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martedì 1 dicembre 2009

Le reti idriche siciliane fanno gola

di Rosario Battiato

http://www.qds.it/index.php?id=2333


Consumo. La gestione idrica nello scenario siciliano.
Il decreto. La Camera dei deputati ha approvato la legge che recepisce una direttiva europea sui servizi pubblici. Uno degli articoli riguarda la regolarizzazione delle partecipate pubbliche.
La conseguenza. Tutti i servizi in house cessano il 31 dicembre 2011, compresi quelli dell’acqua: parte delle Spa che gestiscono i servizi idrici dovranno essere in quota a società private.

Tags: Acqua, Servizi Idrici, Licia Minacapilli, Roberto Cota, Raffaele Fitto


PALERMO - Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, ha spiegato agli italiani che, nonostante l’approvazione blindata del decreto Ronchi, dove si prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali compresa la gestione dell’acqua, non ci sarà nessuna multinazionale che verrà in Italia a rubare l’acqua.
La realtà è invece del tutto differente se si prende in considerazione la situazione siciliana dove si prevedono rincari clamorosi delle bollette, il distacco dei contatori per le famiglie inadempienti, mentre alle spalle dell’intero sistema agiranno gli enti gestori in mano alle le grandi multinazionali italiane e straniere che già da tempo si sono insediate nell’isola. L’approvazione del dl Ronchi da parte dei deputati ha idealmente concluso il percorso iniziato dalla Legge Galli nel 1994.

Adesso la gestione del sistema idrico integrato sarà privatizzata e le società già presenti all’interno degli enti gestori nell’Isola sono pronte a lanciarsi in un mercato che promette consumi di acqua in crescita ed aumento delle tariffe che diventeranno tra le più alte d’Italia. Nel 2011 sarà dato il via agli appalti cui potranno partecipare anche società miste. Il ministro Raffaele Fitto difende la maggioranza affermando di aver ottemperato agli obblighi europei e annuncia che entro il 31 dicembre il governo varerà il regolamento di attuazione della riforma.

“Adesso accadrà che la considerazione di acqua come bene comune e quindi oggetto di bisogno diverrà oggetto di business e soprattutto per i siciliani si prevedono tempi duri”. Le parole di Licia Minacapilli, avvocato e attivista del Forum per l’Acqua pubblica, annunciano la prosecuzione di una battaglia che le associazioni stanno già affrontando da diverso tempo. Il decreto Ronchi, seppur mantenendo formalmente l’acqua una risorsa pubblica, di fatto ne affida la gestione ai privati dal momento che la quota di capitale in mano pubblica non potrà essere superiore al 30%. Si è così compiuto il processo iniziato nel lontano 1994 con la Legge Galli attraverso il full recovery cost e la definizione di Ato e del ciclo integrato dell’acqua.

Attualmente in Sicilia si pagano 1,36 euro al metro cubo, una delle tariffe più alte d’Italia, conferma l’ultimo rapporto Utilitas di Federutility, e nel giro di pochi anni, entro il 2015, questa cifra toccherà quota 1,52 euro a metro cubo. La media attuale è tra le più alte del Meridione, ma spicca anche nel Nord del Paese, superando, ad esempio, Veneto, Friuli, Lombardia e Piemonte. Anche nel dettaglio ad Agrigento, ad esempio, secondo Cittadinanza Attiva e Osservatorio dei prezzi, dati del 2008, l’acqua è costata 445 euro annui, una tariffa quattro volte superiore a Milano (106 euro annui). “In Sicilia - ha commentato Minacapilli - gli enti gestori dovranno ammortizzare gli investimenti per le infrastrutture carenti e per la necessità di mantenere in organico anche il personale in esubero”.

Di diverso avviso Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni, che ha specificato come quella sugli aumenti “sia una polemica strumentale e priva di contenuti perché viene fatta da chi ha provato a fare negli anni scorsi la stessa cosa senza riuscirci”. Ma chi si muove nella foresta degli enti gestori dell’acqua, al punto che lo scorso luglio Francesco Cascio, presidente dell’Ars, aveva esplicitamente chiesto di mantenere pubblico il servizio idrico come risorsa imprescindibile per i cittadini? I grandi gruppi nazionali e internazionali, già ben piazzati all’interno dell’attuale sistema di gestione, potranno adeguatamente affondare i loro interessi nel sistema idrico.

