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sabato 8 novembre 2008

AMBIENTE: una svolta nei rapporti fra istituzioni, industria e territorio

I particolari dell'accordo di programma per le bonifiche del polo industriale di Siracusa Priolo firmato il 7 novembre.

L'accordo, riferisce il ministero dell'Ambiente, si attiva su vari fronti: messa in sicurezza delle acque di falda; bonifica dei suoli e delle falde delle aree pubbliche; bonifica dei suoli e delle falde delle aree private in sostituzione e in danno dei soggetti obbligati inadempienti; bonifica degli arenili e dei sedimenti delle aree portuali e marino costiere.

L'accordo e' stato sottoscritto dai ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e dal presidente della Regione Sicilia, rappresentato dall'assessore all'Ambiente Giuseppe Sorbello, dal Vice Commissario di Governo per l'emergenza ambientale in Sicilia, Felice Crosta, del presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, i sindaci dei Comuni di Siracusa, Roberto Visentin, di Priolo Gargallo, Antonello Rizza, di Augusta, Massimo Carrubba, e di Melilli, rappresentato dall'assessore Giuseppe Cannata, dal Commissario dell'Autorita' portuale di Augusta, Giovanni Tesoriere, e dal presidente del Consorzio della Provincia di Siracusa per la zona sud dell'area di sviluppo industriale della Sicilia Orientale, Giuseppe Assenza.

estratto da (ANSA). Y62-BR
07/11/2008 14:44

Priolo ottiene la riqualificazione ambientale

fonte:
AGO PRESS 7/11/2008 18.34
AMBIENTE. 770 MILIONI PER RIQUALIFICARE L'AREA INDUSTRIALE DI PRIOLO

(AGO PRESS) Oggi, presso la sede del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stato stipulato un accordo di programma per la definizione di interventi di riqualificazione ambientale del polo industriale di Priolo. L'accordo prevede progetti per 770 milioni di euro che interessano l'intera area, ed in particolare la rada di Augusta, l'area industriale di Priolo ed il porto di Siracusa. La ripartizione della spesa complessiva prevede circa 200 milioni a carico dei privati, 200 milioni del ministero dell'Ambiente, 76 del ministero delle infrastrutture, 200 della Regione, e circa 100 milioni di fondi non utilizzati nella precedente stipula. "E' un accordo storico per la Sicilia e per la zona industriale siracusana - ha commentato il ministro Prestigiacomo -. In un'area che attraverso l'industrializzazione si è sviluppata, ma che ha anche pagato prezzi altissimi in termini di inquinamento, si apre una nuova pagina che parte dal risanamento dei guasti ambientali e crea le condizioni per una nuova fase di sviluppo attenta all'ambiente ed alla salute dei cittadini".

venerdì 7 novembre 2008

Acqua, un italiano su tre paga una bolletta irregolare

In molte città i cittadini hanno tariffe più alte per depuratori
mai realizzati. La sentenza della Corte Costituzionale, gli obblighi Ue

di ANTONIO CIANCIULLO



Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio. Ovvio? Mica tanto. Un italiano su tre - nonostante una direttiva europea approvata nel 2000 che entrerà in vigore nel 2015, cioè ieri in termini di realizzazione di impianti di questa portata - ha scarichi non collegati a un depuratore e li paga. Li paga perché le aziende hanno deciso di usare la politica dei due tempi: prima la tariffa, poi il depuratore. Una scelta ritenuta incostituzionale.

La denuncia viene dal Gruppo 183, un think tank sulla questione acqua, che denuncia il ritardo con cui viaggia l'Italia a causa di una lunga serie di rinvii che mette tutti in difficoltà. E' un problema per il paese, che va incontro a sanzioni da un minimo di 22 mila a un massimo di 700 mila euro al giorno (la procedura di infrazione è già a uno stadio avanzato). E' un problema per le aziende, che si trovano di fronte a seri problemi di liquidità. E' un problema per milioni di cittadini che si trovano a pagare, e ad aver pagato per anni, somme non dovute.

Parliamo di cifre significative. Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai 30 euro per abitante l'anno previsti in Liguria agli 87 previsti a Pavia: una torta che complessivamente vale parecchie centinaia di milioni di euro. Fondi che si cercava di ottenere con una forma di prestito gratuito prelevandoli anticipatamente dalle bollette. Vediamo come.

Le bollette per la fornitura dei servizi idrici comprendono varie voci: fornitura, scarichi, depurazione. Per un totale che oscilla tra un euro e un euro e mezzo a metro cubo. Ma non sempre a tutte le voci corrispondono servizi. Ecco un elenco di città in cui la depurazione è assicurata al 100 per cento e quindi la bolletta è in regola: Bergamo, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cosenza, Foggia, Lecco, Modena, Torino, Vercelli. Ma altre città viaggiano a scartamento ridotto: 34 per cento di depurazione a Palermo, 33 per cento a Catania, 29 per cento a Trieste, 38 per cento a Treviso.

