Il giorno 4 del mese di marzo dell'anno 2008, alle ore 18, 30 il comitato si riunisce per fare il punto della situazione: rapporti con l'amministrazione, rapporti con i cittadini, cammino di approfondimento con esperti.
Relativamente all'incontro con l'assessore Giampiero Giacalone, si rileva che la sua performance non ha illuso nessuno. Le grandi (?)notizie, le rassicuranti(?) notizie sono state relative a strisce in materiale plastico sulle strade, un'autobotte per il trasporto dell'acqua, un' attrezzatura per il trattamento delle acque, abilmente strappata alla conferenza dei sindaci, tenutasi in prefettura. L'assessore giudica le azioni messe in atto significative di un'inversione di tendenza, un cambiamento culturale, dice, nella gestione della politica (?).
Fra le strabilianti notizie, fa spicco in anteprima quella relativa alla costituzione dell'ATO Idrico, che entro tre anni ci porterà alla soluzione di tutti i problemi legati all'acqua, come dire che intanto fingiamo di fare qualcosa e fra tre anni ci vediamo. Nessun cenno alla ricerca delle cause che hanno generato il problema e, conseguentemente, nessuna azione di contrasto.
Ma si osserva che, se questo comitato avrà la forza di coinvolgere, attraverso l'informazione, i cittadini, fra tre anni non ci sarà un' ATO Idrico, perché i cittadini si solleveranno prima. Non aspetteranno di fare l'esperienza e poi ribellarsi, come hanno fatto e continuano a fare tutti i cittadini delle città dove questo misfatto si è compiuto, tanto che questo governo, che è sul finire, ha messo in moratoria la privatizzazione dell'acqua. Ma non si sa come la partita sarà chiusa, sia che si riconfermi un governo di sinistra (si fa per dire) o che avremo un governo di destra, fatto sta che i cittadini, di destra o di sinistra, si sono tutti ribellati e la chiesa non ha mancato di dare forza alla loro azione (ci risulta lo faccia anche quella locale).
Questo nuovo elemento di informazione costituisce di per sé un ulteriore pericolo che si aggiunge al pericolo. Eppure viene presentata, questa dell' Ato dell'Acqua, come la vera soluzione, la panacea di tutti i mali.
Nuovi allarmi si aggiungono, dunque, ma l'assessore se ne è andato a casa soddisfatto dell'incontro, ha pensato di aver fatto bella figura, il super eroe! La sua campagna acquisti (voti)crede abbia registrato un successo.
Intanto il comitato continuerà a fare il suo percorso di approfondimento che gli permetterà di informare un numero sempre maggiore di cittadini e definire poi una strategia di contrasto alle malefatte di questa amministrazione, che segneranno il destino di questa città, se non imparemo, come cittadini, a far sentire la nostra voce.
Il prossimo incontro, fissato per giovedì 6 marzo all' Auser, registrerà la presenza, del dr. Diego Serra, Dirigente Responsabile della Tutela Ambientale della U.O.T. 77 di Mazara del Vallo, che, dopo il dr. Biagio Hopps, procederà nell'approfondimento, illustrando la Direttiva Nitrati e gli adempimenti correlati.
Intanto, fuori dall'ordine del giorno, con la presenza in seduta dell'ex impiegato alla diga Nivolelli, dr. Giuseppe Quinci, assumiamo informazioni relative alla pericolosa presenza dell'alga rossa nelle acque della diga Trinità.
Giuseppe Quinci riferisce che, nel lontano 2003, l'Arpa aveva già segnalato questa presenza, ma la notizia non aveva avuto alcun seguito.
Il sindaco di Castelvetrano di recente ha emanato un'ordinanza con la quale proibisce l'uso irriguo dell'acqua proveniente dalla diga Trinità.
Si pensa di assumere ulteriori informazioni e, sui risultati, richiedere al sindaco di Mazara del Vallo provvedimenti conseguenti.