Ad esempio attualmente a Palermo l’ente gestore del servizio sono le Acque Potabili Siciliane, 82 comuni per 1,2 milioni di abitanti ed investimenti complessivi per oltre 850 milioni di euro, di cui 324 nei prossimi 5 anni, una partecipata al 52% da Acque Potabili spa di Torino, che lo scorso 7 ottobre ha firmato il contratto di servizio con l’Amap Spa, una ex municipalizzata. La S.A.P. è costituita dalla Iride Acqua Gas spa (30,86%) di Genova e dalla Smat (30,86%), la Società Metropolitana Acque di Torino.
A Caltanissetta il servizio idrico integrato è invece affidato alla Società Acque di Caltanissetta Spa, che si legge come Società Aqualia - Gestion Integral del Aqua s.a. di Madrid, capofila delle società che compongono Caltacque. Anche a Siracusa non ci si discosta molto da tutto il resto dell’isola visto che la Sogeas Ato Idrico 8 s.p.A è costituita dalla Sogeas Spa (82%) e dalla Saceccav Depurazione Sacede S.p.A (18%). Quest’ultima è interamente privata, costituita da Saceccav Costruzioni, Saceccav Servizi, Architetture Informatiche, Consorzio Seprium, Acque Rieti, Ecologica e Villa Alba e ha sede a Milano, mentre la prima, escludendo la partecipazione al 60% del Comune di Siracusa, appartiene alla Sorgesa Spa di Milano.

I principali sistemi acquedottistici dell’isola sono gestiti da Siciliacque spa, subentrata nel 2004 all’Eas, e che godrà di questa concessione fino al 2044. Il 25% del pacchetto azionario è mano alla Regione Sicilia, che all’inizio ne deteneva il 5% ma poi ha assorbito il 20% dell’Eas, e per il 75% da Veolia, che è una utility francese. I sistemi acquedottistici precedentemente gestiti da E.A.S. e oggi da Siciliacque sono tredici: Alcantara, Ancipa, Blufi, Casale, Dissalata Gela - Aragona, Dissalata Nubia, Fanaco - Madonie Ovest, Favara di Burgio, Garcia, Madonie Est, Montescuro Est, Montescuro Ovest e Vittoria - Gela.


Articolo pubblicato il 01 dicembre 2009

La manifestazione di sindaci, assessori e consiglieri comunali contro il decreto Ronchi di fronte all'Assemblea regionale siciliana

Da lasiciliaweb

Ddl popolare per l'acqua pubblica

All'Ars sit in di centinaia di amministratori comunali di tutta la Sicilia contro la privatizzazione. In prima linea anche un prete di Menfi con una pistola giocattolo: "E' un bene per la vita, bisogna resistere". Tutti chiedono una legge regionale contro il decreto Ronchi

PALERMO - Sindaci, assessori e consiglieri comunali in rappresentanza di circa 100 comuni siciliani hanno manifestato di fronte l'Assemblea regionale siciliana per dire "no" alla privatizzazione delle reti idriche.

Insieme a loro anche i rappresentanti di alcuni comitati cittadini. Tutti chiedono l'approvazione di un disegno di legge all'Ars per la "ripubblicizzazione" delle reti, e chiedono al presidente della Regione di ricorrere contro il decreto Ronchi, recentemente approvato dal Parlamento nazionale, che di fatto facilita la privatizzazione dell'acqua, permettendo di conferire a ditte esterne tutti i servizi pubblici locali.

Il prossimo 4 dicembre i consigli comunali delle amministrazioni che si oppongono alla privatizzazione delle reti idriche si riuniranno in contemporanea per avviare la procedura di presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare all'Ars, che prevede il ritorno alla gestione pubblica delle reti idriche in Sicilia.

