Pagine

Visualizzazione post con etichetta Fatti e notizie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fatti e notizie. Mostra tutti i post

sabato 8 ottobre 2011

A Capannori "Ragioniamo con i piedi"


ARRIVANO LE SCARPE ECOLOGICHE. POTREBBERO ESSERE INSERITE NEL ‘PANIERE’ DEI GAS. SE NE PARLERA’ IN OTTOBRE ALLE GIORNATE INTERNAZIONALI SUI RIFIUTI ZERO. Il 9 ottobre un incontro di presentazione del progetto ‘Ragioniamo con i piedi’

Sono realizzate con materiali biodegradabili a basso impatto ambientale (fodera conciata al vegetale, sottopiede in cuoio e suola in para), rispettano la filiera corta, hanno la tracciabilità e impiegano manodopera italiana.
Sono le scarpe ecologiche nate dal progetto ‘Ragioniamo con i piedi’ e prodotte da un’azienda del nord Italia, dal 2008, che negli anni è cresciuta dando oggi lavoro a 75 persone e che distribuisce il proprio prodotto principalmente attraverso i gruppi di acquisto solidale (Gas), così come si proverà a fare anche a Capannori.
Le calzature ‘verdi’ saranno presentate, domenica 9 ottobre nell’ambito delle ’Giornate internazionali: esperienze comuni verso Rifiuti Zero”, che si svolgeranno all’Auditorium di piazza Aldo Moro, a Capannori con un incontro al quale parteciperanno Gigi Perinello del progetto’ Ragioniamo con i piedi’, promosso dall’azienda calzaturiera Astorflex, Daniele Del Grande, direttore di Ceseca Innovazione srl, gli assessori all’ambiente e alle attività produttive, Alessio Ciacci e Maurizio Vellutini, insieme al direttore di Ascit, Roger Bizzarri e Arianna Buti del Progetto Active
Nella giornata conclusiva del convegno dedicato alle buone pratiche ambientali, che inizierà il 6 ottobre, si parlerà quindi della responsabilità estesa del produttore nella riduzione dei rifiuti e di alcuni ‘casi studio’ realizzati dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune coordinato da Rossano Ercolini. Tra questi ce n’è uno dedicato proprio alle calzature ecologiche. Da un’indagine compiuta dal Centro di ricerca, circa il 20% del rifiuto indifferenziato prodotto a Capannori è costituito da scarpe. Un dato significativo sul quale il centro di ricerca, che da tempo ha avviato uno studio sui materiali presenti nei sacchetti del cosiddetto residuo, conferiti alla piattaforma di Salanetti, insieme all’amministrazione comunale e al Ceseca intende lavorare per trovare soluzioni alternative alla calzatura classica con lo studio di una scarpa ecologica.
Per questo hanno avviato un percorso che porti Capannori ad essere capofila di un nuovo progetto sperimentale per lo studio di una scarpa ecologica, una scarpa, cioè, facilmente riparabile e quindi riutilizzabile e prodotta con materiali e processi di lavorazione del tutto naturali ed eco compatibili. L’importante occasione per lo ‘start up’ di un progetto sperimentale è data dal Polo Tecnologico di Segromigno che sarà ultimato entro l’anno. Al suo interno infatti conviveranno i laboratori del Ceseca e l’attività del centro di ricerca rifiuti zero.
“Il momento potrebbe essere proprio quello giusto – sostiene l’assessore alle attività produttive, Maurizio Vellutini -, poiché in Europa sta emergendo un filone produttivo di calzature eco compatibili e la Comunità Europea, anche per cercare di favorire lo sviluppo di queste calzature a produzione locale, interverrà con finanziamenti ‘ad hoc’. La produzione di scarpe ecologiche potrebbe essere una produzione di ‘nicchia’ in grado di favorire la nascita di nuove imprese del territorio”.
“Il nostro Comune, così come ha già fatto con la Strategia Rifiuti Zero –prosegue l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci – , vuole essere tra i primi a far parte di questo nuovo modo di concepire i processi produttivi, una linea di pensiero di cui si parlerà all’inizio di ottobre alle giornate internazionali su rifiuti zero, dalle quali sono certo usciranno collaborazioni e proposte molto importanti per il futuro”.
(la notizia al link http://www.ciaccimagazine.org/?p=6867 )

