Pagine

giovedì 10 dicembre 2009

Il movimento dei sindaci contro la privatizzazione dell'acqua

"...Nei prossimi giorni ci si attende che si riuniscano i consigli comunali di tante altre città medio-piccole, come Vittoria nel ragusano e altri comuni delle province di Catania e Trapani come Mazara del Vallo. La speranza è che il movimento dei sindaci trovi la forza anche nelle città maggiori...". Alessandra Fava su il manifesto
(leggi tutto l'articolo, clicca per ingrandire)


lunedì 7 dicembre 2009

Rifiuti tossici nelle cave in disuso

(clicca per ingrandire)


Ma come si fa a sopportare la passività sulle emergenze?
Sempre così a Mazara del Vallo, poi, quando il peggio è avvenuto, si grida, si cerca il colpevole e si fa a scarica barile.

Amministratori e consiglieri dove eravate, dove siete adesso che nella vicina Marsala si agisce per indagare sulle piaghe di questo territorio? Quante volte si è dovuto dire che le cave tra Marsala e Mazara del Vallo nascondono scorie radioattive! Quanta gente deve ancora morire per accorgervi che "forse" qualcosa "dovete" fare!

Dovete lavorare!

Siete pagati per questo. Come potete dormire la notte, sapendo che da voi dipende la salute dei cittadini? Se non siete capaci, studiate, se non capite ciò che studiate, fatevelo spiegare, ma non continuate, per favore, non continuate a chiedervi che cosa sta accadendo e chi mai l'ha fatto accadere.

Questo lo fanno i cittadini, voi dovete produrre atti. E, invece, convocate consigli comunali e provinciali nei quali vi mostrate sprovveduti e buoni solo a fare dichiarazioni di principio.

Ma finiamola! I cittadini chiedono perché l'acqua è inquinata, chi l'ha inquinato, cosa si nasconde nelle cave, cos'altro attenta alla loro salute oltre ai nitrati. E chiedono soprattuto, anzi pretendono, perché è un loro diritto, l'eliminazione del pericolo.

E voi non rispondete.

Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio ha dovuto raccogliere 4.016 firme, nel lontano 1998, per bloccare l'insediamento di una megadistilleria che avrebbe avvelenato terra, acqua e aria.

Nel 2007 ne ha raccolto 315 a sostegno dell' esposto-denuncia sull"effetto nitrati" in falda.

Nel mese di maggio di questo anno, ha avviato ancora una raccolta firme per contrastare un nuovo problema: la privatizzazione dell'acqua e sempre chiedere la soluzione del "problema nitrati" (ancora nulla è stato fatto). E sono 2000 le firme consegnate a luglio per la soluzione dei due problemi, dei quali non si sa quale sia il peggiore.

Ma, insomma, cosa devono fare ancora questi cittadini?

È possibile che lavorino da assessori e consiglieri, mentre gli assessori e i consiglieri fanno i cittadini?

E guardatevi attorno una buona volta! Quantomeno imitate quello che fanno le amministrazioni dei comuni vicini.
Li leggete i giornali?

venerdì 4 dicembre 2009

Due rubinetti in strada per centocinquanta famiglie

...con le parole di Alex Zanotelli

Napoli, 4 DICEMBRE 2009
Acqua privatizzata
“ANCORA UNA VOLTA, MALEDETTI VOI….!”

Quanto sta accadendo in queste ore a Zingonia, in provincia di Bergamo, è sconvolgente. Cento cinquanta famiglie di migranti - che abitano in sei condomini - sono da due giorni senza acqua, dopo l’azione di distacco del gestore A2A. L’azienda lombarda - che è la stessa che gestisce l’inceneritore di Acerra - non ha tenuto in nessun conto la difficilissima situazione economica delle famiglie di Zinconia, molte delle quali con bambini piccoli, tagliando i tubi e mettendo due rubinetti pubblici in strada. Ieri sera erano tanti i senegalesi e i magrebini che gridavano nelle strade di Zingonia “acqua, acqua”, ignorati dall’intera stampa nazionale. Hanno provato a racimolare tutti i loro piccoli risparmi, offrendo di pagare subito quello che era possibile. Ma il comune di Ciserano e A2A hanno chiesto decine di migliaia di euro solo per poter iniziare la trattativa.
E’ dunque chiaro ora cosa nasconde l’articolo 15 del decreto Ronchi approvato dal parlamento. Questa è la vera faccia della privatizzazione dell’acqua, che creerà altra esclusione sociale, attaccando gli ultimi, i più deboli, costringendo centinaia di famiglie a lavarsi in strada in pieno inverno. Tagliare l’acqua ai più poveri è un atto contro l’umanità che non ci potrà lasciare indifferenti

Alex Zanotelli

giovedì 3 dicembre 2009

Chi ci salva dai nitrati?

