario una forte riaffermazione di ciò che ha fallito. C'è dunque un naturale accanimento capitalista che usa la competitività ed il rigore come risposta alla sua stessa crisi. L'effetto è l'allargamento di una crisi sistemica che assume i contorni di una truffa colossale se consideriamo che la stragrande maggioranza della popolazione si impoverisce mentre le grandi imprese e le confindustrie di turno si arricchiscono, e per questo applaudono quei manager senza scrupoli che per far più soldi giocano con la pelle dei lavoratori.
Perché dunque dovremmo continuare a fare sacrifici, si chiedono in molti. E perché votare per dei partiti che hanno in fin dei conti le stesse politiche economiche. Ed è su questo che montano l'indignazione e la rabbia che sospingono le maree di questi ultimi tempi. Più democrazia, salario sociale, riconversione industriale ecologica e difesa dei beni comuni. Queste le proposte, semplici ed allo stesso tempo efficaci ad affrontare la sfida. Insieme all'indignazione, la marea che sale questa volta porta con se un seme nuovo ed una forza ideologica insospettata per quanti, dopo la teorizzazione della fine delle ideologie, hanno in passato definito queste piazze come anti-politica. Ed il nostro paese non è da meno, con le migliaia di comitati, associazioni, movimenti e nuove soggettività nate in questi anni di crisi e truffe colossali. È questo l'humus sul quale ricostruire una concezione del mondo capace di tramutarsi in senso comune di massa, necessario ed indispensabile fattore per modificare l'esistente.
Questa nuova ontologia oggi si scontra sui referendum del 12 e 13 giugno con il vecchio mondo, quello delle truffe, dell'esclusione e dei privilegi per pochi. Il governo Berlusconi tenterà il 23, 24 e 25 maggio di far passare il decreto Omnibus, con l'obiettivo di cancellare il referendum sul nucleare. Un furto di democrazia e di futuro al quale dobbiamo opporre tutta la nostra indignazione e rabbia, mettendo allo stesso tempo in campo la forza di un pensiero nuovo capace di sfidare l'ideologia dominante, senza paura. Nei giorni in cui il Parlamento certificherà la sua subalternità nei confronti delle lobby del nostro paese, i Comitati referendari nazionali per l'acqua bene comune e per fermare il nucleare hanno convocato proprio davanti a Montecitorio una mobilitazione permanente in difesa della democrazia, dell'informazione e del diritto al voto. Una mobilitazione che vuole fermare il golpe organizzato dagli avvocati dell'Enel e di Confindustra attraverso il governo Berlusconi. I comitati e le centinaia di realtà che li animano, indicano una strada d'uscita per la crisi mettendo insieme allo stesso tempo una rappresentazione sociale che include settori eterogenei "accomunati" dalla necessità di tenere insieme democrazia e beni comuni, il vero terreno sul quale costruire un pensiero forte ed insorgente.
Il 12 e 13 giugno possiamo cambiare l'Italia e le nostre storie. Non vogliamo far sentire solo la nostra voce. Abbiamo già scelto da che parte stare e vogliamo far capire al paese quale sponda guardare per costruire un progetto che possa essere vantaggioso per la stragrande maggioranza della popolazione. Per questo noi vogliamo, possiamo e dobbiamo vincere.


domenica 22 maggio 2011

L'Europa dei giovani si ribella

al link

http://www.reset-italia.net/2011/05/21/ya-basta-europa-giovani-si-ribella-indignados-spagna/


photo credit: Peter Van Lancker

E si, miei cari signori delle democrazie occidentali, il vento delle rivolte del nord Africa e del medio oriente spira anche in Europa.
Il silenzio dei media su quanto accade in Grecia ed in Spagna non riesce a soffocare il grido di quelle migliaia e migliaia di persone che occupano le piazze, che chiedono democrazia… proprio come i fratelli africani!
E quel grido rimbalza di stato in stato, di città in città…ed arriva dovunque…si affaccia sin’anche in Germania, fa capolino in Italia…e non sembra arrestabile.
Del resto “il migliore dei mondi possibili”, quello retto dal mercato liberalizzato, dalle multinazionali e da capi di governo e stato schiavi delle leggi di un’economia asservita ai poteri dei più forti e spietata con le genti e con i poveri, sembra cominciare a scricchiolare in ogni dove.
Si affrettano, i “politici” di turno, a cercare vie d’uscita da un sistema da loro stessi creato e mantenuto, che ben li ha ricompensati in questi anni, ma quando la cancrena colpisce è difficile porgli semplici rimedi.