domenica 2 ottobre 2011

A Pisa il primo FESTIVAL DEL FUTURO MIGLIORE. 4 - 8 ottobre 2011



Interessantissimo!
Da martedì 4 a sabato 8 ottobre, presso le strutture dell'Università di Pisa, prenderà vita la prima edizione del FESTIVAL DEL FUTURO MIGLIORE www.futuromigliore.org .
Si tratta di una serie di iniziative che si svolgeranno nell'arco della prossima settimana e che vedranno coinvolti i migliori esperti nazionali, accomunati dall'interesse per l'economia, la società e la tecnologia viste da un punto di vista alternativo.

martedì 1 febbraio 2011

Acqua pubblica: la Corte riapre al pubblico, in tutti i settori

da Il Manifesto, Domenica 30 Gennaio 2011
Acqua pubblica la corte riapre al pubblico, in tutti i settori
di Ugo Mattei
30 / 1 / 2011

Il deposito delle sentenze della Corte Costituzionale relative ai referendum sull'acqua non può che essere accolto con soddisfazione perché fa chiarezza su diversi punti. In effetti la bontà dell'impianto abrogativo che avevamo immaginato risulta confermata in termini non equivoci sia per quanto riguarda i referendum ammessi che quelli non ammessi. Dal primo punto di vista, particolarmente importante risulta la motivazione con cui la Corte ci consente di perseguire l'abrogazione dell'intero impianto del Decreto Ronchi. Se vincerà il «sì» non soltanto il servizio idrico integrato ma anche i trasporti pubblici locali, i servizi di raccolta e disposizione dei rifiuti e diversi altri servizi locali potranno essere organizzati con un'ampia varietà di strumenti pubblicistici o a vocazione pubblicistica. L'odioso obbligo di vendita a società per azioni motivate dal profitto potrà essere sconfitto; si apriranno spazi nuovi per una gestione finalmente democratica e partecipata di quanto appartiene a tutti. Tutto ciò in pienissima armonia con il diritto europeo. La motivazione depositata smaschera inequivocabilmente il misto di ignoranza ed arroganza delle posizioni proclamate a gran voce da Ronchi e Tremonti (imbarazzano entrambe, ma soprattutto che il primo, titolare allora del dicastero degli affari Comunitari, fosse così sprovveduto di nozioni base di diritto europeo) e di quelle con cui l'Italia dei valori si era sfilata dalla battaglia comune, sostenendo fino all'ultimo la stessa tesi del governo. La battaglia sull'acqua si arricchisce così di nuovi alleati e la nozione di beni comuni, che la Corte discute per la prima volta nella sua storia, si arricchisce subito di nuove importantissime attività collettive. Anche trasporti e rifiuti, che già sono oggetto di importanti battaglie civili contro la privatizzazione, vanno gestiti in logica ecologica, partecipata e di lungo periodo.
La Corte inoltre, ammettendo il terzo quesito (abrogazione della remunerazione del capitale) ne riconosce l'importanza sostanziale (ossia la sufficienza al suo scopo) e la non ambiguità. Togliere la remunerazione del capitale dalle bollette significa a tutti gli effetti escludere il profitto dalle motivazioni accettabili nella gestione del bene comune per antonomasia, ossia l'acqua. Ciò dovrebbe scoraggiare i gruppi di interesse privati a fare dell'acqua un business.
Interessanti sono pure le motivazioni dei referendum non ammessi. È proprio qui che si rinviene un passaggio cruciale. Avevamo infatti deciso di presentare il secondo quesito (non senza un'approfondita discussione fra noi estensori) per prudenza, temendo che l'abrogazione del 23 bis (primo quesito) potesse portare alla ed. riviviscenza dell'art. 150 del Codice dell'Ambiente, che lo stesso 23 bis aveva quasi del tutto abrogato ma che ne riproduce in gran parte la struttura relativa ai modelli di gestione. Oggi la Corte Costituzionale ci dice chiaramente che la riviviscenza non potrà mai verificarsi e che in sostanza sarà sufficiente vincere il primo referendum per ottenere gli effetti della vittoria anche del secondo. In una parola, la Corte Costituzionale ci ha fatto lo sconto e, secondo quanto ci dice autorevolmente, il secondo referendum non aggiunge nulla al nostro impianto. La nostra prudenza era stata forse eccessiva, ma in ogni caso che la Corte abbia espressamente escluso la riviviscenza ci in giudizio nel caso di successive diverse proposte interpretative. Ciò solo giustifica lo sforzo di aver compilato un modulo in più.
Severa è invece la Corte nei confronti del quesito dipietrista. Essa ne smaschera tutta l'ambiguità di fondo, dichiarandolo contraddittorio e incomprensibile. In effetti, nel tentativo (impossibile secondo noi e secondo la Corte) di scorporare l'acqua dagli altri servizi (stante il 23 bis che li tratta assieme), Di Pietro rischiava di farci abrogare perfino le norme che la rendono bene pubblico. E La Corte glielo dice chiaro e tondo. Purtroppo invece la Corte non ha accolto la nostra proposta di allineare gli effetti della legge Ronchi (il cui obbligo di vendita scatta come noto a fine 2011) con l'effettivo esperimento del referendum. Qui è mancato quel coraggio innovativo che sarebbe stato giustificato dalla necessità di dare tutela costituzionale effettiva ai beni comuni. La Corte avrebbe dovuto rinviare l'obbligo di vendita a referendum celebrato, ottenendo così, già in via interpretativa, quella moratoria che i Forum perseguono sul piano politico.