L'acqua a Mazara del Vallo non è buona.
La falda è inquinata per la presenza di una altissima concentrazione di nitrati che, da più di dieci anni, per molti mesi continuativamente, oltrepassa i limiti di legge, e non di poco.

Ad oggi, le proteste dei cittadini, le richieste di intervento a tutela della salute pubblica, indirizzate ai sindaci di turno, non hanno sortito effetti risolutivi.

Si potrebbe dire che, se fino ad ora la gestione pubblica non si è dimostrata adeguata, passando alla gestione privata, si potrebbe avere finalmente l'acqua buona.

È quanto il Governo ha pensato per tutti i problemi riguardanti il servizio idrico nazionale, anche dietro richiami dell'Ue, antichi e recenti: far fare ad altri quello che i comuni non sanno fare o non possono fare per mancanza di fondi.

Per queste ragioni è nata la Legge Galli ed oggi l'Art. 15 del decreto Ronchi recentemente approvato, ne rafforza l'indirizzo verso l'assoluta privatizzazione.

Ma la legge Galli, 5 gennaio 1994 n.36, pensata come rimedio, si è tradotta in un danno peggiore.Con la nascita degli ATO, infatti, i Comuni che hanno consegnato le reti a società private hanno solo visto gli aumenti del canone e ancora aspettano il risanamento delle reti.

Questa è storia. Le tariffe, tra il 2002 e il 2008, sono aumentate del 30% e gli investimenti nei servizi nel decennio 1990-2000 sono calati del 70%).
E, d'altra parte, si è mai vista una società che reinveste tutti gli utili per il bene del cliente? Piuttosto risparmia sulla materia prima e sul processo produttivo per fare maggiori utili.

E dunque, nel caso in questione, premesso che il risparmio sulla materia prima non si pone perché la "materia prima acqua" non la si acquista in quanto l'acqua è in natura, la prassi seguita dalle società che si sono accaparrate la gestione del servizio idrico è quella di lasciare le reti colabrodo, ridurre i controlli sulla qualità e caricare sui cittadini-utenti la spesa per strutture, mezzi e personale, quest'ultimo aumentato, negli ATO, oltre misura per ragioni clientelari.

Solo le società pubbliche garantiscono il servizio senza utili e, se c'è volontà politica, possono pure indebitarsi per garantirlo al meglio.

Ma, con l'approvazione del decreto legge 135/09 (decreto Ronchi), avvenuta il 10 settembre, e la successiva conversione in Legge del 19 novembre, questa possibilità è morta.

Una volta che sarà formulato il regolamento attuativo, in data odierna all'esame del Consiglio dei Ministri, bisognerà fare i conti con l'Art.15 che prevede alla data del 31 dicembre 2011 la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) o la cessione del 40% del pacchetto azionario.

Ad oggi a Mazara del Vallo le reti non sono state consegnate ad alcuna società privata, abbiamo ancora, contrastando l'applicazione della legge Galli e dell'Art.15, la possibilità di agire nei confronti dell'amministrazione, fatta di concittadini che rispondono agli elettori, che bevono la stessa acqua, che, se abbiamo votato bene, possono sempre risolvere tutti i problemi e garantire un buon servizio e la qualità dell'acqua, per se stessi e per tutti i cittadini.

Potremmo nutrire le stesse aspettative se a gestire fosse una multinazionale che sta da un'altra parte del mondo, disconosce principi ed etica e per il denaro distrugge il mondo?

La città di Mazara del Vallo recentemente ha scelto un sindaco che in campagna elettorale e appena eletto si è impegnato con il Comitato per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio e tutti si attendono gli atti conseguenti.

Ha sottoscritto l'adesione al Coordinamento degli Enti Locali per l' Acqua Bene Comune e ha promesso la modifica dello statuto per dichiarare l'acqua bene comune non mercificabile, la cui proprietà è pubblica.

