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Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query esposto denuncia. Ordina per data Mostra tutti i post
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martedì 19 febbraio 2008

per giusta memoria

si riportano gli estratti dei verbali delle sedute del “CO.CI.T.R.I.A.TE.MA. 1998 “

Verbale n.3 Il giorno 28 del mese di aprile dell’anno 2007, alle ore 16,30 si riunisce il Comitato per gli aggiornamenti relativi alla acquisizione dei dati analitici dell’acqua (.................................................)
La via è una: sulla base dell’articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia, nel quale l’assessora Righetti sconsigliava l’uso dell’acqua e sulla base della lettera inoltrata al Sindaco e al Prefetto, predisporre un esposto alla Procura della Repubblica e sabato prossimo, concordarlo e sottoscriverlo.

Verbale n.4
Il giorno 05 del mese di maggio dell’anno 2007, alle ore 16,30 si apre la seduta dedicata alla lettura e alla approvazione dell’esposto da inoltrare alla Procura della Repubblica. Il testo è approvato. (...................................................................................)
Verbalen.5
Il giorno 12 del mese di giugno dell’anno 2007, alle ore 18,30 il Comitato si riunisce per(.............. )
Prima di avviare la discussione, si osserva che, mentre gli eventi incalzano, mancano ancora le firme di alcuni dei presenti sull’esposto da inoltrare alla Procura, e nel frattempo, essendosi diffusa la notizia dell’iniziativa, molti, oltre al gruppo costituito dal comitato, si sono attivati per corredare di ulteriori firme l’esposto e si è giunti al numero di 300.

Verbale n.6
Il giorno 28 del mese di giugno dell’anno 2007, alle ore 18.00 la seduta del Comitato si apre(..................)
Viene, quindi, comunicato che in data 20.06 2007 l’esposto, corredato di n.315 firme, è stato inviato ai seguenti indirizzi: Procuratore della Repubblica, Prefetto della Provincia di Trapani, Assessore Territorio e Ambiente Regione Siciliana, Direttore Ufficio di controllo delle risorse idriche AUSL n.9 Provincia di Trapani.

Verbale n.7
Il giorno 10 del mese di luglio dell’anno 2007, alle ore 18.00 si apre la riunione (.................................................)
Si ritorna al problema attuale. Chi inquina commette un reato che deve essere perseguito. La lettera, inviata alla Procura della Repubblica da questo Comitato, dovrà sortire degli effetti. La Procura obbligatoriamente deve procedere, tanto che il Prefetto, appena ha letto l’intestazione anche alla Procura, entro i 30 giorni ha sollecitato il sindaco e si è scrollato di dosso la responsabilità. La diffida c’è stata.

Verbalen.8
Il giorno 25 del mese di luglio dell’anno 2007, alle ore 18,00 il Comitato si riunisce per (..........................................................)
I presenti non nascondono il pessimismo quando prevedono che il fenomeno si allarghi a tutto il territorio di Mazara e ritornano sulla considerazione che il Comitato non può assumere altro compito che quello di indicare strade. (...................................................................................)
non è detto che i nuovi pozzi abbiano la portata necessaria o non presentino/ presenteranno anch’essi indici alti di nitrati.
Non si vuole capire che è necessario ricercare le cause che hanno fatto nascere il problema. Su una pressione antropica aggressiva, una parte del terreno ha ceduto, oggi è il caso della zona di Ramisella, domani tutto il territorio correrà lo stesso rischio.Individuare altri pozzi a cui attingere non è la soluzione definitiva.(............................................)
i cittadini hanno subito un danno, che qualcuno paghi! C’è chi ha rinunciato a villeggiare a Tonnarella, pur avendo una casa, pur pagando l’ICI, l’acqua, i pali per la luce, le strade asfaltate. Bisogna pretendere la soluzione, si attivino i NAS, la magistratura. Da troppo tempo si registra questa situazione!(...................................................................................)
Si riconferma la necessità di una denuncia contro ignoti, da indirizzare al sindaco che ha la competenza sul territorio, all’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente, che ha la responsabilità del controllo sugli atti del sindaco.

Il fatto è penalmente perseguibile, la responsabilità è di chi ha inquinato, non è del sindaco, che è responsabile soltanto delle omissioni. Ecco perché bisogna continuare a insistere nell’accertamento delle cause, perché da esse si arriva alla individuazione dei colpevoli. A questo punto il risarcimento diventa secondario, è la cosa ultima, prima bisogna fermare il degrado ambientale e avviare la bonifica a spese degli inquinatori, secondo legge. Bisogna non morire!

Verbale n.9
Il giorno 1 del mese di agosto dell’anno 2007 alle ore 18,30, aperta la seduta, viene osservato che(........................)L’importante è che le persone possano percepire il problema e possano sentirsi in grado di risolverlo, ricorrendo anche alla magistratura, alla prefettura, se occorre. E’ il cittadino che mette alla gogna, il cittadino risolve.

Verbale n.13
Il giorno 22 del mese di agosto dell’anno 2007 alle ore 18,00, aperta la seduta, viene comunicatoche(......................)
A proposito di azioni future, c’è chi è del parere che ricorrono tutti i termini per una azione di denuncia.

Verbale n.14
Il giorno 3 del mese di settembre dell’anno 2007 alle ore 18,00 si discute (................................................................)
vengono distribuite le copie della denuncia e si dà incarico di integrarla con la documentazione necessaria.

Verbale n.15
Il giorno 12 del mese di settembre dell’anno 2007 alle ore 18,30 si discute(........................................................)
3.integrazione della documentazione da allegare alla denuncia(....................................)
Per l’assenza degli incaricati all’integrazione della denuncia, il terzo punto all’ordine del giorno è rinviato a mercoledì 19 settembre.

Verbale n.17
Il giorno 3 del mese di ottobre, dell’anno 2007, alle ore 18,30 il Comitato si riunisce per discutere(......................................................) Aperta la seduta, la discussione si avvia sull’urgenza di definire i termini della denuncia, anche in assenza della documentazione a supporto. In questo caso la denuncia predisposta va corredata di una relazione che illustri nel complesso la questione “nitrati” .......................)

Verbale n.18
Il giorno 12 del mese di ottobre dell’anno 2007, alle ore 18,30, (...........)
urgenza dell’avvio di un serio studio del fenomeno su tutto il territorio.

