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sabato 21 novembre 2009

Se una battaglia è persa, la guerra non è finita

In questa guerra per l'acqua, dopo l'approvazione del decreto 135/09, il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell'acqua potabile, nuovi fronti si aprono a livello locale in tutta Italia, dove molti Comuni e alcune Regioni hanno scelto o si apprestano a scegliere la resistenza, riappropriandosi della podestà sulla gestione dell'acqua.

La campagna "Salva l'Acqua", lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, ha avuto i suoi effetti. Finalmente si è rotto il muro di silenzio sotto il quale rischiava di passare il decreto 135/09 e monta l'indignazione nella società civile.

Molte personalità si sono espresse contro la privatizzazione e migliaia di cittadini, oltre ai comitati e alle associazioni aderenti al Forum, hanno partecipato alla mailbombing sui parlamentari nei giorni in cui era in discussione il decreto.

Dal vertice, dove il fronte rimane aperto con la messa a punto di nuove strategie (referendum...denuncia di incostituzionalità ), ora la battaglia si fa più accesa nella periferia.

Assemblee cittadine, provinciali e regionali vengono convocate in tutto il territorio nazionale e si intensifica, nei comuni dove non è stato ancora fatto, la campagna di raccolta firme, allo scopo di presentare ai rispettivi sindaci e consigli comunali una petizione per il riconoscimento dell'acqua come "bene comune" e del Servizio Idrico Integrato quale"servizio pubblico locale privo di rilevanza economica"

A Mazara del Vallo questo percorso è iniziato nel mese di marzo e si è concluso a giugno, quando si era in piena campagna elettorale per il rinnovo delle cariche amministrative. Il 6 luglio al sindaco sono state consegnate 2000 firme di appoggio alla richiesta di modifica dello Statuto, avanzata dal Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio e il sindaco ha rinnovato l'impegno, già assunto in campagna elettorale, a convocare un consiglio comunale per la modifica dello statuto.

Il vicesindaco in quella data fu delegato a partecipare l'indomani, martedi 7 luglio, alla presentazione all'ARS del Disegno di Legge per la Ripubblicizzazione dell'Acqua e in quella occasione, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, dichiarò di aderire al Coordinamento Regionale e Nazionale degli Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e a tutte le sue future iniziative. 

Da allora il Comitato Cittadino ha pazientamente atteso, ed oggi, che a Mazara del Vallo si accendono gli animi per il nuovo attentato alla salute pubblica -costituito dal rinnovato decreto regionale di autorizzazione alla Ditta Bertolino a scaricare fanghi da depurazione in contrada San Nicola- ha ritenuto di non utilizzare l'occasione, rappresentata dalla seduta aperta di consiglio comunale del 19 scorso, per sollecitare la modifica dello statuto.

Inopportuna sarebbe stata la sovrapposizione delle due gravissime questioni.

La città di Mazara del Vallo combatte da più di un decennio contro l'ostinata scelta della ditta Bertolino, prima, a voler impiantare una megadistilleria in territorio di Mazara del Vallo, ora a volervi sversare i fanghi che produce nella distilleria di Partinico e l'attenzione dell'amministrazione e di tutti i cittadini è concentrata sul gravissimo rischio di ulteriore inquinamento della falda, la cui acqua spesso, troppo spesso ha superato i limiti consentiti dalla legge, per quanto riguarda la concentrazione di nitrati in essa presente.

Il Comitato, nato per combattere l'insediamento della distilleria Bertolino, si è intestato una battaglia che, purtroppo, ancora oggi continua e tuttavia, avendo scelto nella sua stessa intestazione la tutela delle risorse idriche e ambientali, tutte, da sempre ha allargato lo sguardo su quanto si connette al problema sul quale è nato.

Quindi considera l'inquinamento e la privatizzazione dell'acqua problemi altrettanto gravi e urgenti, da trattare parallelamente, anche se ha mostrato di rispettare la centralità che amministratori e cittadini hanno voluto riservare alla questione Bertolino. Cosa che ha dimostrato ampiamente l'avvocato Giovanni Giaramidaro, prendendo la parola a nome del Comitato, in occasione del recente consiglio comunale.

Se, dunque, sul pericolo in atto si sono accesi molti riflettori, altri se ne dovranno presto accendere sull'altro, non meno grave, che incombe sulla città.

L'ATO TP2, anche se costituito, non ha provveduto (fortunatamente per gli undici comuni di sua competenza, fra cui quello di Mazara del Vallo) ad affidare ad una società privata la gestione del Servizio Idrico Integrato, quindi è necessario e urgente approfittare del ritardo per intervenire sulla modifica dello statuto e impedire che le nuove norme approvate di recente abbiano l'effetto temuto.

In tal senso il Comitato si è attivato presso gli organi e le autorità comunali all'uopo preposti.

La Camera approva la privatizzazione dell'acqua

Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo, in quanto aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, fa proprio quanto dichiarato dal Forum nel Comunicato stampa diffuso il 18 novembre e riportato qui di seguito.