Esauriti i punti all'ordine del giorno, la seduta è tolta alle ore 20,40.
giovedì 6 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
Verbale n.32
Il giorno 26 del mese di febbraio dell'anno 2008, alle ore 18, 30 il comitato si riunisce per:
1)la verifica dell'incontro di giovedì 21 con i soci dell'AUSER;
2) la predisposizione del nuovo incontro;
3) l'elaborazione del grafico per la rappresentazione dei risultati complessivi del monitoraggio.
Relativamente al primo punto all'ordine del giorno, si verifica con soddisfazione l'ulteriore approfondimento, relativo alla tematica “nitrati”, apportato dal dr. Biagio Hopps, direttore agrario, coordinatore all'ESA (Ente Sviluppo Agrario) di Palermo: note informative sulle concimazioni (quantità qualità tempi) in rapporto alle varietà di coltivazioni, alle tipologie differenti di terreno e ai fattori climatici, con riferimento all'opuscolo informativo diffuso dall'assessorato regionale.
Così si scopre che la nostra regione le carte le ha a posto, quello che manca è il controllo sul rispetto dei regolamenti.
Per quanto riguarda il nuovo incontro con i soci dell' Auser, se l'assessore conferma l'appuntamento, si programma di illustrargli un modello di gestione di una rete idrica integrata , per superare la precarietà con la quale l'ufficio acquedotto di Mazara del Vallo è costretto ad operare.
Si sceglie, infine, la tipologia di grafico da utilizzare per la rappresentazione dei risultati complessivi del monitoraggio e si affida il compito della sua realizzazione.
Esauriti i punti all'ordine del giorno, la seduta è tolta alle ore 20,00.
Il comitato
1)la verifica dell'incontro di giovedì 21 con i soci dell'AUSER;
2) la predisposizione del nuovo incontro;
3) l'elaborazione del grafico per la rappresentazione dei risultati complessivi del monitoraggio.
Relativamente al primo punto all'ordine del giorno, si verifica con soddisfazione l'ulteriore approfondimento, relativo alla tematica “nitrati”, apportato dal dr. Biagio Hopps, direttore agrario, coordinatore all'ESA (Ente Sviluppo Agrario) di Palermo: note informative sulle concimazioni (quantità qualità tempi) in rapporto alle varietà di coltivazioni, alle tipologie differenti di terreno e ai fattori climatici, con riferimento all'opuscolo informativo diffuso dall'assessorato regionale.
Così si scopre che la nostra regione le carte le ha a posto, quello che manca è il controllo sul rispetto dei regolamenti.
Per quanto riguarda il nuovo incontro con i soci dell' Auser, se l'assessore conferma l'appuntamento, si programma di illustrargli un modello di gestione di una rete idrica integrata , per superare la precarietà con la quale l'ufficio acquedotto di Mazara del Vallo è costretto ad operare.
Si sceglie, infine, la tipologia di grafico da utilizzare per la rappresentazione dei risultati complessivi del monitoraggio e si affida il compito della sua realizzazione.
Esauriti i punti all'ordine del giorno, la seduta è tolta alle ore 20,00.
Il comitato
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lunedì 3 marzo 2008
Il delirio
Il suo segreto è la velocità. Mette insieme parole ad effetto, trascura sintassi e lessico, aggiunge due frasi fatte, ogni tanto, a raffica e, se manca il legame logico, chi se ne importa. Potrebbe confezionare il vuoto in forma di sostanza. Se poi la sostanza c'è, questa fa paura.
Nell'intervista rilasciata a Tele 8, giovedì 28 febbraio 2008, il sindaco esordisce smentendo, ancora una volta, se stesso: asserisce pubblicamente che l'acqua è buona, e trascura un piccolo particolare e cioè che, nella delibera del giorno 8 febbraio 2008, ha richiesto la proclamazione dello stato di emergenza, “CONSTATATO che la qualità media delle acque potabili negli ultimi anni è degradata, per la presenza di nitrati, in concentrazione sempre più elevata, fino al superamento del limite di 50 mg./lt. nei tre pozzi di Cda Ramisella”
Ingannando se stesso e i cittadini, nasconde il problema, sbandierando mirabolanti interventi (risolutivi di un bel nulla) ad oggi posti in essere dalla giunta.
