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lunedì 31 maggio 2010

Sulla raccolta firme del 29 maggio 2010

Mazara del Vallo 30 maggio 2010 -
Al banchetto di ieri gente di tutte le età: giovani e anziani, anche ottantenni, informati e determinati.
Avresti voluto avere quattro mani per non fare attendere chi si affollava al tavolo e anche sotto qualche goccia di pioggia pazientava pur di firmare i tre quesiti referendari.

E i commenti, l'indignazione che esprimeva la gente nell'attesa! Tutto da registrare!
Anche gli abbracci di gratitudine, e da parte di una ultraottantenne che ha confessato di nutrire una gran rabbia in corpo e insieme una voglia di piangere di fronte al più grande affronto ai diritti umani. E si è fermata al banchetto, seduta, a testimoniare la sua adesione alla battaglia.

Poco tempo per parlare, comunicare e comunicarsi la voglia di iniziativa e di partecipazione, ma quel poco è bastato a prendere atto che la mobilitazione dal basso può rinascere quando si parla di bisogni e di diritti oltre i recinti dei partiti.

Possono e devono rinascere i luoghi dove si discute si progetta si decide.

Una bella giornata! Sì, è stata una bella giornata. Così come al mattino l'avevamo desiderato, quando l'abbiamo annunciata sulla nostra pagina facebook e poi diffuso nel volantino.

Le firme ci sono state: 225 in poche ore. E chi non ha potuto firmare, perché senza documento e non riconosciuto, è stato avviato per lunedì ai 3 punti di raccolta permanenti, istituiti dopo la consegna dei moduli: 10 per ciascun quesito referendario al Segretario Comunale, 5 al Cancelliere Capo del Tribunale e 5 al Giudice di Pace.

Sabato prossimo ritorneremo ad offrire ai cittadini la possibilità di un referendum sul bene comune acqua. Stesso posto stessa ora.

Altri, che di recente hanno aderito alla Campagna referendaria, concorreranno a convogliare i 2000 cittadini che un anno fa hanno detto NO alla privatizzazione dell'acqua.

Ringraziamo, anche a nome di tutti i cittadini che hanno firmato, i Consiglieri Vincenzo Pecunia e Francesco Di Liberti, il Giudice di Pace Filippo Vazzana per aver proceduto all'autentica delle firme, i coniugi Maurizio Dilluvio e Maria Ingoglia per la preziosa collaborazione, il dott. Manfredi Muscolino per l'adesione come Movimento Consumatori e la fornitura, insieme a Giovanni Giaramidaro Mannone, della struttura e dei mezzi utilizzati per la realizzazione del banchetto.

Per il Comitato
Silvana Mannone

venerdì 28 maggio 2010

Referendum acqua: la chiarezza paga

L'articolo che pubblichiamo è una presa di posizione di una parte politica e aiuta a riflettere. Non è recente, il riferimento alle firme raccolte ce lo dimostra. Oggi sono quasi 700mila! Ma il tema è quantomai attuale.

Partito Democratico e Italia dei Valori non partecipano.
Meglio così: è più chiaro chi sono gli amici e chi sono i nemici dell'acqua pubblica e della campagna referendaria.
Authority pubblica e società a capitale pubblico-privato: sono solo il cavallo di troia della privatizzazione


di Tiziano Bagarolo
(Direzione nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori)

La campagna referendaria per l'acqua pubblica è partita in modo straordinario: più di 100 mila firme nei primi due giorni di raccolta, il 24 e 25 aprile, già 250 mila dopo 10 giorni. E' questo il primo successo politico dell'iniziativa: la prova di una grande sintonia con larghi settori popolari, la dimostrazione che quando i contenuti sono chiari, anche nell'Italia di oggi si possono costruire battaglie popolari e vincenti.
L'altro dato politico importante è l'assenza del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori da questo grande movimento. E non è un caso.

Non credo che ci si debba dispiacere se questi due partiti non ci sono. Anzi, c'è solo da rallegrarsene. Si tratta di un elemento di chiarezza politica.
PD e IdV sono due formazioni, al di là delle differenze fra loro, politicamente liberali e socialmente "borghesi": rappresentano e difendono l'ordine capitalistico esistente, al di là dei ritocchi riformistici che possono essere disposte a concedere.
Il movimento per la difesa dei beni comuni è invece, nella sua logica profonda, anche al di là dell'autopercezione di molti dei soggetti che lo animano, un movimento anticapitalistico, perché rifiuta di sottostare agli imperativi delle privatizzazioni, del mercato e del profitto, a cui contrappone la proprietà comune, la gestione pubblica sottoposta al controllo democratico dei lavoratori e degli utenti, la priorità dei bisogni delle persone e l'attenzione ai vincoli ambientali.
Dunque è bene che i rispettivi ruoli non si confondano: la campagna referendaria da una parte; PD e IdV dall'altra. Sarà più chiaro per tutti chi sono gli amici e chi sono i nemici dell'acqua pubblica.

Per altro, questa non è una contrapposizione "ideologica" fatta a tavolino. E' una conclusione che discende innanzi tutto dalla storia delle privatizzazioni in Italia, e di quella dell'acqua in particolare. Nella politica di smantellamento del settore pubblico e di privatizzazione dei beni comuni il centrosinistra ha giocato negli ultimi quindici anni un ruolo di punta, non certo di freno. Da Bassanini a Prodi, da De Benedetti a Luigi Bersani, passando per le amministrazioni locali targate centrosinistra, in particolare in Toscana e in Emilia, i soggetti confluiti nel Partito Democratico hanno lavorato attivamente per consegnare nelle mani del capitale i servizi pubblici locali. Il ministro Di Pietro ha firmato in prima persona alcuni di questi provvedimenti normativi e l'Italia dei Valori, a Roma come a Strasburgo, su molte questioni cruciali, non ha fatto mancare il suo voto ai provvedimenti di liberalizzazione e/o di privatizzazione, dal federalismo fiscale alle nuove norme europee sull'orario di lavoro.