Comunicato stampa

Approvato l'Art. 15: acqua privata per tutti!
La battaglia non si ferma: andremo avanti nei territori e a livello nazionale


Oggi con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l'esame del decreto 135/09 il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell'acqua potabile in Italia.
Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com'è l'acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale "Salva l'Acqua" verso la quale si è registrata un'elevatissima adesione.
Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell'appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l'acqua.
Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all'Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali, migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall'altra il loro sostegno alla campagna.
In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l'acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.
Come Forum dei Movimenti per l'Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell’acqua.
A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell'acqua tramite il riconoscimento dell'acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.
Questi percorsi di mobilitazione sono percorribili così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d'Italia, da ultimo quello di Venezia.
Il popolo dell'acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l'Art. 15 del decreto legge.
Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l’approvazione dell’art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali
A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

venerdì 13 novembre 2009

La protesta blu

...perché l'acqua sia di tutti






Organizzato dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, si è tenuto ieri, a Roma, un presidio in piazza Montecitorio, per protestare contro la privatizzazione dell'acqua.

Un vero successo!
Volti e mani dipinti di blu, striscioni, cappellini e fischietti per difendere un bene universale dai ladri di acqua.

La giornata di mobilitazione si è chiusa con la consegna alla Vice-Presidente della Camera Rosi Bindi di oltre 30.000 firme raccolte dal Forum in poco più di una settimana sull'appello, rivolto ai deputati, a non votare l'art.15.

L'articolo in questione, all'interno del DL 135/2009, apporta modifiche peggiorative al già contestato Art.23bis della Lg.133/2008 che regolamenta la gestione del servizio idrico integrato e prevede il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori e società.

Se approvato, l'acqua, diritto umano universale, sarà consegnata definitivamente al mercato, mentre rimane bloccato l'iter parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua, presentata dal Forum e sottoscritta da 406.000 cittadini e stessa cosa avviene nella Regione Sicilia, dopo la presentazione alla Regione della legge di ripubblicizzazione dell'acqua da parte del Coordinamento degli Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e del Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua.

Molti sindaci hanno già negato la consegna delle reti alle società a cui è stata assegnata la gestione del Servizio Idrico Integrato e molti altri ancora hanno modificato lo Statuto Comunale, introducendo il riconoscimento che l'acqua è un bene comune da sottrarre alle logiche di mercato.

Di recente, con deliberazione n.1959 del 20/10/2009, la Giunta Regionale Pugliese ha approvato principi orientati al concetto dell’acqua quale “bene comune dell’umanità”.

Per focalizzare l'attenzione su Mazara del Vallo, qui si è in attesa della delibera consiliare di modifica dello Statuto Comunale, così come è stato fatto nei comuni sensibili ai bisogni dei cittadini.

Il sindaco lo ha promesso in campagna elettorale e lo ha ribadito il 6 luglio scorso, in occasione dell'incontro interlocutorio con il Comitato per discutere dei problemi derivanti dalla presenza di nitrati nell'acqua in distribuzione e per la consegna di 2000 firme con le quali i cittadini hanno appoggiato la richiesta di modifica dello Statuto.

Oggi, alla luce di quanto accade e potrebbe accadere, il Comitato Cittadino per Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio si pone una domanda "Bisogna aspettare che a Mazara del Vallo nasca l' ATO IDRICO e che sui cittadini si abbattano nuovi danni, oltre a quelli causati dall'Ato Rifiuti, o è meglio prevenire che poi disperare?”
Il Comitato

http://altrevoci.blog.rainews24.it/2009/11/13/acqua-un-diritto-di-tutti/

giovedì 12 novembre 2009

martedì 10 novembre 2009

Mailbombing 10 novembre - Si continua a oltranza

Il testo della mail inviata

Alle/ai Deputate/Deputati della Commissione Affari Costituzionali della Camera

Oggetto: esame del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135

Gentile Deputata/Deputato,

Il recente Art. 15 del D.L. 135/09 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - anche nella versione appena approvata dal Senato muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.

Come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, affermiamo con forza:

Se voti la privatizzazione dell’acqua lo fai non in mio nome!

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita!

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale!

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!



Pertanto, in previsione della discussione di tale provvedimento presso la Commissione Affari Costituzionali,
chiediamo

di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;


di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;


eliminare obbligo di affidamento della gestione del Servizio idrico tramite gara e della cessione del 40% a privati per le gestione dirette dei Comuni, riconoscendo l’autonomia di scelta da parte degli Enti locali, in particolare delle Regioni sancita dalla Costituzione (Art.117);


di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.


Restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.

Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di
Mazara del Vallo
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


Per riscontro e contatti:

Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.com

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org g

lunedì 9 novembre 2009

ALLA RISCOSSA... per l'acqua

APPELLO DI ALEX ZANOTELLI

Napoli, 8 novembre 2009
IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:
a)L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;
b)Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.
Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.
E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria! E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.
”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”
Per questo dobbiamo denunciare con forza:
- il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”
-il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
- ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.
Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.
E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.
E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.
Chiediamo alle Regioni di:
-impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Chiediamo ai Comuni di:
-Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;
-dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;
-fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.
Chiediamo ai sindacati di :
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari nazionali;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”(n.27);
-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica,contro la legge che privatizza l’acqua;
-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.
Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.
Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.

Alex Zanotelli

venerdì 6 novembre 2009

E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!

Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!

In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati.
Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)
Giovedì 12 Novembre ore 10.30


Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.

Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org
Oppure contattare:

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

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