Ci vorrebbe un cambio di rotta radicale, un cambio di rotta che non è né nelle teste né nei portafogli di chi affama il mondo.
Le differenze tra poveri e ricchi, da quando “il migliore dei mondi possibili” si è accaparrato ogni spazio di vita, sono aumentate a dismisura, così come è aumentata la fame, sono aumentate le guerre assassine, la disoccupazione, la disperazione.
E non si fermano le disperazioni e le lacrime con le parole…neanche quelle dette proprio in questi giorni da Obama… le parole non servono più.

Si è cercato di “spiegare” che quanto accadeva in nord Africa e nel medio oriente dipendesse dai governi totalitari, che impedivano le necessarie libertà… ma quali sarebbero quelle invece concesse dai quei mondi che ritengono di essere democratici e superiori?
La crisi economica, prodotta dallo stesso sistema, ha portato alla luce il vero suo motivo di esistere, il mantenimento di uno status quo che permette a chi ruba risorse e vite di continuare a farlo…e al resto della gente… di vedersi cancellata anche la speranza.
Si è salvato “il sistema economico”, intervenendo con aiuti sulle Banche, le prime responsabili assieme ai grandi gruppi industriali e alle multinazionali dell’ impoverimento del pianeta…con il risultato…di perpetuare il saccheggio.
Ed ora la rivolta si allarga in tutta Europa…in Spagna diventa imponente, sfida non solo il governo del paese, ma tutti i partiti, pretende democrazia, pretende legalità, pretende di poter vivere, pretende che si smetta di rubare sulla propria pelle.
Neanche il divieto imposto dalla giunta elettorale iberica ha fermato i ragazzi “indignados” che hanno occupato le maggiori piazze di tutte le città.

La protesta continua, sempre più forte, sempre più decisa.
La parola d’ordine…la più semplice e più giusta di tutte… “democracia real ya”.
Basta con i privilegi della classe politica, basta con l’immunità dei politici, ridistribuzione del lavoro, riduzione della giornata lavorativa, abbassamento dell’età pensionabile, sicurezza sul lavoro, diritto alla casa, servizi pubblici di qualità (sanità, scuola, trasporto, servizi sociali), controllo delle banche, un nuovo fisco che colpisca chi più ha e che persegua gli evasori, maggiore partecipazione della gente alle decisioni politiche, anche europee (referendum) e libertà di stampa e di internet.
Parole comuni a tutti i popoli, altro che lotta alle dittature…il vento sta realmente cambiando, dappertutto…ya basta con la vostra arroganza, ya basta con il furto del pianeta, ya basta con la povertà e la fame…o ve ne andate…o sarete travolti !

venerdì 20 maggio 2011

SI SCRIVE ACQUA E SI SVENTOLA DEMOCRAZIA!

Il giorno 20 maggio 2011 17:27, Valerio Balzametti <segreteria-nord@acquabenecomune.org> ha scritto:
In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad un querelle sulle bandiere del movimento per l'acqua per il referendum del 12 e 13 Giugno.
Solerti Consiglieri comunali di alcuni Comuni sparsi per l'Italia si sono attivati per far rimuovere le bandiere che sventolano dai balconi di singoli cittadini. Il tutto rispolverando una vecchia legge del 1956 per la quale si rischia anche una salata multa.

Ad oggi i referendum sono stati boicottati in tanti modi, oscurati e lasciati passare sotto silenzio. Questo trattamento ha colpito in modo particolare i due referendum sull'acqua. Poco spazio è stato dato a un movimento di cittadini e cittadine che, in tutta Italia, si è mobilitato ed ha attivato un processo di partecipazione e consapevolezza. Sarà per questo, per la sua orizzontalità, per l'assenza di un unico leader da poter santificare, o per le questioni chiare e radicali ma i grandi media e quasi tutti i partiti non sanno etichettare questo movimento né, tantomeno, come metterlo a tacere.
Perchè la nostra forza risiede nell'attivazione quotidiana di centinaia di persone che, come l'acqua, comunque passano e si muovono.

