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mercoledì 24 dicembre 2008

giovedì 11 dicembre 2008

Revoca della deroga n. 2928 del 28 dicembre 2007

REPUBBLICA ITALIANA
GAZZETTA UFFICIALE
DELLA REGIONE SICILIANA
PARTE PRIMA
PALERMO - VENERDÌ 5 DICEMBRE 2008 - N. 56

DISPOSIZIONI E COMUNICATI

ASSESSORATO DELLA SANITA'



Revoca del decreto 28 dicembre 2007, concernente autorizzazione all'utilizzo, in deroga del parametro Nitrati, delle acque in distribuzione potabile per l'approvvigionamento idrico di alcuni quartieri del comune della città di Mazara del Vallo.

Con decreto n. 2664/08 del 22 ottobre 2008, il dirigente generale dell'Ispettorato regionale sanitario ha revocato il decreto n. 2928 del 28 dicembre 2007, concernente l'autorizzazione provvisoria relativa alla situazione di emergenza idrica nelle acque in distribuzione potabile nella città del comune di Mazara del Vallo.
(2008.46.3231)002




MICHELE ARCADIPANE, direttore responsabile
FRANCESCO CATALANO, condirettore MELANIA LA COGNATA, redattore

martedì 9 dicembre 2008

Verbale 58

Il giorno 2 del mese di dicembre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18.00.
Aperta la seduta, si commentano le osservazioni maturate a seguito della partecipazione alla conferenza di servizi che si è tenuta il 28.11 nella sala Giunta del palazzo di città, con oggetto “Realizzazione del progetto di Riqualificazione Ambientale in Ambito Turistico-Campo da Golf nel Comune di Mazara del Vallo C/da Borgata Costiera”.

Non è stata una bella cosa assistere da spettatori a giochi fatti. Sarà che la seduta fosse realizzata in prosecuzione della precedente del 27 giugno, ma a chi era presente per la prima volta poco è stato dato da intendere. Tutto era rinviato a un già detto, il progetto si dava per scontato.

Il sindaco ha presenziato, non ha presieduto. Se non fosse stato per una battuta che grosso modo suonava così “Vi porrò un vincolo, ma non preoccupatevi, sarà assolutamente superabile: dovete impegnarvi a fare la raccolta differenziata”(!?), si sarebbe detto che il sindaco fosse assente, così come l'assessore all'Urbanistica, il quale, non si sa se facendo peggio, non ha proferito parola.

A condurre l'architetto Russo. A parte qualche richiesta di chiarimento rispetto a emungimento, utilizzo e depurazione di acqua da parte della dottoressa Sinacori, ufficiale sanitario all'AUSL n.9 di Mazara del Vallo, gli altri sono entrati nel merito non più di tanto. Il progettista, evidentemente interessato a strappare il nullaosta, ad ogni osservazione ha assicurato che il progetto sopporta modifiche in corso d'opera.

Queste le impressioni a caldo, non appena si avranno nelle mani il verbale della seduta e la relazione che accompagna il progetto, per i quali sarà avanzata formale richiesta, si potrà meglio interpretare l'atteggiamento dei presenti alla seduta e l'entità e qualità dell'intervento che si progetta di realizzare.

Questo storia del campo da golf merita un approfondimento, non per inserirsi nel malcontento dei cittadini (per la carenza di acqua in questi ultimi giorni numerose sono le lamentele giunte alle redazioni giornalistiche locali), ma per trovare una risposta a una domanda legittima “Supponendo che i ricchi abbiano il diritto di giocare a golf, se per loro si realizza un campo a Mazara del Vallo, qual è la ricaduta sulla città?”

Il progetto di che trattasi si configura come ampliamento del Kempinski Hotel Giardino di Costanza, una struttura alberghiera che da quando è sorta sembra brillare di luce propria: gli ospiti entrano nel grande albergo, che dista circa cinque chilometri da Mazara del Vallo, senza attraversare la città, pertanto, ammesso che aumenti il loro numero, nulla cambia per i mazaresi che già non fruiscono della presenza degli ospiti del Kempinski a vivacizzare l'economia locale.

Senza alcun beneficio, la città, dunque, sarebbe privata di una quantità di acqua pari, secondo stime approssimative, a 10/20 litri al secondo ( il fabbisogno di una città come Campobello di Mazara), e per questa grande quantità di acqua, non si potrebbe imporre neanche il pagamento del canone, essendo prelevata direttamente dalla falda.

Un vero e proprio furto.

La coscienza suggerisce di agire come si fece al tempo della battaglia contro l'insediamento della distilleria Bertolino in territorio di Mazara del Vallo.

La seduta è tolta alle ore 20.00
Il Comitato

lunedì 8 dicembre 2008

Intercettare e ridurre il contenimento dei nitrati in falda. La soluzione

Riceviamo e pubblichiamo

In agricoltura nitrati sotto controllo con le fasce campione.

Fasce tampone di una pianta graminacea il Lolium perenne, per intercettare e ridurre il contenimento di nitrati nelle acque di falda.

E’ questa la soluzione che viene fuori da uno studio condotto dall’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste sui terreni in pendio nel territorio di Sciacca.

In particolare la ricerca ha evidenziato l’efficacia delle fasce tampone nel trattenere i nitrati anche quando gli interfilari del vigneto vengono inerbiti con la Veccia (Vicia sativa), una leguminosa utilizzata prevalentemente per l’alimentazione del bestiame, facendo anche un confronto con la gestione tradizionale e l’inerbimento col frumento duro.

Biagio Hopps

sabato 6 dicembre 2008

L’aceto come alleato per la tutela dell’ambiente

Il primo passo è all’interno delle mura domestiche
L’aceto come alleato per la tutela dell’ambiente
di Leonardo Piras

Si sa che uno degli ambiti primari ove iniziare la tutela dell’ambiente è all’interno delle mura domestiche. Si pensi alla raccolta differenziata, all’utilizzo di tecnologie sostenibili come l’eolico o anche il semplice risparmio energetico casalingo, si pensi ancora all’utilizzo di lampadine a basso consumo energetico, gesti quotidiani efficaci ma il più delle volte poco sufficienti. In maniera del tutto smodata, per la pulizia della casa e degli arredi casalinghi, è l’utilizzo di svariati detergenti e detersivi, a volte indispensabili per una maggiore igiene e salubrità dell’ambiente casalingo, ma estremamente dannosi e nocivi per l’ambiente circostante, marino e terrestre. Uno degli espedienti naturali, e di gran lunga più economici e alla stessa stregua efficaci per ovviare l’uso di tali prodotti, è l’aceto di vino. Quando sentiamo parlare di aceto, lo immaginiamo come un semplice condimento per i cibi, e nulla più. Attraverso una piccola ricerca basata sulle proprietà dell’aceto, emerge come questo antichissimo prodotto possa diventare un valido ed efficace alleato nel mantenere pulito l’ambiente domestico esaltandone un aspetto non propriamente gastronomico. L’aceto può essere utilizzato al posto di detergenti chimici per stoviglie, pavimenti, bucato, o anche come smacchiatore, diserbante, valido per eliminare cattivi odori, a beneficio anche del portafoglio (l’aceto di vino ha un costo di 40/70 centesimo al litro). I consigli che di seguito leggerete, fanno esclusivo riferimento all’utilizzo dell’aceto di vino bianco. Efficace per la pulizia dei pavimenti, dal parquet al cotto, basta miscelare un bicchiere di aceto con un secchio da cinque litri di acqua calda, l’effetto è immediato. Da subito risalteranno le qualità sgrassanti e igienizzanti. State tranquilli, il forte odore svanisce nel giro di pochi attimi.

Anche per la pulizia del bucato l’aceto di vino bianco non teme rivali. Buono come ammorbidente, da miscelare mezzo bicchiere in una vaschetta da 100ml, funge anche da ottimo anti calcare per la vostra lavatrice. Non di secondo rilievo è il beneficio che ne otterrà la salute della vostra pelle, non più a contatto con i residui dei detersivi rimasti sui tessuti, provocando in molti casi allergie e disturbi, a danno nella maggior parte dei casi dei più piccoli. Infatti, uno dei strabilianti poteri naturali dell’aceto, è quello di favorire la disgregazione dei residui e degli enzimi dei detersivi, annientando il loro potere allergenico. Ottimo come anti calcare per la pulizia di superfici lavabili, si può impiegare per la igienizzazione di giocattoli, seggioloni, stendibiancheria e pattumiere o anche per la pulizia di superfici in formica o legno laccato delle cucine o dei bagni. Se le superfici sono piccole, basterà una semplice spugnetta imbevuta di acqua e aceto. Se poi ad esempio vogliamo eliminare i depositi di calcare da oggetti come griglie dei frigoriferi, rubinetti, basterà, ove le superfici lo consentano, immergerli per qualche ora in aceto bianco finché i depositi calcarei non si saranno sciolti definitivamente. Ulteriore utilizzo dell’aceto, potrà essere all’interno del vostro giardino. Assoluto o diluito in pochissima acqua, potrete utilizzare l’aceto al posto di pericolosissimi diserbanti per l’eliminazione delle erbacce dai giardini, piazzali o vialetti, una raccomandazione è quella di non utilizzare tale soluzione solo se l’area interessata è destinata ad usi agricoli ed in prossimità di alberi. Ma l’aceto può trovare molti impieghi in campo domestico. Ottimo anche per l’eliminazione di cattivi odori, eliminare l’area viziata, questa semplice vivanda il più delle volte utilizzata solo come condimento, permette di igienizzare le nostre case in maniera del tutto naturale e di salvaguardare l’ambiente, oltre a farci risparmiare qualche euro.

Da “L'opinione.it Quotidiano Politico Italiano”
Edizione 253 del 24-11-2008

martedì 2 dicembre 2008

Verbale n.57

Il giorno 25 del mese di novembre il comitato si riunisce alle ore 18.00.
Si fa il punto della situazione in ordine alla campagna a favore dell'ambiente finalizzata alla riduzione dei rifiuti e in seduta si stabilisce un nuovo contatto con il dirigente della catena di supermercati con il quale è stato già realizzato un incontro. Gli si chiedono dati al fine di snellire e intensificare la comunicazione reciproca e si ottengono risposte positive e nuovi impegni sul progetto.

Si osserva che il valore dell'iniziativa in cantiere aumenta quanto più si diffonde la consapevolezza che il sistema non si regge più dal punto di vista dello spreco delle risorse.

L'industria deve cambiare i modi di produzione, i consumatori le scelte di consumo.

Dotare un supermercato di distributori di prodotti alla spina, cioè sfusi, può essere un buon modo per coniugare le due cose in una proposta che torna utile al consumatore e al fornitore: il consumatore risparmia denaro, il fornitore aumenta la quantità delle vendite, in più ci guadagna l'ambiente perché si riduce il numero dei contenitori e degli imballaggi, potenziali intasatori di discariche indesiderate.

L'esperimento potrebbe essere imitato in altri supermercati e per contagio si avvierebbero comportamenti più rispettosi dell'ambiente.

Di seguito si parla del progetto di un campo da golf che la società Sicily House intende realizzare in contrada Costiera. Se ne discuterà il giorno 28 in una seconda conferenza dei servizi ( la prima si è tenuta il 27 giugno) che si terrà alle ore 10.30 nella “Sala Giunta” del Palazzo di Città.

