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mercoledì 29 giugno 2011

UN GIARDINO: DAL DISASTRO ALLA RISORSA…

I centri storici possono rivivere al tocco di mani sapienti.
Interessante iniziativa a Favara

FAVARA VERSION 2.0 | UN GIARDINO: DAL DISASTRO ALLA RISORSA…

Noi piantiamo gli alberi e gli alberi piantano noi perché apparteniamo l’uno all’altro e dobbiamo esistere insieme. [J. Beuys]

Il giorno 25 giugno 2011, in occasione dell’evento Happy Birthday FARM, è stato inaugurato a Favara un piccolo giardino che è frutto di una coraggiosa scommessa: impiantare nel centro storico, in uno dei tanti vuoti urbani generati dai crolli, un nuovo spazio verde. Il giardino è stato progettato dagli studenti durante il workshop conclusivo del corso di Laboratorio di sintesi finale in progettazione architettonica e urbana tenuto dal Prof. Arch. Giuseppe Guerrera presso la sede di Agrigento della Facoltà di Architettura di Palermo, al corso hanno collaborato l’architetto Calogero Giglia e l’architetto Alfonso Sacco. La realizzazione del giardino è stata curata dagli studenti con l’aiuto di alcuni artigiani e il contributo della comunità locale.

altro al link
http://www.urukmag.it/urukmag/?p=1747

lunedì 22 giugno 2009

Una proposta a completamento dell'arredo urbano di piazza della Repubblica

La cittadina Marisa Burgio, a proposito dell'arredo urbano di piazza della Repubblica, ha maturato un'idea e chiede al Comitato di renderla pubblica.

'Propongo l'immediata demolizione del Seminario e del Palazzo Vescovile. Al loro posto altre strutture architettoniche, più consone al recente intervento di "riqualificazione ambientale", che l'amministrazione uscente ha voluto regalare ai cittadini. Così se ne potrà cogliere al massimo il pregio, senza rotture di stile.

E, a quel punto, la statua di San Vito dovrebbe essere spostata e portata "a lu timpuni di maranzanu".'

La cittadina Marisa Burgio, chiede che sulla sua proposta venga avviata una raccolta di firme a sostegno.

domenica 17 maggio 2009

"Si li purtaru" I catafalchi in piazza



Esci dalla via San Giuseppe, superi l'arco che segna l'accesso alla piazza della Repubblica, e sei nel salotto della città. Palazzo Municipale e Palazzo Vescovile, Seminario e Cattedrale, Stato e Chiesa. La piazza della rappresentanza, la più bella piazza della città di Mazara del Vallo.

Ma il bello, nato da mano sapiente, in forma di monumento, palazzo e chiesa, costruito in un tempo lungo di anni e anni, divenuto patrimonio storico, può essere distrutto in un giorno. Si abbatte un palazzo e se ne costruisce uno “moderno”. Già la piazza ha conosciuto questo strazio con lo sconcio del palazzo municipale new.

Oggi lo strazio continua. In pochi giorni, a colpi di zappa, si può guastare l'armonia di una piazza e aggiungere in finale pennellate da artisti.

Hai varcato di recente la soglia del salotto della città?

Un cimitero, un allineamento di sagome scure, come dopo il terremoto nella spianata a L'Aquila.

Ma si scherza a Mazara del Vallo? Si scherza a vedere “l'effetto che fa”?

Dopo lo spreco per i pericolosi riflettori “mezzo-incassati” a illuminare biecamente le facciate degli edifici che perimetrano la piazza, dopo i birilli “a scomparsa” (che sempre a vista saranno), ecco il deposito dei catafalchi (fioriere?).

Da far rizzare i capelli!

Tantissimi! Neri! A forma non definibile, ingombrano la piazza e feriscono gli occhi.

Spendere il denaro tanto per spenderlo!
Denaro giunto a Mazara del Vallo per realizzare un'opera d'arte: la facciata del palazzo municipale a firma Pietro Consagra. Una quinta che avrebbe dovuto nascondere il danno creato da chi, a suo tempo, aveva deciso di abbattere il palazzo di città e costruirne uno nuovo.

Ma no. Amministratori, tecnici, architetti di Mazara del Vallo (chi sono? cosa hanno progettato e realizzato? hanno titolo per giudicare un artista?) tanto hanno fatto, tanto hanno detto che la facciata donata da Consagra alla sua città natale non si è realizzata, anche se qualche politico illuminato l'ha fatta finanziare. Oscuri personaggi, semplice gente comune ha espresso pareri, ha sentenziato e alla fine ha deciso. La facciata dell'artista Consagra “non s'ha da fare”.

E tuttavia, a firma di illustri sconosciuti, si progetta ora il “risanamento ambientale” (o disfacimento ambientale) della piazza più importante della città.

Tutti muti, ora. Nessuno si è preso la briga di esaminare preventivamente il progetto, nessuno lo ha messo in discussione. Non si scrivono pagine e pagine sui giornali, non si accendono discussioni di piazza. L'anonimo, l'orribile non fa ribrezzo, al contrario, l'opera d'arte, il bello, a Mazara del Vallo offende.

La gente ama il brutto.

Se è vero che il bello educa al bene (i greci insegnano), chi sceglie di creare il brutto a cosa educa?

E si può insistere sul ragionamento e infierire sugli autori di cotanto brutto: chi educa al bello è buono, e chi educa al brutto?.......
Attenti ai lupi!