Quest'ultimo tentativo di mettere il silenziatore strapperebbe quasi un sorriso se non fosse grave nel suo tentativo di ridurre ulteriormente lo spazio di discussione pubblica e di espressione di pensiero.
Insomma, di fronte a chi vuole mettere a profitto anche l'acqua regalandola alle logiche del mercato, di fronte a forze che quotidianamente si fanno scudo della legalità per poi negare i diritti e le garanzie sociali nel nostro paese, di fronte a chi non ha più argomenti se non pensare di tapparci la bocca, ebbene il nostro può essere considerato un piccolo atto di disobbedienza civile che possiamo rivendicare con forza!
SI SCRIVE ACQUA E SI SVENTOLA DEMOCRAZIA!

Per la segreteria operativa
Valerio Balzametti

giovedì 19 maggio 2011

Il vescovo cileno Luigi Infanti della Mora sulle politiche di privatizzazione dell'acqua


Nessuno può essere escluso dai beni del creato

di GAETANO VALLINI
Durante un viaggio in auto in Patagonia, in quella regione dell'Aysén di cui è pastore, in qualità di vicario apostolico, monsignor Luigi Infanti della Mora tre anni fa fece una scoperta che ha segnato il suo impegno pastorale: nel regno delle acque pure e cristalline, delle nevi eterne dei ghiacciai, delle cascate e dei fiumi maestosi, un litro di acqua minerale in bottiglia costava più di un litro di benzina. Monsignor Infanti della Mora ha cominciato ad approfondire le tematiche legate alla salvaguardia dell'ambiente e in particolare alla tutela dell'acqua come bene fondamentale e inalienabile. E - consapevole che, come ha detto il Papa in occasione del cinquantesimo della Mater et magistra, "la questione sociale odierna è senza dubbio questione di giustizia sociale mondiale" - non ha esitato a prendere posizione di fronte ad alcuni progetti di sfruttamento di risorse idriche che nel territorio del suo vicariato apostolico potrebbero mettere a rischio ambiente e popolazione.
"La crescente politica di privatizzazione - si legge infatti nel passaggio più severo della lettera pastorale Dacci oggi la nostra acqua quotidiana scritta nel 2008 - è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l'acqua, creando una nuova categoria sociale: gli esclusi, quelli che restano fuori perché non possono accedere ai benefici degli alimenti, dell'acqua, dell'educazione, della salute, della casa, della tecnologia, della conoscenza. È un'ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà, facendo sì che la natura sia la più sacrificata e che la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri in particolare".
La lettera (Bologna Emi, 2010, pagine 156, euro 10) è diventata una sorta di manifesto mondiale per quanti, cattolici in testa, sono impegnati in iniziative a difesa del creato. A sostenerne la diffusione un passaparola che ha coinvolto anche l'Italia dove alcune associazioni attive nella campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua hanno invitato monsignor Infanti della Mora a parlare di questo documento e del suo impegno.

Eccellenza, come giudica questa nuova corsa alla privatizzazione dell'acqua che sta interessando sia i Paesi in via di sviluppo che alcuni Paesi occidentali?

Viviamo in un pianeta ammalato e che stiamo facendo ammalare sempre di più, inquinando l'ambiente e ferendo gravemente le creature di Dio, non solo l'uomo. Sentiamo con sempre maggiore consapevolezza che acqua, terra e aria sono beni essenziali per la vita, di cui non possiamo fare a meno. Eppure viviamo in una società in cui si cerca più il profitto che il bene comune, in cui ci sono grandi imprese transnazionali che cercano di appropriarsi di questi beni che noi crediamo siano dono di Dio. Si può affermare che tali imprese transnazionali vogliono prendere il posto di Dio per impossessarsi dei beni che Dio ha affidato alla cooperazione delle persone perché possano crescere. È questa la privatizzazione, che porta diverse gravi conseguenze: impossessandosi di questi beni essenziali per la vita, certe imprese vogliono appropriarsi anche delle persone, dei popoli, delle culture. Di fronte a ciò, c'è bisogno di una reazione, che speriamo pacifica, dei popoli che si sentono venduti al profitto, al business. La nostra stessa fede ci chiede di fare sentire la nostra voce, il nostro grido di dignità di figli di Dio che si sentono parte della creazione.

Lei dunque afferma che non si raggiungerà un nuovo ordine mondiale se i popoli non lo esigeranno. Ma come sarà possibile?

Evidentemente una visione religiosa ed etica della vita del pianeta e della vita umana nella creazione ci obbliga a essere partecipi. Obbliga soprattutto quanti hanno una responsabilità, e una qualche autorità, a entrare nella logica e nella finalità secondo le quali Dio ha creato tutte le cose per renderle beni disponibili per tutti; una logica e una finalità che poggiano su un mondo in cui nessuna creatura è emarginata dall'accesso e dall'utilizzo di tali beni. Quindi se una società neoliberista vuole appropriarsene, puntando soprattutto a quelli essenziali per la vita, per farne motivo di mercato, di profitto, la conseguenza evidente è l'esclusione di gruppi importanti della società. Ciò è molto grave, soprattutto per noi che sentiamo l'urgenza dei poveri.