Nei casi in cui il servizio non è coperto al cento per cento il cittadino può, dopo aver chiesto l'indice di depurazione al Comune che è tenuto a darlo, rivolgersi al giudice di pace per ottenere la restituzione della quota parte della bolletta relativa al servizio non prestato.

(6 novembre 2008)

Prodotti alla spina: meglio per noi, e meglio per l’ambiente

In tutta Italia si vanno diffondendo i distributori di prodotti alla spina. Un modo di fare la spesa che fa bene all’ambiente e aiuta a risparmiare.
Prodotti alla spina: meglio per noi, e meglio per l’ambiente

All’estero sono una realtà già da diversi anni, in Italia hanno appena cominciato ad affermarsi. Sono i prodotti alla spina.
Un’abitudine pressoché estinta con l’avvento della grande distribuzione e la diffusione dei prodotti preconfezionati che la crisi economica e i problemi ambientali ha fatto tornare di grande attualità.
Ricorda infatti Ferrara Blog:

Acquistare prodotti sfusi, solo lo stretto necessario, per risparmiare e ridurre gli sprechi. Quello che una volta rappresentava un sistema “comune” di fare la spesa, e che forse in pochi ricordano, sta ritornando all’interno dei nostri supermercati e ipermercati come un modo nuovo, innovativo, ma soprattutto ecologico, di fare acquisti. Se simile è la modalità, molto diverso, oggi, è invece lo scopo. Perché accanto alle difficoltà economiche che i consumatori italiani stanno incontrando negli ultimi tempi, chi vuole operare nel mercato della distribuzione in maniera responsabile non può non considerare anche l’impatto che il proprio agire ha sull’ambiente.

I vantaggi di questo tipo di distribuzione sono molteplici. Ci guadagnano gli acquirenti, che non devono pagare il prezzo della confezione, l’imballaggio, il trasporto e lo stoccaggio. Ci guadagno le aziende, ci guadagnano i distributori, e soprattutto ci guadagna l’ambiente.
La Rete Nazionale Rifiuti Zero riporta i dati emersi al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione:

Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. L’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, che si moltiplicano anche per effetto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite, e a causa della tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose.

Mondocasa Blog riporta quello che è successo nel Lazio, nel periodo successivo all’installazione di 12 distributori di detersivo alla spina:

Quasi 27.000 kwh di energia risparmiata, 2.484 kg di anidride carbonica non emessa, 4.458 metri cubi di acqua non consumata e 18.579 bottiglie di plastica non utilizzata. [...]
Una scelta che coniuga risparmio economico (visto che il prezzo medio di un prodotto sfuso è di solo 1 euro) e rispetto per l’ambiente. Circa il 60% dei consumatori che hanno acquistato detersivo alla spina, infatti, hanno utilizzato lo stesso flacone, per la cui produzione, in media, occorre impiegare ben 239 litri d’acqua, 1,46 kWh d’energia, mentre l’emissione di anidride carbonica è pari 133,9 grammi.

Anche in Umbria i risultati sono piuttosto incoraggianti. Scrive TuttOggi:

Sono 14.382 i litri di detersivi alla spina venduti in Umbria nei primi mesi di attuazione del progetto per la riduzione dei rifiuti alla fonte. Le oltre 3mila 650 ricariche effettuate dagli acquirenti testimoniano che un quarto dei cittadini che hanno utilizzato il prodotto sono tornati al supermercato con il flacone vuoto per riempirlo di nuovo. In termini ambientali, l’iniziativa ha consentito di produrre 3mila 663 flaconi di plastica in meno e di risparmiare 219,78 kg di plastica e 122,53 kg di cartone per l’inscatolamento, equivalenti a circa 613 kg di anidride carbonica non emessa in atmosfera, 9,45 mwh non utilizzati di energia e 920 mila litri d’acqua non necessari per la produzione.

I primi a diffondersi in Italia sono stati i distributori di latte fresco. Riporta Sottovoce.360

Il latte è sempre lo stesso. Il prezzo, però, cambia ad ogni passaggio, salendo - secondo la Coldiretti - di oltre il 240% dal produttore a chi consuma. La causa sono i passaggi intermedi, come confezionamento e pastorizzazione, che ne fanno più che triplicare il prezzo. Non sorprende così che torni la domanda per il latte delle nonne, quello sfuso e crudo di cui si diceva un gran male in passato. E che oggi, invece, si fa largo nelle città italiane, dove aumentano di giorno in giorno i distributori di latte alla spina. Magari da associare alle verdure acquistate nei mercati che da poco i contadini stanno aprendo nelle città. Il boom del latte alla spina è un fenomeno dalle cause molteplici. C’è chi sostiene abbia più gusto, poiché ricco di grasso non omogeneizzato. Altri, invece, lo spiegano con le ragioni dell’ecologia, aiutata evitando molti passaggi di imbottigliamento. Il motivo principale sembra, però, quello economico.
Comprare il latte crudo ad uno degli oltre 750 punti vendita distribuiti in tutta Italia costa un euro al litro (un euro e venti per quello biologico), oltre il 30% in meno del prezzo di 1,49 euro che, in media, viene segnato nei supermercati.