La loro pretesa di essere a favore, con altri mezzi, della battaglia per l'acqua pubblica, va denunciata per quello che è: una menzogna propagandistica, un tentativo maldestro di recupero verso un movimento di cui non hanno il controllo, una pericolosa operazione di oscuramento dei veri contenuti della campagna referendaria, premessa del tentativo di svuotamento e di tradimento della battaglia contro la privatizzazione e per la ripubblicizzazione dell'acqua.

Queste considerazioni non vogliono proporre di erigere steccati contro il popolo che ha votato centrosinistra e PD e IdV in particolare; e neppure contro singole personalità o strutture di base di questi partiti. Tutt'altro. Se alcuni di costoro si uniscono ‒ convintamente e non strumentalmente – alla campagna referendaria non c'è problema: la contraddizione è tutta loro, e occorre lavorare perché la risolvano nel senso positivo di una rottura con le posizioni liberali. Ma nessuna concessione di principio deve essere fatta alle posizioni di PD e IdV.

La forza della campagna referendaria è proprio la chiarezza della sua impostazione, il messaggio semplice e diretto che riesce a comunicare ai cittadini e ai lavoratori e che trova spontanea adesione in convinzioni per fortuna ancora largamente radicate: sui beni comuni e sui servizi pubblici essenziali non ci si può affidare alle mere logiche economiche del mercato e del capitale, a nessuno deve essere consentito di fare profitti su un bisogno umano essenziale; i beni comuni devono restare proprietà di tutti e la loro gestione deve restare pubblica.

Non è ancora una posizione anticapitalistica chiara in termini complessivi, ma è la base su cui lavorare per far comprendere il fallimento delle politiche liberiste e del mercato e più in generale dell'economia capitalistica, e per riformulare oggi una ipotesi credibile di socializzazione dell'economia. La battaglia dell'acqua ha anche questa posta in gioco.

La campagna referendaria è solo il primo passo di un percorso tutt'altro che scontato in cui non mancheranno strettoie istituzionali che cercheranno di bloccare o di deviare questo movimento. E' bene sapere fin da ora che non sarà facendo affidamento alle disponibilità interessate che potranno venire dal PD o dall'IdV che questa battaglia potrà vincere, ma soltanto facendo leva sulla mobilitazione che riuscirà a costruire dal basso nel paese e per la quale la chiarezza dei contenuti e delle prospettive è una condizione imprescindibile.
L'acqua non deve essere merce, ma diritto universale; l'acqua non si vende, deve restare bene pubblico; fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua: sono punti su cui non c'è mediazione possibile.

Le ipotesi avanzate dal PD e dall'IdV (istituzione di una authority pubblica di controllo, affidamento a società a capitale misto a prevalente capitale pubblico) sono solo il cavallo di troia della privatizzazione. Per questo vanno respinte e su di esse va fatta da subito la dovuta chiarezza.
In tutte le operazioni di privatizzazione dei servizi pubblici attuate in Occidente negli ultimi trent'anni si sono costituite authority pubbliche con compiti di controllo. Ma non occorre essere dei marxisti per capire che si tratta in generale di mere operazioni d'immagine volte a coprire con una foglia di fico “pubblica” le vergogne della privatizzazione. Ha scritto in proposito l'economista Riccardo Realfonzo (sul sito “Economia e politica”; anche in questo blog): «Ora il Partito Democratico annuncia una proposta di legge di riordino del settore che, riprendendo in buona misura le tesi avanzate dal sito “lavoce.info” [un sito che dà voce agli economisti di orientamento liberista, ndtb], sembra ruotare intorno alla creazione di una nuova authority, che dovrebbe controllare una gestione sostanzialmente affidata ai privati. Vengono quindi rispolverate tesi già avanzate in occasione di passate operazioni di privatizzazione. E va da sé che, anche in questo caso, assisteremmo alla creazione di un altro organismo inutile, del tutto impotente rispetto alle multinazionali dell’acqua, al punto che gli esiti rischierebbero di non essere diversi da quelli del decreto Ronchi.»

Ancor peggio la proposta di affidare i servizi idrici a società a capitale misto (che non a caso corrisponde proprio alla strategia delle multinazionali del settore...) o il ricorso ad altre formule giuridiche di natura privatistica, avanzate non solo dal PD o da IdV ma a volte anche in settori vicini al movimento. Queste infatti non solo non garantiscono alcuna “efficienza” ma non fanno che subordinare il pubblico al privato, gli interessi collettivi alla logica del profitto.
Bisogna ricordare, infatti, che nel settore dei servizi la concorrenza è facilmente aggirabile (una volta avuta una concessione trentennale, il capitale, pubblico o privato o misto, opera di fatto in condizioni di monopolio): la qualità del servizio può in ogni caso essere garantita soltanto da un efficace controllo democratico esercitato dai lavoratori e dagli utenti.
D'altra parte, è evidente che nessun capitalista investirà un euro in un impresa in cui non ha voce in capitolo, o se non pensa di guadagnare adeguatamente.
C'è di più: spesso gli organismi di gestione delle società miste danno ai privati minoritari un potere di veto che consente loro di imporre le proprie strategie produttive, non certo dettate dagli interessi e dai bisogni dei cittadini.
Ma la commistione pubblico-privato ha un altro effetto perverso: salda una complicità inestricabile fra investitori privati e amministratori pubblici, per cui le amministrazioni pubbliche finiscono per diventare strumenti diretti degli imprenditori privati (come già è accaduto in molti casi di privatizzazioni dell'acqua attuate negli anni scorsi in Italia...). Se possibile, la formula del capitale misto è ancora peggio della semplice privatizzazione...