Verbale n.19
Il giorno 25 del mese di ottobre dell’anno 2007, alle ore 18,30, in apertura di seduta viene comunicato che in data 15.10 è stata inoltrata la lettera al Prefetto e, per conoscenza, al sindaco per richiedere la “partecipazione pubblica ai processi decisionali in materia ambientale (...................................) Si passa a questo punto alla lettura dell’esposto / denuncia da inviare alla Procura, al Prefetto, alla AUSL.
I presenti appongono la firma sulle singole copie.
La raccolta delle firme procederà per una settimana, trascorsa la quale l’esposto / denuncia sarà spedito ai singoli intestatari. (.................................)

Verbale n.20
Il giorno 8 del mese di novembre, dell’anno 2007, alle ore 18,30, (..............)
Nessuna soluzione provvisoria può escludere la ricerca delle cause che hanno determinato la comparsa del fenomeno e quindi l’individuazione dei responsabili a cui addebitare il risarcimento dei danni. (...............)
Questa è la sostanza dell’esposto/denuncia che il CO.CI.T.R.I.A. TE.MA. ha inoltrato in data odierna al Prefetto, all’Assessore per la Tutela del Territorio e dell’Ambiente di Palermo, e alla Direzione dell’Ufficio per il Controllo della Salubrità dell’Ambiente presso la AUSL di Trapani. (.................)non si esclude il pericolo che il fenomeno si estenda in futuro in tutto il territorio. (.................................)

Verbale n.21
Il giorno 9 del mese di novembre, dell’anno 2007, alle ore 18,30, aperta la seduta, si commenta e si annota l’ultimo adempimento con il quale si è completata la procedura relativa alla denuncia: in data odierna alle ore 15.00 è stata consegnata al Comando della Stazione dei Carabinieri di Mazara del Vallo la denuncia contro ignoti

Verbale n.22
Il giorno 14 del mese di novembre dell’anno 2007, alle ore 16,30(..........................)Dalle testimonianze ascoltate si ha conferma dell’abbassamento della falda, dove da parecchi anni si registra salinità, attestata da uno studio dell’Università di Palermo effettuato negli anni 80.
L’altra falda non ha vita più tranquilla, dato che le cave presenti sul territorio sono così profonde da toccarla. (.....................)L'autorità che amministra la città dovrebbe denunciare gli inquinatori, perché ne rispondano penalmente e provvedano, a carico personale, al risanamento ambientale.
Il CO.CI.T.R.I.A. TE.MA. si è sostituito all'autorità che amministra la città, ed è stato costretto, in sua vece, a presentare denuncia alla stazione dei Carabinieri della Città chiedendo che si provveda ad individuare i responsabili dell'inquinamento e a perseguirli nelle forme di legge .

Verbale n.24
Il giorno 11 dicembre dell'anno 2007, alle ore 18,30 si riunisce(.................)
Tutto il territorio è compromesso e si perde tempo e denaro a cercare ciò che non può essere trovato, quando l'unica e prima cosa da fare sarebbe stata quella di avviare la ricerca delle cause dell'inquinamento e procedere ad inchiodare i colpevoli alle responsabilità per poi obbligarli al risanamento ambientale. Come da legge.

Verbale n.25
Il giorno 8 del mese di gennaio dell'anno 2008, il comitato si riunisce alle ore 18,30 (..........................................................................)
Si ritorna a parlare delle cause che hanno potuto generare il fenomeno e si fa riferimento ad una interrogazione presentata in consiglio comunale nel 1997 dall'allora consigliere Andrea Anselmi, intorno ai rifiuti tossici (.............................)
A supporto si ricorda che l'istituto commerciale di Mazara del Vallo condusse forse nello stesso tempo uno studio del territorio che portò alla stessa individuazione, e che tale studio si concluse con una tavola rotonda alla quale, autorevolmente, presenziò il compianto Paolo Borsellino.

Verbale n.28
Il giorno 29.01.2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30 per commentare i risultati dei tre incontri realizzati all' AUSER nelle date: 17.01.2008 - 24.01.2008 - 25.01 2008.(....................................................................)
Il primo incontro si è aperto con l'esame a largo spettro del “problema nitrati”, a cura di Ivan Angelo, il quale ha anche ipotizzato cause e soluzioni. L'informazione sulle azioni o mancate azioni dell'amministrazione, sulle richieste avanzate dal Comitato ai vari livelli istituzionali è stata curata da Giovanni Giaramidaro, che ha evidenziato la particolare rilevanza penale dell'inquinamento (...........................................................................)
Si passa, quindi, alla definizione dell'iter da seguire per procedere nell'azione di monitoraggio, onde giungere ad un campione rappresentativo della realtà esaminata.
Il tutto perché i cittadini arrivino a prendere coscienza dell'entità del fenomeno ed esercitino un'azione di pressione sull'amministrazione, che da troppo tempo finge di agire con un attivismo di parole. E non sempre chiare.
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L'azione di pressione è stata esercitata
Il Comitato

sabato 10 novembre 2007

Verbale n.19

Il giorno 25 del mese di ottobre dell’anno 2007, alle ore 18,30, in apertura di seduta viene comunicato che in data 15.10 è stata inoltrata la lettera al Prefetto e, per conoscenza, al sindaco per richiedere la “partecipazione pubblica ai processi decisionali in materia ambientale”.

Viene comunicato, inoltre, che è a disposizione del Comitato il kit commissionato per la rilevazione della percentuale di nitrati con il metodo colorimetrico.

Si affida l’incarico di mappare l’abitato a rete di 200 maglie, per l’individuazione del numero degli abitanti ai quali consegnare le strisce per la rilevazione della percentuale di nitrati.

Successivamente, un chimico, che ha già dato la sua disponibilità, si incaricherà di analizzare le rilevazioni.

I risultati saranno riportati sulla mappa, nella quale le singole maglie avranno colorazione differente in base alla concentrazione di nitrati rilevata. La mappa, con relativa legenda, sarà resa pubblica.

Definito l’iter da seguire per la conclusione dell’azione, si ritiene che sia giunto il momento di avviare parallelamente un’altra azione, volta, piuttosto che all’analisi, alla soluzione del problema.

Una soluzione che prescinde da quella che deve essere ricercata dalle autorità competenti, e che è affidata, piuttosto, al singolo cittadino.

Si tratta di una azione a lungo termine, che mira a modificare i comportamenti quotidiani al fine di interrompere il cerchio perverso in cui ci si sta chiudendo diventando produttori e consumatori di veleni.

Si deve avviare una vera e propria “riconversione ecologica”, per dirla con Alex Langer.

Allo scopo è necessario cominciare a pensare ai modi e ai tempi di una rieducazione al consumo alimentare e non solo. E pensare anche ai soggetti da coinvolgere per avviarla a tappeto, perché sia chiaro fin dal principio che l’azione è a vantaggio di tutti e contro nessuno.