L'oggetto “Realizzazione del progetto di Riqualificazione Ambientale in Ambito Turistico-Campo da Golf nel Comune di Mazara del Vallo C/da Borgata Costiera”, così come si legge nel sito ufficiale del comune, la dice lunga sui modi in cui si possono camuffare interventi di stravolgimento ambientale per ottenerne l'approvazione.

Sembra paradossale pensare di realizzare campi da golf in una regione storicamente carente di risorse idriche, eppure in Sicilia l'impossibile diviene possibile a colpi di legge e conseguenti nullaosta di insensate amministrazioni comunali.


A Mazara del Vallo si vorrà dimostrare il contrario? Sarà da vedere, e per questo si decide di essere presenti alla seduta del 28 e di vigilare nell'interesse dei mazaresi.

La gestione del servizio idrico nella città ha lasciato sempre a desiderare, l'approvvigionamento avviene a turno nei vari quartieri e da qualche anno nelle zone di Trasmazzaro e Tonnarella addirittura si fornisce acqua inquinata per la difficoltà di trovare nuove fonti che garantiscano qualità e quantità. Una deroga autorizza(!).

Con questa situazione di sofferenza come può un'amministrazione anche solo prendere in considerazione una richiesta che prevede come condizione prima uno spreco fuori misura di acqua? Anche se a Mazara del Vallo ve ne fosse a sufficienza, ugualmente si dovrebbe dire no ai campi da golf, oggi che a livello mondiale si parla di rischio desertificazione e si teme che le nuove guerre saranno per l'accaparramento di questo bene prezioso.

A voler prendere in considerazione le fonti più “ottimiste”, un campo da golf consuma 65.000/100.000 metri cubi di acqua all'anno, fonti scientifiche stimano un consumo di 250.000/300.000 metri cubi, il WWF, che è più pessimista, prevede i 600.000 metri cubi.


Se poi si analizza il termine “riqualificazione”, usato nella richiesta per definire l'intervento sull'ambiente, si osserva che riqualificare significa riportare alla qualità precedente e, nel caso specifico, non risulta che in contrada Costiera ci siano mai stati campi verdi comparabili a un campo da golf, il terreno è roccioso e vi crescono palme nane ecologicamente molto utili contro l’erosione e la desertificazione.

Contando di meglio informarsi dopo aver valutato gli esiti della conferenza di servizi che sull'argomento sarà tenuta il prossimo 28 novembre, la seduta viene chiusa alle ore 20,30
Il Comitato

lunedì 1 dicembre 2008

A favore dell'ambiente

In Sicilia si programma

ECOMEDITERRANEA 2008 - FIERA INTERNAZIONALE DELL'AMBIENTE E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE DEI PAESI DEL MEDITERRANEO
A EX DEPOSITO LOCOMOTIVE SANT'ERASMO - VIA MESSINA MARINE - Data: dal 2-dic-2008 al 5-dic-2008

La manifestazione si propone come vetrina delle tecnologie, delle realtà industriali, delle politiche e dei programmi a favore dell'ambiente e come luogo di incontro per gli operatori del settore. Durante la fiera si terranno convegni e workshop relativi alla tutela dell'ambiente, durante i quali saranno affrontate le tematiche che più da vicino riguardano le realtà dei Paesi dell'area mediterranea. Dal corretto smaltimento dei rifiuti, alla pianificazione di uno sviluppo sostenibile, fino all'agricoltura e alle energie alternative: gli argomenti dei convegni abbracciano un ampio spettro di tematiche che giornalmente si impongono alla ribalta dei principali mezzi di informazione.

Ecomediterranea si rivolge alle aziende, alle associazioni e agli enti pubblici che operano nell'ambito dell'agricoltura, delle energie alternative ed in generale a tutto ciò che è collegato alla qualità della vita, ospitando varie categorie di operatori di settori quali riciclaggio, trattamento delle acque, mobilità sostenibile, parchi e natura, ingegneria ambientale.
fonte BED-END-BREAKFAST.IT


In altre regioni si realizza


Prodotti alla spina, anche la Toscana verso l´accordo con la grande distribuzione

LIVORNO. Nei primi mesi del 2009 saranno probabilmente siglati i primi accordi raggiunti tra la Regione Toscana e i marchi della grande distribuzione per la diffusione della vendita di prodotti alla spina, ovvero senza imballaggio. L’iniziativa rientra nell’ambito delle azioni previste anche dalla nuova legge regionale sui rifiuti che puntano a una riduzione della produzione dei rifiuti: in questo caso infatti la vendita di prodotti alla spina (per esempio detersivi, ma anche prodotti alimentari come pasta, acqua , latte) significa eliminare imballaggi inutili destinati a diventare in breve tempo rifiuti e ad essere riciclati o smaltiti, comunque con un costo per la collettività e per l’ambiente.

«L’iniziativa parte dalla scorsa primavera – spiega l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini (nella foto – quando abbiamo fatto un primo passaggio con tutte le sigle che hanno punti vendita in Toscana. In realtà a un iniziale interessamento da parte di tutti, è seguita poi una reale collaborazione solo con alcuni di questi attori del grande commercio e per questo motivo vista la difficoltà per arrivare a un accordo unico, abbiamo deciso di affidare ad Arrr il compito di lavorare su singoli accordi, che come detto dovrebbero partire già dai primi mesi del 2009».

La Toscana dunque ha scelto una strada diversa da quella del Piemonte, dove vendita alla spina è già molto diffusa e dove si è raggiunto un paio d’anni fa l’accordo tra marchi della gdo e produttori alla spina, sotto il cappello della Regione Piemonte.

Strade diverse, ma si spera stesso risultato, visto che ad oggi in Toscana i corner di prodotti alla spina nei supermercati sono rarissimi, mentre paradossalmente c’è molta più attenzione da parte dei piccoli negozi.

«La regione può far molto su questo fronte – prosegue l’assessore - sia dal punto di vista della regia, sia da quello della comunicazione, con una campagna mirata a sensibilizzare le famiglie verso consumi più sostenibili. La nostra speranza poi è ovviamente che il successo dell’iniziativa contagi anche quei marchi che si sono mostrati restii e che fino ad oggi non hanno risposto alle sollecitazioni di Arrr, così come sproni anche le amministrazioni locali a promuovere accordi in tal senso».

Ovviamente la strategia della Toscana non si ferma solo ai prodotti alla spina, ma punta anche su altre buone pratiche da enfatizzare.

«La grande distribuzione – continua Bramerini – sta per siglare un altro accordo con l’assessorato alle Politiche sociali per sistematizzare la distribuzione di derrate alimentari prossime alla scadenza ad associazioni di volontariato, mentre abbiamo dato il nostro contributo anche per rendere più sostenibile il nuovo regolamento di attuazione del testo unico sul commercio, che è attualmente in corso di definizione. Nella parte relativa ai criteri attraverso i quali la Regione è chiamata a programmare i nuovi insediamenti commerciali abbiamo inserito parametri premianti per i comportamenti virtuosi, quali quello della riduzione degli imballaggi, del risparmio e dell’efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili».


fonte greenreport.it

sabato 29 novembre 2008

Verbale n. 56

Il giorno 18 del mese di novembre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Si analizza il risultato del primo approccio con il presidente di una società che gestisce una catena di supermercati, al quale è stata richiesta la collaborazione per avviare in città una campagna di educazione allo sviluppo sostenibile.

Le proposte illustrate sono state favorevolmente valutate e sulla base delle intese raggiunte si pensa che sarà possibile definire il progetto in un nuovo incontro già programmato.

Si passa, quindi, al tema che da due anni è costante per il comitato e cioè la presenza dei nitrati nell'acqua in distribuzione nelle zone di Tonnarella e Trasmazzaro.

Si ascolta la testimonianza del proprietario di un terreno sul quale passerà la condotta, il quale riferisce che gli è stato chiesto il permesso di posa in opera della tubazione. Siamo dunque in fase di realizzazione, ed è passato un anno dalla proroga della deroga, due anni dalla deroga e molti di più da quando il fenomeno è noto agli “addetti ai lavori”.

Si lavora a rilento, passa il tempo e i cittadini dimenticano che c'è un problema, un problema serio. La stampa sembra concorrere a far dimenticare quando titola “Lavori per aumentare la portata d'acqua potabile”* invece di esplicitare, quanto meno nell'articolo, che questa acqua potabile serve per miscelarla con quella non potabile e far abbassare la concentrazione di nitrati (che è quanto crede di poter fare l'amministrazione). Ma naturalmente non è utile far ricordare il pericolo che ancora corrono i cittadini utilizzando acqua inquinata.

Si parla di raddoppio della linea, si chiedono permessi per l'attraversamento dei tubi della nuova condotta, ma intanto si è pensato a riparare le perdite nella rete idrica?

Si segue la strada di aprire nuovi pozzi per trovare acqua con la quale diluire quella inquinata e non si approfondisce la ricerca delle cause che hanno determinato il fenomeno.

È soltanto l'agricoltura intensiva a determinare la forte presenza di nitrati nella falda o contribuiscono anche i reflui delle cantine?

Tutte domande di buon senso, ma non se le pongono gli amministratori.

Sempre di più si pensa, come comitato, alla necessità, all'urgenza di cavalcare l'ostacolo rappresentato dalle candidature imposte, imponendo ai candidati il programma, il programma elaborato da tante teste, quelle di tutti i cittadini.

Se non è troppo tardi, è il caso di avviare un sondaggio sulle questioni più salienti, per definire le grandi linee sulle quali operare le scelte e, su queste, due o tre opzioni per arrivare alla stesura di due, tre programmi da sottoporre a nuovo sondaggio e, dopo tutte le limature possibili, giungere alla definizione del programma maggiormente condiviso fra i cittadini, da sottoporre in incontri pubblici ai candidati. Chi dimostrerà di condividere più punti del programma, potrà ottenere i voti dei cittadini.

Siamo in un momento di vero stallo, dalla ormai lontana e dimenticata primavera, che svegliò la speranza dei cittadini, molti passi indietro sono stati fatti ed oggi ripartire significa ricominciare da zero.

Il progetto del programma ha bisogno di un percorso, un'analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza di questa città, e si dovranno trovare le persone competenti per farlo, veri professionisti.

In fondo i cittadini chiedono cose essenziali, servizi fondamentali, a partire dall'acqua, giusto per toccare il problema più scottante.

Non gliene importa nulla delle inutili opere pubbliche, realizzate senza un programma organico di sviluppo, solo per spendere, spendere, spendere.

La spesa finalizzata solo a se stessa è il solo scopo di questa amministrazione.

Il comune di Mazara del Vallo, per opera di questi amministratori, ha contratto nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti e nei confronti della BNL debiti per un ammontare che non può che essere definito astronomico. Ma questo non basta. A soli fini elettorali, l'amministrazione ha ritenuto, con una operazione dissennata, di rilevare i carrozzoni dell'ex IPAB (S. Agnese e S. Agostino), assumendo in carico non solo tutto il personale, inutile per il comune, ma anche tutti i debiti che questi fallimentari enti avevano contratto nella loro fallimentare amministrazione. Conseguenza l'ulteriore aggravio del bilancio comunale.