Su questi temi si giocherà in futuro la partita per svuotare i referendum e sconfiggere la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua e degli altri beni comuni. Dobbiamo esserne coscienti. E' bene cominciare subito a fare chiarezza e a indicare senza tentennamenti i nemici più infidi dell'acqua pubblica: PD e IdV.

altro al link http://tbagarolo.blogspot.com/2010/05/referendum-acqua-le-differenze-fra-i.html.

“Il fiume con altri occhi” 2010



Premio di fotografia naturalistica nelle ANPIL del Fiume Magra

Bella iniziativa!!


giovedì 27 maggio 2010

Campagna referendaria Acqua pubblica - A Mazara del Vallo si parte a 2000

COMITATO CITTADINO
PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI
MAZARA DEL VALLO

COMUNICATO STAMPA
A Mazara del Vallo si parte a 2000

A un anno dalla data in cui si allestì un banchetto per la raccolta firme contro la privatizzazione dell'acqua, il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo ritorna a mobilitare i cittadini per la firma su tre quesiti referendari con i quali, a livello nazionale, si chiede di:
fermare la privatizzazione dell'acqua;
aprire la strada alla ripubblicizzazione dell'acqua;
eliminare i profitti dal bene comune acqua.

Era proprio il 29 maggio di un anno fa quando a Mazara del Vallo si raccolsero 2000 firme sulla richiesta al sindaco di una delibera per la modifica dello Statuto comunale con la quale si dichiarasse l'acqua bene comune non mercificabile e il servizio idrico privo di rilevanza economica.

La delibera non c'è stata. 2000 cittadini non sono stati ascoltati.

Il comitato oggi chiede a questi stessi cittadini di non demordere, di tornare a firmare per l'acqua pubblica, di farlo per incidere a livello nazionale contro la privatizzazione del bene comune acqua.

A oggi sono più di 600mila gli italiani che hanno firmato i tre quesiti referendari, così che ad un mese dall'apertura della campagna referendaria l'obiettivo delle 700mila firme è prossimo e si punta al milione.

Mai registrato tanto consenso, tanto entusiasmo, tanta partecipazione in una campagna referendaria.
Un vero record!

I cittadini di Mazara del Vallo vi concorreranno aderendo all'invito del Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo e presentandosi dalle ore 16.00 alle 23.00 al banchetto che sarà allestito in via S.Giuseppe sabato 29 maggio.

Sono attesi i 2000 che un anno fa alla stessa data hanno firmato per l'acqua pubblica e tutti i mazaresi che in questo tempo hanno maturato l'importanza della partecipazione nella rivendicazione dei diritti.

Mazara del Vallo 27.05.2010
La Presidente
Silvana Mannone





Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo
via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330
cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com
facebook:Comitato Tutela Ambiente

mercoledì 26 maggio 2010

Per l'acqua pubblica 680mila firme in poco meno di un mese!


COMUNICATO STAMPA


680mila firme raccolte. Adesso si punta al milione. Savona maglia rosa.


Seicentottantamiladuecentosettantotto firme raccolte in poco meno di un mese. L'obiettivo che il comitato si pone è adesso quello del milione di firme entro luglio. Un risultato che sorprende lo stesso comitato promotore dei 3 referendum per l'acqua pubblica e che vede la costante crescita della raccolta settimana dopo settimana. Non ci sono flessioni, ogni aggiornamento dai territori è una sorpresa. Solo questa settimana sono state raccolte oltre 154mila firme.

Savona è la maglia rosa del Giro d'Italia dell'acqua pubblica, la giocosa competizione che i promotori dei referendum avevano promosso tra i comitati provinciali. La città ligure ha più che raddoppiato l'obiettivo provinciale delle firme da raccogliere entro luglio.

I numeri della raccolta firme sono da record, mai una campagna referendaria aveva raccolto tante firme in così poco tempo nella storia della Repubblica. Il merito di questo successo va ai comitati territoriali e a tutti quanti si stanno impegnando per la riuscita della raccolta firme: migliaia di volontarie e volontari che, da un mese, sacrificano ore di tempo libero e di riposo per la campagna referendaria.

Avanti tutta, verso il milione di firme.


Roma, 26 maggio 2010

lunedì 24 maggio 2010

Nature Capitale - Festa della biodiversità a Parigi


Parigi, per la Festa della biodiversità gli Champs-Élysées trasformati in giardino

pubblicato da Marina

Nature capitale, gli champs elisee trasformati in un giardino per la festa della biodiversita Si chiama Nature Capitale ed è la Festa della biodiversità in atto a Parigi. Gli Champs-Élysées da stasera e fino al 24 maggio saranno trasformati in un grande giardino, lungo 1 km, che vedrà esposti per 3 ettari, 150 piante; 650 alberi; 8000 orti in cassetta; 11 alberi gioani; 150mila piante giovani.

Lungo quella che è definita la strada più bella del mondo, sarà possibile ammirare tutte le specie vegetali presenti in Francia: dal grano ai pomodori, patate, fagioli, pomodori, alberi da frutto. In pratica, ci sarà una Francia in miniatura dalla Normandia alle grandi pianure del Beauce. Prevista la presenza anche di animali come vitelli, mucche, maiali e polli a rendere una parte del giardino una fattoria didattica.

Infine, per chi lo desiderasse, dal 24 maggio, ma sono già prenotabili, saranno in vendita le mini cassette degli orti esposti, il terreno usato per la mostra e gli alberi da piantare.