Si tratta, insomma, di educare al consumo critico.

Si può subito iniziare inserendo nel blog, con l’etichetta “Le buone pratiche”, una serie di buoni consigli, anche semplici, da scambiarsi in base alle proprie conoscenze ed esperienze.

Viene proposto anche di cercare alleati a partire dai singoli cittadini, per arrivare ai rivenditori.

Si pensa di coinvolgere nell’azione la COOP 25 aprile e viene dato incarico di fissare un appuntamento per verificare la disponibilità dei responsabili locali.

Si passa a questo punto alla lettura dell’esposto/denuncia da inviare alla Procura, al Prefetto, alla AUSL.

I presenti appongono la firma sulle singole copie.
La raccolta delle firme procederà per una settimana, trascorsa la quale l’esposto/denuncia sarà spedito ai singoli intestatari.

La seduta è tolta alle ore 19,30.
Il Comitato

mercoledì 19 marzo 2008

Esposto-denuncia sottoscritto da 315 cittadini

Si continua col rendere pubblici gli atti prodotti dal Comitato.
Di seguito, l'esposto-denuncia inoltrato il 20.06.2007 sottoscritto da 315 cittadini attivi.

domenica 24 febbraio 2008

Verbale. 31

Il giorno 19 del mese di febbraio dell'anno 2008, alle ore 18,30 il comitato si riunisce per esaminare a fondo la delibera di giunta 8.02.2008.

Dopo aver colto, nella seduta precedente, il positivo in essa contenuto -che convalida quanto rimarcato da questo comitato e già sintetizzato dal post “per giusta memoria”- si passa ad esaminare i punti in cui il sindaco smentisce se stesso.
Ammette che : a)“da anni la qualità media delle acque potabili è degradata per la presenza di nitrati, in concentrazione sempre più elevata”;
b) “l'andamento non regredisce né appare circoscrivibile”;
c) “la qualità dell'acqua spillata dagli altri pozzi(..) potrebbe
subire lo stesso tipo di degrado”

Ci si chiede come mai, per l'ottenimento della deroga, lo stesso sindaco ha presentato una relazione in cui veniva illustrata, come soluzione unica, quella di scavare nuovi pozzi per l'emungimento di acqua con concentrazione bassa di nitrati, da miscelare con quella con concentrazione alta.

Quale concentrazione bassa pensava e pensa di trovare?

Come mai l'assessorato ha potuto accettare questa soluzione!

Come mai attualmente si sta lavorando per questa soluzione!

Ma l'analisi non finisce qui.

La delibera lascia esterrefatti quando così recita:

“DATO ATTO che l'Amm/ne Comunale con i componenti Uffici, ha pubblicizzato ampiamente, con ogni locale mezzo mass-mediatico, il reale stato di cose(..........)”.

Questo punto è davvero attaccabile.

Intanto, una amministrazione deve comunicare con i cittadini attraverso i mass media o non ha il dovere di fare comunicazioni ufficiali e capillari? E poi, quando ha comunicato il reale stato di cose? Non lo ha fatto neanche su formale richiesta inoltrata e reiterata da questo comitato.

Se il sindaco “dà atto” che “ha pubblicizzato ampiamente” noi non ne prendiamo atto, perché non ha fornito i dati delle analisi effettuate dall'ARPA e ha sempre ridimensionato il pericolo, quando non lo ha addirittura negato.

Ha dovuto riconoscerlo, anche se lo ha circoscritto, con l'ordinanza 07 giugno 2007. Una sola volta, dunque, e perché pressato dalle dichiarazioni e dalle dimissioni dell'assessora al ramo Isabella Righetti. Poi il sindaco, una volta ottenuta le deroga, ritorna a negare il pericolo(comunicato-stampa 14 settembre 2007) e interrompe conseguentemente la fornitura di acqua potabile agli esercizi commerciali -quali i panificatori, ecc.- ai quali l'aveva prima assicurato, “a richiesta”.
Come se fosse facoltativo avvelenare o no.

La delibera, dunque, lascia sconcertati per quanto rilevato, ma fiduciosi negli esiti della ricerca delle cause dell'inquinamento da nitrati. Ricerca che viene addebitata ai superiori organi, e con questo l'amministrazione si scarica di ogni responsabilità e obbligo.
Ma l'atto più importante dell' intero corpo della delibera è certamente la costituzione di parte civile, da parte dell'amministrazione, nella denuncia contro gli ignoti responsabili dell'inquinamento.
E, a questo proposito, ci si chiede quale iter ha seguito la denuncia che questo comitato ha inoltrato il 09.11.2007.
Dalla data in cui è stata presentata ad oggi qualcosa potrebbe essersi messa in moto. Anche lo stesso esposto presentato al Prefetto il 20.06.2007, ancor prima della denuncia, un accertamento, come effetto, avrebbe dovuto sortirlo.

Sarebbe strano e grave se, su pericolo incombente, non si facesse assolutamente nulla.

Si decide di chiedere con una istanza di conoscere le sorti della denuncia.
Dovrebbe essere stato aperto un fascicolo, dalla cui data di apertura decorrono i termini di scadenza.

Si stabilisce, a questo punto, di rendere pubblica, attraverso il blog, tutta la corrispondenza agli atti di questo comitato, sia in uscita che in entrata.

Si parla, infine, degli esiti del monitoraggio concluso giovedì 14, del numero dei campioni analizzati, delle modalità di rappresentazione del risultato finale.

Si ipotizzano nuove azioni con il coinvolgimento di ulteriori soggetti, anche istituzionali.
Si predispone l'incontro del prossimo giovedì 21 febbraio con i soci dell'AUSER.
Il Comitato

sabato 1 maggio 2010

Rifiuti tossici abbandonati nel territorio di Mazara del Vallo

Leggiamo al link http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?28308
che una organizzazione criminale individuata dalle forze dell'ordine in Puglia ha sparso nel nostro territorio rifiuti tossici e pericolosi.
La notizia conferma le preoccupazioni che questo comitato ha già espresso nell'esposto denuncia presentato alla Procura della Repubblica in data 9 ottobre 2007 e nell'intervento nel consiglio comunale aperto del 19.11.2009
Sin da allora abbiamo denunciato che organizzazioni criminali disperdevano nel territorio di Mazara del Vallo rifiuti tossici.
Oggi, senza ulteriori commenti riportiamo:

Taranto, maxi-sequestro di rifiuti speciali: 3 denunce

I militari delle Fiamme gialle di Taranto hanno operato oggi un maxi-sequestro di rifiuti speciali arrivati al porto. Novantacinque tonnellate di materiale trasportate all'interno di quattro container che sarebbero dovuti finire in Cina. Tre persone sono state quindi denunciate.