LA LEGGE E' FERMA ALL'ARS
. Attualmente all'Ars è depositato un disegno di legge che chiede il ritorno alla gestione pubblica delle risorse. Il ddl, che su iniziativa delle amministrazioni comunali dovrebbe essere 'trasfromato' in testo di iniziativa popolare, parte dal presupposto che sebbene l'acqua continui ad essere considerata bene pubblico, "la privatizzazione della gestione e delle reti idriche, di fatto, la trasforma in una risorsa sulla quale i privati possono lucrare".

Altra questione di attualità è legata alla recente approvazione da parte del parlamento nazionale del 'decreto Ronchi', che prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali da parte dei comuni, fra questi anche l'acqua. Chi si oppone alla privatizzazione chiede che la Regione, forte oltretutto della propria autonomia legislativa, debba ricorrere presso la Corte Costituzionale contro il decreto, come hanno già annunciato altre regioni.

IL PRETE CON LA PISTOLA
. In prima linea nella lotta contro la privatizzazione dell'anche padre Saverio Catanzaro, parroco della Chiesa Madre a Menfi (Ag) che ha sfila con una pistola ad acqua. "Lo dice il Vangelo, non è giusto fare affari sulla povera gente: fedeli, cittadini, munitevi di una pistola ad acqua e resistete a questo sopruso".

"La pistola ad acqua è una provocazione - prosegue - ma anche un simbolo per chi vuol resistere pacificamente di fronte ad una ingiustizia. L'acqua è un bene per la vita e sulla vita nessuno deve metter le mani. La privatizzazione, dove c'è stata, ha portato arricchimento per pochi e disagi per tanti. Qualcuno dice che è l'affare del secolo, forse è vero. Io ascolto la gente, e la gente è contraria alla privatizzazione". Quando al comune di Menfi, nei mesi scorsi, è arrivata la richiesta di consegna delle reti idriche, le campane della Chiesa Madre hanno suonato a morte. "Era la morte della democrazia", conclude padre Catanzaro.

I SINDACI
. "Il nostro obiettivo - dice Rosario Gallo, sindaco di Palma di Montechiaro (Ag) - è fare arrivare al parlamento regionale un testo forte, supportato da una decisa e chiara volontà popolare. Serve l'approvazione di almeno 40 consigli comunali che rappresentino una popolazione di 400 mila persone. Ma parallelamente intendiamo avviare anche la raccolta di firme, servono 10 mila adesioni".
Il disegno di legge, intanto, è già stato depositato all'Ars dal deputato regionale del Pd Giovanni Panepinto, che è anche sindaco di Bivona (Ag). "In questo modo - aggiunge Gallo - abbiamo anticipato i tempi".

"Portiamo avanti questa battaglia - dice Michele Botta, sindaco di Menfi (Ag) - perchè che lo chiedono i cittadini. Basta andare nei comuni vicini, dove il servizio è già stato privatizzato, per rendersi conto che la realtà è sconfortante. Le tariffe sono aumentate e i servizi sono peggiorati, se c'è un guasto gli interventi sono effettuati in media dopo 10 o 15 giorni".
25/11/2009

giovedì 26 novembre 2009

"Maledetti voi...!"

FINO A DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009
FIRMA E FAI FIRMARE LA LETTERA DI P.ALEX ZANOTELLI. (qui di seguito riportata)

SONO GIA’ TANTISSIME LE ADESIONI.

LA LETTERA CON LE RELATIVE ADESIONI GIUNTE FINO AL 29 NOVEMBRE 2009 SARA’ POI INOLTRATA A PARLAMENTARI, ISTITUZIONI E STAMPA

INVIA LA TUA ADESIONE CON NOME E COGNOME A beni_comuni@libero.it –


Napoli, 19 novembre 2009
Acqua privatizzata

“MALEDETTI VOI….!”
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .
AGLI ATO
ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”


Alex Zanotelli

martedì 24 novembre 2009

25 novembre 2009 Sit-in all'ARS e alla Presidenza della Regione

L’acqua è un bene comune universale ed un diritto umano inviolabile
NO alla privatizzazione

Al Presidente della Regione Siciliana
Al Presidente ed ai Capigruppo dell’A.R.S.