Quest'ultimo è il primo e più sicuro atto di contrasto, con effetto immediato, che ogni comune può compiere.
Tutto ciò per allinearsi agli indirizzi del Forum italiano dei movimenti per l'Acqua.

Sul fronte locale, contemporaneamente, ha dichiarato assoluto impegno a risolvere il "problema nitrati" e risulta abbia prodotto atti in questa direzione già prima di occupare la carica di sindaco.

Se non ci si affretta a vincolare la proprietà dell'acqua al Comune, oggi o mai più si potrà risolvere questo problema. L'inquinamento della falda acquifera, incombe pesantemente sui cittadini come una spada di Damocle e rischia di aggravarsi.

È incredibile l'immobilismo con il quale i preposti al controllo e la magistratura lasciano che i cittadini assistano all'impunita aggressione al territorio, tale da determinare l'inquinamento dell'acqua di falda.

Solo l'individuazione dei colpevoli permette di bloccare la causa e di conseguenza l'effetto. E solo ai colpevoli è da addebitare il risanamento, come legge vuole, a costo zero per il Comune.
Ma quante volte si è detto!
I cittadini sono stanchi di aspettare chi li salverà dai nitrati.

mercoledì 2 dicembre 2009

Lago di liquami nella piana di San Nicola

Da ACLI Anni Verdi riceviamo e pubblichiamo

Nella Piana di San Nicola, in direzione della contrada Campana Misiddi, nei pressi della discarica del comune di Campobello di Mazara, proprio nella zona SIC e ZPS che per le specie animali dovrebbe costituire il corridoio naturale di connesione tra il Pantano Leone e la Riserva Lago Preola e Gorghi Tondi, in seguito allo scarico di liquami di ogni sorta si è formato un nuovo specchio d'acqua putrida e maleodorante.



Gli automobilisti che transitano per la strada che costeggia questo lago di liquami spesso sono colti dal dubbio che possano essere gli scarichi della distilleria Bertolino. Non è così, perché questi sono scarichi abusivi di cui nessuo parla e che nessuno si preoccupa di bloccare.
I naturalisti di ACLI Anni Verdi e dal 2007 che in maniera pressante invitano sia il Comune di Campobello di Mazara, sia il Distaccamento Forestale di Castelvetrano, ad adoperarsi affinché pongano fine a quest'altro sconcio che, tra l'altro, rispetto ai fanghi della Bertolino, minacciano più da vicino i pozzi comunali di San Nicola.
ACLI Anni Verdi

Comunicazione al sindaco

Ill.mo Signor Sindaco
On. Nicola Cristaldi
Comune di Mazara del Vallo


Mazara del Vallo li 01.12.2009
Oggetto: Modifica dello Statuto




Ill.mo Signor Sindaco,

noi del Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo abbiamo seguito la sua attività dal momento del suo insediamento e sappiamo che sta lavorando per realizzare quanto promesso in campagna elettorale. Assorbito dai numerosi impegni, forse non ha ancora avuto il tempo di ricordarsi di averne assunto uno con il Comitato. Avremmo atteso ancora, ma quanto è avvenuto a livello di governo nazionale ci impone di richiederLe di onorare al più presto l'impegno.

Mercoledì 18 novembre è stata votata la fiducia alla Camera sul decreto 135/09 e giovedì 19 novembre è stato approvato definitivamente il testo del decreto (302 voti a favore e 263 contrari).

La sua conversione in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

In piena campagna elettorale questo Comitato Le ha sottoposto un questionario con sei domande a risposta chiusa - un sì /no da sbarrare – con il quale Le richiedeva di esprimere “la Sua personale posizione e le azioni che intendeva intraprendere nei confronti dei cittadini ed elettori per garantire una gestione pubblica, partecipata e solidale da parte dei cittadini”.