Dopo aver eseguito dei controlli, gli uomini della Guardia di finanza hanno accertato una serie di violazioni comprendenti la mancanza delle prescritte autorizzazioni che permettono l´esportazione, la compilazione ingannevole della documentazione per il trasporto di questi rifiuti, indicazione fasulla del codice che identifica la tipologia di rifiuti, mancanza dell'abilitazione per l´esercizio dell´attività di commercio rifiuti speciali.

Negli ultimo anno le Fiamme gialle, con la collaborazione della dogana, hanno bloccato nello scalo marittimo del capoluogo jonico ben 115 container di rifiuti speciali destinati all'estero per un totale di 2750 tonnellate di materiale.

Nell´ultima settimana le forze dell'ordine hanno scoperto molti traffici di rifiuti speciali. Solo negli ultimi tre giorni sono state sequestrate svariate tonnellate di materiale, anche molto pericoloso, ad Arienzo, nel napoletano, con rifiuti abbandonati nell'area del fiume Sarno e a Mazara del Vallo.

Alessio Morrone

lunedì 7 dicembre 2009

Rifiuti tossici nelle cave in disuso

(clicca per ingrandire)


Ma come si fa a sopportare la passività sulle emergenze?
Sempre così a Mazara del Vallo, poi, quando il peggio è avvenuto, si grida, si cerca il colpevole e si fa a scarica barile.

Amministratori e consiglieri dove eravate, dove siete adesso che nella vicina Marsala si agisce per indagare sulle piaghe di questo territorio? Quante volte si è dovuto dire che le cave tra Marsala e Mazara del Vallo nascondono scorie radioattive! Quanta gente deve ancora morire per accorgervi che "forse" qualcosa "dovete" fare!

Dovete lavorare!

Siete pagati per questo. Come potete dormire la notte, sapendo che da voi dipende la salute dei cittadini? Se non siete capaci, studiate, se non capite ciò che studiate, fatevelo spiegare, ma non continuate, per favore, non continuate a chiedervi che cosa sta accadendo e chi mai l'ha fatto accadere.

Questo lo fanno i cittadini, voi dovete produrre atti. E, invece, convocate consigli comunali e provinciali nei quali vi mostrate sprovveduti e buoni solo a fare dichiarazioni di principio.

Ma finiamola! I cittadini chiedono perché l'acqua è inquinata, chi l'ha inquinato, cosa si nasconde nelle cave, cos'altro attenta alla loro salute oltre ai nitrati. E chiedono soprattuto, anzi pretendono, perché è un loro diritto, l'eliminazione del pericolo.

E voi non rispondete.

Il Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio ha dovuto raccogliere 4.016 firme, nel lontano 1998, per bloccare l'insediamento di una megadistilleria che avrebbe avvelenato terra, acqua e aria.

Nel 2007 ne ha raccolto 315 a sostegno dell' esposto-denuncia sull"effetto nitrati" in falda.

Nel mese di maggio di questo anno, ha avviato ancora una raccolta firme per contrastare un nuovo problema: la privatizzazione dell'acqua e sempre chiedere la soluzione del "problema nitrati" (ancora nulla è stato fatto). E sono 2000 le firme consegnate a luglio per la soluzione dei due problemi, dei quali non si sa quale sia il peggiore.

Ma, insomma, cosa devono fare ancora questi cittadini?

È possibile che lavorino da assessori e consiglieri, mentre gli assessori e i consiglieri fanno i cittadini?

E guardatevi attorno una buona volta! Quantomeno imitate quello che fanno le amministrazioni dei comuni vicini.
Li leggete i giornali?

sabato 10 novembre 2007

Una scelta obbligata

L’intensa attività svolta dai vari comitati cittadini, attivatisi per l’emergenza idrica o nati sull’emergenza idrica nei quartieri interessati alla presenza di nitrati oltre i limiti di legge, non si accompagna, a parere dei cittadini tutti, ad una analoga attività dell’amministrazione e di chi la rappresenta.

Tutti i pronunciamenti del sindaco, le sue ordinanze, gli adempimenti stessi, imposti dal decreto di deroga, appaiono alquanto improvvisati e superficiali. Atti eseguiti giusto per rispondere alle fastidiose richieste di chi non ha capito e non vuole capire che i problemi non si affrontano, non è comodo affrontarli, quando chi siede al potere ha ben altro da fare.

La vita amministrativa deve camminare su una routine che fa comodo pure ai funzionari. Il vero da fare è costituito dagli interessi personali che, una volta al potere, la classe politica deve assolutamente curare.

Se non fosse così retorico parlarne, si dovrebbe fare la storia degli attuali amministratori comunali e provinciali (troppo lungo parlare anche di quelli passati), per mettere alla luce quello che gli osservatori della storia politica di questa città hanno rilevato.

Fortune create dal nulla, progressi nella carriera politica non supportati da meriti adeguati e si potrebbe continuare nell’elenco.

In questo momento è utile focalizzare la vicenda “acqua ai nitrati”, essa è esemplificativa della pratica della classe dirigente di questa città.

In data 9.11.2007 il CO.CI.T.R.I.A.TE.MA. ha inviato un esposto/denuncia con il quale chiede che le autorità preposte, ognuna per le proprie competenze, provvedano a:
1.individuare le cause che hanno determinato l’inquinamento chimico delle acque potabili;
2.individuare e identificare i responsabili di detto inquinamento e perseguirli ai sensi di legge, dopo averli costretti a risanare il territorio inquinato e la falda acquifera sottostante.

Se nessun intervento da parte degli Organi Superiori viene attivato, la cittadinanza è autorizzata a pensare che le istituzioni sono malate e la società è sana, ma, per un assurdo effetto, a stare male è la società e a vivere di buona salute sono le istituzioni.
Silvana Mannone

mercoledì 14 novembre 2007

Verbale n.20

Il giorno 8 del mese di novembre, dell’anno 2007, alle ore 18,30, in apertura di seduta si parla di due notizie uscite in due giorni successivi, il 6 e il 7 novembre, sul Giornale di Sicilia. Si apprende così che è nato l’osservatorio “Vivere la città” e il movimento “Mazara al centro”.

Le due nuove aggregazioni intendono dare un contributo alla soluzione dei problemi che affliggono la città. Fra questi hanno compreso quello relativo alla presenza oltre i limiti di legge di nitrati nell’acqua in distribuzione.

Se aumentano i gruppi di pressione, è segno che i cittadini considerano l’amministrazione incapace di risolvere il problema e sentono il bisogno di mobilitarsi perché si appronti al più presto la soluzione provvisoria di cui si parla da mesi.

