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domenica 19 ottobre 2008

Verbale n. 50

Il giorno 7 del mese di ottobre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.
La seduta è dedicata alla condivisione delle osservazioni maturate a margine del convegno “ IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE IN SICILIA”, organizzato dall'Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque e tenutosi a Trapani il 3 ottobre.

Oggetto del convegno era la presentazione del Piano, nella sua impostazione e struttura, con particolare riferimento al Sistema idrografico “Trapani Marsala” - (bacini Lenzi-Forgia, Birgi, Arena-Modione, Isole Egadi e Pantelleria), a cura dell'Ing. Cecilia Corrao -Sogesid Sez. Palermo.
I numerosi interventi che sono seguiti hanno trattato il monitoraggio, l'inquinamento, le valutazioni dell'impatto antropico, la programmazione degli interventi

L'invito è stato rivolto a tutti i soggetti portatori di interesse con il duplice scopo “...da una parte adempiere alle indicazioni del D.lgs n.152/2006, costruendo uno strumento di analisi e un percorso di programmazione degli interventi per il miglioramento degli acquiferi superficiali e sotterranei, dall'altra di coinvolgere tutti i soggetti, che hanno conoscenze e consapevolezza delle realtà territoriali, per segnalare aggiornamenti, per proporre contributi, per evidenziare criticità, per proporre soluzioni o percorsi di miglioramento qualitativo e quantitativo dei corpi idrici in Sicilia”, come si legge nella broshure dell'incontro.

In quella sede l'amministrazione comunale di Mazara del Vallo brillava per l'irresponsabile assenza
, considerato che è stato presentato il quadro conoscitivo del bacino acquifero che ormai da anni compromette la salute dei cittadini mazaresi, utenti dell'acquedotto, e che sono state illustrate le cause che ne hanno determinato l'inquinamento chimico.

Chi invece ha partecipato ha ricevuto materiale informativo contenente i documenti del P.T.A. in formato elettronico (DVD) e un questionario per la consultazione degli stakeholders (portatori di interesse).

Tutti i documenti del P.T.A. sono consultabili nel sito web www.regione.sicilia.it/arra e presso i locali dell'Osservatorio delle Acque.

Il Piano redatto è un'opera notevole, che ha richiesto “sia collaborazioni di alto livello tecnico-scientifico con centri di ricerca, dipartimenti universitari, sia preziosi e numerosi contributi di associazioni, di strutture scolastiche e di semplici cittadini”, e si identifica con quanto auspicato al primo apparire del problema nitrati a Mazara del Vallo, anzi lo supera. E cioè uno studio che fotografasse la situazione ad ampio raggio, perché dall'analisi venisse fuori la causa del fenomeno nitrati e si potesse avviare tempestivamente una soluzione, di certo non quella approntata dall'amministrazione comunale, con dissennatezza e totale spregio della scienza, consistente nella miscelazione dell'acqua inquinata con l'”acqua buona”, dopo la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento attraverso l'escavazione di altri pozzi sulla stessa falda inquinata (l'amministrazione riconosce l'inquinamento nella delibera di giunta 08.02.2008).

Anche un uomo semplice lo sa che l'acqua scorre nel sottosuolo come il sangue nelle vene di un corpo e il corpo in questo caso è il bacino idrografico -che può essere sano o malato perché alimentato bene o male- ed è da quel corpo che bisogna partire per curare l'acqua!

Il Piano, presentato il 3 ottobre, ha comportato per la sua redazione uno studio di tre anni che si è chiuso a dicembre del 2007, quando a Mazara del Vallo si era giunti all'esasperazione per non essere riusciti a strappare un impegno serio al sindaco. Eppure oggi sappiamo che il bacino idrografico era stato analizzato, erano state individuate le cause dell'inquinamento e per il raggiungimento degli obiettivi ottimali erano state indicate sia la previsione di spesa che le risorse finanziarie disponibili.

Cosa ha impedito al sindaco di ignorare la richiesta di andare alla radice del problema? Perché l'assessore Giampiero Giacalone ha lasciato pensare che si chiedesse la luna, se era possibile richiedere tutti gli elementi utili alla definizione del caso ed era prevista, definita e quantizzata la bonifica e l'intervento sulle condotte idriche e sul sistema fognario?


Ma forse entrambi non ne erano al corrente? E' Possibile? E' possibile di fronte a un problema non documentarsi, non attivarsi in tutte le direzioni, quelle del caso ?

Un cittadino lo scopre adesso che esiste un Osservatorio delle acque, un' Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque, ma chi è delegato al governo della città, alla tutela della salute pubblica può, rivestendo quel ruolo, rimanere allo stato di un cittadino comune?

Se si è documentato, perché, quando i cittadini a gran voce chiedevano e chiedono LA SOLUZIONE, non ha parlato di questo importante studio e non vi ha attinto?

E' forse nella mente di chi si trova nella stanza dei bottoni far decollare tutto dopo la nomina del gestore dell'Ato Idrico perché i benefici vadano nelle mani del gestore? E si può pensare a lucrare e far lucrare mentre è in gioco la salute dei cittadini?

Non è la prima volta volta che questo comitato nutre forti sospetti riguardo al tacito accordo sul differimento del problema ad altri tempi e a cura di altri soggetti.

Ritornando al Piano, si osserva che il coordinamento generale è stato affidato alla Sogesid di Palermo e ci si chiede come mai due enti appositamente istituiti abbiano dovuto ricorrere alla esternalizzazione.

Al Comitato, comunque, interessa sapere che non mancano enti e strutture create appositamente per garantire il cittadino, quello che manca e l'uomo giusto al posto giusto.

La seduta si chiude alle ore 18.00.

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