Via | Le Parisienne, Nature Capitale
Foto | Nature Capitale

trovato al link
http://www.ecoblog.it/

domenica 23 maggio 2010

L'acqua in bicicletta - Questo fine settimana il Giro d'Italia dell'acqua pubblica




COMUNICATO STAMPA


Referendum acqua, parte il Giro d’Italia dell’acqua pubblica



Il Giro d’Italia dell’acqua pubblica, questo il tema della campagna di raccolta firme per i tre referendum per l’acqua pubblica in questo fine settimana.

Raggiunta la quota di 500mila firme non è il momento di smettere di pedalare e migliaia saranno i banchetti di raccolta firme organizzati in tutta la penisola (mappa dei banchetti su www.acquabenecomune.org).

Quello a più alta quota sarà quello organizzato dal comitato referendario di Udine sulla Vetta del Monte Zoncolan, proprio quando il Giro d’Italia arriverà in quota e si scatenerà la lotta per la maglia rosa, domenica pomeriggio.

Ma si pedala anche in provincia di Savona, dove un grande banchetto sarà organizzato in occasione della 24 ore di mountain bike, che si svolgerà sabato e domenica a Finale Ligure.

E poi tante sgambate in compagnia e tante gite fuori porta in bicicletta e tante sorprese, per dire che l'acqua è di tutti e non si vende.

Il Giro d’Italia dell’acqua pubblica vedrà anche la giocosa competizione dei comitati territoriali: la provincia che raccoglierà più firme vestirà un’ideale maglia rosa dell’acqua bene comune.

Tutti in sella, dunque. Pedaliamo tutti insieme verso il traguardo, per i beni comuni e per l’acqua pubblica. Si scrive acqua, si legge democrazia.



Roma, 21 maggio 2010
dal link http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

Nessuna economia può sopravvivere oltre la distruzione dei suoi sistemi naturali di supporto

giovedì 20 maggio 2010

Attenzione alle piattaforme petrolifere sulla costa!

Su L'ATRASCIACCA abbiamo letto il post che qui di seguito pubblichiamo, perché cittadini e amministratori a Mazara del Vallo facciano la loro parte contro.....


Lo scempio della ricerca di idrocarburi: il nostro dossier.

Ecco per i lettori dell’Altra Sciacca lo stato dell’arte delle nostre conoscenze sulle ricerche petrolifere al largo di Sciacca in 21 indigeste pillole.
Buona lettura e mi raccomando, un buon antiacido a portata di mano!!
1 – La San Leon Energy ha avuto il permesso da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di eseguire ricerche di Idrocarburi nella costa Sud occidentale della Sicilia.
2 – Il Sito denominato D354 CR SL è esteso 482 Kmq e va da Selinunte alla foce del Verdura, comprendendo la città turistica di Sciacca.
3 – Il sito denominato D353 C.R-SL e D352 C.R- SL, interessa le coste di Favignana, Marsala e Mazzara del Vallo.
4 – La distanza minima dalla costa per i siti di Sciacca e Marsala è inferiore ad 1 Km.
5 – Eventuali piattaforme saranno ben visibili dalla costa (una bella vista dei templi di Selinunte con pozzo petrolifero!!!), e potenzialmente raggiungibili a nuoto.
6 – Gli effetti sulla fauna ittica sono devastanti. Le sole operazioni di ricerca con sonda sismica che dureranno 48 mesi, renderanno inutilizzabili le zone di pesca per un raggio di decine di km. ( Le onde sismiche spaventano ed uccidono i pesci per un raggio di più di 30 km dal sito della prospezione). I danni economici sulla marineria saranno incalcolabili!!!
7 – L’area è piena di riserve naturali, banchi corallini, zone archeologiche e zone di pesca.
8 -L’area è vulcanica (isola Ferdinandea, Vulcano Empedocle), e le perforazioni potrebbero interferire con i fenomeni vulcanici secondari (terme).
9 – Lo spazio di mare in vicinanza delle piattaforme è interdetto per un raggio di molti km: Questo comporterà zone vietate alla pesca ed alla balneazione!!!!
10 – Le trivellazioni, se venisse scoperto il petrolio, inizieranno 48 mesi, dalla chiusura del procedimento autorizzativo.
11 – L’ultimo passaggio burocratico mancante è l’ottenimento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
12 – IL TERMINE ULTIMO PER LA PRESENTAZIONE DELLE OSSERVAZIONI ALLA VIA è il 28 Maggio. Mancano meno di 15 gg per fare osservazioni!!!!!!!!!!.
13 – Nello studio ambientale redatto dalla San Leon Energy, non viene valutato l’impatto delle trivellazioni e dell’emungimento del petrolio ma solo quello dell’esplorazione con i geofoni e con la airgun.!!!!!!!!!!!
14 – Non viene inoltre fatta menzione ai banchi di corallo ed al fatto che la zona è altamente sismica e che vi sono presenti vulcani.!!!!!!!!!!!!
15 – Il procedimento risale al 7/03/2008 ed ha avuto vari passaggi, è arrivato al Comune di Sciacca il 3 maggio 2010.
16 – Com’è possibile dato che il procedimento è iniziato ben 2 anni fa che la popolazione sia venuta a sapere di tutto solo grazie ad un associazione di promozione sociale (L’AltraSciacca) a soli 15 giorni dalla scadenza dell’ultimo passaggio burocratico???
17 – La richiesta di verifica di assoggettabilità ambientale e l’inizio del periodo di 45 giorni per presentare le osservazioni, è iniziato il 14 Aprile del 2010- -Perchè è stata protocollata l’istanza al comune solo il 3 Maggio??
-Perchè l’istanza è indirizzata Al Responsabile Affissioni dell’Albo Pretorio e non agli uffici competenti???
-Perchè nell’Oggettodell’istanza non c’è scritto che è contenuta una richiesta di osservazioni alla VIA?
-Perchè contrariamente a quanto scritto in Gazzetta Ufficiale la documentazione della VIA non è pubblicata sul sito del Ministero dell’Ambiente?
18 – Vi sono altre due richieste (D35GR H) e (D36 GR H) per ricerche petrolifere a largo di Sciacca a nome della Hunt Oil Company.
19 – Che senso ha investire centinaia di milioni di euro per lo sviluppo turistico e vanificare tutto con piattaforme petrolifere sulla costa?
20 – Il meridione della Sicilia è letteralmente pieno di concessioni (anche a Marettimo, Lampedusa)!!!
21 – Il capitale sociale della Concessionaria è di soli 10′000 euro!! La società ad oggi è inattiva!!
Questo è tutto quello di cui siamo a conoscenza ma abbiamo il fondato sospetto che ci manchino molti particolari di questa vicenda. Tutti i politici cui ci siamo rivolti e che ci hanno contattato sono sembrati disponibili speriamo che tutto ciò si trasformi in qualcosa di concreto e non nel solito teatrino di buone intenzioni che rimangono tali.