La somma di tutte queste operazioni, compreso il mancato rispetto del patto di stabilità, ripetuto negli anni, fa intravedere all'orizzonte per la città la dichiarazione di un sicuro dissesto economico, con la naturale conseguenza che a ripianare i debiti dovranno essere i cittadini incolpevoli, sui quali graverà il raddoppio delle tasse comunali. Come se già non pesassero troppo, considerato il poco o il niente in beni e servizi forniti!

Perché questa disastrata città, per colpa delle dis-amministrazioni che si sono susseguite, dai fasti di una volta non precipiti verso il limite prossimo di ultima città della provincia, per qualità di vita e assenza di prospettive di sviluppo, occorre sapere dove vanno a finire tutti soldi dei mazaresi, chiedersi se è normale che per i dipendenti si spenda il 70% del bilancio comunale, e rimanga così poco per servizi essenziali e gli investimenti vitali.

Bisogna cominciare a ragionare su queste cose. Chiedere la pubblicizzazione del bilancio comunale, come si fa in altri comuni e in tutte le aziende pubbliche e private. Ottenere la trasparenza anche a costo di caricarsi dell'onere di accedere alle informazioni e renderle pubbliche.

Attivarsi per creare un punto di riferimento, intercettando i giovani, i trentenni che sembrano scomparsi.

Il comitato intende seminare, ma prima di seminare, preparare il terreno.


Se lo sforzo, non sarà sufficiente, sarà da dire, “Non ci resta altro che piangere” utilizzando, come anticipo profetico, il titolo di un noto film di Massimo Troisi.

La seduta e' tolta alle ore 21,00

*Giornale di Sicilia domenica 16 novembre 2008

Il gioco delle parti

Il 25 novembre 2008 il Giornale di Sicilia titola “Miscelazione dell'acqua dei tre pozzi di Fiumara con quella di Ramisella” Era ora! Finalmente il grande annuncio!

Ma basta scorrere la notizia che subito notiamo un vuoto di certezza, già nella prima informazione “...entro il 31 dicembre dovrebbe avvenire la miscelazione dell'acqua proveniente dai tre pozzi di Fiumara con quella dei pozzi di Ramisella” la notizia della miscelazione viene messa in dubbio dall'uso del condizionale, che continua anche nella seconda informazione “la miscelazione dovrebbe consentire il rientro dei valori di nitrati”, e nella terza" sarebbe stato appurato che la portata dell'acqua proveniente dai nuovi pozzi è di 30 litri al secondo, mentre i valori dei nitrati si aggirerebbe sui 24 milligrammi per litro”

Tutto in forse. L'amministrazione, dunque, non ha certezze, agisce per tentativi con tanto sperpero di tempo e denaro.


Già il 20 ottobre 2008 il Giornale di Sicilia titolava “Parte il collegamento con i nuovi pozzi di Fiumara”. Anche qui tanto di titolo per un vuoto di notizia! A ben ricordare i lavori di escavazione erano iniziati il 5 marzo, cioè ben sette mesi prima, quindi l'annuncio avrebbe dovuto suscitare l'indignazione dei cittadini, ma la città dorme, chi veglia legge solo i titoli e i titoli servono a nascondere la sostanza, cioè il non detto, quello che sta sotto le parole: l'inefficienza dell'amministrazione.

Così i cittadini distratti non si accorgono che comunicare che è stato fatto un passo dopo sette mesi dall'inizio dei lavori di escavazione dei pozzi non è una grande notizia, come non è una grande notizia l'ipotesi di poter aver un'acqua con una concentrazione di nitrati accettabile solo allo scadere della proroga alla deroga.

Di fatto l'amministrazione ha necessità di dimostrare che qualcosa sta pur facendo. Serva o non serva a risolvere il problema. Solo questo è sufficiente ad ottenere il rinnovo della proroga. Poi l'acqua può rimanere inquinata per tutto il tempo che l'amministrazione crede.

Il prefetto, per parte sua ha fatto lo stesso: ha convocato sindaco e assessore per chiedere l'accelerazione dei lavori di escavazione e di miscelazione, ed è quanto basta per dimostrare che la sua parte l'ha fatta.

Avevamo taciuto sulla notizia, troppo stanchi di rimarcare che l'amministrazione nulla fa e nulla ha fatto per risolvere il problema, produce notizie giornalistiche sufficienti a confondere i cittadini e a giustificarsi nei confronti degli enti preposti al controllo. In questo gioco si presume che tutte le autorità concorrano.

Siamo al solito gioco delle parti.

Silvana Mannone

martedì 25 novembre 2008

I consigli di Delia. Da Palermo

A Palermo i soci del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) T......... si scambiano utili informazioni. Un buon esempio da imitare in altre città.

Cari T.........,

ecco a voi gli indirizzi e le Info tratte dall'ultimo incontro di giovedì 13 novembre 2008:



-per i detersivi sfusi basta portare il proprio contenitore vuoto e andarlo a riempire da Equonomia, via Bonanno 92/94 il detersivo è molto concentrato quindi bisogna diluirlo con acqua nelle dosi indicate, io metto anche un po' di succo di limone o poche gocce di olio essenziale di limone e tea tree per l'azione antimicotica e disinfettante.



-per gettare l'umido (SI-tutte le bucce e i vegetali anche cotti, SI-bustine di thé senza metallo e carta, SI- resti del caffè, NO- pasta, NO-cereali, NO- pane, NO-carne, NO-ossa, NO-carta, NO- legno, ) Vivaio Ibervillea, La Vignicella - all'interno dell'ex ospedale psichiatrico.


-per il baratto ogni venerdì pomeriggio/sera ore ASK 191 - viale Strasburgo 191



-per Info su educazione ambientale, se cerchi libri sull'ambiente e se vuoi riciclare i cellulari rotti:ORSA - via Imperatore Federico 60 -



-se vuoi riciclare i cellulari rotti:

istituto Pedro Arrupe, via Franz Lehar 6



-per rigenerare le gomme del tuo mezzo:

Panormus Gomme - via Giafar 6/A Zona Industriale Brancaccio

Leader Pneus - S. S. 113 Km 282 Carini



-per riciclare l'olio vegetale di frittura usato vai in via Emerico Amari 38 - ditta Pecorella - ci fanno il Biodiesel!



-per riciclare l'olio di macchina invece vai dal distributore di benzina vicino casa.



Inoltre:

-se hai tempo prendi visione del libretto rosa che abbiamo ricevuto durante l'incontro, potrebbe essere utile scambiarci opinioni

-inizia a controllare i marchi del riciclo dei prodotti che compri per esempio il marchio CA

indica che quella carta e quel cartone possono essere riciclati.

-se puoi compra batterie ricaricabili - quelle della Beghelli sono già cariche all'acquisto



...e forza!

lunedì 24 novembre 2008

Acqua e campi da golf

Mentre in altre regioni si avviano regolamenti mirati al risparmio idropotabile, in Sicilia si delibera l'approvazione di campi da golf, vere idrovore, capaci di lasciare a secco una città.

Da parte di una cittadina attenta, che segue l'operato dell'amministrazione comunale e si preoccupa per tutti i cittadini che ne subiscono le conseguenze, ci giunge questa mail

"Vi segnalo questo comunicato stampa del Comune di Mazara pubblicato sul sito
istituzionale.
Il sistema idrico è in crisi: acqua ai nitrati con valori non a norma;

interruzione del servizio idrico ai cittadini morosi; interruzione del servizio
dovuto a disagi e problemi tecnici con ripercussioni nei confronti di tutti i
cittadini anche per quelli che hanno sempre pagato le bollette.
E contemporaneamente si pensa alla riqualificazione ambientale della zona con
la realizzazione di un progetto in ambito turistico (riporto le parole del
comunicato): "campo di Golf nel Comune di Mazara del Vallo - c.da Borgata
Costiera"
. Ditta Sicily House


155_08E.pdf
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Noi aggiungiamo che sempre sul sito ufficiale, attraverso un nuovo comunicato stampa, si apprende che i lavori della conferenza di servizi sullo stesso oggetto riprenderanno in data 28 novembre alle ore 10,30.

Fra il 27 giugno, data della prima conferenza di servizi, e la prossima c'è di mezzo quanto avvenuto il 21 ottobre in Assemblea regionale, eloquentemente riportato da

La Nuova Ecologia.it
il giornale di Legambiente

Via libera ai campi da golf in Sicilia
Legge approvata con voto segreto

di TIZIANO GRANATA

L'Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera definitivo ai "green" entro i 150 metri dal mare. A ringraziare è innanzitutto il Golf resort Rocco Forte a Sciacca (Agrigento), bloccato per aver sconfinato oltre la fascia di rispetto di 150 metri

È stata approvata. Adesso un altro "sogno siciliano" è realtà. Tutte le spiagge siciliane teoricamente potrebbero diventare campi da golf. Nella serata di ieri l'Assemblea siciliana ha dato il via libera definitivo ai "green" entro i 150 metri dal mare. A ringraziare è innanzitutto Sir Rocco Forte e il suo Golf resort di Sciacca (Agrigento), bloccato perché i suoi campi avevano sconfinato oltre la fascia di rispetto di 150 metri. Gran parte degli abusi del resort di Sciacca sono già stati sanati dalla Regione a posteriori con una seconda autorizzazione, dopo che la prima essere stata totalmente disattesa nella realizzazione delle opere. L'unico abuso che non può proprio essere sanato riguarda le due buche sulla spiaggia.
In Sicilia funziona così. L'abusivismo edilizio e le violazioni urbanistiche appartengono ormai a un lontano passato, almeno per alcuni. Se la legge non ti permette di costruire un campo da golf in riva al mare, basta cambiare la legge. E come se non bastasse, su richiesta della maggioranza l'assemblea siciliana ha approvato il provvedimento a voto segreto.
"L'approvazione della legge segna un momento importante per lo sviluppo di una attività che vuole unire passione sportiva, valorizzazione dell'ambiente e sviluppo economico", ha dichiarato Giulia Adamo, presidente del gruppo misto che era stata fra i promotori del provvedimento. "La nostra Regione - ha proseguito - si è dotata oggi di uno strumento intelligente, che coniuga la necessità di tutela del territorio con la possibilità di valorizzarlo a fini sportivi e turistici. Questo è ancora più importante in un settore che tradizionalmente genera un ciclo economico virtuoso con ricadute positive su tutto il territorio."
 
Nei giorni scorsi ad esultare era il sindaco di Sciacca: «Era necessaria una nuova norma che eliminasse, tra le altre cose, l'assurda equiparazione di una buca a un edificio in riva al mare». E ancora: «Auspico che questo passaggio legislativo rappresenti l'inizio di un processo nuovo, virtuoso, senza più ostacoli normativi e lungaggini burocratiche che consenta a tanti imprenditori di investire serenamente in Sicilia e a sir Rocco Forte di ultimare il suo progetto».
 
"Quella che si è consumata ieri, è una delle pagine più tristi dell'Assemblea regionale siciliana - ha commentato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia
- Legambiente non ha mai avuto alcun pregiudizio ideologico contro questo genere di strutture, quello che contestiamo e denunciamo sono gli abusi. Emerge il fatto che piccoli e grandi interessi privati e particolaristici condizionano la vita politica siciliana al punto da farsi votare delle norme ad hoc".
 