Si riferisce a questo quando nella sua lettera pastorale parla di strutture di peccato, sottolineando che si tratta del nuovo volto e dei nuovi tentacoli del colonialismo?

Nella lettera pastorale parlo di strutture economiche, politiche e giudiziarie che fanno il gioco del potere per essere intoccabili. Sono strutture di peccato perché vogliono prendere il posto di Dio, vogliono appropriarsi della proprietà delle cose della creazione e delle persone, persino delle coscienze delle persone. L'unica alternativa per sconfiggerle, dal punto di vista etico e della fede, è diventare persone critiche e consapevoli, per creare strutture di vita, non di morte. Ciò significa partecipare a organizzazioni che operano per aiutare le persone e la società a prendere coscienza di queste situazioni, contribuendo ad abbatterle. Come figli di Dio dobbiamo svolgere questa missione profetica. Soprattutto sentiamo l'urgenza di essere presenti su temi che riguardano la tutela del creato, la giustizia sociale e la solidarietà, perché una buona visione etica e una buona visione spirituale possono avere una grande influenza sulle decisioni politiche, economiche, sociali e culturali. Dobbiamo esigere dai vari poteri economici, politici e sociali una partecipazione nella condivisione dei beni che Dio ha creato per tutti. Nella mia lettera chiedo che si faccia attenzione a cosa dicono e a cosa fanno le imprese, i Governi, i mezzi di comunicazione. Bisogna discernere, sostenendo un'informazione critica delle comunità, alzando la voce e denunciando quando occorre. Sento che questo è un grande tema di evangelizzazione della cultura attuale, che vorrebbe emarginare Dio non solo dalla proprietà dei beni della creazione ma anche dalle decisioni importanti dell'umanità.

Lei offre un ulteriore contributo di riflessione proponendo una visione ecocentrica dell'universo. Potrebbe spiegarci cosa intende?

La visione ecocentrica si contrappone alla visione antropocentrica e alla visione cosmocentrica. La prima è centrata sulla presenza dell'uomo nel creato, facendone il signore della creazione, per cui tutta la creazione è al servizio della persona, delle sue necessità e dei suoi desideri. E i desideri sono attitudini che vanno oltre le necessità. La propaganda dei mezzi di comunicazione punta proprio ai desideri, che una società consumistica favorisce attraverso una depredazione e un uso esagerato dei beni della creazione. Nella visione cosmocentrica al contrario l'uomo è visto come un impedimento affinché la creazione possa crescere degnamente, equilibratamente. All'interno di una tale visione c'è una tendenza volta a eliminare la persona umana e, sottesa a questa, l'idea secondo la quale, non potendo eliminare la povertà, si possono almeno eliminare i poveri. La visione che propongo alla riflessione e al discernimento è ecocentrica: se la terra è di Dio, sarà essenziale pensare qual è la finalità per cui Dio ha creato tutto: il cammino verso la perfezione. Questa ricerca di perfezione deve far sì che nessuna creatura sia ferita o ridotta nella sua essenzialità. Quando Dio il settimo giorno si riposa, contempla la perfezione, la bellezza e la santità di tutta la creazione; perfezione, bellezza e santità che il peccato ha intaccato, violentato. Il nostro impegno oggi è di riparare i danni provocati dal peccato dell'uomo alla natura.

Un'ultima domanda: tre anni dopo, in Patagonia, l'acqua in bottiglia continua a costare più della benzina?

Sì, le cose non sono ancora cambiate. Ma la reazione della gente e la coscienza che ha di queste situazioni è molto superiore rispetto a tre anni fa. Credo che la missione della Chiesa sia di impegnarsi affinché le decisioni che si prendono non seguano solo criteri economici, ma tengano conto anche di criteri umani ed etici.



