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sabato 18 dicembre 2010

PRIMA E DOPO CANCUN - A Sud Sicilia propone uno spazio di riflessione e confronto



A Sud Sicilia
propone
“Prima e dopo Cancun”
Uno spazio di riflessione e confronto su quanto è accaduto nella città di Cancun in Messico (29 nov.-10 dic. scorsi) con la 16a Conferenza Mondiale Onu sul clima (i governi dei paesi più ricchi del mondo dediti all’invenzione di falsi o pseudo rimedi ai planetari guasti climatici) e con il Controvertice dei Movimenti mondiali dei Popoli, uniti in nome di principi e proposte che hanno ispirato l’Accordo di Cochabamba (Bolivia, 22 aprile 2010).

DOMENICA 19 DICEMBRE
17,30
Conferenza-dibattito PRIMA E DOPO CANCUN
Il Vertice mondiale ONU sui cambiamenti climatici: le false soluzioni dei paesi sviluppati
Il Controvertice dei Movimenti dei Popoli: le soluzioni nelle mani dei popoli (Accordo di Cochabamba)
interventi: A Sud Sicilia
20,30
Proiezione documentario: “Los ultimos Zapatistas: heroes olvidados” (il racconto della Rivoluzione messicana attraverso le testimonianze dirette di coloro che vi parteciparono), del regista Francesco Taboada Tabone (Messico), seguita dal video-collegamento con il “Collettivo Jovenes en Resistiencia Alternativa (JRA)” di Città del Messico.
interventi: Officina rebelde (Ct); M. Grillo
LUNEDÌ 20 DICEMBRE
18,30
Giuseppe De Marzo (economista, giornalista e portavoce di A Sud) in video-conferenza:
“I giorni di Cancun e la situazione messicana”
[G. De Marzo ha partecipato alle aspre e sanguinose lotte boliviane che, muovendo dalla difesa dell’acqua, la cui gestione era stata consegnata dal governo a multinazionali USA, sono maturate in rivoluzione totale, con vittoria e affermazione di principi e diritti (Costituzione boliviana) che trascendono le più illuminate concezioni politiche occidentali. Da questa esperienza è nato il suo libro “BUENVIVIR per una democrazia della Terra”(già alla 2a ed.), vero e proprio Manifesto di A Sud e di ogni anticapitalista disposto a “mettere al centro delle proprie relazioni e analisi la Terra, bene comune primario”]

20,30
Proiezione documentario: “13 Pueblos. En defensa del agua, el aire y la tierra”(le vicende dei 13 popoli messicani uniti nella lotta contro le multinazionali straniere che devastano territori e comunità), preceduta dalla presentazione dell’autore F. Taboada Tabone in video-collegamento dal Messico.

Nei due giorni sarà allestita la mostra fotografica “Salviamo Wirikuta!” (luogo sacro per il popolo Huichol, minacciato da aggressioni estrattive di una multinazionale), a cura di Marina Salerno.

Tutto questo al LEFT, via degli Schioppettieri, 8 (ang. 4 canti v.Roma) – Palermo

www.asud.net
sicilia@asud.net
left-network@googlegroups.com

venerdì 17 dicembre 2010

Il nostro corpo è inquinato

Particolari analisi dimostrano il grado di inquinamento del nostro corpo, ma, per fortuna, particolari cure possono disinquinare il nostro corpo.
Qualcuno, per favore, ci vuole dire se noi mazaresi corriamo qualche pericolo, in modo tale che possiamo ricorrere ai rimedi?
Chi inquina è colpevole, ma chi non rende pubblici i dati analitici dell'acqua in distribuzione nella città di Mazara del Vallo non è meno colpevole.