domenica 4 luglio 2010

La sete della terra e il futuro dell'umanità


Se n'è discusso ieri a Trento.


(al link: http://www.yaku.eu/)
Cles (Trento) sabato 3 luglio 2010 ore 20.30
sala polifunzionale - Cassa Rurale di Tuenno

Incontro con Alex Zanotelli, Francesca Caprini, associazione Yaku
Gianfranco Poliandri, comitato Acqua Bene Comune di Trento

Organizzata in collaborazione con la Casa degli Ecologisti e della Sinistra e l’Associazione “Mario Pasi” di Cles, in collaborazione con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua e per la campagna referendaria "L’acqua non si vende", la serata è pensata per condividere le ultime battute della battaglia referendaria in difesa dell’acqua in corso in Italia. Ma anche per analizzare più profondamente, la sete che sta caratterizzando il nostro tempo. Di acqua, di giustizia, di spiritulità nella sua più ampia accezione.

Un preludio, l’incontro di questo sabato con Alex Zanotelli, alla serie di incontri con i rappresentanti della popolazione indigena colombiana U'wa che dal 9 al 25 luglio toccheranno Puglia e Toscana, per concludersi proprio sulle montagne del Trentino.

Iniziative che si inseriscono nel progetto di Yaku, “Dalle Alpi alle Ande: Genti di Montagna in difesa dell’Acqua”, che vogliono alzare il confronto sui beni comuni salendo progressivamente in “quota”. E parlare di ghiacciai, montagne e acqua con le parole di quanti ancora li sentono nel cuore.