Dimentica o finge di dimenticare che ha già dichiarato di aver scavato i pozzi a cui attingere per trovare l'acqua buona ( ma perché la deve trovare? Quella in distribuzione è buona!) e, a un anno di distanza dalla diffusione della notizia relativa alla presenza di alta concentrazione di nitrati nell'acqua in distribuzione (resa pubblica dalla Righetti e non da lui !), dichiara che i quattro pozzi, in effetti, non sono stati ancora scavati.
Quindi la fantomatica condotta volante è ancora un'idea nella sua mente ( come poteva essere stata realizzata, se nessuno degli altri atti, propedeutici ad essa, era stato compiuto?).
Il problema non è stato mai seriamente affrontato.
Il primo cittadino (lasciamo da parte la sua giunta, in tutte le sue metamorfosi, visto che il sindaco l'ha delegittimata più volte e ora la diffama), ritenendo di avere le capacità, la preparazione e la competenza per poter affrontare il problema dell'inquinamento dell'acqua distribuita ai cittadini, non si è fatto collaborare da tecnici competenti e qualificati e ha ritenuto che bastassero le chiacchiere per risolverlo. E, in questo suo incredibile intervento, lodando se stesso e il suo strabiliante assessore ai lavori pubblici, dice di averlo risolto veramente.
Ma non ci risulta che abbia poteri divini e che sia nelle condizioni di fare miracoli.
Non è stato, non è nelle condizioni di risolvere nulla.
E' sconcertante dover osservare, nel suo ragionamento, il ribaltamento di compiti e responsabilità, ripetutamente e tassativamente attribuiti al sindaco dall'assessorato regionale, nel provvedimento di deroga prima (3 agosto 2007) e, successivamente, nel provvedimento di proroga (28 dicembre 2007).
Il Decreto legislativo 2 febbraio 2001, n.31, che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano, assegna, infatti, al sindaco il compito di vigilare, a mezzo del controllo del territorio e dell'ambiente, sulla salute dei cittadini. Incombe su di lui, quindi, la responsabilità di porre in essere gli atti urgenti necessari, finalizzati alla risoluzione del problema.
Nell'esercizio di questa funzione può, in mancanza di mezzi e risorse, chiedere, a supporto della sua azione, la collaborazione di altri organi dello stato che, insieme a lui, possono e debbono risolvere i problemi più urgenti.
Ma non può, sbrigativamente, scrollarsi di dosso le responsabilità che gli competono, scaricando su altri compiti che sono suoi.
Inoltre, se sa, come afferma in questa intervista, che esterni, accedendo liberamente alle fonti di approvvigionamento idrico della città ( pozzi di Ramisella, n.1, n.2, n.3), possono attingervi (e allude a privati che fornirebbero acqua, in questo caso, inquinata), manometterle e/o dolosamente inquinarle, è suo dovere denunciare questi malfattori innanzi all'autorità giudiziaria, perché vengano perseguiti e condannati. Se, invece, queste affermazioni sono frutto della sua fantasia e non supportate da seri elementi di conoscenza e prove, egli, con questa affermazione apodittica, si rende responsabile del reato di calunnia e di falso allarme.
Questo, per dire che il primo cittadino di Mazara del Vallo, per la carica che riveste e le funzioni istituzionali che gli competono, non può affermare fatti così gravi, senza agire nei modi di legge.
L'inqualificabile comportamento continua nei confronti della Chiesa di Mazara del Vallo e del suo sommo rappresentante.
Si insinua una intromissione, quando il vescovo, interpretando e vivendo le preoccupazioni dei cittadini, nel suo giusto e responsabile appello, che gli compete, ha voluto solo sollecitare le autorità che reggono le sorti di questa martoriata città ad agire in modo rapido, responsabile e producente per risolvere il problema dell'inquinamento idrico, vissuto, in questo momento, così drammaticamente dall'intera cittadinanza.