(©L'Osservatore Romano 20 maggio 2011)

link http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#7



La richiesta di sostegno avanzata alla chiesa di Mazara tramite mail


comitato cittadino a fondazionesanv.


mostra dettagli 14 apr




COMITATO CITTADINO

PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI

MAZARA DEL VALLO






A Padre Francesco Fiorino
presidente della fondazione "San Vito onlus"
di Mazara del Vallo

Mazara addì 14.04.2011
Oggetto: Referendum Acqua

Reverendo Padre Francesco Fiorino,

dalle intercorse intese telefoniche fra Lei e il nostro Ivan Angelo sappiamo che anche a Lei sta a cuore il successo del referendum per l'acqua pubblica e che possiamo contare sulla Sua disponibilità al fine di attivare alcune azioni volte alla sensibilizzazione della nostra comunità.

Abbiamo valutato positivamente la sua proposta di invitare Marco Bersani per tenere una conferenza a Mazara del Vallo e ne attendiamo la conferma.

Con l'occasione Le comunichiamo che abbiamo ufficializzato la richiesta alla chiesa di collaborazione, cosi come auspicato da padre Alex Zanotelli con il suo appello alle comunità cristiane, con l'invio di una lettera a Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Domenico Mogavero.

Le inoltriamo in file sia l'appello che la lettera.

In attesa della definizione di data e ora di un incontro per la pianificazione delle azioni e per la definizione di reciproci impegni e responsabilità, Le porgiamo i nostri più rispettosi saluti.

Il Comitato

"Non un partito, non uno schieramento politico, ma un popolo dovrà cantare vittoria quando sarà liberata l'acqua dalle mani dei sequestratori."


Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo
via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330

cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com
facebook:Comitato Tutela Ambiente



Andiamo a votare si per i referendum, lo ha detto padre Fiorino

"mazaraonline"
18 maggio 2011

Andiamo a votare si per i referendum. Contro il nucleare e il legittimo impedimento facciamo sentire la nostra voce!

referendum_4_si

MAZARA DEL VALLO. Il 12 e 13 giugno prossimi andremo uniti a sostenere i referendum che si svolgeranno su nucleare, legittimo impedimento e acqua pubblica. Tracceremo quattro bei segni sul si. Anche noi con i musicisti Daniele Silvestri, Eugenio Finardi, Giuliano Palma, Gino Paoli, Ennio Morricone e i Subsonica, dopo il concerto del 1 Maggio, ci uniamo alle ragioni per le quali si sono schierati per i referendum: “Stanno cercando di ingannarci, in modo palese, in modo vergognoso: non solo hanno ricominciato a parlare di nucleare senza consultare il popolo, che si era già espresso contro il nucleare nel 1987. Ma quando poi viene indetto un nuovo referendum, si permettono di boicottarlo con i mezzi più plateali, prendendo in giro la gente. Fa paura che si cerchi di aspettare che la gente dimentichi, che la giusta paura per quello che il Giappone rappresenta passi, venga lasciata alle spalle per poi riaprire a questa energia vecchia, pericolosa e costosa. Andiamo a votare, è un diritto del popolo che non può essere abolito. La gente deve potersi esprimere su temi così importanti. Quello che stanno facendo è un attentato alla dignità dell’essere umano, bisogna ribellarsi. Dobbiamo fare tutti il nostro dovere andando a votare ai referendum, è l’unica maniera di cambiare le cose.” Come cittadini consapevoli e cristiani responsabili non possiamo accettare che uno strumento di partecipazione popolare possa essere non utilizzato per difendere la nostra salute, la garanzia di un diritto universale di tutti gli esseri umani come l’acqua, l’uguaglianza di fronte alla legge e all’amministrazione della giustizia. Facciamo nostro l’importante appello di due missionari italiani (p. Zanotelli e p. Sella): “Come possiamo permettere che l’acqua, nostra madre, sia violentata e fatta diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l’acqua è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può mai essere trasformata in merce. (…) Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità”. Dobbiamo smetterla di interessarci solo al nostro privato (spesso egoista e invidioso) e cominciare ad essere più attenti al bene di tutti e di ciascuno. Non possiamo lasciare le nostre vite e le nostre famiglie nelle mani di individui senza scrupoli e che badano unicamente ai loro affari, non curandosi minimamente della vita umana.

I referendum sono una occasione per ritrovare il gusto della decisione libera e motivata sulle questioni più delicate della nostra convivenza sociale e sul futuro. Impegniamoci personalmente a far sentire la nostra voce per vivere come persone serie, aperte al dialogo costruttivo, per realizzare una democrazia sostanziale, unendoci a tutti coloro che non hanno “padroni” di alcun genere, ma cercano verità, solidarietà e pratica della legalità.

Don Francesco Fiorino

( la notizia al link http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=24386

Inserisci link

Grazie, don Fiorino!