Berito Cobaria, capo spirituale del Popolo U’wa, Daris Maria Cristancho rappresentante delle donne U’wa, assieme a Danilo Urrea, rappresentante dell’organizzazione Justicia y Paz e Censat, come ambasciatori dei popoli delle Ande e di un Paese in guerra, che sta affrontando il difficile cammino referendario in difesa dell'acqua, proprio come l'Italia. Per riflettere insieme su quella "visione andina dell'acqua" ormai assunta dai movimenti in difesa dell'acqua a livello globale, e rielaborare concetti come difesa della biodiversità e cambiamento climatico, fuori da ogni retorica.

martedì 29 giugno 2010

Festival delle cianfrusaglie a Salice Salentino


su http://marraiafura.com/. Notizia trovata qui

Domenica 4 luglio 2010 a Salice Salentino (Lecce) si terrà la CianfrusoFesta, il “festival delle cianfrusaglie“.
L’evento – una vera e propria fiera dell’usato e delle buone pratiche sostenibili – si svolge in concomitanza con l’inaugurazione della Cianfrusoteca, un luogo per scambiare e barattare beni usati senza usare il denaro.
Un’intera giornata all’insegna del riuso ecologico e della condivisione, con un programma ricco di incontri, workshop, mostre e spettacoli.
Programma CianfrusoFesta
Ore 9.00
► Inaugurazione CianfrusoTeca
Ore 9.00/13.00
► Fiera dell’usato – Abbigliamento, oggettistica, antiquariato.
Ore 10.00
► Presentazione del progetto e dibattito – Cianfrusoteca: lieto fine di ex-mercato del pesce mai nato!
Ore 17.00
► Spazio alle associazioni e alle esperienze virtuose del territorio.
Ore 18.00
► Workshop sul Riuso Tessile e Artigianale a cura dell’Occhio del Riciclone
Ore 18.00
► Mostra Fotografica: Guardiani della Terra a cura di A Sud
Ore 19.00/20. 00
► Presentazione del libro  “La civiltà del riuso” di Guido Viale (ed. Laterza).
Ore 20.00
► Conferenza: Per un’economia senza spreco di risorse naturali.
Ore 21.00
► Spettacolo teatrale – Daimon a cura della compagnia 7-8 kili
Ore 23.00
► Spazio musica – Dj Set

venerdì 25 giugno 2010

Scandalo - La discarica di Campana/Misiddi ottiene l'AIA

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

Grazie, signori che amministrate, grazie di curare gli interessi dei cittadini. Questa discarica è un attentato alla salute umana e voi avete avuto il coraggio di richiedere l'Autorizzazione Integrata Ambientale. E l'avete ottenuta!

Un grazie a tutti i politici, presenti alla conferenza di servizio di ieri, 24 giugno, a chi si è battuto per l'AIA e a chi l'ha concessa.

E un ringraziamento particolare all'assessore all'Ambiente che fa dichiarazioni da assessore alla Finanza. Ha evitato il maggior danno, dice, ma a chi, a cosa? Alla cassa non certo all'ambiente.

giovedì 24 giugno 2010

Richesta l'Autorizzazione Integrata Ambientale per una discarica che inquina

(clicca sull'immagine per ingrandire)

Allo scadere della precedente, viene richiesta la nuova ordinanza per il conferimento dei rifiuti nell’impianto di Campobello di Mazara. E si pretende addirittura l'Autorizzazione Integrata Ambientale! Con quale coraggio, quando è risaputo che la discarica inquina?
O è avvenuto il miracolo e i cittadini non lo sanno?
I "coraggiosi" sindaci riusciranno nell'intento?

lunedì 21 giugno 2010

Riduzione dell'uso delle sostanze pericolose nelle AEE e smaltimento dei rifiuti.

Su lavoroeambiente.it un interessante articolo a firma Tiziana Giacalone a proposito di riduzione dell'uso delle sostanze pericolose nelle AEE(apparecchiature elettriche ed elettroniche) e smaltimento dei rifiuti.