In questi giorni, infatti, si parla soltanto della soluzione provvisoria e si dimentica quella definitiva, quasi che tamponare momentaneamente significa risolvere il problema.

Nessuna soluzione provvisoria può escludere la ricerca delle cause che hanno determinato la comparsa del fenomeno e quindi l’individuazione dei responsabili a cui addebitare il risarcimento dei danni.

Altro che ricorso alle casse comunali, come ha stabilito il sindaco nella seduta in Prefettura!

Questa è la sostanza dell’esposto/denuncia che il CO.CI.T.R.I.A. TE.MA. ha inoltrato in data odierna al Prefetto, all’Assessore per la Tutela del Territorio e dell’Ambiente di Palermo, e alla Direzione dell’Ufficio per il Controllo della Salubrità dell’Ambiente presso la AUSL di Trapani.

Contemporaneamente è stata presentata al sindaco formale richiesta per l’accesso alla documentazione relativa sia al piano di intervento presentato per “il rientro nei valori della concentrazione massima ammissibile”, che alla realizzazione di detto piano e alle “risultanze del monitoraggio analitico nei punti significativi della rete”, come richiesto all’art.4 della deroga stessa.

La consultazione della documentazione si rende necessaria, perché il sindaco continua a non rendere ufficiali i dati del monitoraggio, tanto da costringere il Comitato a fare da sé, nel senso che ci si sta attrezzando per procedere all’analisi dell’acqua in distribuzione, come stabilito nelle sedute precedenti.

Ma, visto che non si parla ancora di istituire commissioni o “tavoli tecnici” qualificati per risolvere sia in via provvisoria che definitiva il problema., né, tantomeno, si ipotizza la realizzazione di un convegno, occorrerà veramente mettere mano ad un’impresa che, pur spettando a chi governa la città, deve, giocoforza, essere assunta in carico dai cittadini: bisognerà pensare alla soluzione, quella provvisoria, prendendo in esame quella presentata e tentata dal sindaco e quelle proposte da cittadini a vario titolo.

Per quanto riguarda la condotta volante, quand’anche i risultati delle prove di portata ne giustificassero la realizzazione, i tempi di attuazione, fino alla messa a regime, sono considerati lunghissimi e i costi alti. Secondo le ultime notizie diffuse da emittenti locali, la spesa prevista è già lievitata a 350 mila euro.

Se davvero dovesse essere questa la soluzione, sarebbe, comunque, preferibile che la condotta venisse interrata, in quanto i proprietari dei terreni attraversati dalla condotta stessa, non perderebbero la possibilità di coltivare la superficie sovrastante.

Anche i depuratori, di cui si parla fin da quando è sorto il problema, sono considerati troppo costosi e poi dovrebbero essere tanto potenti da riuscire a depurare acqua sufficiente a un numero di 60.000 abitanti, in quanto non si esclude il pericolo che il fenomeno si estenda in futuro in tutto il territorio.

Si effettua, quindi, una ricerca su internet e si mettono a confronto depuratori e dissalatori. Dopo una analisi e una valutazione sommaria, che depone a favore del dissalatore, si conviene sull’opportunità di effettuare un attento studio della documentazione reperita, per procedere, successivamente, all’elaborazione di una proposta .
La seduta è tolta alle ore 20.00.
Il Comitato

martedì 19 febbraio 2008

Verbale n.30

Il giorno 12 del mese di febbraio dell’anno 2008, alle ore 16, 30, il comitato si riunisce sul seguente ordine del giorno:
1.verifica incontro AUSER, giovedì 7 febbraio
2.pianificazione nuovo incontro AUSER, giovedì 14 febbraio
3.commento delibera giunta comunale, lunedì 11 febbraio

Invertendo l'ordine del giorno, la seduta si apre con un commento a caldo sulla delibera approvata dalla giunta, lunedì 11 febbraio, di cui si apprende dal quotidiano GIORNALE DI SICILIA e dal giornale on line “marsal@.it.

Si esprime soddisfazione: anche l'amministrazione finalmente riconosce la gravità del fenomeno,
riconosce che l'acqua in distribuzione nella rete idrica cittadina non è potabile perché inquinata dall'alta presenza di nitrati. Dichiara lo stato di emergenza. Chiede che il gravissimo problema venga risolto dalle competenti autorità dello Stato e in particolare chiede l'intervento della protezione civile. Nel corpo della stessa delibera informa i cittadini che ha dato mandato all'ufficio legale del comune di perseguire in via penale coloro che hanno determinato il grave inquinamento e di chiederne la condanna, con conseguente risarcimento, consistente anche nel risanamento delle falde acquifere.

Tutto questo doveva essere fatto, e molto prima
. L'aveva detto qualcuno?

Tutti gli incontri di questo comitato, dal primo all'ultimo, hanno ribadito l'urgenza, la necessità di porre in essere le azioni che adesso l'amministrazione mette in atto.


E questo comitato, quelle compatibili ad un comitato, le ha fatte: ha richiesto, e non ottenuto, i dati analitici perché i cittadini acquisissero coscienza del pericolo e agissero di conseguenza, a tutela della personale salute (19.04.2007), ha pubblicizzato il pericolo con affissione di manifesti e diffusione di volantini (02.06.2007), ha esposto il pericolo e richiesto l'intervento delle superiori autorità (20.06.2007), ha richiesto la partecipazione pubblica ai processi decisionali in materia ambientale (11.10.2007), ha prodotto e inoltrato una denuncia (09.11.2007).

Ora l'amministrazione si sveglia (“il sonno della ragione genera mostri”!) e dichiara: Il pericolo c'è !

E come mai, quando si è palesato in tutta la sua gravità non c'era? E si condannava chi per prima l'aveva reso pubblico?
E non hanno sentito le nostre orecchie le dichiarazioni dei responsabili della salute pubblica, a partire dal primo cittadino per passare all'ufficiale sanitario, che per mesi hanno recitato come in un rosario le litanie predisposte per addormentare i cittadini? Lo hanno fatto ignorando dichiarazioni di autorevoli personalità, competenti in materia.
E dunque adesso la dicono la verità! E non si accorgono che questo significa confessare di averla prima nascosta.
Cosa è avvenuto? La delibera, già a prima lettura, sembra contenere elementi che richiedono attento vaglio per l'individuazione di una plausibile risposta.