Vendesi mamma

Privatizzare l'acqua è come vendersi la mamma!


martedì 17 maggio 2011

In Sardegna raggiunto il quorum sul nucleare


Prove tecniche di Referendum.

Il sì ha stravinto e il No ha straperso con percentuali stratosferiche.

Qui le percentuali

Altro qui

Buone previsioni per il 12 e 13 giugno!

Acqua: il profitto innanzitutto! E i cittadini?




16/05/2011

Sete di profitto - Le banche mettono le mani sull’acqua

di Roberto Cuda

Fonte: Valori - Mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità

CATEGORIE: Salute , Etica

Inserisci linkIl mondo della finanza, istituti di credito in testa, non si lascerà sfuggire l’occasione d’oro offerta dal governo, che ha dato vita ad una privatizzazione forzata del comparto idrico. Che dovrà concludersi entro il 2015.

Chiare, fresche, dolci acque. E redditizie. Senza fare troppo rumore, le banche stanno mettendo le mani su una delle risorse vitali del Paese (e del mondo intero). Dopo aver acquisito piccole quote nelle principali società idriche del settore, ora si avvicina il momento di fare il grande salto. Restano due ostacoli da superare: le tariffe (troppo basse) e il referendum per l’acqua pubblica.(continua....)

Intrecci spaventosi! Ringraziamo l'amico Saverio che ci ha segnalato l'articolo.


lunedì 16 maggio 2011

Secondo quesito referendario sull’Acqua

  • Secondo quesito referendario sull’Acqua:
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma

Con l'abrogazione
- si impedisce di fare profitti sull'acqua
-si determina una immediata riduzione della tariffa pagata da ogni cittadino



Primo quesito referendario sull’Acqua

  • Primo quesito referendario sull’Acqua:
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione

Abrogare questa norma significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e impedire la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo paese


giovedì 12 maggio 2011

La FILDIS appoggia il referendum

Report incontro FILDIS e Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo


In data 29.04.2011 una delegazione del Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo, costituita da Silvana Mannone e Giovanni Giaramidaro, ha realizzato un incontro con l'avv. Liana Tumbiolo, presidente nazionale dell'`Associazione Culturale FILDIS, a proposito della campagna referendaria “2 Sì per l’acqua bene comune".

Il Comitato ha illustrato l'iter attraverso cui si è giunti al referendum che si terrà nei giorni 12 e 13 di giugno e la necessità di attivarsi nel modo più diffuso e capillare possibile per raggiungere il quorum. Ha prospettato modalità e forme di sostegno che potrebbero essere attivate da parte del mondo dell'associazionismo, specie per la diffusione dell'informazione attraverso la base associativa.

La presidente, sensibile al tema dell'acqua bene comune, si è dichiarata da subito disponibile a favorire la vittoria dei nel momento del voto, invitando le presidenti della FILDIS, ciascuna nella città in cui opera, a riportare il tema del referendum in tutte le iniziative che realizzeranno nelle loro sedi, a partire dal momento attuale e fino ai primi di giugno. Ha ipotizzato, inoltre, ulteriori forme di collaborazione da concordare.


Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo


via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330

cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com

Facebook:Comitato Tutela Ambiente

Re Carognone e l'Acqua Rubata - Cortometraggio


Grazie a Maria Giaramidaro, che oggi sulla nostra pagina Facebook ci ha fatto trovare questo bellissimo cortometraggio
L'acqua è un bene comune, lo sanno anche i bambini

Propaganda elettorale: il comunicato stampa

COMITATO CITTADINO

PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI

MAZARA DEL VALLO


Comunicato stampa


Mazara del Vallo 07.05.2011


Il 12 e 13 giugno si vota per il referendum: 4 quesiti di cui 2 per l'acqua pubblica.

Entro il 9 maggio, trentaquattro giorni prima della votazione, viene presentata o inviata via fax ai sindaci dei Comuni la richiesta di partecipazione alla propaganda elettorale.

Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, promotore del referendum, l'ha inviata a tutti i comuni italiani.

Il Comitato Cittadino, nella giornata di ieri, 6 maggio, ha inoltrato stessa richiesta al Comune di Mazara del Vallo e auspica che tutte le associazioni, club, comitati, presenti a Mazara e in provincia facciano altrettanto.

Sul referendum, a livello nazionale, sono state ascoltate autorevoli voci a favore dell'acqua pubblica: da parte di giuristi, modo cattolico, uomini di cultura, scienza e arte.