Lo pubblichiamo integralmente

18 giugno 2010
Da oggi 18 giugno parte il cosiddetto ritiro gratuito di “uno contro uno” delle apparecchiature elettriche ed elettroniche assicurato dai distributori di AEE al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata al nucleo domestico.
Il ritiro gratuito in ragione di “uno contro uno” era stato previsto dall’art. 6, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 151/2005 (sulla riduzione dell’uso delle sostanze pericolose nelle AEE e sullo smaltimento dei rifiuti) ma è il D.M. 8 marzo 2010, n. 65 che lo mette in atto. Si tratta del decreto ministeriale entrato in vigore il 19 maggio che reca specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei RAEE e dispone l’obbligo d’iscrizione in un apposita sezione dell’Albo delle imprese che svolgono le attività di raggruppamento e trasporto dei RAEE.
I distributori (e tra questi anche coloro che effettuano le televendite o le vendite elettroniche) dovranno adempiere all’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro “uno contro uno” attraverso avvisi facilmente leggibili.
I RAEE saranno ritirati e raggruppati, previa autorizzazione, presso il punto di vendita del distributore (obbligato alla tenuta del registro di carico e scarico e di uno schedario numerato) oppure presso un altro luogo idoneo che dovrà essere comunicato all’Albo dei gestori ambientali. In ogni caso si tratterà di un luogo non accessibile a terzi e pavimentato dove i RAEE saranno protetti dalle acque meteoriche e dall'azione del vento per evitare il loro deterioramento e la fuoriuscita di sostanze pericolose.
I rifiuti ritirati dai distributori e raggruppati saranno infine trasportati presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori.
 
T.G.

giovedì 15 aprile 2010

"Munnu è e munnu ha statu"

C'è chi semina e chi raccoglie.
E sia.
Al Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo sta bene. Seminare è il suo scopo.

Da una buona semina buoni frutti e non importa chi li coglie.
E gia' successo.

Munnu è e munnu ha statu

vai ai link
http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=9658


http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=9832

lunedì 12 aprile 2010

La campagna referendaria per l'acqua pubblica prende il via il 24 aprile in tutta Italia

Partirà il 24 di aprile "la grande campagna di raccolta firme per la promozione dei quesiti referendari che chiedono l’abrogazione di tutte le norme che hanno portato alla privatizzazione dell’acqua e fatto della risorsa bene comune per eccellenza una merce."

La macchina organizzativa è avviata. È una rete a maglie strette che raccoglierà tutte le firme dei moltissimi italiani che sul bene acqua rivendicano la proprietà come diritto.

Le firme necessarie per l'ammissione del referendum dovranno essere 500 mila.

info su http://www.acquabenecomune.org/

martedì 30 marzo 2010

17 aprile Giornata internazionale delle lotte contadine

ROMA 17/18 Aprile 2010 Genuino Clandestino MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Due giornate di mercati contadini, animazione, musica, informazione e socialità per rivendicare la legalità delle piccole realtà contadine.

Per il programma clicca qui


Siamo contadini e artigiani. Utilizziamo risorse abbondanti come il tempo e il lavoro umano e risparmiamo quelle preziose come l’acqua e la terra. Cerchiamo di vendere i nostri prodotti nel territorio che ci circonda, aggiungendogli così il valore di prodotto locale.Le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque si occupi della trasformazione di prodotti alimentari, indipendentemente dall’entità della produzione e dal tipo di lavorazione, di dotarsi di laboratori specializzati che rispettino determinati standard di dimensioni e attrezzature. Infatti  le leggi che regolano il settore agro alimentare sono pensate per tutelare le grandi aziende agricole  e  stanno facendo   morire tutta  la piccola agricoltura locale e di alta qualità  favorendo le multinazionali dell’agrobusiness. Queste leggi ignorano le piccole realtà contadine, che così risultano fuorilegge e non possono avere accesso al mercato.Noi ci opponiamo a questo sistema di regole e di mercato e, in alternava, proponiamo l’autocertificazione dei nostri prodotti  e la vendita diretta  che, con il controllo sociale che implicano, rendono visibili le responsabilità del produttore e la qualità delle nostre produzioni Stare in piazza con i nostri prodotti e le nostre iniziative  è il modo più semplice che abbiamo per incontrare i consumatori e costruire con loro un legame sociale e  una rete di scambio alternativa.   Con la campagna Genuino Clandestino denunciamo un insieme di norme ingiuste che, equiparando i nostri prodotti a quelli delle grandi industrie alimentari li rende illegali.Tutti insieme difendiamo e diffondiamo i nostri prodotti perché tutti sappiano che sono genuini e affidabili.   Il 17 aprile aderiamo alla mobilitazione indetta da Via Campesina in occasione della giornata internazionale delle lotte contadine. contro le transnazionali che vogliono impossessarsi di sistemi di alimentazione e agricoltura in tutto il mondo.  