Ma oltre ai liquidi molti altri prodotti possono essere venduti sfusi: pasta, legumi, olio, zucchero..le possibilità di espansione di queste iniziative sono preossoché infinite. Per chi volesse cercare il punto vendita di prodotti alla spina più vicino a casa propria, Ecoalfabeta propone un elenco di punti vendita sia per gli alimentari che per i detersivi e Blogeko riporta il link alla mappa della Ecologos. Per i distributori di latte alla spina c’è Milkmaps, mentre per i prodotti ortofrutticoli si può consultare il sito di Campagna Amica. E se vicino a voi non è ancora presente un punto vendita, potete scrivere alle catene della grande distribuzione per chiedere che venga attivato. Maggiore sarà l’interesse visibile e più probabilità ci saranno che questo tipo di iniziative abbiano un seguito.

Tag correlate: ambiente, detersivi, ecologia, grande distribuzione

Post pubblicato da: Tostoini il 06 Novembre 2008 - 24 posts su Liquida magazine.

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Tags: ambiente, detersivi alla spina, ecologia, grande distribuzione, latte alla spina, prodotti sfusi, rifiuti

lunedì 3 novembre 2008

Verbale n.53

Il giorno 28 del mese di ottobre dell'anno 2008, il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Aperta la seduta, si osserva che l'attività del comitato, pur essendo rivolta a chi governa, è senza dubbio rivolta anche e soprattutto ai cittadini, attraverso i quali può maturare una sensibilità, così che le parole si facciano azioni. In questo senso il secondo versante diventa primo in ordine di importanza e richiede continue modifiche e aggiustamenti in vista di quell'allargamento della base necessario alla creazione di un'opinione pubblica diffusa, capace di incidere sul destino della città.
Che significa fare e far fare le scelte giuste al momento giusto.

Tuttavia, sebbene sembri oggi più facile, rispetto al passato, creare una sensibilità verso i problemi ambientali, il sì della ragione non è il sì all'azione. E si rimane spettatori, come se a decidere le sorti della città non fossero i cittadini. Si insiste nel dire che le candidature sono quelle che sono..., che l'andazzo è quello che è..., che il singolo non ha il potere di incidere....

Eppure, ovvio anche ricordarlo, tanti singoli fanno una massa e una massa può incidere.

Si dovrà, dunque, fare in modo che alla prossima tornata elettorale i cittadini siano propositivi e facciano impegnare i candidati nelle direzioni che la cittadinanza ha condiviso.

La situazione locale e globale richiede che le scelte siano impegnative e decisive, perché, se non si va nella direzione della sostenibilità sociale e ambientale, si rischia la regressione verso la povertà assoluta e la malattia diffusa.

Non sembri esagerata la proiezione, perché si stanno toccando con mano, anche a livello locale, sia la crisi finanziario-economica che il progressivo degrado ambientale, figli entrambi di uno sviluppo sfrenato e sfruttatore di beni e persone, e non è da spettatori che si può invertire la rotta.

Dai comuni deve partire il rifiuto e l'inversione di tendenza.

Se i partiti propongono sempre gli stessi candidati, se anche ne proponessero di nuovi, che i cittadini propongano almeno i contenuti dei loro programmi elettorali, che li facciano impegnare sulle questioni fondamentali per la risalita dalla china e l'avvio dello sviluppo sostenibile.

Dal tipo di sensibilità che i futuri candidati dimostreranno, dalle risposte alle proposte, i cittadini sceglieranno chi votare e si impegneranno a controllare la fedeltà al patto per tutto il tempo del mandato.

Soltanto questo sarà possibile fare e questo si dovrà fare. Allora i nuovi candidati capiranno che al potere stanno i cittadini e che sindaco e amministratori, da delegati, devono attenersi a quanto pattuito.

Nessun diritto, nel dopo-elezioni, a lamentarsi se non si fa vivere la democrazia attraverso la partecipazione, perché, a quel punto, poiché non si può dubitare che la democrazia sia la migliore forma di governo, allora bisognerà dubitare che i governati siano i migliori cittadini.

Non dovrà più accadere che a governare la città si arrivi con delega in bianco, spinti da chissà quali forze e autorizzati al sacco.

Pertanto il comitato decide di sollecitare l'attenzione alle tematiche di fondo, chiedendo spazio sui mezzi di informazione, ricercando occasioni di confronto, anche con i futuri candidati a sindaco.

Puntare alto purché si faccia un passo.

La seduta è tolta alle ore 20.00
Il Comitato