Il Governo, con un colpo di mano e con l’ennesimo voto di fiducia, ha ottenuto l’approvazione parlamentare del D.L. n. 135/2009, il cui art. 15 impone di conferire a ditte esterne la gestione di tutti i servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico.
Noi contestiamo le molteplici violazioni della Costituzione operate con l’approvazione dell’art. 15, che sovverte l’assetto dei servizi pubblici locali, spogliando le Regioni ed i Comuni del potere costituzionale di decidere autonomamente.
Noi ci opponiamo a consegnare l’acqua potabile, il bene più prezioso, agli interessi delle grandi multinazionali e al business dei privati.
Lo scorso 7 luglio il Coordinamento dei Comuni, che raccoglie quasi cento adesioni in Sicilia, ha presentato all’ARS una proposta di legge per ripubblicizzare il servizio Idrico. Il prossimo 4 dicembre, con la riunione contemporanea di numerosi Consigli comunali - è la prima volta che accade in Sicilia - e dando inizio alla sottoscrizione popolare, avvieremo la procedura per presentare tale proposta di legge di iniziativa popolare, ai sensi della L.r. n. 1/2004. Per anticipare i tempi, la stessa proposta è stata sottoscritta e presentata da alcuni deputati regionali.

Chiediamo

Al Presidente dell’ARS ed ai capigruppo parlamentari
di avviare immediatamente l’esame del disegno di legge, in attesa della formalizzazione della duplice proposta di iniziativa popolare (dei comuni e con la sottoscrizione popolare).
Di prorogare, nelle more dell’approvazione della nuova legge, l’attuale moratoria (disposta con l’odg approvato dall’ ARS il 31 luglio 2009) della consegna di impianti e di nuovi affidamenti a gestori privati.

Al Presidente della Regione
di impugnare innanzi alla Corte costituzionale l’art. 15 del D.L. n. 135/2009, per
violazione dei requisiti di necessità ed urgenza (art. 77 Cost.);
violazione del principio comunitario tra servizi orientati al mercato e servizi non orientati al mercato (art. 14 TFUE e protocollo n. 26 del Trattato di Lisbona);
violazione del principio solidaristico e di eguaglianza (artt. 2 e 3 Cost.); violazione del principio comunitario della coesione economico-sociale e territoriale;
violazione del principio autonomistico di autodeterminazione dei comuni (artt. 5 e 18 Cost.);
violazione del riparto delle competenze tra Stato e regioni (art. 117, c. 2, Cost.);
violazione del riconoscimento dell’attività economica pubblica (art. 41 Cost.) e della centralità del ruolo dell’impresa pubblica nella gestione dei servizi pubblici essenziali (art. 43 Cost.).

L’acqua non ha colore politico

Chiediamo al Governo della Regione di impugnare l’art. 15 del D.L. n. 135/2009 ed a tutti i deputati regionali di approvare la proposta di legge per ripristinare in Sicilia la gestione pubblica dell’acqua.



Forum regionale Coordinamento degli Enti locali
dei movimenti per l'acqua bene comune e la
per l'acqua gestione pubblica del servizio idrico

Palermo, 25 novembre 2009, ore 10: Sit-in all’ARS ed alla Presidenza della Regione

REDVIDA denuncia il carattere mercantilista del Decreto Legge 135/09




La Red Vigilancia Interamericana por la Defensa y Derecho al Agua (Rete di Vigilanza Interamericana per la Difesa e il Diritto all’Acqua), REDVIDA, una rete che aggruppa a più di 50 organizzazioni ambientaliste, sindacati, imprese e sistemi comunitari pubblici di tutto il continente americano, vuole pronunciarsi rispetto alla Legge 135/09 approvata giorni fa in senato italiano.

L’acqua è un bene comune, una risorsa che deve rimanere sotto il controllo pubblico e la onda di privatizzazione che si iniziò nel nostro continente durante la decade degli anni ’90, non ha dimostrato altra cosa che essere un completo fallimento. La presenza sempre minore di queste corporazioni nei nostri paesi lo dimostra. Mentre i movimenti sociali di tutte Le Americhe stanno ottenendo che i governi riconoscano l’acqua come un diritto umano che deve stare sotto il controllo pubblico, il senato italiano emette un Decreto Legge che apre la porta alla privatizzazione delle utility pubbliche dell’acqua in Italia per consegnarle alle multinazionali, in un evidente retrocesso rispetto a quanto si sta raggiungendo in paesi come Ecuador, Uruguay e Bolivia.