Lei ha risposto con un sì a tutte le sei domande:

- qualora eletto, si è dichiarato disponibile ad affrontare, tra i primissimi punti del Suo mandato, la questione relativa al "BENE COMUNE ACQUA" e alla sua gestione;

- si è impegnato ad inserire nello Statuto comunale il riconoscimento che “l'acqua è un bene comune, un diritto universale e che, a tal fine, il Servizio Idrico Integrato (SII) deve essere sottratto alle logiche del mercato e considerato privo di rilevanza economica”;

- si è impegnato, una volta eletto, a far aderire il Comune al Coordinamento Regionale e Nazionale degli EE.LL. per la gestione del servizio idrico (cosa che ha già fatto, con la delega al vice sindaco a dichiarare l'adesione nell'incontro che si è tenuto il 7 luglio a Palermo, nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni ;

- si è reso disponibile ad impegnare il Comune per difendere, a livello di Assemblea dell'ATO, la gestione pubblica dell'acqua attraverso società totalmente controllate dai comuni o l'affidamento a strutture consortili di Diritto Pubblico, condivise con altri comuni che prevedano meccanismi di partecipazione dei cittadini;

- si è impegnato a sostenere, a livello di Regione Siciliana, la presentazione di una proposta di legge di ripubblicizzazione del Servizio Idrico che affidi ai Comuni la scelta dei modelli di gestione diretta del Servizio idrico attraverso Enti di Diritto Pubblico;

- si è impegnato a contrastare con atti amministrativi ed iniziative politiche il processo di privatizzazione dell'acqua, in atto nella propria provincia.

Lunedì 6 luglio le sono state consegnate 2000 firme a sostegno della richiesta di delibera per inserire nello statuto l'affermazione che l'acqua è un bene pubblico e per sua natura non soggetto a speculazione o a commercio.

Nel riceverle, Lei ha riconfermato l'impegno assunto in campagna elettorale e si è dichiarato disponibile ad adottare i provvedimenti a tal uopo conseguenziali e che con la presente sollecitiamo.

Come è a sua conoscenza, da quando il Forum italiano dei movimenti per l'Acqua ha lanciato la campagna "Salva l'Acqua", molti Comuni hanno già deliberato in tal senso e molti sono quelli che si accingono a farlo in questi giorni.

Le comunichiamo che in data odierna siamo stati convocati dalla Commissione Consiliare per le Garanzie Statutarie e in quella sede abbiamo consegnato tutta la documentazione in nostro possesso, utile per procedere alla modifica dello statuto, così come avevamo già fatto in data 26 marzo 2009, consegnandola al sindaco pro tempore. Documentazione che è sicuramente a sua conoscenza.


Rispettosi saluti

Per il Comitato
Silvana Mannone

Per l'acqua pura e per l'acqua pubblica

Comunicato Stampa
Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo - in attesa di essere ricevuto dal sindaco, che in campagna elettorale si è dichiarato a favore dell'acqua pubblica - ha accettato l'invito del presidente della Commissione Consiliare per le Garanzie Statutarie.

Ieri, 1 dicembre, alle 11.00, una delegazione del Comitato composta da Silvana Mannone e Giovanni Giaramidaro si è incontrata con la Commissione per fornire le informazioni utili a contrastare la privatizzazione dell'acqua attraverso la modifica dello statuto, oltre che illustrare tutte le iniziative programmate dal Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua, cui il Comitato aderisce, e dal Coordinamento degli Enti locali per l'Acqua Bene Comune.

I componenti la Commissione sono apparsi abbastanza determinati a portare in consiglio la proposta di modifica dello statuto.

Successivamente, alle ore 18.00, la delegazione ha tenuto una relazione all'Auser per informare i soci sui problemi locali relativi alla minaccia di nuovi sversamenti di fanghi da distillazione in territorio dove insistono i pozzi di approvvigionamento idrico.

Ha proseguito aggiornando sull'Art. 15 del decreto Ronchi recentemente approvato e sulle azioni messe in campo a livello nazionale dal Forum e localmente dal Comitato in sintonia con il Forum stesso.

Ancora una volta è stata riscontrata sensibilità e partecipazione da parte dei soci.

Sono stati programmati ulteriori incontri e il presidente, prof. Vito Ingrasciotta, si è impegnato a verificare la disponibilità di rappresentanti dell'amministrazione ad intervenire presso la sede dell'Auser, in interlocuzione con i soci e con i rappresentanti del Comitato, allo scopo di convenire sulle azioni utili a scongiurare i pericoli derivanti sia dall'inquinamento che dalla privatizzazione dell'acqua.

Oggi, martedi 2 dicembre, è stata inviata al sindaco una lettera per sollecitarlo a dare seguito agli impegni assunti in campagna elettorale.
Il Comitato
.