Dovremmo tutti, a Mazara del Vallo, effettuare l'analisi suggerita da Medici per l'Ambiente, considerato che nella nostra acqua, oltre all'accertata presenza di nitrati, potrebbero anche rilevarsi alte percentuali di metalli pesanti. Ci risulta che dalla discarica consortile di Campana Misiddi si disperde percolato che giunge nella falda sottostante, inquinando l'acqua
Dalla data in cui il fenomeno è stato riscontrato ad oggi sembra che il grave problema non sia stato risolto.

mercoledì 15 dicembre 2010

Rifiuti zero, zero discariche, zero inceneritori

La faccenda di Napoli dovrebbe insegnarci qualcosa, il futuro dei rifiuti non è la discarica, non è l'inceneritore, perché non puoi stare sempre a fare buchi per un'ulteriore discarica e, per quanto riguarda gli inceneritori, anche chi è a favore di questi mostri mangiarifiuti deve convenire che passano quattro, cinque anni dall'inizio della costruzione al malaugurato uso.

Intanto, qui, a Mazara del Vallo, ai cittadini non è dato sapere se ci sono progetti in corso per questo futuro e quali. Non il prossimo buco da riempire, ma un modo moderno di smaltire i rifiuti, vedi Berlino, città pulitissima, dove i rifiuti sono trattati in un modo così moderno che più moderno non si può.

Ci si dovrebbe preparare, nella prospettiva dei cinque anni, guardando a studi che hanno una garanzia di durata del sistema, tenendo, però, anche un occhio al passato.

Se oggi, infatti, siamo ben lieti che una legge obblighi il fornitore di un nuovo elettrodomestico a ritirare il vecchio, ricordiamo che qualche tempo fa questo avveniva per le meno ingombranti bottiglie di birra, il cui vuoto era a rendere, se no, te lo addebitavano, così come tuttoggi avviene per le bombole di gas: alla consegna della nuova tu devi restituire la vecchia.

Il futuro si deve aggredire proprio così: obbligando al riuso, al riciclo e anche e soprattutto alla riduzione degli imballaggi.

In Italia, in un anno, si producono 100 miliardi di confezioni in tetrapak, per non parlare della plastica, che, se abbandonata, viaggia per mare e per terra divenendo veleno per foche, tartarughe e vacche. Per queste ultime fa testo la notizia secondo la quale, in India, nella pancia di una vacca sono stati rinvenuti 130 chili di plastica.

Un freno e successivamente una vera riconversione dei sistemi produttivi e del comportamento dei consumatori lo potrebbe dare la grande distribuzione, selezionando i prodotti in base al minore impatto ambientale e al corretto ciclo produttivo. Se un supermercato facesse questa scelta, non perderebbe certo i clienti, infatti è sempre più alto il numero dei consumatori disposti a pagare anche di più pur di tutelare l'ambiente e con esso se stessi.

Il suo esempio sarebbe seguito da tutti gli altri supermercati. Ricordiamo che le grandi marce cominciano da un primo passo. Mao Tse-Tung insegna.

Ma i veri protagonisti del cambiamento sono i consumatori più avvertiti, che, con la loro capacità di organizzarsi, devono cominciare con coraggio a dire alla gente perché è necessario cambiare stile nei consumi, spiegare la gravità del problema di cui essi stessi stanno prendendo coscienza e che stanno cercando di affrontare documentandosi.

Le soluzioni ci sono ed è facile reperirle, difficile è comunicarle, più difficile ancora farle mettere in pratica. Che i consumatori, allora, siano gli apostoli del cambiamento!

(dalla discussione del 2 dicembre 2010)

Discarica Campana/Misiddi - Allarme continuo

(doppio clic per ingrandire)

Le criticità rilevate dai tecnici dell'Arpa non saranno legate alla già nota dispersione di percolato nella falda acquifera che approvvigiona la città di Mazara del Vallo?

(articolo commentato nella seduta del 2 dicembre 2010)

domenica 12 dicembre 2010

Cancun: ignorati i popoli, vince il mercato


(riceviamo e pubblichiamo)
Se il pianeta ha la febbre a Cancun non è stata curata, anzi. Nulla di vincolante è stato deciso nell'accordo uscito all'alba di ieri, nonostante l'enfasi data dai governi riuniti e dalla stampa al testo conclusivo emerso dalle due settimane di lavori.