mercoledì 19 maggio 2010

Energia eolica - Il vento della mafia spazza il sud

Mafia e vento tra i nuraghi «Lì faremo le pale come in Sicilia»
di Nicola Biondo

C’è un file investigativo che incrocia l’inchiesta sugli appalti del G8 e che potrebbe svelare come dietro i reati di corruzione spesso si cela l’ombra della mafia. Si tratta gli appalti per gli impianti eolici in Sardegna, un grande affare che abbraccia tutto il mezzogiorno. Il deus ex-machina che compare nell’inchiesta in corso è Luigi Franzinelli, imprenditore trentino. In teoria la mafia Franzinelli l’avrebbe dovuta vedere solo al cinema. E invece con i boss Franzinelli ha fatto affari d’oro proprio con gli appalti sull’eolico, tra il 2004 e il 2007. Fino a quando, nel febbraio dello scorso anno, viene arrestato insieme con un esponente locale ed assessore di Forza Italia a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, e due imprenditori legati al boss Matteo Messina Denaro. Il 9 marzo 2010 Franzinelli è stato condannato a due anni di reclusione per corruzione con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra. Nell’inchiesta sull’eolico in Sardegna, diretta dai Pm Ilaria Calò, Rodolfo Sabelli e dal Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, il suo nome viene accostato a quello di Flavio Carboni con il quale Franzinelli ha uno stretto legame. Franzinelli in una telefonata intercettata si sarebbe detto convinto che «in Sardegna bisogna fare come in Sicilia». Proposito per nulla tranquillizzante alla luce delle sue disinvolte frequentazioni siciliane. Franzinelli è un esperto di energia eolica. Dalla Puglia alla Calabria, fino alle due isole maggiori, ha realizzato decine di impianti di energia pulita. Un successo, quello di Franzinelli, che di pulito però almeno in Sicilia non aveva nulla. L’imprenditore trentino infatti “ungeva le ruote” di amministratori e mafiosi: 150 mila euro e una Mercedes fiammante per garantirsi zero concorrenza e la giusta protezione. Le relazioni con i boss La sua storia giudiziaria parte nel febbraio 2009 nell'ambito dell'indagine trapanese denominata Eolo sulla costruzione del parco eolico intorno a Mazara del Vallo. Franzinelli viene arrestato insieme a un consigliere comunale mazarese Vito Martino (Forza Italia), a Giovan Battista Agate, pregiudicato e fratello del boss Mariano Agate; a Melchiorre Saladino, imprenditore di Salemi, ritenuto vicino al boss Messina Denaro e all’architetto del comune di Mazara, già detenuto per associazione mafiosa. È il metodo mafioso in salsa trapanese, quello per cui la mafia non impone il pizzo ma permette di fare affari a chi ama il successo ad ogni costo. Intanto sulla vicenda degli appalti per gli impianti eolici in Sardegna la Commissione parlamentare Antimafia si è già attivata per acquisire elementi di indagine. E un’inchiesta è stata aperta anche dalla DDA di Cagliari sulle possibili infiltrazioni mafiosi nel business dell’eolico. 
19 maggio 2010

(trovato al link)
http://www.unita.it/news/italia/98875/mafia_e_vento_tra_i_nuraghi_l_faremo_le_pale_come_in_siciliag

Mezzo milione di firme in 25 giorni. Il risveglio civile dei territori


COMUNICATO STAMPA

Superato il mezzo milione di firme, la raccolta va avanti

516.615 firme raccolte in 25 giorni di banchetti e iniziative in tutta Italia.
Un risultato incredibile anche per noi, raggiunto in poco più di tre settimane grazie all'impegno e all'entusiasmo di migliaia di cittadine e cittadini dell'acqua pubblica.
Dall'estremo Nord alle isole, la raccolta di firme racconta un'Italia della partecipazione, di migliaia di territori attenti e attivi sui beni comuni (vedere la mappa dei banchetti di raccolta firme su www.acquabenecomune.org).
E la raccolta firme non si ferma, ma rilancia. L'obiettivo che il Comitato Promotore si era posto (700mila firme) è ormai in vista e può essere superato. Da qui a luglio lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli speculatori dall'acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.
Per questo fine settimana il Comitato Promotore lancia il “Giro d'Italia delle firme per l'acqua”; quale località, Comune, comitato cittadino sarà la maglia rosa della raccolta di firme di questa settimana?
Il Comitato Promotore ringrazia tutti quelli che si stanno impegnando per la riuscita dell'iniziativa referendaria, i media locali, le radio e i siti internet che stanno dando un esempio di attenzione e partecipazione che fa ben sperare anche per la libertà d'informazione nel paese.
Più firme raccoglieremo, più forte sarà la spinta verso il Referendum e il risveglio civile dei territori. Perché si scrive acqua, si legge democrazia.