Legambiente Sicilia, che da anni denuncia l'affare che si nasconde dietro ai 48 campi da golf previsti nella regione, ha già messo in moto i propri legali per chiedere al commissario dello Stato che venga impugnata.
In Sicilia il territorio, l'ambiente, il paesaggio non hanno valore, sono in svendita. I campi da Golf dietro l'immaginario dei prati verdeggianti e della natura, nascondono vere e proprie operazioni di speculazione edilizia. Il giocatore da golf deve pur dormire e mangiare. Così vicino alle buche sorgono gli alberghi e tutte le attività turistiche connesse. Nel Golf resort di Sciacca ci saranno un albergo da 500 posti letto e 30 ville.
 
È questo il vero affare del golf in Sicilia. Tutto questo in deroga alle norme, in nome dell'ennesima occasione di sviluppo economico per una Regione che nonostante i milioni di euro piovuti non ha mai avuto una reale ripresa economica e una qualità della vita dignitosa. Proprio nell'agrigentino, a pochi passi dal golf resort, la popolazione vive ancora l'inciviltà di una società che non può permettersi tutti i giorni il lusso dell'acqua per lavarsi o cucinare.
 

Che cosa c'entra questo con il benessere che porteranno i campi da golf? Gestire un campo da golf significa avere a disposizione molta acqua per irrigare e mantenere vigorosi i prati verdi, soprattutto d'estate. Forse la gente dopo tanti anni ha fatto l'abitudine a vedere l'acqua una volta a settimana. Ma riuscirà ad assuefarsi nel vedere il proprio rubinetto a secco e gli annaffiatoi dei campi da golf di Rocco Forte funzionare a pieno regime? Purtroppo per la Regione Sicilia e i suoi onorevoli questa non è una priorità.

 
22 ottobre 2008 - TAG: Golf | Sicilia | Cemento |

Il comitato consiglia la visione del film ""Le mani sulla città" di Dino Risi.

sabato 22 novembre 2008

Invasione punteruolo rosso

Riceviamo e pubblichiamo

Nenti Sacciu !!!!

Quando si dice che << a lu mazzarisi l'acqua lu vagna e lu ventu l'asciuca>>; Siamo in piena emergenza per l'invasione del punteruolo rosso, coleottero che con una sistematicità impressionante sta cambiando il panorama delle nostre zone, distruggendo le palme che fino a ieri abbellivano le nostre strade, le nostre piazze, i nostri giardini. Gli organi competenti (cioè L'Assessorato della Agricoltura e delle Foreste), ha con il decreto emanato il 06 Marzo 2008, approvato le misure fitosanitarie volte al controllo e all'eradicazione del "Rhynchophorus ferrugineus". Cita testualmente il decreto: E' fatto obbligo ai Comuni, Enti Pubblici e privati, proprietari di giardini domestici, vivaisti, importatori e a tutti gli altri soggetti interessati, ottemperare a tali disposizioni. Qui casca l'asino, perché a me sembra che nessuno di questi soggetti si è mosso, oppure se si è mosso, lo ha fatto talmente piano che nessuno se ne è accorto. Allora noi abitanti di Mazara e viciniori, vogliamo prendere l'iniziativa cominciando a fare un monitoraggio e segnalare la presenza del coleottero nei nostri giardini, in modo da avere quantomeno la chiarezza sull’estensione del fenomeno. Considerate che un adulto di punteruolo rosso vive appena tre mesi, e riesce a deporre sulla palma da 200 a 250 uova. Sia uova che larve, di questo curculionide, rimangono nascoste all’interno della chioma di palme adulte. Le larve completano lo sviluppo in circa due mesi. Le infestazioni interessano principalmente la corona, le ascelle fogliari e le diverse parti del tronco, sfruttando le eventuali ferite causate nella palma. Una volta attaccata la palma muore nel giro di 6/8 mesi.
Basta semplicemente telefonare allo 091 229019
“Osservatorio Malattie delle Piante”, a Palermo.
E-mail: agri1.controlloomppa@regione.sicilia.it
Fax: 091/6853513
Indirizzo: Viale Uditore 13/a - Palermo – 90135


Grazie per la eventuale divulgazione che Ella potrà fare, anche per non lasciare cadere nel dimenticatoio questo importante problema.
Forza che siamo in guerra contro questo coleottero

Biagio Hopps
Direttore Agrario Coordinatore
c/o Ente di Sviluppo Agricolo
Palermo

Gela verrà risarcita per danni ambientali

Il Consiglio vira sull’ambiente

Questa volta l’Assemblea civica fa sul serio. Bisognerà attendere gli sviluppi futuri sulle risposte e iniziative che verranno poste in essere dall’Eni e dal Ministero dell’Ambiente per potere affermare che Gela sarà risarcita per i danni e i malanni provocati dalla presenza dell’industria petrolchimica. Intanto, in questa prima fase c’è un verdetto unanime del Consiglio comunale che trova la stessa amministrazione sulla stessa lunghezza d’onda. Crocetta di ritorno dalla sua missione romana che lo ha visto in contatto con gli alti funzionari del Ministero dell’Ambiente, ha fatto subito sapere che molto presto sarà avviata un’azione risarcitoria nei confronti della Raffineria per i danni accertati al territorio gelese. Ci sarà da esperire un’approfondita indagine sull’inquinamento che non si vede, quello più subdolo che si insinua sotto terra tra le falde e sulle polveri che col tempo si sono depositate nella piana e nel fondo marino. Una difficile ricerca delle prove per inchiodare la Raffineria alle sue responsabilità e potere così fruire degli indennizzi giusti e riparatori per quelle famiglie colpite da lutti.
Sono tante le morti di persone che avevano lavorato all’impianto di clorosoda dismesso nel ’94, tanti i morti per tumore ai polmoni, alla vescica, tanti i bimbi malformati. Non si parla di disastro ecologico, ma siamo quasi a questi livelli. Si stenta ancora ad avere un monitoraggio ed il libro dei tumori nonostante il grido di allarme lanciato dagli ambientalisti e da Antonio Rinciani che presiede un’associazione di genitori di bimbi malati.
Il sindacato si muove con prudenza data la delicatezza del problema. Non è una decisione scontata quella di mettere al bando l’utilizzo del pet coke per fare marciare la megacentrale elettrica. Per una eventuale riconversione dell’impianto occorrerà predisporre un piano industriale che preveda un altro combustibile (possibilmente il metano) per fare marciare la centrale.
Intanto il confronto con l’Eni richiesto dal Consiglio comunale servirà a chiarire tutti gli aspetti di questa triste e allarmante vicenda legata all’inquinamento ed ha trovare soluzioni accettabili nell’interesse del nostro territorio. Per ottenere il massimo occorrerà ricercare linee unitarie tra Consiglio, Giunta, sindacato, ambientalisti.
E’ chiaro che anche la Provincia per le sue competenze dovrà fare la sua parte e muoversi in sintonia. Si tratterà della solita impennata d’orgoglio o questa volta si fa sul serio? Ce lo auguriamo nell’interesse dei nostri figli e nipoti. Ma veniamo ad una sintesi della seduta di lunedì 17 novembre dove si è parlato di ambiente e so è deciso all’unanimità di dire no al pet coke utilizzato dalla Raffineria per produrre energia elettrica. La richiesta unanime è stata di invitare i signori dell’Eni a rispondere alle tante domande che il Consiglio ha da far loro.
Ad aprire i lavori è stato il vice presidente Dionisio Nastasi ha illustrato il lavoro fatto dalla Commissione ambiente ed i passi che si accinge a fare riguardo ai controlli dell’inquinamento al Petrolchimico. Tanti gli interventi registrati.
Paolo Cafà (DeS) ha sostenuto la tesi che la battaglia va fatta assieme all’amministrazione e che la seduta andava chiusa con l’approvazione di un documento bipartisan. Cosa che poi è avvenuta. Lucio Greco (Pdl) non è stato tenero con la Raffineria ma anche duro con l’Amministrazione di cui non si sa se ha avviato indagini conoscitive. Ha puntato il dito contro l’Eni e si è chiesto chi mai ha controllato se gli investimenti annunciati sono stati effettivamente realizzati. Ha parlato quindi di un grosso potere contrattuale che occorre costruirsi intraprendendo un’azione forte contro l’Eni. Anche la Cassarà si è dichiarata concorde nell’invitare gli interlocutori in aula consiliare per confrontarsi con i rappresentanti del popolo. Ha sostenuto la necessità di essere più pragmatici e di votare all’unanimità un documento forte. Una frecciatina a Lucio Greco che aveva elogiato l’operato del giudice Sutera Sardo intervenuto con mano pesante per la difesa della salute dei cittadini e che ora abbiamo perso. “Non dobbiamo essere nostalgici – ha replicato la Cassarà – non abbiamo perso nulla. In procura ci sono altrettanti bravi magistrati”.
Peppe Ventura (Pd) ha sostenuto di dovere fare una grossa rivoluzione per risolvere il problema dell’inquinamento, stabilire un calendario delle azioni da intraprendere e dare un termine alla Raffineria per la bonifica del territorio. Oltre a redigere dei documenti occorre anche essere consequenziali.
Trainito (Pdl) ha detto che occorre cambiare mentalità, dare un seguito al documento che si andrà ad approvare e invitare subito i nostri interlocutori assieme alle associazioni ambientaliste ed ai sindacati. Insistere sul risarcimento alle famiglie ed ai genitori dei bambini malformati.
Il socialista Rinciani che aveva lanciato l’allarme nel 2002, era stato accusato dai suoi stessi colleghi di fare allarmismo ingiustificato ed ora i fatti gli danno ragione. Anche lui si è dichiarato d’accordo ad invitare i dirigenti della Raffineria per un confronto pubblico e per conoscere ciò che intendono fare.

Autore : Nello Lombardo

da Corriere di Gela online

venerdì 21 novembre 2008

Secondo forum italiano dei movimenti per l'acqua

da greenreport.it

FIRENZE. Prenderà il via domani (e proseguirà anche il 23 novembre) ad Aprilia il secondo Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Sono passati oltre due anni dal primo Forum e il Movimento per l’acqua come bene comune, diritto umano universale e contro la sua privatizzazione, ha compiuto un bel tratto di strada, radicandosi nei territori e consolidando le sue esperienze. Nel recente passato i passaggi sicuramente più importanti sono rappresentati dalla elaborazione della legge d´iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell´acqua, la sua gestione pubblica e partecipativa intorno alla quale sono state raccolte oltre 400mila firme, e l’organizzazione della prima manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell´acqua e per la difesa dei beni comuni, con 40.000 persone che hanno sfilato per le strade di Roma.

Intanto la situazione internazionale e interna sta mutando velocemente, è in corso una gigantesca crisi economica e finanziaria, si è approfondita la crisi alimentare ed è sotto gli occhi di tutti la crisi ecologica, a conferma, secondo il Movimento, della validità dell’azione politica sviluppata in questi anni.

«Siamo di fronte al palese fallimento delle privatizzazioni e della loro vantata efficacia, efficienza ed economicità - dichiarano dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua - dopo averle promosse per decenni agitando lo spauracchio del debito pubblico, oggi il mondo è travolto da un gigantesco debito privato
. Oggi sono i grandi poteri bancari e finanziari ad invocare l´intervento pubblico e il sostegno statale. Oggi sono i più sfrontati liberisti a dichiarare il fallimento del mercato. Lo scopo è chiaro - continuano dal Forum - ottenere un nuovo travaso di risorse dalle collettività ai poteri forti per rilanciare i flussi finanziari mondiali e riprendere le politiche di´espropriazione delle risorse, la svendita del patrimonio pubblico, la prosecuzione delle privatizzazioni».