Cancun conferma sostanzialmente il consolidamento della logica emersa a Copenaghen, ampliando i meccanismi attraverso cui la gestione della crisi ambientale e climatica passa attraverso la finanziarizzazione e nuove speculazioni economiche. Il fondo verde, i mercati di carbonio e il meccanismo dei Redd+ non sono altro che false soluzioni che istituiscono una sorta di “diritto di inquinare”, in base al quale i paesi industrializzati continuano con le emissioni pagando “indulgenze” compensative che si risolvono nell'ennesimo ricatto verso i paesi del sud del mondo.

Che la logica di Copenaghen sia stata trasferita a Cancun è dimostrato anche dal ruolo centrale affidato qui in Messico alla Banca Mondiale, che paradossalmente, dopo esser stata tra i colpevoli della crisi economica ed ecologica, gestirà per i primi tre anni il Green Fund.

Ben lontani da incorporare nel proprio linguaggio espressioni come 'debito ecologico' , su cui invece i movimenti per la giustizia ambientale di tutto il mondo insistono, nei documenti si continua a puntare sull'urgenza del trasferimento tecnologico, ribadendo il ruolo centrale del settore privato e dei meccanismi finanziari.

Una “soluzione” palliativa che non risolve le cause principali, che facilita solo la creazione di nuovi mercati per le aziende già pronte a investimenti internazionali su larga scala e al mercato di nuove tecnologie definite 'appropriate per l'ambiente'. Tutto senza focalizzare l'impatto socio-economico, senza trattare degli effetti sulle popolazioni direttamente colpite e costrette alle migrazioni - che pure interesseranno anche i paesi più sviluppati, messi di fronte alla sfida posta dai nuovi e massicci flussi in entrata.

Dopo 5 anni di conferenza delle Parti nulla è stato risolto, anzi. Mentre a Cochabamba in soli tre giorni lo scorso aprile 40.000 delegati di 142 paesi e 40 rappresentanti di altrettanti governi avevano raggiunto un accordo che individuava le cause della crisi sistemica proponendo misure concrete per far fronte alla crisi climatica. Proposte che dopo essere state incluse nelle negoziazioni preliminari, sono rimaste lettera morta a Cancun, decisione che ha causato il no della Bolivia all'accordo finale.

La crisi ecologica non è fatta solo di cambiamenti climatici. È anche disastri ambientali, nuovi e massicci flussi migratori, distruzione di economie locali, violazione del diritto al cibo e alla salute e la distruzione di milioni di vite umane. Di fronte a questa consapevolezza nessun adattamento è possibile.

Parlare di giustizia climatica significa oggi in realtà parlare di relazioni di potere, di sistemi economici, processi produttivi e modelli di consumo. Per questo siamo più che mai convinti che per affrontare il maniera concreta la crisi sistemica (economica, ecologica, finanziaria, energetica, alimentare e migratoria ) occorra rimettere al centro la giustizia sociale ed ambientale.

È questa la scommessa concreta ed urgente che i movimenti e la società civile di tutto il mondo hanno iniziato ad assumere per unire sempre di più le lotte e le alternative in marcia dal nord ad sud del mondo, dalle fabbriche alle campagne, dalle città ai territori con un unico obiettivo comune:cambiare il sistema, non il clima.


RIGAS - Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale
www.reteambientalesociale.org

Vedi anche:

Dichiarazione di Cancun
(Pronunciamento di Via Campesina)
Pronunciamento di Dialogo Climatico
Dichiarazione Amici della Terra (America Latina e Caraibi)

venerdì 10 dicembre 2010

Referendum, via libera della Corte di Cassazione


La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica, l'avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni. Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011. Con l'avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi. Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.
 
fonte www.acquabenecomune.org

lunedì 6 dicembre 2010

"Klimahouse" fiera dell'Edilizia Verde - Quella che vogliamo!