mercoledì 17 marzo 2010

Sulla Manifestazione del 20 marzo, a Palermo si reclama l'attenzione dei mezzi di informazione

Per denunciare il silenzio stampa sulla manifestazione del 20 marzo il Forum siciliano dei Movimenti per l'acqua della provincia di Palermo venerdì 19 marzo organizza un SIT-IN presso gli studi della RAI regionale.

(clicca per ingrandire)

Sulla puntata SoleVentoAlberi di "PresaDiretta" Rai3

Mai affidarsi al giudizio anche di un bravo giornalista, perché in materia di energia il panorama è complicato e composto da una tale varietà di soluzioni che ci si deve costantemente confrontare punto per punto.

Anche all'interno degli ambientalisti, il nucleare, per esempio, da una scuola di pensiero è considerato positivamente, dall'altra, in un sistema politico dove non ci si può fidare, la stessa soluzione è aborrita: le centrali nucleari generano scorie, in Italia abbiamo fin troppi problemi di smaltimento di materiali tossici e il rischio che possiamo correre è alto.

E per l'eolico? Che dire da mazaresi? Abbiamo già detto.

In materia di energia, ciascuno deve, pezzo per pezzo, comporre il suo quadro.

Qui di seguito la lettera che i membri di NO Tubo, con molte sottoscrizioni di singoli e associazioni, hanno inviato al giornalista che ha realizzato la puntata SoleVentoAlberi andata in onda domenica 07.03.2010 su Rai3.

Egregio dott. Loiacono,
dopo l’ultima puntata di Presa Diretta del 7 marzo sentiamo il dovere e la necessità di
scriverle per puntualizzare alcune importanti cose.

In realtà, per essendo d’accordo sulla necessità di orientare il più possibile l’intero comparto della produzione energetica verso le fonti rinnovabili, siamo rimasti allibiti, ci perdoni la franchezza, per la superficialità con cui i vari argomenti sono stati affrontati nella trasmissione.

Nel nostro paese non sono certo i contributi che mancano, da noi le fonti alternative ricevono finanziamenti cospiqui, maggiori che in molti altri paesi.
Difatti, molto spesso, l’unico scopo delle ditte che presentano i progetti ( soprattutto quelli eolici perché hanno la capacità di muovere capitali pubblici più consistenti) è quello di realizzare l’impianto per agguantare pubblico denaro, secondario invece è invece farlo funzionare. E comunque, è ben diverso piantare torri di centocinquanta metri in vaste pianure sulle rive del Mare del Nord (dove almeno il vento c’è), che creare parchi eolici del genere sui più alti crinali delle montagne italiane.

Se molti progetti sono ostacolati dalle popolazioni, dai comitati di cittadini o dalle associazioni è solo perché sono deliranti e approssimativi, per questo motivo vengono proposti quasi sempre cercando di evitare ogni serio confronto.
Non scelte condivise quindi, ma imposte con la forza, il ricatto o con l’ipocrisia del “noi facciamo del bene” e qui si tira fuori l’ambiente da salvare, l’occupazione ecc… bonta loro.
In Italia purtroppo, caschi il mondo, l’unica cosa che conta è far quattrini.
La sua trasmissione del giorno sette ha di fatto amplificato la voce dei predatori di pubblico denaro.