“Acqua pubblica riprendiamoci il futuro!” sarà lo slogan dell’assemblea di Aprilia con la consapevolezza che la battaglia, almeno in Italia su questo tema si fa sempre più aspra. Mentre la prossima settimana il Consiglio comunale di Parigi approverà la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato (in questo caso ad essere “tagliate” saranno le due più grandi multinazionali mondiali dell’acqua, Veolia e Suez), da noi sono state approvate normative come l´art. 23 bis della legge 133/08 che mettono definitivamente sul mercato l´acqua e i servizi pubblici locali, espropriando gli enti locali dalla gestione e dal controllo democratico.

Da qui il Movimento per l’acqua rilancerà una forte vertenza nazionale di abrogazione dell´art. 23 bis della Legge n. 133/08, che accompagnerà le molte vertenze territoriali sui temi centrali trattati fino ad oggi, ma probabilmente ci saranno anche alcune innovazioni di strategia con l’allargamento del raggio di azione - informano dal Forum - con la messa a punto di un piattaforma generale di mobilitazione sull’intero ciclo dell’acqua «dalla lotta per il diritto ad un´acqua di qualità e contro gli inquinamenti e le nocività, a quella per la conservazione della risorsa e contro gli usi dissennati della stessa in campo agricolo, industriale, energetico e urbanistico».

Se da un lato poi verrà confermato l’impegno internazionale, in particolare nella Rete Europea per l´acqua pubblica, anche in chiave di preparazione del Forum mondiale alternativo dell’acqua del marzo 2009 ad Istambul, che contesterà il Forum “ufficiale” gestito dai governi, in prospettiva sul territorio nazionale verrà incrementato il confronto con le altre esperienze di movimento, ultimo quello dell’“Onda” per la scuola pubblica, di cui il Movimento per l’acqua rilancia lo slogan "Noi la vostra crisi non la paghiamo" sottolineando la necessità di una «nuova democrazia e di un nuovo assetto sociale ed economico globale, un altro mondo possibile».

giovedì 20 novembre 2008

Risarcimento danni ambientali

Un sindaco puo'.....

INQUINAMENTO
AMBIENTE: SINDACO GELA, CHIEDERO' RISARCIMENTO DANNI A ENI

(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 19 NOV - Il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha annunciato che chiedera' all'Eni il risarcimento dei danni ambientali che lo stabilimento petrolchimico ha creato al territorio. Facendo riferimento a studi del Cnr, del ministero della Salute e dell'Universita' ''La Sapienza'' di Roma, Crocetta ha detto: ''C'e' inquinamento che si vede (come il fumo delle ciminiere) e c'e' l'inquinamento che non si vede, che si insinua nelle viscere della terra, che impregna l'insalata, che si annida nella frutta, che penetra nell'organismo umano''. E ha denunciato ''l'accertata presenza di mercurio nel latte materno di alcune donne di Gela''. Le accuse del sindaco sono rivolte a impianti inquinanti, come il ''Clorosoda'', che sarebbe stato smantellato solo in parte, perche', a parere di Crocetta, ''le tubazioni interrate sarebbero rimaste tali, in tutta la loro pericolosita'''. E chiede ''piu' incisivi interventi di bonifica del suolo e del sottosuolo, dentro e fuori la fabbrica. E l'apertura a Gela di un osservatorio permanente del Cnr''. Il consiglio comunale, che ha intimato all'Eni di ''non usare piu' il pet-coke come combustibile per produrre energia elettrica, perche' troppo inquinante'', sta approntando un programma sul territorio chiamato delle ''5R'' per ottenere ''Riconversione, Risanamento, Recupero, Ristoro e Risarcimento''. (ANSA). Y9P-FI/GIU
19/11/2008 18:02

mercoledì 19 novembre 2008

Verbale n.55

Il giorno 11 del mese di novembre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Si parla di riduzione e riciclaggio dei rifiuti, tema che sarà affrontato in Italia nella Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, durante la quale si realizzeranno convegni, mostre, laboratori.

Con la raccolta di tappi di plastica da avviare al riciclaggio, a Mazara del Vallo si intesta l'iniziativa una scuola.

È da augurarsi che in questa occasione si risvegli l'interesse ai temi del risparmio e del riuso e, come cittadini responsabili, ci si orienti verso comportamenti più consapevoli, a cominciare dal “rifiuto del rifiuto” e cioè evitando di acquistare ogni giorno nuovi sacchetti di plastica per la spesa e riusando, piuttosto, quelli dei precedenti acquisti. Se poi si ricorresse, come un tempo, alla vecchia “sporta” non sarebbe male.

Anche la grande distribuzione potrebbe fare la sua parte per dare un contributo alla riduzione di involucri e contenitori di molti prodotti, dotandosi, per esempio, di distributori di latte alla spina, detersivi, pasta, ed altro, come già avviene in molte parti d'Italia.

Su queste riflessioni si matura l'idea di realizzare dei contatti con i gestori dei supermercati locali, ai quali avanzare delle proposte di collaborazione per una campagna sulla eco-sostenibilità.

In seduta, si dà incarico di fissare per la prossima settimana il primo appuntamento.

Le buone alleanze possano produrre buoni frutti: attraverso i consumatori che giornalmente frequentano i supermercati possono essere veicolati messaggi del tipo “pubblicità-progresso” e con offerte mirate, diffusione di materiale cartaceo, possono giungere nelle case di tutti i cittadini suggerimenti, consigli, un minimo di informazione utile a promuovere il consumo critico e il rispetto dell'ambiente.

In una città, che da anni soffre del grave problema della presenza di nitrati in falda, un'attenzione ai rifiuti nocivi all'ambiente, agli usi e consumi di prodotti inquinanti, agli sprechi di acqua, ai pericoli degli sversamenti inquinanti contribuisce ad una assunzione di responsabilità da parte degli inquinatori inconsapevoli e rafforza l'azione diretta alla individuazione degli inquinatori consapevoli.

Bisogna contare sulle proprie forze quando si scopre che l'amministrazione è insensibile ai problemi ambientali e gli uffici comunali si rivelano sottodimensionati o privi di personale competente tanto che non si interviene anche dove una semplice disposizione può evitare il peggio.

È il caso del depuratore di Mazara 2, che una volta funziona, una volta no, e dove, fra l'altro, scarica l'auto-spurgo che opera sui pozzi neri privati e sulle condotte fognarie pubbliche, contribuendo ad intasare l'impianto e a farlo andare in tilt. Da qui l'acqua, attraverso la condotta, giunge al fiume Mazzaro con una carica batteriologica evidentemente superiore ai limiti di accettabilità. Ma non c'è controllo in uscita.

In questa situazione di degrado e abbandono, con acqua inquinata dai nitrati, con un impianto fognario trascurato e l'acquedotto colabrodo, si progettano sottopassaggi e si lastricano con materiali di pregio marciapiedi e viali.

La verità è che a Mazara del Vallo si fa quello che non serve, si spende per spendere, senza tenere conto delle emergenze che rendono invivibile la città, aggravando in tal modo, con lo spreco, la già drammaticamente affaticata economia nazionale.

E dispiace constatare che i suggerimenti di Giorgio Ruffolo sembrano buttati al vento. L'autorevole economista dichiara che nell'indirizzare gli investimenti è opportuno seguire il criterio dell'ottimizzazione: «cioè della distinzione, nelle allocazioni delle risorse, tra quelle ammissibili, quelle prioritarie e quelle non prioritarie».

Amaramente si constata che a Mazara del Vallo si è in presenza di una costante e persistente fuga di professionalità altamente qualificate, che con il loro operato corretto e competente potrebbero affrontare e risolvere i problemi che travagliano il territorio.

Mancano le opportunità, i migliori se ne vanno, anche perché rifiutano di soggiacere alla colpevole riproposizione di un andazzo sterile e distorto.

Di fronte a queste considerazioni i cittadini sensibili dovrebbero reagire in modo positivo creando solidarietà attorno ai professionisti, agli intellettuali onesti, ancora presenti in città, che più volte in manifestazioni pubbliche hanno dimostrato di conoscere le cause che hanno determinato il declino di questa città. Ad essi bisognerà chiedere di farsi carico delle aspettative in ordine alla rinascita.
La seduta è tolta alle ore 20,00.
Il Comitato

martedì 18 novembre 2008

Acqua, bene comune

Gli amministratori del palermitano si attivano per fare riconoscere l'acqua bene pubblico in campo regionale, come il sindaco di Vittoria ha fatto a livello comunale ottenendo il riconoscimento con esemplare delibera. Perche' gli amministratori mazaresi non traggono esempio?

Non si paga la depurazione. Conferme autorevoli

AMBIENTE: CODACONS, PER ACQUA NON DEPURATA CHIEDERE RIMBORSO

(ANSA) - ROMA, 17 NOV - ''Tutte le famiglie del Lazio che hanno pagato bollette per l'imposta fognaria e per l'imposta di depurazione possono richiedere quanto gia' versato nel corso degli ultimi cinque anni''. Lo ha detto in una nota il presidente Codacons Carlo Rienzi annunciando un'azione collettiva per chiedere la restituzione dell'importo della tassa sull'acqua nei comuni dove non avviene la depurazione. ''Stimiamo che in cinque anni - ha proseguito Rienzi - ogni famiglia abbia pagato una media di 800 euro per imposte legate ad acqua e fognature. Si tratta di soldi percepiti indebitamente e che ora devono essere restituiti''. ''Con sentenza n. 335/2008 la Corte Costituzionale - ha continuato Rienzi - ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'articolo 14 della legge n.36 del 1994 nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione e' dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi''. ''Per effetto di tale sentenza - ha concluso Rienzi - l'applicazione della tassa fognaria e di depurazione da parte di quei comuni del Lazio che non dispongono di un servizio di depurazione delle acqua reflue, e' da considerarsi illecita ed illegittima''. (ANSA). I13-GB
17/11/2008 18:45

giovedì 13 novembre 2008

Detersivi alla spina per la riduzione dei rifiuti

UMBRIA/AMBIENTE: CON DETERVISI ALLA SPINA, RISPARMI CONSISTENTI

(ASCA) - Perugia, 12 nov - La riduzione dei rifiuti alla fonte e' un obiettivo prioritario; una sperimentazione condotta nella regione per l'acquisto di detersivi alla spina ha consentito un risparmio di 3mila 663 flaconi di plastica, di quasi 220 chili di plastica e di oltre 122,50 chili di cartone per l'inscatolamento, equivalenti a circa 613 chili di anidride carbonica non emessa in atmosfera, 920 mila litri d'acqua non necessari per la produzione e 9,45 mwh di energia non utilizzata. L'iniziativa, avviata nel luglio scorso e promossa dalla Regione Umbria e dalle Province di Perugia e Terni con il coordinamento dall'ente di ricerca ''Ecologos'' ha fatto registrate - e' stato ricordato durante un convegno sull'ambiente - l'acquisto di quasi 15 mila litri e 4mila ricariche effettuate. Agli iniziali punti vendita di Perugia, Citta' di Castello e Gualdo Tadino, si sono recentemente aggiunti quelli di Terni e di Gubbio. Nei prossimi mesi sara' possibile, come prevede il progetto, rifornirsi di acqua naturale e frizzante da fontanelle pubbliche (a Foligno, Spoleto ed Orvieto) e successivamente di latte sfuso negli otto distributori che sorgeranno nel Ternano (5) e nel Perugino (3).