Denunciamo il carattere mercantilista del Decreto Legge 135/09 che mette in vendita l’essenza stessa della vita e rende motivo di lucro un diritto di tutti gli esseri umani. Chiediamo al senato italiano il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e la esclusione del servizio idrico come servizio pubblico locale con rilevanza economica, riconoscendo la autonomia di scelta dei modelli di concessione da parte degli ATO ed enti locali. Appoggiamo le proposte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che sta lottando per l’approvazione della legge di iniziativa popolare per ripubblicizzare il servizio idrico, e avvertiamo il popolo italiano rispetto le nefaste conseguenze che questo tipo di regolamentazione può portare nel breve periodo.

Le Americhe, Novembre del 2009

Per la Red VIDA:

Sindicato Obras Sanitarias de la Provincia de Buenos Aires, SOSBA, Argentina
Fundación de Estudios Sanitaristas y Medio Ambiente, FESMA, Argentina
Unión de Usuarios y Consumidores Nacional, Argentina
Asamblea provincial por el Derecho al Agua de Santa Fe, Argentina
Coordinadora Córdoba en Defensa del Agua y la Vida, CCODAV, Argentina
Central de Los Trabajadores Argentinos, CTA-Córdoba, Argentina
Asociación de Usuarios y Consumidores, ADUC, Argentina
Federación de Trabajadores Fabriles de Cochabamba, Bolivia
Fundación Abril, Bolivia
Escuela Andina del Agua, Bolivia
Escuela del Pueblo Primero de Mayo, Bolivia
Rede Brasileira Pela Integração dos Povos, REBRIP, Brasil
Frente Nacional de Saneamento Ambiental, FNSA, Brasil
Federação Nacional dos Urbanitários, FNU, Brasil
FASE: Solidariedade e Educação, Brasil
Corporación La Ceiba – Medellín. Antioquia, Colombia
Corporación ECOFONDO, Colombia
Centro Cultural Social y del Medio Ambiente Ceibo, Maipú-Chile
Chile Sustentable, Chile
Acción Ecológica, Ecuador
Observatorio Ciudadano de Servicios Públicos, Ecuador
ISP- Proyecto Andino de Agua
Food and Water Watch, Estados Unidos de Norteamerica
Bloque Popular, Honduras
Alianza Mexicana por la Autodeterminación de los Pueblos (AMAP), México
Asistencia Legal por los Derechos Humanos A.C. (ASILEGAL), México
Centro Mexicano de Derecho Ambiental, A.C. (CEMDA), México
Centro de Derechos Humanos “Miguel Agustín Pro Juárez, A.C.”, México
Centro Derechos Humanos “Fray Francisco de Vitoria, O.P.”, A.C., México
Centro de Servicios Municipales “Heriberto Jara, A.C.”(CESEM), México
Centro Operacional de Vivienda y Poblamiento, A.C. (COPEVI), México
Colectivo Radar, México
Consejo de Ejidos y Comunidades Opositores a la Presa La Parota (CECOP), México
Desarrollo, Educación y Cultura Autogestionarios, Equipo Pueblo, México
Enlace Rural Regional, A.C. (ERRAC), México
Espacio DESC, México
Food First Information and Action Network- México (FIAN-México), México
Guardianes de los Volcanes, A.C., México
Instituto Mexicano para el Desarrollo Comunitario, A.C. (IMDEC), México
Movimiento Mexicano de Afectados por las Presas y en Defensa de los Ríos (MAPDER), México
Otros Mundos, A.C. , México
Red de Género y Medio Ambiente (REGEMA), México
Red Mexicana de Acción frente al Libre Comercio (RMALC), México
Unión Popular Revolucionaria Emiliano Zapata (UPREZ), México
Federación Nacional de Trabajadores del agua Potable del Perú- FENTAP, Perú
Comisión Nacional de Defensa del Agua y la Vida, CNDAV, Uruguay
Federación de Funcionarios de Obras Sanitarias del Estado, FFOSE, Uruguay
Redes, Amigos de la Tierra, Uruguay