La commissione di Vigilanza RAI, in forte ritardo, ha approvato il Regolamento che obbliga il servizio pubblico a: indire tribune referendarie, «con il dovere di prevederle anche nelle fasce orarie di massimo ascolto (18-22 e 30)»; trasmettere i messaggi autogestiti, veri e propri spot; realizzare trasmissioni di approfondimento dedicate al tema dei referendum; dare l’informazione nei telegiornali.


Il Comitato

Ogni approfondimento al sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua:Sito web: www.acquabenecomune.org

e del Comitato: Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com:



Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo

via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330

cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com



mercoledì 11 maggio 2011

FORUM SOCIALE ANTIMAFIA 2011


Un estratto del documento

"Si è ribadito con forza come il potere mafioso si sia espresso e si esprima tutt’ora attraverso il monopolio verticistico dei beni comuni, a partire dall’acqua; in tale prospettiva si è dibattuto anche dell’imminente referendum, per il quale è indispensabile il raggiungimento del quorum. Le riflessioni degli studiosi e dei vari relatori intervenuti hanno evidenziato l’indispensabilità di questo elemento per la sopravvivenza del pianeta. Sono stati denunciati i tentativi di privatizzare un bene che dovrebbe essere pubblico ma soprattutto gestito in modo partecipato e consapevole. Un esempio per tutti di business privato è quello delle acque minerali commercializzate attraverso la gestione illegale e chimicamente fuori dai parametri prescritti. Anche sul nucleare le considerazioni del Forum hanno individuato l’assenza di una politica energetica nazionale, la scarsa considerazione delle energie pulite, la continua sottomissione politica dei popoli che detengono le fonti energetiche utili nell’imminente futuro. È imprescindibile puntare su un modello democratico, partecipato e non centralizzato. È emersa la necessità di tornare ad abbracciare il domani come dimensione di riconquista dei diritti e non di subalternità al profitto capitalistico."

(vale la pena di leggere tutto il documento sul sito di RADIO AUT )

Ecolocal, il negozio dove si compra senza soldi

Nasce a Siviglia, dove nel 2007 " un gruppo di amici, tutti colleghi della Facoltà di Scienze Ambientali, ha costruito un progetto che si poneva come primo obiettivo quello di ripensare la vita urbana: la sua cultura, le sue relazioni sociali, lo sviluppo economico, l’uso dello spazio pubblico e il rispetto per l’ambiente."

"...L’Ecolocal è un nuovo concept store in cui , come dicevamo, non hai bisogno di soldi per comprare i prodotti. Puoi portare via ciò che ti piace, senza ulteriori spiegazioni e senza passare alla cassa. Se vuoi rinnovare il tuo guardaroba in vista della nuova stagione, senza pagare un centesimo, puoi benissimo farlo. Dai un’occhiata, scegli quello che ti piace e puoi prenderlo. Facile.

Ecolocal, è un’iniziativa che mira a promuovere il riciclaggio e la cura dell’ambiente. Questo piccolo negozio, situato nel centro di Siviglia, è nato come punto di incontro in cui informare ed educare al rispetto dell’ambiente. Il suo motto è: “Prendi quello che vuoi, lascia ciò che non serve“. L’idea è stata ben accolta e ben presto sono scaturite da lì un sacco di iniziative collaterali...)

(consigliamo la lettura dell'intero articolo, con tante idee da copiare,al link http://marraiafura.com/ecolocal-dalla-spagna-il-negozio-dove-si-compra-senza-soldi/)

venerdì 6 maggio 2011

L'Authority sull'acqua non intacca i Referendum



COMUNICATO STAMPA

L'Authority sull'acqua non intacca i Referendum

No all'ostruzionismo sul diritto di informazione

Tanto tuonò che almeno una pioggerellina andava prodotta. Ed ecco infatti il provvedimento di istituzione dell’Authority per l’acqua, contenuto nel Decreto Legge per lo Sviluppo Economico, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

Se il Governo pensa di ostacolare il voto popolare sui referendum del prossimo 12-13 giugno con la normativa appena approvata mente sapendo di mentire per almeno due motivi: non può essere un Decreto Legge ad eliminare un referendum, come più volte sentenziato dalla Corte di Cassazione; un’Authority è un organismo inutile in quanto, essendo il servizio idrico un monopolio naturale, non vi è alcun mercato da regolare, non intacca forma e sostanza dei quesiti referendari che perseguono proprio l’uscita dell’acqua dal mercato e l’uscita dei profitti dall’acqua.