red/res/rob

(Asca)

mercoledì 12 novembre 2008

Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile

Rifiuti: riduzione e riciclaggio

Questo il tema che sarà affrontato nella Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si tiene in tutta Italia dal 10 al 16 novembre 2008.
L’iniziativa s’inquadra nel "DESS - Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014", campagna mondiale proclamata dall’ONU, e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta.
A proclamare la Settimana e a scegliere il tema dell’anno è stato il "Comitato nazionale DESS" che si compone di tutte le principali realtà, istituzionali e non, che operano a ogni livello in Italia per diffondere la "cultura della sostenibilità".
La manifestazione ha in primo luogo lo scopo di sviluppare nei giovani come negli adulti, negli individui come nelle collettività capacità operative e di azione responsabile finalizzate alla riduzione e al riciclo dei rifiuti.
La “Settimana” prevede che i vari attori impegnati sul territorio, aderenti alla campagna italiana UNESCO – DESS (enti, istituzioni, scuole, associazioni, università..) organizzino, sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, iniziative di vario genere mirate a diffondere la cultura della prevenzione dei rifiuti, promuovere le più efficaci forme di raccolta differenziata e costruire così una società più equa e armoniosa.
Si terranno eventi molteplici e diversificati quali laboratori, seminari, esposizioni, spettacoli, giochi, mostre, proiezioni, stand, concorsi etc. Momento centrale della “Settimana” sarà la Conferenza nazionale organizzata dalla Commissione Italiana UNESCO, che si terrà a Palermo il 13-14 novembre 2008.

da
www.unescodess.it/iniziative/eventi/settimana_nazionale_educazione_sviluppo_sostenibile

Campagna Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2008

I suggerimenti per concorrere anche tu alla riduzione dei rifiuti


COMPORTAMENTI INDIVIDUALI
1. limitare l´acquisto di beni "usa e getta": cialde del caffé, lamette da barba, macchinette fotografiche, piatti di plastica, pile. Meglio il riutilizzabile e ricaricabile
2. selezionare gli acquisti anche in base alla quantità di imballaggio: evitiamo di comprare dei potenziali rifiuti!
3. acquistare alla spina (o in ricarica) prodotti quali detersivi, detergenti, latte... ;
4. preferire le confezioni famiglia a quelle monodose;
5. acquistare ortofrutta fresca, sfusa, di stagione e locale; dal produttore al consumatore: meno trasporti, meno imballaggi!
6. privilegiare gli oggetti prodotti con materiali riciclati: si prolunga il loro ciclo di vita;
7. utilizzare borse per la spesa in tessuto, o comunque in materiale biodegradabile;
8. bere l´acqua del rubinetto anziché in bottiglia;
9. praticare il compostaggio domestico: ricaviamo concime dagli scarti della cucina e del giardino;
10. utilizzare i pannolini lavabili e riusabili;
11. regalare o scambiare i giochi dei propri figli o i vestiti usati
12. combattere lo spreco della carta: si può sempre scrivere o stampare su entrambi i lati dei fogli; all´edicola rifiutare insertie gadget che non ci interessano;
13. rifiutare la pubblicità anonima nella buca delle lettere;
14. condividere l´utilizzo di prodotti durevoli (ad esempio le auto con il "car sharing”)

AL LAVORO, A SCUOLA O NEGLI ALTRI LOCALI PUBBLICI:
1. nelle mense richiedere l´utilizzo di cibi sfusi al posto delle porzioni preconfezionate
2. prevedere punti di erogazione di acqua pubblica con bottiglie e/o bicchieri riutilizzabili;
3. non stampare i messaggi di posta elettronica se non strettamente necessario;
4. programmare i computer e le stampanti in fronte-retro, usare caratteri più piccoli
5. selezionare i fornitori anche in base al criterio della minor produzione di imballaggi a perdere;
6. distribuire i prodotti a scadenza o non consumati presso le mense per meno abbienti;
7. sostituire nei bar e ristoranti asciugamani, tovaglie e altro materiale a perdere con prodotti in stoffa;
8. sostituire negli alberghi e ristoranti i prodotti di cortesia o alimentari monouso con prodotti a ricariche o in grandi confezioni.

SOLLECITARE LE AMMINISTRAZIONI LOCALI A
1. inserire il tema della produzione dei rifiuti nella fiscalità locale (paga meno chi produce meno rifiuti)
2. promuovere i prodotti in cauzione o sfusi
3. promuovere accordi per la riduzione dei rifiuti (stoviglie, tovaglie e tovaglioli riutilizzabili..),in special modo nei luoghi pubblici (es. scuole);
4. regolamentare la distribuzione di materiale a stampa vietando il volantinaggio a perdere;
5. promuovere iniziative per lo scambio di prodotti usati e sostenere associazioni di raccolta e recupero;
6. incentivare i gruppi di acquisto e/o i produttori locali (spesa a Km 0);
7. condurre campagne di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione dei rifiuti e i benefici ambientali che ne derivano.

Dal libretto a cura CEA21 e Rifiuti21 Network con il coordinamento di Paolo Tamburini e la collaborazione di Coop ERICA (Alba)

Verbale n.54

Il giorno 4 del mese di novembre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Ancora una volta si commenta la notizia relativa all'affidamento dell'appalto per la realizzazione della condotta che dai nuovi pozzi di Fiumara dovrebbe portare l'acqua al fungo di Ramisella, dove avviare le operazioni di miscelazione di acqua ad alta concentrazione di nitrati con acqua a bassa concentrazione, fino al rientro nei limiti di legge.

Il frequente uso del condizionale nelle comunicazioni che l'amministrazione diffonde attraverso il Giornale di Sicilia e i TG delle emittenti locali consolida il dubbio sul successo dell'intera operazione e legittima l'esigenza di richiedere ufficialmente informazioni dettagliate sulla miscelazione.
Non si vorrebbe che l'amministrazione operasse giusto per ottenere il rinnovo della deroga e si rendesse morosa nei confronti dei cittadini che ancora attendono l'acqua potabile.

Per la stessa colpa e sempre a proposito di acqua, l'amministrazione non si fa scrupolo di minacciare la sospensione della fornitura idrica ai titolari delle utenze idriche che non avranno regolarizzato la loro posizione effettuando il pagamento del canone con i relativi bollettini.

Questa storia delle bollette per la fornitura dei servizi idrici merita dei chiarimenti perché ai cittadini informati possano agire in difesa dei loro interessi.

A seguito della deroga emanata dall'assessorato regionale competente, che ha reso per decreto l'acqua utilizzabile ai fini di approvvigionamento personale anche con una concentrazione di nitrati fino al 90mgl, i cittadini sono tenuti al pagamento del canone, pur se il comune di Mazara del Vallo a tutt'oggi ha distribuito per potabile un'acqua che potabile non è.

L'unica contestazione che i cittadini possono fare riguarda l'indice di depurazione compreso nella bolletta insieme ad altre voci quali: la fornitura, gli scarichi. Infatti, a seguito della sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso la Corte Costituzionale ha stabilito che gli enti locali non possono richiedere ai cittadini utenti il pagamento di un servizio non reso.

Quindi, i cittadini non solo non sono tenuti al pagamento dell'importo richiesto, ma hanno diritto, di conseguenza, a richiedere il rimborso degli importi ad oggi pagati per un servizio di depurazione di cui non hanno goduto.

La contestazione delle bollette, indebitamente notificate dal comune di Mazara del Vallo ai cittadini utenti, può essere presentata innanzi al giudice di pace competente per territorio e in quella sede congiuntamente può essere richiesto il rimborso delle somme indebitamente corrisposte al comune.

La seduta si chiude alle ore 20,30.

Sentenza 335 - 10/10/2008. Dispositivo

Dal sito Corte Costituzionale

Indice annuale delle pronunce

Deposito del 10/10/2008

S. 335/2008 del 08/10/2008 depositata il 10/10/2008
Udienza Pubblica del 23/09/2008, Presidente: FLICK, Redattore: GALLO

Oggetto: Acque e acquedotti - Servizio idrico integrato - Quota di tariffa riferita al servizio di pubblica fognatura e di depurazione - Debenza da parte degli utenti anche se la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi - Destinazione dei relativi proventi ad un fondo vincolato per la realizzazione e gestione degli impianti.
Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale - altro

sabato 8 novembre 2008

AMBIENTE: una svolta nei rapporti fra istituzioni, industria e territorio

I particolari dell'accordo di programma per le bonifiche del polo industriale di Siracusa Priolo firmato il 7 novembre.

L'accordo, riferisce il ministero dell'Ambiente, si attiva su vari fronti: messa in sicurezza delle acque di falda; bonifica dei suoli e delle falde delle aree pubbliche; bonifica dei suoli e delle falde delle aree private in sostituzione e in danno dei soggetti obbligati inadempienti; bonifica degli arenili e dei sedimenti delle aree portuali e marino costiere.

L'accordo e' stato sottoscritto dai ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e dal presidente della Regione Sicilia, rappresentato dall'assessore all'Ambiente Giuseppe Sorbello, dal Vice Commissario di Governo per l'emergenza ambientale in Sicilia, Felice Crosta, del presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, i sindaci dei Comuni di Siracusa, Roberto Visentin, di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, di Augusta, Massimo Carrubba, e di Melilli, rappresentato dall'assessore Giuseppe Cannata, dal Commissario dell'Autorita' portuale di Augusta, Giovanni Tesoriere, e dal presidente del Consorzio della Provincia di Siracusa per la zona sud dell'area di sviluppo industriale della Sicilia Orientale, Giuseppe Assenza.

estratto da (ANSA). Y62-BR
07/11/2008 14:44

Priolo ottiene la riqualificazione ambientale

fonte:
AGO PRESS 7/11/2008 18.34
AMBIENTE. 770 MILIONI PER RIQUALIFICARE L'AREA INDUSTRIALE DI PRIOLO

(AGO PRESS) Oggi, presso la sede del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato stipulato un accordo di programma per la definizione di interventi di riqualificazione ambientale del polo industriale di Priolo. L'accordo prevede progetti per 770 milioni di euro che interessano l'intera area, ed in particolare la rada di Augusta, l'area industriale di Priolo ed il porto di Siracusa. La ripartizione della spesa complessiva prevede circa 200 milioni a carico dei privati, 200 milioni del ministero dell'Ambiente, 76 del ministero delle infrastrutture, 200 della Regione, e circa 100 milioni di fondi non utilizzati nella precedente stipula. "E' un accordo storico per la Sicilia e per la zona industriale siracusana - ha commentato il ministro Prestigiacomo -. In un'area che attraverso l'industrializzazione si è sviluppata, ma che ha anche pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento, si apre una nuova pagina che parte dal risanamento dei guasti ambientali e crea le condizioni per una nuova fase di sviluppo attenta all'ambiente ed alla salute dei cittadini".

venerdì 7 novembre 2008

Acqua, un italiano su tre paga una bolletta irregolare

In molte città i cittadini hanno tariffe più alte per depuratori
mai realizzati. La sentenza della Corte Costituzionale, gli obblighi Ue

di ANTONIO CIANCIULLO



Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio. Ovvio? Mica tanto. Un italiano su tre - nonostante una direttiva europea approvata nel 2000 che entrerà in vigore nel 2015, cioè ieri in termini di realizzazione di impianti di questa portata - ha scarichi non collegati a un depuratore e li paga. Li paga perché le aziende hanno deciso di usare la politica dei due tempi: prima la tariffa, poi il depuratore. Una scelta ritenuta incostituzionale.