Roma, martedì 18 maggio 2010

domenica 16 maggio 2010

Case, paesaggi, agricoltura ... Nasce l'Istituto per le conoscenze tradizionali


(....)
I saperi "green" dei nostri avi,(Itki): una banca dati della Terra, fondata dall'Unesco, che classifica le antiche pratiche "salva-ambiente" in 700 grandi "famiglie". Per risparmiare, nel presente, l'energia e limitare le emissioni nocive, ma anche per non dimenticare le buone tecniche del passato.
(.....)
Sono tanti gli "strumenti" antichi per risparmiare energia e ridurre le emissioni nocive. Tanti e in pericolo perché, spesso, governi, cittadini e amministrazioni locali dimenticano la loro esistenza. Ecco allora che interviene la Banca della Terra. Per riaprire quel grande archivio di milioni di saperi antichi ma attuali. (12 maggio 2010)

Tutto al link
http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=425999231421&id=415488457432

Referendum acqua pubblica e pagliacciate all'italiana

venerdì 14 maggio 2010

Referendum acqua pubblica. Banchetti a Mazara del Vallo

Comunicato stampa

Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo comunica che a livello nazionale la campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell'acqua sta riscuotendo un grande successo.

Dall'apertura del 24/25 aprile a oggi sono state raccolte 350.000 firme, la metà di quelle che il Comitato Promotore dei referendum sull'acqua si era posto come obiettivo all'inizio della campagna (700mila firme entro luglio).

A Mazara del Vallo, dove i moduli sono pervenuti in data 3 maggio, già all'indomani ai mazaresi è stata data la possibilità di firmare presso l'ufficio elettorale comunale, presso l'ufficio del Giudice di Pace e alla Cancelleria del Tribunale, dove sono stati depositati i moduli.

Molti mazaresi, attraverso i volantini diffusi e il passaparola, hanno già firmato i tre quesiti referendari con i quali si propone:
1.di fermare la privatizzazione dell'acqua;
2.aprire la strada alla ripubblicizzazione dell'acqua;
3.eliminare i profitti dal bene comune acqua.

Sabato 29 maggio e sabato 5 giugno, per intensificare la raccolta firme, il Comitato allestirà un banchetto in via San Giuseppe, dalle ore 16.00 alle 23.00.

martedì 11 maggio 2010

A gonfie vele il referendum per l'acqua pubblica

Fra i portatori di acqua si intrecciano messaggi incoraggianti.C'è allegria e un po' di ironia.

Abbiamo selezionato questo messaggio:

 "Bisogna salutare il grande successo della campagna referendaria! E piu ancora la generosa e molteplice mobilitazione in tutto il paese che si è messa in moto per la raccolta delle firme per la ripubblicizzazione dell'ACQUA!

Ed ecco tornare i gatti bigi paurosi che la mobilitazione del popolo delegittimi il loro gioco delle sedie musicali! Buttandosi nella mischia, facendo di tutto per farsi notare e cercando la visibilità ovunque, fanno le fuse e cercano di arraffare una piccola porzione di torta dei consensi.

Manovrando poi amici , dipendenti, associati , colleghi e parenti, eccoli creare confusione e a cercare di sfruttare l'onda della campagna per mettersi in mostra, e a miagolare su tutti i tetti ''sono IOOOOO, il difensore della vostra ACQUA''!

Ed eccoci qua a discutere delle bandierine sui tavoli!

Ma a chi importa della ripubblicizzazione dell'ACQUA?

Ricordando che il 5 novembre scorso eravamo 4 (di numero) gatti colore arcobaleno a presentare a Perugia le firme per la modifica dello statuto comunale, ora, con il risveglio durante la campagna elettorale appena ultimata, anche i gatti bigi si buttano nella ressa per conquistare il modulo da brandire e esibire, poi, come prova tangibile dell'appartenenza al popolo dell'ACQUA!

La nostra risposta puo essere una sola!

Saremo tanti e ovunque, come FORUM NAZIONALE DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA, come Comitato Umbro ACQUA Pubblica, saremo i vostro tsunami, in tutte le piazze a ripetere urlando che L'ACQUA NON SI VENDE e a denunciare le nefandezze delle lobby economiche che con il consenso delle logiche partitiche, nella religione dei Dei Profitto, Mercato e Sviluppo, di fatto tolgono il Diritto all'ACQUA ai cittadini.

Al di fuori da qualunque schema politico/partitico SENZA SE E SENZA MA.


Abbracci

Michel "

lunedì 10 maggio 2010

Caro presidente Berlusconi.......Suggerimenti per sconfiggere il cancro

SCIENZA. Caro presidente Berlusconi, forse Lei, come tanti del resto, non ha ben chiaro il fatto che il cancro di cui indiscutibilmente si guarisce e che quindi nel 100% dei casi è sconfitto, è quello che NON è venuto!
Questo è anche il cancro che ci risparmia il maggior peso di sofferenze personali, che anche Lei certamente ha provato essendone stato colpito, ma anche di costi per la collettività. Se Lei, o chiunque altro decisore politico, desse finalmente ascolto a ciò che medici e ricercatori indipendenti da decenni affermano, in primis Lorenzo Tomatis, e finalmente si adottassero serie misure di prevenzione primaria, ovvero riduzione della esposizione delle popolazioni ai cancerogeni presenti ormai stabilmente non solo nel nostro habitat ma nel nostro stesso corpo e trasmessi dalla madre al feto, moltissimi tumori sarebbero evitati e quindi Lei (o chi per Lei) potrebbe davvero dire di avere contribuito a sconfiggere il cancro.