Consejo Permanente de sindicatos Andinos del Agua
Corporate Accountability International

Incontro internazionale: La Rivoluzione dell'Acqua


La Rivoluzione dell'Acqua

fra guerre, profitto e sacralità

10 - 20 dicembre 2009 - Italia - vari luoghi


Dall’America latina all’Europa, i protagonisti delle battaglie internazionali in difesa dell' acqua per una serie di incontri e conferenze:

dalla Bolivia Oscar Olivera, dal Messico Raquel Gutierrez, dall’Irlanda John Holloway, dall’Italia padre Alex Zanotelli.

Testimonianze e confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua, che attorno a sé riassume le contraddizioni della nostra epoca, ispirando la creazione di nuovi orizzonti possibili. Un evento tanto più significativo, nell'Italia che privatizza l'acqua.

In varie città d’Italia, dal 10 al 21 dicembre, promosso dall’associazione Yaku.

Con l'occasione, verrà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo” [ed. Carta – a cura di Yaku], sulla Guerra dell'Acqua di Cochabamba di cui cadono i dieci anni. Insieme agli autori, Oscar Olivera e Raquel Gutierrez e la partecipazione di John Holloway.


Aprile del 2000: in Bolivia un popolo viene ridotto alla sete in nome del profitto. La multinazionale statunitense Bechtel privatizza la rete idrica della città di Cochabamba. Il costo dell’acqua diventa insostenibile. La già poverissima popolazione boliviana si ribella e si organizza. Nasce la Coordinadora en defensa del agua y la vida, un coordinamento che raccoglie contadini, indigeni, donne, vecchi, professionisti, giornalisti, minatori: insieme per dire basta all’ennesimo sfruttamento indiscriminato. Dopo mesi di duro confronto per le strade, la Bechtel è costretta a recedere e la popolazione cochabambina si riappropria dell’acqua, sacra per la gente delle Ande. E’ la Guerra dell’Acqua di Cochabamba, il primo conflitto in nome dell’oro blu: un evento spartiacque che ha aperto gli occhi al mondo sui limiti di un sistema economico globale che arriva a togliere l’acqua agli esseri umani in nome dello sfruttamento e dei profitti.

Novembre 2009: in Italia il governo privatizza l’acqua attraverso l’articolo 15 del decreto legge 135. E’ la messa sul mercato di un bene essenziale per la vita e di un diritto inalienabile.

A quasi dieci anni di distanza, la lotta contro la mercificazione dei beni comuni segna la storia di due Paesi molto diversi fra loro. In Bolivia l’acqua è stata inserita nella Costituzione come diritto umano inalienabile. In Italia che succederà?

Se ne discuterà assieme ai grandi protagonisti delle lotte sociali di questo decennio, per un confronto con i comitati locali ed i territori : con Oscar Olivera, della Coordinadora del Agua y la Vida di Cochabamba, Bolivia, che fu uno dei protagonisti della Guerra dell'Acqua. Con Raquel Gutierrez, attivista e sociologa messicana, durante la Guerra dell'Acqua si occupava della comunicazione. E la partecipazione di John Holloway,politologo e scrittore, autore del libro - cult "Cambiare il mondo senza prendere il potere". [vedi biografie allegate]

Un viaggio fra le città italiane – Trento, Lucca, Roma, Bari, Padova, Belluno - per uno spaccato della situazione del nostro Paese, con incontri con la società civile, le Università, i movimenti sociali.

Inoltre: collegamenti in diretta con il Forum sull’Ambiente di Copenhagen (dal 7 al 17 dicembre), e uno sguardo sul cammino democratico della Bolivia, che il 7 dicembre avrà affrontato l’importante appuntamento con le elezioni presidenziali.

Ad ogni incontro, sarà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua: la Bolivia che ha cambiato il mondo” ed. Carta, a cura dell’associazione Yaku.

biografie degli ospiti internazionali

associazione Yaku http://www.yaku.eu/

Il Manifesto "Salva l'acqua"