Reclamiamo invece con forza e determinazione la fine dell’ostruzionismo sul diritto all’informazione dei cittadini in merito ai referendum. Il Regolamento approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai, approvato dopo una forte mobilitazione dei comitati referendari, prevede l’avvio delle tribune televisive dedicate ai referendum solo dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale : un’intollerabile violazione del diritto all’informazione, un altro intollerabile attacco alla democrazia, in merito al quale il Presidente della Commissione di Vigilanza deve intervenire immediatamente per accelerare i tempi.

Per quanto ci riguarda, la mobilitazione prosegue a livello nazionale e in tutti i territori. Sicuri che questa volta la partecipazione dei cittadini travolgerà ogni tentativo di metterle un bavaglio.

Tutte e tutti al voto il 12 e 13 giugno! Inondiamoli con una valanga di SI!

Roma, 6 maggio 2011




Un'Authority per l'Acqua - Contro il referendum il gioco basso del Governo

La Repubblica, Venerdì 06 maggio 2011


Acqua, nuova mossa del governo, un'Authority contro il referendum


L'iniziativa per "isolare" il quesito sul legittimo impedimento. L'esecutivo spiega: "Un regolatore indipendente sulla gestione ai privati"

di SILVIO BUZZANCA

ROMA - Il governo, dopo quello sul nucleare, tenta di "depotenziare" anche i due referendum sull'acqua e rendere inoffensivo quello sul legittimo impedimento. La mossa di Palazzo Chigi passa attraverso una norma inserita nel "decreto sviluppo economico", approvato ieri, che crea l'Autorità per l'acqua. Una novità che i comitati promotori dei quesiti hanno subito denunciato come "una farsa ideata al solo scopo di delegittimare il voto popolare". Con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, sicuro che "i referendum si faranno lo stesso nonostante i ladri di democrazia siano tornati in azione".
La nascita dell'Autorità per l'acqua è stata annunciata da Giulio Tremonti, ma è toccato a Stefania Prestigiacomo chiarire gli scopi del nuovo organismo. "Era necessario completare la riforma creando un organismo di controllo forte. Ci saranno più garanzie per cittadini e per l'ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso", ha spiegato il ministro dell'Ambiente.

REFERENDUM, L'APPELLO DEI GIURISTI 1

Il senso vero dell'operazione l'ha chiarito però Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico. "La decisione del governo - ha spiegato il membro del governo - testimonia che ci muoviamo nel solco del principio di sussidiarietà:

acqua come bene pubblico, regolazione indipendente, gestione in concorrenza e investimenti. Il referendum non sarà superato legalmente ma lo sarà nei fatti".

Dunque in questo caso, al contrario del quesito sul nucleare, l'obiettivo non sembra impedire il voto sul referendum con una nuova norma. La tattica è, invece, creare confusione nell'opinione pubblica, lanciando il messaggio che recarsi alle urne è inutile perché il governo è già intervenuto.

Mossa che, a sentire i sondaggisti sentiti da "il manifesto", sembra vincente. Ora come ora il quorum ai referendum è in forte dubbio. Effetto dell'oscuramento mediatico della vicenda e del passare del tempo dall'incidente nucleare di Fukushima. Tuttavia, se la Cassazione decidesse di ammettere il quesito sul nucleare, il quorum potrebbe tornare alla portata dei referendari.

Serve tuttavia molta informazione in tv. Ma su questo terreno quella che mercoledì sembrava una vittoria del fronte referendario, l'approvazione del regolamento tv da parte della Vigilanza sulla Rai, si è trasformata in un boomerang. Antonio Di Pietro, ieri, si è accorto che le norme approvate stabiliscono "che la trasmissione delle tribune televisive e radiofoniche riservate ai referendum e nonché dei messaggi autogestiti debba iniziare a partire dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale".

Così, denuncia Di Pietro, ci sarebbe una perdita di altre due settimane di informazione. E al 16 maggio slitterebbero anche gli spot su quando e come si vota. Della cosa si è accorto anche Marco Beltrandi, radicale eletto nel Pd, che ha votato no al regolamento. Beltrandi spiega che lo slittamento degli spot informativi al 16 maggio è frutto dell'approvazione di emendamento del Pdl che era stato riformulato proprio su quell'aspetto. Quanto basta all'Idv per chiedere l'immediata riconvocazione della Vigilanza e l'annuncio di un immediato ricorso al Tar.