Ma come fare in concreto? Qualche consiglio potrà aiutarla.

Ecco dunque qualche suggerimento in proposito.

1) Sono oltre 50 i siti gravemente inquinati nel nostro Paese ed in attesa di bonifiche che non arrivano mai. Perché non investire i tanti soldi raccolti dalle varie campagne contro il cancro in questo?

2) Lei sa che oltre 1.200.000 cittadini italiani hanno bevuto nel 2008 acqua contaminata da arsenico oltre il limite di legge di 10 microgrammi/litro grazie a deroghe? L'arsenico è un cancerogeno certo per l'uomo e non è che alzando con deroghe i limiti di legge la sua cancerogenicità diminuisce.

3) Lei sa che i controlli per diossine che escono dagli inceneritori vengono - per legge - eseguiti in regime di autocontrollo 3 volte all'anno per complessive 24 ore su 8.000 ore di funzionamento?

4) Lei sa che contro un limite per le diossine che l'Oms raccomanda per gli adulti di 2pg/kg un bambino di Brescia, residente nel sito contaminato della Caffaro ne ha assunto 1200 pg/kg/die con il latte materno, a Taranto 400 pg e in Toscana, in prossimità di un inceneritore circa 80?

5) Perché non si impegna a togliere gli assurdi incentivi alla combustione dei rifiuti (prassi già stigmatizzata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), che droga pesantemente il mercato ed impedisce il decollo di una corretta filiera di trattamento?

6) Sa che i rifiuti possono essere gestiti innanzitutto riducendoli e poi differenziandoli per riciclarli e recuperare materia senza alcun bisogno di ricorrere a processi di combustione né a discariche, con creazione di posti di lavoro e benefici per la comunità tutta?

7) Sa che in Svezia, dove 30 anni fa sono stati vietati alcuni pesticidi, si registra una riduzione dell'incidenza dei linfomi?

8) È a conoscenza del fatto che in Italia da 0 a 14 anni i linfomi crescono del 4.6% annuo vs una media europea dello 0.9% e che nel 2007 sono state distribuite sul suolo agricolo italiano 1534000 tonnellate di fitofarmaci?

9) Sa che il 57.3% dei 1123 campioni delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che nel 36.6% dei casi si superano i limiti di legge?

10) È a conoscenza del fatto che i processi produttivi ed industriali possono essere riconvertiti in cicli chiusi in modo da ridurre drasticamente i quintali di cancerogeni che ogni anno riversiamo - a norma di legge - in aria ed acqua e di cui forse le sfugge l'entità?

Le riportiamo sotto una tabellina riassuntiva fatta con i dati ufficiali (fonte: http://www.eper.sinanet.apat.it/site/itIT/Registro_INES/Ricerca_per_inquinante/RicercaInquinanti.html) su alcuni degli inquinanti immessi a norma di legge in aria ed acqua in Italia nel 2005:

Arsenico (As) e composti = 8.016,6 Kg
Cadmio (Cd) e composti = 3.033,0 Kg
Cromo (Cr) e composti = 140.026,6 Kg
Nichel (Ni) e composti = 80.613,1 Kg
Benzene, toluene, etilbenzene, xileni =715.567,4 Kg
Mercurio (Hg) e composti = 3.887,1 Kg
Piombo (Pb) e composti = 114.967,1
Diossine (PCDD) + furani (PCDF) = 103,0 g\a

La lista è lunga, credo infinita, ma ci fermiamo qui.

L'articolo 32 della Costituzione - ancora in essere - riconosce la Salute come un diritto individuale ed un bene per la collettività. Dando ascolto alle nostre voci Lei, presidente Berlusconi, farebbe il più grande regalo, ben più della sua eredità, ai sui figli e ai suoi nipoti.

Preso da : http://www.terranews.it/news/2010/03/i-tumori-e-berlusconi-qualche- domanda-il-premier

sabato 8 maggio 2010

Processo contro gli inquinatori - Che l'amministrazione si costituisca parte civile

Pubblichiamo la lettera con la quale abbiamo richiesto al Sindaco e al Presidente del Consiglio di costituirsi parte civile nel processo contro gli inquinatori del nostro territorio.

(per ingrandire un clic e poi un secondo clic)







Per saperne di più vai al link riportato in basso
http://comitatocittadinomazara.blogspot.com/2010/05/rifiuti-tossici-abbandonati-nel.html

Di fronte all'inquinamento dell'acqua solo i cittadini si attivano

Un interessante contributo all'approfondimento del problema dell'inquinamento dell'acqua di falda ci giunge dal blog L'Arco Normanno.

Cittadini comuni, impiegano il loro tempo a studiare il grave fenomeno che da anni minaccia la popolazione mazarese, mentre le autorità preposte alla tutela della salute pubblica, con personale e uffici che hanno il compito del controllo e dell'intervento per il ripristino delle garanzie, stanno a guardare o forse distolgono proprio lo sguardo.

In collegamento, si consiglia la rilettura dei post ai link
http://comitatocittadinomazara.blogspot.com/2010/04/acque-sotterranee-contaminate-da.html

http://comitatocittadinomazara.blogspot.com/2010/04/dati-analitici-allarmanti-sulle-acque.html

mercoledì 5 maggio 2010

Aperta a Mazara del Vallo la campagna referendaria per l'acqua pubblica

Comunicato Stampa

Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo, aderente al Forum dei Movimenti per l'acqua, comunica che si è aperta, anche a Mazara del Vallo, la campagna referendaria a favore dell'acqua pubblica.