La parte che comunque ci è risultata maggiormente scioccante è quella relativa alla produzione di energia da biomasse.
Non un’esperto forestale si è sentito.
Chi si è espresso, lei compreso, si è limitato a manifestare l’ansia di trasformare le foreste dell’Appennino in truciolame da ardere.
La sua espressione riferita ad un bosco da trasformare in gas ci è sembrata aberrante,
ci pare di ricordare che i termini fossero questi:
“ qui prima non ci veniva nessuno e tutto questo legname era inutile” .
Considerare inutile un bosco solo perchè nessuno lo brucia ci pare folle.
Anche senza addentrarsi in valutazioni di tipo naturalistico, si capisce che i boschi e le foreste sono qualcosa di molto più complesso e ricco di una serie di pali da ardere.
La quantità di anidride carbonica trattenuta dai boschi, soprattutto quelli maturi, non è poca cosa.
Dire che bruciandoli non se ne libera di nuova, perché comunque era gia in circolo, risulta incomprensibile.
Nella fase di decomposizione naturale di un albero il rilascio avviene in tempi molto lunghi, se questo viene arso il processo si riduce a pochi minuti, non è esattamente la stessa cosa.

Paragonare in ogni caso la realtà territoriale Austriaca, o di altri paesi europei, con quella italiana è fuorviante.
Il nostro territorio è in gran parte montuoso e il tipo di sfruttamento meccanizzato visto nel suo servizio sarebbe improponibile.
Ma la cosa che più ci ha sorpreso è la totale ignoranza sulle attuali condizioni del nostro patrimonio forestale.
E’ stato mostrato un rimboschimento di pini attorno al lago di Vico, individuando alcuni alberi malandati, e si è proiettata la stessa situazione su tutto l’Appennino.
Un rimboschimento di pini asiatici e un bosco naturale non sono affatto la stessa cosa.

Inoltre, potrà valutarlo dalle foto che alleghiamo, lo stato del nostro patrimonio forestale non è esattamente quello di “abbandono” che il suo servizio ha voluto far passare. Nella maggior parte del territorio (specie in Italia Centrale) lo sfruttamento è già intensivo e pesante, e la quantità di biomassa estratta dalle nostre foreste è imponente. La maggior parte dei boschi peninsulari è gestita a “ceduo”, con tagli a raso su vaste superfici, a intervalli di neppure 15 anni. I fenomeni di dissesto idrogeologico che ne derivano sono tanto imponenti quanto nascosti, nel senso che nessuno ne parla e si preferisce attribuire ogni colpa agli incendi, piuttosto che a “motosega selvaggia”, gestita per di più da terzisti che utilizzano extracomunitari “a cottimo”, lavoratori che non hanno un briciolo di formazione alle loro spalle. Senza parlare delle condizioni di sicurezza sul lavoro.
Per questo motivo, soprattutto, occorre razionalizzare la gestione della foresta italiana, legata ad un maggior rispetto complessivo dell’ecosistema forestale, che preveda la difesa del suolo e la produzione di assortimenti diversificati e non solo biomassa combustibile, così com’è ora. E all’interno di questa gestione è prevedibile anche un utilizzo del tipo da lei proposto, ma su base sicuramente molto diverse e in casi specifici ( esempi positivi per fortuna ci sono).


E’ desolante e triste vivere in un paese così.
C’è chi per fare affari ripropone il nucleare in barba a tutte le considerazioni economiche, di sicurezza e soprattutto di democrazia, gli italiani si sono già espressi chiaramente con un referendum.
Per contro, chi vorrebbe sostenere le altre fonti lo fa a volte, come è successo nella sua trasmissione, in modo approssimativo o comunque non meno aggressivo.