Tuttavia ogni critica non supera il positivo in essa contenuto
:
1) si constata l'aumento crescente della concentrazione di nitrati;
2) si ipotizza che la qualità delle altre acque potrebbe subire lo stesso degrado di quelle dei pozzi di C/da “Ramisella”;
3) viene riconosciuto il danno e supposta la causa;
4) viene ritenuto prioritario il controllo del territorio per la tutela della qualità e quantità delle acque;
5) vengono richiesti gli accertamenti per l'individuazione delle cause;
6) viene proclamato lo stato di emergenza;
7) si delibera di intraprendere ogni iniziativa utile ad individuare la cause del fenomeno;
8) si dà mandato di predisporre denuncia contro ignoti, di costituirsi parte civile, di chiedere il risarcimento dei danni.

C'è da sperare che qualcosa si muova. Finalmente!


Intanto il comitato continua a muoversi, come fa, su questa questione, dal 14 aprile 2007.

Mentre si commenta positivamente l'esito dell'incontro di giovedì 7 febbraio, con la presentazione ai soci dell'AUSER dei primi risultati delle analisi e la valutazione relativa, si programma di completare il monitoraggio dell'acqua nell'incontro del prossimo giovedì, 14 febbraio, fino ad arrivare almeno al numero di 100 analisi, che si renderanno pubbliche attraverso la mappa sul blog.
Con l'impegno di dedicare al prossimo incontro del comitato la disanima della delibera, la seduta è tolta alle ore 20.00.
Il Comitato

mercoledì 31 ottobre 2007

Verbale n.13

Il giorno 22 del mese di agosto alle ore 18,00, aperta la seduta, viene comunicato che una sostenitrice del Comitato ha versato la quota conferita dagli altri soci il 10 luglio e, con l’occasione, versa anche la sua quota uno dei presenti all’attuale seduta.

Per l’aggiornamento della situazione si ricorre alla lettura dei punti predisposti in agenda, forniti anche al presidente del Comitato Trasmazzaro, su espressa richiesta, in vista dell’assemblea dallo stesso indetta e alla quale è stato invitato il sindaco.

La discussione si avvia sulle azioni da compiere a breve, medio e lungo termine.

Si torna a parlare di ricorrere al metodo colorimetrico .per la rilevazione, su tutto il territorio, della quantità di nitrati presente nell’acqua, al fine di giungere ad una mappatura e renderla pubblica.

Viene ancora sollevato il problema della scarsa visibilità e conseguente difficoltà di comunicare anche all’interno del Comitato stesso.

Si sostiene che la gente è disorientata in quanto il sindaco e le autorità cittadine hanno pubblicamente dichiarato che non c’è da preoccuparsi. La cittadinanza, che sta dalla parte del sindaco, sostiene che lo stesso ha fatto tutto il possibile: è stato l’unico a interessarsi, avendo, non appena insediato, chiamato un geologo. Inoltre, corre voce che due consiglieri sono stati denunciati per falso allarme.

Per quanto riferito, si ritiene necessario accedere all’esame della deroga ottenuta dal sindaco.

Viene riconosciuto ancora una volta che esiste un problema di comunicazione, necessaria per esercitare una pressione sulla amministrazione.

Il blog non è sufficiente. Anche la proposta di analizzare i campioni rappresenta un modesto tentativo. E, tuttavia, il fenomeno che si tenta di analizzare è la punta di un iceberg. Bisogna individuare le cause che lo determinano.

C’è chi conosce a fondo il problema e ha riferito in questa sede interessanti notizie, frutto di lungo studio. Esistono pubblicazioni, come quella dell’Arpa di Piacenza, che potrebbero essere diffuse.

In altra sede e per altre riflessioni, alcuni di questo comitato hanno parlato di azionariato diffuso, perché non ricorrervi per la creazione di un “GIORNALE DEL CITTADINO”?


Sull’uso dei fertilizzanti in agricoltura, le amministrazioni sono in difetto da 7 anni, avrebbero dovuto fare un piano. Il nostro territorio è fragile, gli agricoltori avrebbero dovuto contenersi nell’uso dei fertilizzanti.

Scavare nuovi pozzi è un’operazione che fa ridere. Le cantine scaricano a cielo aperto, alcune scaricano nelle sciare, poi piove…… C’è chi ha documentato, Tele 8 ha effettuato riprese, la Finanza si è attivata, poi sono scomparsi i cumuli.

Sono tutte situazioni illegali, per cui esistono leggi che dovrebbero mettere al riparo i cittadini. Il Comitato non è un’autorità preposta, cerca di capire dove si può intervenire, non ha potere contrattuale.

Qualcuno è dell’avviso che è pura illusione costituire comitati per raggiungere obiettivi, e sostiene la necessità e l’urgenza di istituire i consigli di quartiere. Lo stesso fornisce documentazione utile a conoscere prerogative e compiti di questo organo elettivo, decentrato dal Comune.

A proposito di azioni future, c’è chi è del parere che ricorrono tutti i termini per una azione di denuncia.

Intanto si osserva che qualche piccolo effetto questo comitato l’ha raggiunto:
-l’amministrazione dopo parecchi anni si è attivata;
-la deroga ottenuta ha limiti di legge e quindi si dovrà arrivare alla soluzione;
-si è finalmente assodato che c’è qualche patologia.

Tuttavia, giungono voci che l’amministrazione sta pensando a soluzioni da considerare pannicelli caldi, mentre le casse comunali sono vuote. Mancano le somme occorrenti per la escavazione dei pozzi e la realizzazione della condotta volante, non hanno neanche i soldi per il depuratore di cui hanno parlato.

Queste cose alla città vanno dette.
Chi parla è disposto alla denuncia con il suo solo nome.

In appoggio, si aggiunge che esiste una nota ministeriale del 2002, sulla base della quale è possibile fare ricorso.

Si continua sull’esame delle inadempienze: l’amministrazione dovrebbe delimitare l’area, fare un’ordinanza, agire, rassicurare la popolazione che, dopo un periodo di tempo, madre-natura farà il suo corso.

Si potrebbe avviare una operazione di “riconversione ecologica” sensibilizzando tutti i cittadini.

Basta cercare su internet il registro dei tumori: Mazara spicca per numero di casi registrati.

Occorre fare un passo ancora: lavorare assieme, tutti i comitati.

Qualcuno obietta che, fin quando non si smussano alcuni atteggiamenti o non si chiariscono alcune posizioni, è difficile che i due comitati possano fondersi.

Esposte le ragioni dei comportamenti del CO.CI.T.R.I.A.TE.MA., giudicati di distacco verso l’amministrazione e non produttivi ai fini della soluzione del problema, e, da parte del Comitato Trasmazzaro, la posizione di chi è parte attiva nello stesso, pur avendo ricoperto un ruolo nell’amministrazione, viene riconfermata l’utilità di una fusione dei due comitati.