Consegnati a Sindaco, Giudice di pace e Cancelliere Capo del Tribunale i moduli per la raccolta delle firme sui tre quesiti referendari con i quali si propone:
1.di fermare la privatizzazione dell'acqua;
2.aprire la strada alla ripubblicizzazione dell'acqua;
3.eliminare i profitti dal bene comune acqua.

Il Comitato invita tutti i cittadini elettori a sottoscrivere i tre quesiti referendari e contribuire alla battaglia per l'acqua pubblica, che il Forum dei Movimenti per l'acqua, con l'appoggio di varie realtà sociali e di un ampio Comitato di sostegno, ha lanciato il 24 e 25 aprile.

Un fine settimana che ha registrato una mobilitazione straordinaria di cittadini, con il raddoppio degli obiettivi che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio.

Stessa cosa è avvenuta con la successiva giornata di mobilitazione del 1 maggio.

Ai cittadini di Mazara del Vallo, che tanta sensibilità hanno mostrato ai problemi dell'acqua, oggi la possibilità di incidere anche a livello nazionale sulle scelte che toccano il bene più prezioso, indispensabile alla vita umana.

Occorre firmare, tutti, uomini e donne, per combattere contro la mercificazione dell'acqua, oggi, e di tutti i beni comuni, domani.

Il Comitato

L’Ue all’Italia: l’acqua di casa è rischiosa per neonati e bambini

Bruxelles, 3 maggio – Attenzione ai rischi per neonati e ragazzi che vengono dall’acqua dei rubinetti delle case italiane: il comitato scientifico incaricato dalla Commissione Ue di dare un parere sulle acque potabili del nostro paese ha rilevato che nei rubinetti scorrono livelli di sostanze tossiche che se non sono pericolosi per gli adulti, ma pongono dei rischi per i ragazzi in età dello sviluppo e soprattutto per i neonati.
Secondo il parere pubblicato dagli esperti, a porre potenziali rischi per la salute di piccoli e adolescenti sono i livelli di arsenico, boro e fluoruro, che in alcune Regioni italiane superano di cinque volte i livelli consentiti dalle norme europee. L’Italia, che per nove anni ha agito in regime di deroga rispetto alla direttiva Ue sulle acque, dovrebbe uniformarsi alle regole continentali entro il 2012, come chiesto da Bruxelles. Però qualche mese fa ha chiesto una proroga dei termini. La Commissione Ue dovrà decidere nelle prossime settimane se concederla o meno, e la sua decisione si baserà anche sul parere del comitato scientifico.


www.e-gazette.it

domenica 2 maggio 2010

Qualità dell'Ambiente Urbano - VI Rapporto annuale


L’edizione 2009 del Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano analizza lo stato dell’ambiente in 34 grandi città italiane, situate in 20 Regioni del Paese. Il VI Rapporto, prodotto del Sistema Agenziale (ISPRA ARPA APPA), condiviso con ANCI e con la collaborazione di ISTAT, aggiorna i dati dei principali indicatori ambientali relativi alle tematiche di maggiore rilievo per la qualità della vita nei centri urbani: mobilità e trasporti, consumi idrici ed energetici, qualità dell’aria ed altri ancora. Il Rapporto rappresenta un consolidato strumento di supporto alle decisioni per le amministrazioni locali, e a servizio dei cittadini per una corretta informazione ambientale. ISPRA

Stato dell'ambiente - 16/2009

al link http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00158100/158125_VI_Rapporto_Qualit%C3%A0_Ambiente_Urbano.pdf

sabato 1 maggio 2010

Rifiuti tossici abbandonati nel territorio di Mazara del Vallo

Leggiamo al link http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?28308
che una organizzazione criminale individuata dalle forze dell'ordine in Puglia ha sparso nel nostro territorio rifiuti tossici e pericolosi.
La notizia conferma le preoccupazioni che questo comitato ha già espresso nell'esposto denuncia presentato alla Procura della Repubblica in data 9 ottobre 2007 e nell'intervento nel consiglio comunale aperto del 19.11.2009
Sin da allora abbiamo denunciato che organizzazioni criminali disperdevano nel territorio di Mazara del Vallo rifiuti tossici.
Oggi, senza ulteriori commenti riportiamo:

Taranto, maxi-sequestro di rifiuti speciali: 3 denunce

I militari delle Fiamme gialle di Taranto hanno operato oggi un maxi-sequestro di rifiuti speciali arrivati al porto. Novantacinque tonnellate di materiale trasportate all'interno di quattro container che sarebbero dovuti finire in Cina. Tre persone sono state quindi denunciate.


Dopo aver eseguito dei controlli, gli uomini della Guardia di finanza hanno accertato una serie di violazioni comprendenti la mancanza delle prescritte autorizzazioni che permettono l´esportazione, la compilazione ingannevole della documentazione per il trasporto di questi rifiuti, indicazione fasulla del codice che identifica la tipologia di rifiuti, mancanza dell'abilitazione per l´esercizio dell´attività di commercio rifiuti speciali.

Negli ultimo anno le Fiamme gialle, con la collaborazione della dogana, hanno bloccato nello scalo marittimo del capoluogo jonico ben 115 container di rifiuti speciali destinati all'estero per un totale di 2750 tonnellate di materiale.

Nell´ultima settimana le forze dell'ordine hanno scoperto molti traffici di rifiuti speciali. Solo negli ultimi tre giorni sono state sequestrate svariate tonnellate di materiale, anche molto pericoloso, ad Arienzo, nel napoletano, con rifiuti abbandonati nell'area del fiume Sarno e a Mazara del Vallo.

Alessio Morrone