PS: tenga conto che chi sottoscrive questa lettera la ritiene uno dei migliori giornalisti italiani, segue la sua trasmissione, che è una delle oramai poche fonti di informazione rimaste nel paese. Ma quest’ultima trasmissione, come avrà capito, ci ha lasciati di sasso: è stata uno scivolone rovinoso su una buccia di banana.

martedì 26 gennaio 2010

Corsa ai ricorsi

A proposito del decreto di autorizzazione che concede alla ditta Bertolino la possibilità di scaricare fanghi provenienti da lavorazione industriale come fertilizzanti in un terreno di sua proprietà tra Mazara e Campobello, l'amministrazione annuncia la presentazione di un ricorso, il presidente del consiglio con l'on. Scilla ed altri l'ha presentato.

Chi arriva primo guadagna il voto cittadino, ovvero la strumentalizzazione del successo di una storica azione popolare contro la Bertolino.

I particolari ai link:

http://www.industriale-oggi.it/archives/00025076.html

http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=7378

L'ACQUA SCOTTA a Mazara del Vallo

Sulla stessa pagina del Giornale di Sicilia di oggi, martedì 26 gennaio 2010, due notizie per niente buone a proposito di ACQUA: la polemica sull'utilizzo agronomico dei fanghi da distillazione (inquinano - non inquinano? ) e il via libera al campo di golf.

La gravità l'attribuisce l'editore con l'impaginazione e così passa in sottordine il via libera al campo di golf.
Con 20 voti favorevoli e un astenuto il consiglio ha approvato la variante allo strumento urbanistico che consentirà alla Sicily House di realizzare un campo di golf.

Le polemiche la vincono sul dato di fatto.
No comment
(clicca per ingrandire)

sabato 16 gennaio 2010

Una commissione d’inchiesta sullo smaltimento dei fanghi

Meglio tardi che mai


fonte www.mazaraonline.it

14 gennaio 2010
Consiglio provinciale: sarà istituita una commissione d’inchiesta sullo smaltimento dei fanghi


TRAPANI. Con 18 voti favorevoli, 2 astenuti ed 1 contrario, il Consiglio Provinciale di Trapani ha approvato ieri sera la richiesta, contenuta in un ordine del giorno presentato nei mesi scorsi dal Consigliere Giuseppe Peraino (PDL) a nome della Commissione Territorio e Ambiente di cui è Presidente, di istituzione di una commissione d’inchiesta sullo smaltimento dei fanghi. Premesso che in data 12 febbraio 2009 si è svolta l’adunanza consiliare con all’o.d.g. la distilleria Bertolino – si afferma nel documento – e ritenuto che nella stessa seduta l’ex Assessore Pipitone ha esplicitato al Consiglio tutta una serie di preoccupazioni relativamente alla presenza di ulteriori autorizzazioni per lo smaltimento dei fanghi scaturenti dalla depurazione, si chiede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta nel rispetto del vigente Statuto e del vigente Regolamento del Consiglio Provinciale. Per rendere operativa la predetta commissione d’inchiesta sarà però necessario – come ha precisato il Segretario Generale dell’Ente, Dott. Licata – adottare un’apposita deliberazione che ne stabilisca, nel dettaglio, composizione, durata e ambito d’azione(.....)[S. Ingianni]

giovedì 17 dicembre 2009

Intervento del consigliere Mauro-Consiglio Comunale 19.11.2009

Seduta aperta su "Scarico di fanghi da distillazione da parte della ditta Bertolino in territorio di Mazara del Vallo"

Intervento di Leonardo Asaro-Consiglio Comunale 19.11.2009

Seduta aperta su "Scarico di fanghi da distillazione da parte della ditta Bertolino in territorio di Mazara del Vallo"

Intervento di Mons.Domenico Mogavero-Consiglio Comunale 19.11.2009

Seduta aperta su "Scarico di fanghi da distillazione da parte della ditta Bertolino in territorio di Mazara del Vallo"

Intervento del sindaco Ciro Carava'-Consiglio Comunale 19.11.2009

Seduta aperta su "Scarico di fanghi da distillazione da parte della ditta Bertolino in territorio di Mazara del Vallo"