Grande fermento a Fiera Bolzano per la sesta edizione di “Klimahouse”, fiera leader in Italia nell’ambito dell’edilizia ‘verde’. In mostra le tecnologie più all’avanguardia di oltre 400 aziende espositrici e un ricco programma di contorno: dalle visite guidate a edifici CasaClima al sempre più articolato congresso ‘Costruire il futuro’, dai numerosi convegni organizzati con autorevoli associazioni di settore a rassegne fotografiche. Un concentrato di soluzioni eco-sostenibili per offrire risposte efficaci e concrete ai diffusi quesiti di un pubblico sempre più ampio interessato al tema del risparmio energetico.
 
La buona notizia arriva dall’Agenzia europea per l’Ambiente che ha recentemente divulgato dati positivi sulle emissioni di CO2, diminuite del 17,3% rispetto al 1990 e del 6,9% in un solo anno (nel 2009 rispetto al 2008), con dieci anni d’anticipo rispetto alla scadenza fissata dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi ‘20-20-20’. Forse anche conseguenza della recessione economica che ha determinato un calo dei consumi energetici, segnala la stessa Agenzia, ma questo dato rappresenta comunque un risultato sorprendente che nasce da un trend ecosostenibile in ascesa in particolare nel settore delle costruzioni. Gli edifici sono ritenuti responsabili del 40% del consumo globale di energia e a tutti i livelli, dalle istituzioni ai privati, si cercano risposte concrete e soluzioni tangibili per migliore le condizioni di salute dell’ambiente risparmiando energia.
 
Precursore e portavoce in Italia di una cultura eco-sostenibile in edilizia, “Klimahouse” è la fiera di riferimento a livello nazionale che, dal 27 al 30 Gennaio 2011, andrà in scena a Fiera Bolzano con la sua sesta edizione. Sin dal suo primo appuntamento, nel 2005, la manifestazione dimostra come in questo settore esistano molteplici alternative tecniche ed economiche in grado di garantire un consistente risparmio energetico.
In esposizione, infatti, le migliori soluzioni e tecnologie presenti sul mercato per una casa energeticamente efficiente, selezionate ad hoc da una giuria di qualità: finestre termoisolanti, porte e portoni, sistemi di isolamento termico, elementi per prefabbricati e prefabbricati, coperture, tetti, risanamento, strutture verticali e orizzontali, sistemi di riscaldamento, ventilazione, raffreddamento, energie rinnovabili, sistemi di regolazione e misurazione.
 
“Klimahouse” non è solo una vetrina per le aziende più impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale ma rappresenta anche la piattaforma ideale per informarsi sulle normative nazionali ed europee, per aggiornarsi sull'andamento del mercato in Italia ed in Europa e in particolare sull’attualissimo tema delle certificazioni energetiche.
In occasione di “Klimahouse” le associazioni di settore più autorevoli in Italia ed esperti qualificati in ricerca e progettazione offriranno inoltre tutta la propria expertize in materia di sostenibilità in edilizia a quanti vogliano individuare le soluzioni ottimali da implementare per la propria abitazione, per la propria attività o, nel caso degli enti locali, da adottare sul proprio territorio sia per edifici ex-novo sia in caso di riqualificazione.
 
A partire dall’AGENZIA CASACLIMA, grazie al cui forte sostegno verrà presentato l’annuale Congresso ‘Costruire il futuro’ a cui parteciperanno autorevoli relatori di fama internazionale, ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento termico e Acustico) che proporrà un convegno sulle tematiche di sua specifica competenza, ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), ASSOVETRO (Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro), EURAC (European Academy Bolzano), TIS Innovation Park (Centro promotore per l’innovazione), la cooperazione e il trasferimento di tecnologie per tutti gli attori del sistema innovazione altoatesino, APA (Associazione Provinciale dell’AltoAdige) e la PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, Agenzia provinciale per l’ambiente.

(l'articolo su ARCHITETTI.com)