La denuncia viene dal Gruppo 183, un think tank sulla questione acqua, che denuncia il ritardo con cui viaggia l'Italia a causa di una lunga serie di rinvii che mette tutti in difficoltà. E' un problema per il paese, che va incontro a sanzioni da un minimo di 22 mila a un massimo di 700 mila euro al giorno (la procedura di infrazione è già a uno stadio avanzato). E' un problema per le aziende, che si trovano di fronte a seri problemi di liquidità. E' un problema per milioni di cittadini che si trovano a pagare, e ad aver pagato per anni, somme non dovute.

Parliamo di cifre significative. Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai 30 euro per abitante l'anno previsti in Liguria agli 87 previsti a Pavia: una torta che complessivamente vale parecchie centinaia di milioni di euro. Fondi che si cercava di ottenere con una forma di prestito gratuito prelevandoli anticipatamente dalle bollette. Vediamo come.

Le bollette per la fornitura dei servizi idrici comprendono varie voci: fornitura, scarichi, depurazione. Per un totale che oscilla tra un euro e un euro e mezzo a metro cubo. Ma non sempre a tutte le voci corrispondono servizi. Ecco un elenco di città in cui la depurazione è assicurata al 100 per cento e quindi la bolletta è in regola: Bergamo, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cosenza, Foggia, Lecco, Modena, Torino, Vercelli. Ma altre città viaggiano a scartamento ridotto: 34 per cento di depurazione a Palermo, 33 per cento a Catania, 29 per cento a Trieste, 38 per cento a Treviso.

Nei casi in cui il servizio non è coperto al cento per cento il cittadino può, dopo aver chiesto l'indice di depurazione al Comune che è tenuto a darlo, rivolgersi al giudice di pace per ottenere la restituzione della quota parte della bolletta relativa al servizio non prestato.

(6 novembre 2008)

Prodotti alla spina: meglio per noi, e meglio per l’ambiente

In tutta Italia si vanno diffondendo i distributori di prodotti alla spina. Un modo di fare la spesa che fa bene all’ambiente e aiuta a risparmiare.
Prodotti alla spina: meglio per noi, e meglio per l’ambiente

All’estero sono una realtà già da diversi anni, in Italia hanno appena cominciato ad affermarsi. Sono i prodotti alla spina.
Un’abitudine pressoché estinta con l’avvento della grande distribuzione e la diffusione dei prodotti preconfezionati che la crisi economica e i problemi ambientali ha fatto tornare di grande attualità.
Ricorda infatti Ferrara Blog:

Acquistare prodotti sfusi, solo lo stretto necessario, per risparmiare e ridurre gli sprechi. Quello che una volta rappresentava un sistema “comune” di fare la spesa, e che forse in pochi ricordano, sta ritornando all’interno dei nostri supermercati e ipermercati come un modo nuovo, innovativo, ma soprattutto ecologico, di fare acquisti. Se simile è la modalità, molto diverso, oggi, è invece lo scopo. Perché accanto alle difficoltà economiche che i consumatori italiani stanno incontrando negli ultimi tempi, chi vuole operare nel mercato della distribuzione in maniera responsabile non può non considerare anche l’impatto che il proprio agire ha sull’ambiente.

I vantaggi di questo tipo di distribuzione sono molteplici. Ci guadagnano gli acquirenti, che non devono pagare il prezzo della confezione, l’imballaggio, il trasporto e lo stoccaggio. Ci guadagno le aziende, ci guadagnano i distributori, e soprattutto ci guadagna l’ambiente.
La Rete Nazionale Rifiuti Zero riporta i dati emersi al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione:

Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. L’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, che si moltiplicano anche per effetto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite, e a causa della tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose.

Mondocasa Blog riporta quello che è successo nel Lazio, nel periodo successivo all’installazione di 12 distributori di detersivo alla spina:

Quasi 27.000 kwh di energia risparmiata, 2.484 kg di anidride carbonica non emessa, 4.458 metri cubi di acqua non consumata e 18.579 bottiglie di plastica non utilizzata. [...]
Una scelta che coniuga risparmio economico (visto che il prezzo medio di un prodotto sfuso è di solo 1 euro) e rispetto per l’ambiente. Circa il 60% dei consumatori che hanno acquistato detersivo alla spina, infatti, hanno utilizzato lo stesso flacone, per la cui produzione, in media, occorre impiegare ben 239 litri d’acqua, 1,46 kWh d’energia, mentre l’emissione di anidride carbonica è pari 133,9 grammi.

Anche in Umbria i risultati sono piuttosto incoraggianti. Scrive TuttOggi:

Sono 14.382 i litri di detersivi alla spina venduti in Umbria nei primi mesi di attuazione del progetto per la riduzione dei rifiuti alla fonte. Le oltre 3mila 650 ricariche effettuate dagli acquirenti testimoniano che un quarto dei cittadini che hanno utilizzato il prodotto sono tornati al supermercato con il flacone vuoto per riempirlo di nuovo. In termini ambientali, l’iniziativa ha consentito di produrre 3mila 663 flaconi di plastica in meno e di risparmiare 219,78 kg di plastica e 122,53 kg di cartone per l’inscatolamento, equivalenti a circa 613 kg di anidride carbonica non emessa in atmosfera, 9,45 mwh non utilizzati di energia e 920 mila litri d’acqua non necessari per la produzione.

I primi a diffondersi in Italia sono stati i distributori di latte fresco. Riporta Sottovoce.360

Il latte è sempre lo stesso. Il prezzo, però, cambia ad ogni passaggio, salendo - secondo la Coldiretti - di oltre il 240% dal produttore a chi consuma. La causa sono i passaggi intermedi, come confezionamento e pastorizzazione, che ne fanno più che triplicare il prezzo. Non sorprende così che torni la domanda per il latte delle nonne, quello sfuso e crudo di cui si diceva un gran male in passato. E che oggi, invece, si fa largo nelle città italiane, dove aumentano di giorno in giorno i distributori di latte alla spina. Magari da associare alle verdure acquistate nei mercati che da poco i contadini stanno aprendo nelle città. Il boom del latte alla spina è un fenomeno dalle cause molteplici. C’è chi sostiene abbia più gusto, poiché ricco di grasso non omogeneizzato. Altri, invece, lo spiegano con le ragioni dell’ecologia, aiutata evitando molti passaggi di imbottigliamento. Il motivo principale sembra, però, quello economico.
Comprare il latte crudo ad uno degli oltre 750 punti vendita distribuiti in tutta Italia costa un euro al litro (un euro e venti per quello biologico), oltre il 30% in meno del prezzo di 1,49 euro che, in media, viene segnato nei supermercati.

Ma oltre ai liquidi molti altri prodotti possono essere venduti sfusi: pasta, legumi, olio, zucchero..le possibilità di espansione di queste iniziative sono preossoché infinite. Per chi volesse cercare il punto vendita di prodotti alla spina più vicino a casa propria, Ecoalfabeta propone un elenco di punti vendita sia per gli alimentari che per i detersivi e Blogeko riporta il link alla mappa della Ecologos. Per i distributori di latte alla spina c’è Milkmaps, mentre per i prodotti ortofrutticoli si può consultare il sito di Campagna Amica. E se vicino a voi non è ancora presente un punto vendita, potete scrivere alle catene della grande distribuzione per chiedere che venga attivato. Maggiore sarà l’interesse visibile e più probabilità ci saranno che questo tipo di iniziative abbiano un seguito.

Tag correlate: ambiente, detersivi, ecologia, grande distribuzione

Post pubblicato da: Tostoini il 06 Novembre 2008 - 24 posts su Liquida magazine.

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Tags: ambiente, detersivi alla spina, ecologia, grande distribuzione, latte alla spina, prodotti sfusi, rifiuti

lunedì 3 novembre 2008

Verbale n.53

Il giorno 28 del mese di ottobre dell'anno 2008, il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Aperta la seduta, si osserva che l'attività del comitato, pur essendo rivolta a chi governa, è senza dubbio rivolta anche e soprattutto ai cittadini, attraverso i quali può maturare una sensibilità, così che le parole si facciano azioni. In questo senso il secondo versante diventa primo in ordine di importanza e richiede continue modifiche e aggiustamenti in vista di quell'allargamento della base necessario alla creazione di un'opinione pubblica diffusa, capace di incidere sul destino della città.
Che significa fare e far fare le scelte giuste al momento giusto.

Tuttavia, sebbene sembri oggi più facile, rispetto al passato, creare una sensibilità verso i problemi ambientali, il sì della ragione non è il sì all'azione. E si rimane spettatori, come se a decidere le sorti della città non fossero i cittadini. Si insiste nel dire che le candidature sono quelle che sono..., che l'andazzo è quello che è..., che il singolo non ha il potere di incidere....

Eppure, ovvio anche ricordarlo, tanti singoli fanno una massa e una massa può incidere.

Si dovrà, dunque, fare in modo che alla prossima tornata elettorale i cittadini siano propositivi e facciano impegnare i candidati nelle direzioni che la cittadinanza ha condiviso.

La situazione locale e globale richiede che le scelte siano impegnative e decisive, perché, se non si va nella direzione della sostenibilità sociale e ambientale, si rischia la regressione verso la povertà assoluta e la malattia diffusa.

Non sembri esagerata la proiezione, perché si stanno toccando con mano, anche a livello locale, sia la crisi finanziario-economica che il progressivo degrado ambientale, figli entrambi di uno sviluppo sfrenato e sfruttatore di beni e persone, e non è da spettatori che si può invertire la rotta.

Dai comuni deve partire il rifiuto e l'inversione di tendenza.

Se i partiti propongono sempre gli stessi candidati, se anche ne proponessero di nuovi, che i cittadini propongano almeno i contenuti dei loro programmi elettorali, che li facciano impegnare sulle questioni fondamentali per la risalita dalla china e l'avvio dello sviluppo sostenibile.

Dal tipo di sensibilità che i futuri candidati dimostreranno, dalle risposte alle proposte, i cittadini sceglieranno chi votare e si impegneranno a controllare la fedeltà al patto per tutto il tempo del mandato.

Soltanto questo sarà possibile fare e questo si dovrà fare. Allora i nuovi candidati capiranno che al potere stanno i cittadini e che sindaco e amministratori, da delegati, devono attenersi a quanto pattuito.

Nessun diritto, nel dopo-elezioni, a lamentarsi se non si fa vivere la democrazia attraverso la partecipazione, perché, a quel punto, poiché non si può dubitare che la democrazia sia la migliore forma di governo, allora bisognerà dubitare che i governati siano i migliori cittadini.

Non dovrà più accadere che a governare la città si arrivi con delega in bianco, spinti da chissà quali forze e autorizzati al sacco.