Si commenta che la discussione all’interno del Comitato è un esercizio di democrazia che sarebbe bello estendere e che si potrebbe ricorrere alla piazza, come luogo di pubblico dibattito. Si potrebbe, magari, proiettare un film sul tema e successivamente aprire il dibattito. Non mancano i film da scegliere. Vengono suggeriti alcuni titoli.

In conclusione si stabilisce di formulare l’esposto da presentare alle autorità, al fine di accertare le cause che hanno determinato l’inquinamento chimico delle acque e di conseguenza individuare i responsabili di tale disastro.
La seduta è tolta alle ore 20,00
Il Comitato

domenica 21 ottobre 2007

Verbalen.8

Il giorno 25 del mese di luglio, alle ore 18,00 il Comitato si riunisce per
-socializzare le notizie e i dati raccolti
-discutere degli esiti del consiglio comunale svoltosi in data odierna
-decidere le azioni future.

Ad integrazione del verbale della seduta precedente, si aggiunge il punto relativo alla situazione contabile che, per le spese di stampa e affissione, risulta carente. Pertanto si è provveduto ad una seconda sottoscrizione di 5 euro, da parte dei presenti, uno dei quali ha versato anche la quota per il genitore assente. Con il totale raggiunto si rimane ancora in debito con la tipografia, pertanto, nelle sedute prossime saranno invitati alla sottoscrizione anche gli assenti alla seduta del 10 luglio.

In apertura, con uso del computer, vengono visitati i siti di alcune città italiane che rendono pubblici gli indici di potabilità dell’acqua. Dalla lettura emerge l’abisso che separa la situazione registrata a Mazara rispetto all’ultima città in classifica, fra quelle con indici ritenuti alti per presenza di nitrati.

Successivamente vengono comunicati gli indirizzi di consorzi di ricerca ai quali sarebbe utile afferire per l’analisi e la soluzione della grave situazione registrata a Mazara.

Si fa riferimento, in particolare, al Consorzio CORIBIA per la sua attività di ricerca, indirizzata, oltre che a garantire la sicurezza dei prodotti e a definire i relativi aspetti salutistici, anche alla valutazione del danno biologico causato dalle moderne tecnologie agro-zootecniche.

Il consorzio è preso in considerazione perché al momento la causa della presenza alta di nitrati pare collegata alla serricoltura.

La discussione si sposta sull’opportunità che il Comitato, per guadagnare in efficacia ed efficienza, si scinda in due sottocomitati: uno che focalizzi il contingente, l’altro che esamini a largo raggio il degrado ambientale.

Si ribadisce che l’azione del Comitato non mira a demonizzare gli agricoltori, piuttosto a conoscere e far conoscere le norme che regolano l’uso dei fertilizzanti in agricoltura. A tale scopo ci si impegna a reperire tutte le pubblicazioni relative alla campagna contro l’uso di pesticidi.

Si precisa, tuttavia, che la vera azione del Comitato è quella di sottolineare le responsabilità della politica che avrebbe dovuto per tempo regolamentare il settore dell’agricoltura.

I presenti non nascondono il pessimismo quando prevedono che il fenomeno si allarghi a tutto il territorio di Mazara e ritornano sulla considerazione che il Comitato non può assumere altro compito che quello di indicare strade.

Si fa riferimento al recente sequestro di camion, che sversavano a Mazara liquami provenienti dalla distilleria Bertolino di Partinico, per sostenere che certi attacchi al territorio sono in atto da tempo.

Viene ricordato che nei verbali di nove anni fa sono riportate le dichiarazioni di un cittadino marsalese che conosceva i camionisti che operavano in nome e per conto della Bertolino.

Da chi, dei presenti, ha seguito la trasmissione Viva l’Italia, nella quale è stata affrontata la grave situazione in cui si trova la città di Gela, viene suggerito di contattare l’esperta dell’acqua Irma Paris con e-mail a vivalitaliadiretta@rai.it.

Passando agli esiti del consiglio comunale della mattina, viene riferito che si è giunti a un nulla di fatto.

Viene criticata la proposta di costruzione di una condotta volante per portare acqua potabile al Trasmazzaro e a Tonnarella, sia perché per realizzarla occorre fare gli espropri e le pratiche per le servitù passive richiedono tempi lunghi, sia perché non è detto che i nuovi pozzi abbiano la portata necessaria o non presentino/ presenteranno anch’essi indici alti di nitrati.

Non si vuole capire che è necessario ricercare le cause che hanno fatto nascere il problema. Su una pressione antropica aggressiva, una parte del terreno ha ceduto, oggi è il caso della zona di Ramisella, domani tutto il territorio correrà lo stesso rischio.

Individuare altri pozzi a cui attingere non è la soluzione definitiva. Il Comitato non ha soluzioni, usa il computer, guarda cosa fanno gli altri, riflette sulla pochezza delle soluzioni approntate. Le condotte volanti non convincono.

Un delegato del Comitato Trasmazzaro, che si aggiunge al gruppo per la prima volta e che convive con il problema, sostiene la necessità, l’urgenza e l’opportunità di una proposta specifica da avanzare al sindaco che, dopo le due delibere del 4 aprile e del 5 maggio, non ha fatto nulla.

Si risponde che spetta al sindaco dare soluzioni, in quanto ha avuto l’onore di essere stato votato e deve sopportare l’onere di trovare la soluzione. Il Comitato può solo denunciare: i cittadini hanno subito un danno, che qualcuno paghi! C’è chi ha rinunciato a villeggiare a Tonnarella, pur avendo una casa, pur pagando l’ICI, l’acqua, i pali per la luce, le strade asfaltate. Bisogna pretendere la soluzione, si attivino i NAS, la magistratura. Da troppo tempo si registra questa situazione!

Per i dati in possesso, il problema esiste da 15 anni, anni in cui sono stati in carica altri sindaci, i quali avrebbero dovuto avviare studi, emanare direttive per tutti gli agricoltori: tanti ettari, tanta quantità di fitofarmaci da acquistare tramite tessera.

L’attuale sindaco ha minor colpa degli altri, in quanto ha ereditato il danno. La sua colpa è quella di non essere stato attento a porre un rimedio che non si può porre in maniera estemporanea.

Considerato che l’amministrazione non ha le risorse per affrontare il problema, il Comitato è dell’avviso che sarebbe atto responsabile sciupare meno denaro pubblico e utilizzarlo per mettere in piedi un comitato tecnico.

C’è tanta gente che si occupa a livelli alti di acqua: il Comune di Firenze è dotato di un centro di eccellenza e mette a disposizione competenze e attrezzature.