Pertanto il comitato decide di sollecitare l'attenzione alle tematiche di fondo, chiedendo spazio sui mezzi di informazione, ricercando occasioni di confronto, anche con i futuri candidati a sindaco.

Puntare alto purché si faccia un passo.

La seduta è tolta alle ore 20.00
Il Comitato

venerdì 31 ottobre 2008

L'acqua fonte di vita o di guadagno?

Politica
La privatizzazione dei servizi idrici nei comuni
L'acqua fonte di vita o di guadagno?
di Elena Sorci
28 ottobre 2008

"Non possiamo permettere che multinazionali e aziende private si approprino indebitamente dell'acqua – dichiara l'onorevole Domenico Scilipoti di Italia dei Valori – perché questa è un bene preziosissimo per la vita dell'intera umanità. Come il petrolio, l'acqua è una materia prima e se dovesse essere privatizzata, c'è il rischio concreto che vengano combattute guerre come quelle che hanno caratterizzato il nostro tempo per il possesso del prezioso oro nero. Non tutti i beni possono essere considerati come prodotti da commercializzare. Proprio per questo – conclude Scilipoti – bisogna accogliere l'appello di padre Alex Zanotelli, che da anni si batte per il diritto all'acqua”.
La legge 133 del 6 agosto 2008 ha infatti definito tutti i servizi pubblici locali di carattere economico e ha reso obbligatorio per Comuni, Province e ATO, privatizzare, entro il 31 Dicembre del 2010, tutti i servizi pubblici locali del nostro Paese, compresa la gestione delle acque.
Esiste già una legge d’iniziativa popolare, firmata da 400.000 cittadini e consegnata al parlamento nel 2007, nella quale si riafferma che i servizi idrici non sono di carattere economico, ma nello spirito dell’art. 43 della Costituzione, rientrano nella sfera dell’interesse generale, da gestire pubblicamente.
Sono nati pure dei movimenti dell’acqua e un forum, di migliaia di cittadini e centinaia di sindaci, che si battono per impedire la messa sul mercato di questo bene comune e la privatizzazione dei servizi idrici e che hanno individuato in Padre Alex Zanotelli il proprio leader carismatico.
“L’acqua sarà sempre più scarsa. Ecco perché le multinazionali stanno mettendo le mani su quest’acqua e ce la rivendono come acqua. Dobbiamo avere il coraggio di dire no a questa logica”, sprona i suoi Padre Alex Zanotelli, “è chiaro che se noi l’accettiamo, vuol dire un altro peso insopportabile sulle classi deboli - 100% aumento della bolletta e tagli dell’acqua se non si paga ! - e sui poveri del mondo - avremo centinaia di milioni che moriranno di sete nel sud del mondo! - La grande domanda è: l’acqua è fonte di vita o fonte di guadagno?”.
Se in America Latina le Costituzioni dichiarano l’acqua non mercificabile e la municipalità di Parigi ne riprende con caparbietà la gestione, la Svizzera l’ha dichiarata monopolio di Stato e in Belgio, in Austria, in Olanda e negli USA, l’acqua è pubblica.
Al Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul previsto nel marzo 2009 si chiederà che l’acqua venga dichiarata universalmente un diritto umano.
“Sarebbe così bello che l’Italia potesse dare una “lezione di civiltà” e di etica. Sono sicuro che ce la faremo: che vinca la vita!”, incoraggia e sfida ad accoglierne l’appello Padre Alex Zanotelli

da SICINFORM s.r.l.

domenica 26 ottobre 2008

Cultura e Politica - Separati in casa

In Italia, la classe politica sembra vivere in un mondo a sé, della società non recepisce le istanze più pressanti, guarda solo all'economia, non riuscendo a collocarla in sottordine rispetto alla cultura e alla ricerca.

Le conseguenze della distorta interpretazione dei compiti fa sì che dalla base ai vertici i comportamenti soffocano lo sviluppo che si attesta su posizioni di retroguardia, col rischio, in questo preciso momento storico, di una recessione più grave di quella che potranno subire altri stati, non solo europei, che hanno adottato scelte lungimiranti per essere sensibili ai moniti del mondo della cultura e attenti ai traguardi della ricerca.

Cogliendo gli aspetti positivi che la presente congiuntura nella sua gravità porta dentro, questi ultimi hanno scelto di investire nel cambiamento dei sistemi produttivi, in accelerazione verso uno sviluppo più rispettoso della natura e dell'uomo che ne è parte.

Ma in Italia i politici non riescono a cogliere l'occasione, indifferenti (ostili?)alla cultura e alla ricerca, ritardano o perdono del tutto le occasioni di rilanciare l'economia attraverso la via del risanamento ambientale.

Questo è quanto avviene a cominciare dal parlamento europeo e a finire al comune di Mazara del Vallo, dove chi amministra rinuncia a consultare il mondo della ricerca e, di fronte al problema dell'alta concentrazione di nitrati in falda, annaspa cercando soluzioni che soltanto gli esperti possono dare.

Un'inversione di tendenza rispetto ai sistemi produttivi, sia in agricoltura che in industria, e un'educazione ai consumi consapevoli da parte dei cittadini, oltre a una serie di interventi su condotte idriche e reti fognarie, non solo eliminerebbe le cause della pericolosa presenza di nitrati in falda, ma concorrerebbe all'allineamento ai parametri di Kyoto.

Invece il sindaco, ignorando il Piano di Tutela delle Acque in Sicilia, in cui è contenuta la soluzione al problema, pensa di risolverlo intervenendo sugli effetti e, come fa un cattivo cuoco quando “allunga il brodo”, programma di “allungare la concentrazione di nitrati” con l'aggiunta di altra acqua.

La soluzione lo espone al ridicolo e lascia quanto meno interdetti.

Come ha lasciato interdetti, per passare al livello regionale, la recente approvazione in via definitiva della legge per la realizzazione di campi da golf, per la cui efficienza sarà necessario un quantitativo enorme di acqua da sottrarre all'uso potabile dei cittadini, e tale da fare abbassare notevolmente il livello delle falde già depauperate.

Chi ha approvato ignora la Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia, come a Mazara del Vallo è stata ignorata la Carta delle zone vulnerabili dai nitrati.

Passando al Parlamento europeo, giusto per chiudere con i vertici, la Prestigiacomo esporta la sprovvedutezza dei politici italiani esponendosi al ridicolo quando, per difendere gli interessi dell'economia italiana, con il rischio dell'isolamento, rinuncia a partecipare da protagonista alla rivoluzione energetica necessaria per salvare il clima.

Anche lei ignora che in Italia non mancano capacità e competenze per puntare su innovazione e ricerca.

L´Italia e gli italiani non meritano questi politici.
Silvana Mannone

venerdì 24 ottobre 2008

Verbale n.52

Il giorno 21 del mese di ottobre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.

Aperta la seduta, si commenta la notizia secondo la quale è stato approvato il progetto di collegamento dei nuovi pozzi di Fiumara con il fungo di Ramisella, dove è prevista la miscelazione della nuova acqua (concentrazione di nitrati pari a 24 mgl) con quella dei pozzi inquinati che ha presentato in taluni casi una concentrazione superiore ai 100 mgl (un clic sulla mappa a destra).

Si riflette che sarebbe meglio chiudere i pozzi inquinati e fornire direttamente la nuova acqua, razionalizzandola, se necessario, per evitare la miscelazione e lasciare riposare i pozzi inquinati.
In tal modo si permetterebbe alla falda di interrompere l'azione compensativa che tende a sopperire all'ammanco con il riassorbimento di acqua di superficie e annessi veleni.

Ma l'amministrazione non solo non sa fare, ma, con la soluzione adottata, impedisce che la natura faccia da sé.

Brancolando ancora nel buio, annuncia interventi a carattere provvisorio e non accenna a quelli definitivi.

Da un anno esiste un Piano di Tutela delle Acque, nel quale sono individuate le cause dell'inquinamento (da cui è facile risalire agli autori) e da più di un anno questo comitato ha avanzato denuncia contro ignoti, successivamente anche la stessa amministrazione ha deliberato di esporre denuncia (non è dato sapere se poi la denuncia è stata davvero avanzata) e dunque perché non si percorre la via più giusta che è quella di bloccare l'azione degli inquinatori, di punirli secondo legge e avviare le azioni di risanamento a loro carico?

Perché non si applica la legge?

In Italia ognuno fa quello che vuole: i magistrati non indagano, i politici agiscono alla cieca.

I cittadini, al contrario, si documentano, progettano una Mazara Verde, dove si interrompa l'uso dei fitofarmaci e dei concimi chimici per praticare l'agricoltura biodinamica, si riduca l'emissione di CO2, con l'uso di energie alternative, dove si intervenga seriamente sulle palme aggredite dal punteruolo rosso e nelle aiuole rinascano alberi e fiori, dove sia maggiore il rispetto per gli spazi pubblici e diffusa la pratica del riciclaggio, dove, attraverso il consumo critico, si boicottino i prodotti nocivi alla salute e si possa avviare la riconciliazione con la natura.

Troveranno, questi cittadini, un nuovo sindaco che si vorrà intestare queste azioni?

Su questo interrogativo e su questa speranza si chiude la seduta. Sono le ore 20,30.
Il Comitato

mercoledì 22 ottobre 2008

Acqua,merce dei potenti e dei prepotenti


Abbiamo trovato su "L'Opinione" del 15-10-2008, a firma Enzo Sciabica, l'articolo che acquisiamo come contributo alla causa.

martedì 21 ottobre 2008

Verbale n.51

Il giorno 14 del mese di ottobre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alla ore 18,30.
Aperta la seduta, si propone di dedicare un tempo all'analisi del Piano di Tutela delle Acque in Sicilia attraverso la documentazione ricevuta in sede di convegno e quella visionabile sul sito www.regione.sicilia.it/A.R.R.A. al fine di compilare il questionario fornito per la consultazione dei portatori di interesse.

Riaperta una finestra sul problema dell'inquinamento dell'acqua, sembra opportuno cogliere l'occasione per avanzare delle proposte serie a persone serie e tatticamente sfruttare lo spaziotempo della prossima tornata elettorale per imporre il tema dell'acqua e farlo diventare centrale rispetto a tutti gli altri temi ambientali che la presente congiuntura economico-finanziaria richiama in gioco.

La scelta, che potrebbe apparire strumentale ai superficiali, giocata strategicamente tende a spingere nelle direzioni di una trasformazione a base locale con passi di ingegneria sociale gradualistica (il contesto non consente di allineare in accelerazione il piano energetico locale al rispetto dei parametri europei del pacchetto clima-energia, gli ormai noti 20-20-20.) e punta sui cambiamenti di stile di vita auspicati da chi vede lontano e non da oggi ha definito nuovi scenari additando soluzioni a una crisi da tempo annunciata.

La sostenibilità ambientale deve essere considerata un investimento con ricadute oltre che sui piani economico e sociale anche e soprattutto sulla qualità della vita.

Sulla base di queste riflessioni si ipotizzano alcune direttrici di marcia
-rete di contatti per agire in sinergia e in modo capillare
-informazione per sensibilizzare
-progettazione di eventi

Mai credere di aver battuto il chiodo a sufficienza.

Distribuiti gli incarichi per avviare il nuovo percorso, la seduta è tolta alle ore 18,30.
il Comitato