Viene ricordato che in occasione della prima assemblea cittadina, moderata dal proprietario dell’emittente Televallo, signor Dilluvio, in un intervento fatto a titolo personale, non come Comitato, è stato proposto di dotare l’ufficio acquedotto di chimici, geologi, biologi. Il solo geometra non ce la può fare.

Nessuna azione da parte del sindaco, neanche una risposta alla richiesta dei dati analitici dell’acqua, avanzata dal Comitato. Neanche il prefetto ha risposto. I dati si sono avuti per vie traverse. Certo gli uffici comunali li avevano.

Si ricorda che la situazione è esplosa solo per le dimissioni della Righetti, successivamente ci si è attivati, come Comitato, con l’esposto alla Procura, corredato di 315 firme, e finalmente il Prefetto si è mosso e ha fatto pervenire al Comitato, per conoscenza, il sollecito al sindaco ad attivarsi, secondo le richieste avanzate dal Comitato stesso.

E il sindaco? Oggi non era al consiglio comunale in cui all’ordine del giorno era anche la questione dell’acqua. Era alla Commissione edilizia per la variante del piano regolatore necessaria per la realizzazione di un centro commerciale.

Si ritorna alla individuazione di un’azione utile alla soluzione del problema.

Qualcuno pensa che, considerato che gli unici strumenti che il Comitato può usare sono quelli legali e che il sindaco non ha dato tutte le risposte nei tempi utili, si debba procedere alla denuncia. Ne parlino i giornali, sarà la fine del turismo. Che, almeno, il paventato scandalo produca l’attivazione dei rimedi!

C’è chi rimane fermo alla soluzione immediata del problema e sostiene che a settembre si debba avere l’acqua. Con l’apertura della scuola i bambini in quello spazio devono aver garantito il diritto all’acqua potabile.

Lo stesso sostiene che le azioni legali le fa il legale, l’esercizio intellettuale non serve, serve la rabbia popolare, lo dimostra il fatto che il Comitato Trasmazzaro è stato ricevuto dal Prefetto. Che il popolo scenda in piazza! Il Prefetto deve avere un problema di ordine pubblico.

La proposta non convince e si torna a considerare più utile richiedere al sindaco azioni volte a individuare le cause. Si osserva che per risolvere un problema bisogna prima saperlo individuare, occorre una sensibilità e poi trovare le vie per risolverlo.

Nelle democrazie più evolute le persone si dichiarano incompetenti, la loro capacità sta tutta nelle intenzioni a farsi collaborare. Se questa amministrazione non è nelle condizioni di operare al meglio, deve farsi collaborare da chi ha le competenze specifiche.

Il Comitato può fare da stimolo, può suggerire proposte di soluzione, non è possibile che l’amministrazione chieda ai cittadini di trovare la soluzione. L’Ente pubblico si riappropri del suo territorio. Che effettui il controllo.

L’amministrazione, con modestia si ritenga impreparata, accolga i suggerimenti, si rivolga alle Università, agli Enti affinché studino il territorio, individuino le cause che hanno determinato questo disastro.

Si ricorda che anticamente tutti avevano un pozzo privato per l’approvvigionato idrico, poi la città si è dotata di un acquedotto, e, a memoria dei presenti, i pozzi sono diventati fogne, cioé sono stati usati come pozzi neri.

Qual è la situazione oggi? C’è un controllo, esiste una mappa?

Ritornando alla notizia di cronaca, che vede il sequestro in contrada S.Nicola dei terreni di proprietà della Bertolino -inquinati dalla stessa con i liquami trasportati dalla sua distilleria di Partinico-, si ritiene che il sindaco debba assumere una posizione netta, che istituisca un comitato di esperti ad alto livello con l’incarico di produrre una relazione su quanto sta avvenendo. Che se ne parli alle televisioni, locali e nazionali!

A patto che i partiti non ne facciano una speculazione per acquistare consenso.
Perché c’è una differenza tra diritti e favori: il politicante usa parlare di favori, il Comitato di diritti. A nome dei cittadini, dignitosamente, con carattere, chiede il diritto. E’ questione di morale, di etica. Se non viene garantito il diritto, lo si deve reclamare. Con diritto.

Si riconferma la necessità di una denuncia contro ignoti, da indirizzare al sindaco che ha la competenza sul territorio, all’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente, che ha la responsabilità del controllo sugli atti del sindaco.

Il fatto è penalmente perseguibile, la responsabilità è di chi ha inquinato, non è del sindaco, che è responsabile soltanto delle omissioni. Ecco perché bisogna continuare a insistere nell’accertamento delle cause, perché da esse si arriva alla individuazione dei colpevoli. A questo punto il risarcimento diventa secondario, è la cosa ultima, prima bisogna fermare il degrado ambientale e avviare la bonifica a spese degli inquinatori, secondo legge. Bisogna non morire!

Ecco perché i provvedimenti-tampone, come la condotta volante, non servono.

Questi politici fanno esercizio abusivo di una professione, si stanno assumendo responsabilità che non sono proprie. La soluzione va preceduta da uno studio e poi presa dal politico.

Oggi in Consiglio comunale, si proponeva un atto politico di competenza dell’esecutivo: per la realizzazione della condotta volante si proponeva di modificare il bilancio di previsione. I bilanci di previsione vengono predisposti dall’amministrazione e poi sottoposti all’approvazione del Consiglio. Il Consiglio può solo approvare o respingere, o eventualmente, in quella sede e soltanto in quella sede,proporre e approvare emendamenti. Esaurito questo compito,nessun altro intervento il Consiglio può fare, motu proprio, sul bilancio o sulla modifica di bilancio già approvata.

Chi l’ha proposto aveva urgenza di mostrare agli abitanti di Trasmazzaro- presenti alla seduta consiliare con tanto di cartelloni in cui si reclamava per l’acqua- che c’era la volontà politica di risolvere il problema.

Una soluzione da dare in pasto a chi non se ne intende, e un cittadino comune non è detto che se ne debba intendere di amministrazione pubblica.

Dopo le considerazioni sulla farsa rappresentata in Consiglio comunale, per poi giungere a un nulla di fatto, la discussione riprende sulle azioni da compiere.

Si conviene che è opportuno continuare ad acquisire documentazione e mezzi per l’analisi del problema, fermo restando che, in assenza di azioni significative da parte dell’amministrazione, si raccoglieranno gli elementi utili all’azione di denuncia.

Viene, inoltre, confermata l’intenzione e l’opportunità che i due comitati procedano uniti nell’azione.
La seduta si chiude alle ore 21.00.
Il Comitato