Potremmo continuare all'infinito, ma non è necessario: i mazaresi, infatti, hanno ascoltato l'intervista resa dal ragioniere Macaddino. Dalle parole giudicheranno l'uomo.
domenica 24 febbraio 2008
Verbale. 31
Il giorno 19 del mese di febbraio dell'anno 2008, alle ore 18,30 il comitato si riunisce per esaminare a fondo la delibera di giunta 8.02.2008.
Dopo aver colto, nella seduta precedente, il positivo in essa contenuto -che convalida quanto rimarcato da questo comitato e già sintetizzato dal post “per giusta memoria”- si passa ad esaminare i punti in cui il sindaco smentisce se stesso.
Ammette che : a)“da anni la qualità media delle acque potabili è degradata per la presenza di nitrati, in concentrazione sempre più elevata”;
b) “l'andamento non regredisce né appare circoscrivibile”;
c) “la qualità dell'acqua spillata dagli altri pozzi(..) potrebbe
subire lo stesso tipo di degrado”
Ci si chiede come mai, per l'ottenimento della deroga, lo stesso sindaco ha presentato una relazione in cui veniva illustrata, come soluzione unica, quella di scavare nuovi pozzi per l'emungimento di acqua con concentrazione bassa di nitrati, da miscelare con quella con concentrazione alta.
Quale concentrazione bassa pensava e pensa di trovare?
Come mai l'assessorato ha potuto accettare questa soluzione!
Come mai attualmente si sta lavorando per questa soluzione!
Ma l'analisi non finisce qui.
La delibera lascia esterrefatti quando così recita:
“DATO ATTO che l'Amm/ne Comunale con i componenti Uffici, ha pubblicizzato ampiamente, con ogni locale mezzo mass-mediatico, il reale stato di cose(..........)”.
Questo punto è davvero attaccabile.
Intanto, una amministrazione deve comunicare con i cittadini attraverso i mass media o non ha il dovere di fare comunicazioni ufficiali e capillari? E poi, quando ha comunicato il reale stato di cose? Non lo ha fatto neanche su formale richiesta inoltrata e reiterata da questo comitato.
Se il sindaco “dà atto” che “ha pubblicizzato ampiamente” noi non ne prendiamo atto, perché non ha fornito i dati delle analisi effettuate dall'ARPA e ha sempre ridimensionato il pericolo, quando non lo ha addirittura negato.
Ha dovuto riconoscerlo, anche se lo ha circoscritto, con l'ordinanza 07 giugno 2007. Una sola volta, dunque, e perché pressato dalle dichiarazioni e dalle dimissioni dell'assessora al ramo Isabella Righetti. Poi il sindaco, una volta ottenuta le deroga, ritorna a negare il pericolo(comunicato-stampa 14 settembre 2007) e interrompe conseguentemente la fornitura di acqua potabile agli esercizi commerciali -quali i panificatori, ecc.- ai quali l'aveva prima assicurato, “a richiesta”.
Come se fosse facoltativo avvelenare o no.
La delibera, dunque, lascia sconcertati per quanto rilevato, ma fiduciosi negli esiti della ricerca delle cause dell'inquinamento da nitrati. Ricerca che viene addebitata ai superiori organi, e con questo l'amministrazione si scarica di ogni responsabilità e obbligo.
Ma l'atto più importante dell' intero corpo della delibera è certamente la costituzione di parte civile, da parte dell'amministrazione, nella denuncia contro gli ignoti responsabili dell'inquinamento.
E, a questo proposito, ci si chiede quale iter ha seguito la denuncia che questo comitato ha inoltrato il 09.11.2007.
Dalla data in cui è stata presentata ad oggi qualcosa potrebbe essersi messa in moto. Anche lo stesso esposto presentato al Prefetto il 20.06.2007, ancor prima della denuncia, un accertamento, come effetto, avrebbe dovuto sortirlo.
Sarebbe strano e grave se, su pericolo incombente, non si facesse assolutamente nulla.
Si decide di chiedere con una istanza di conoscere le sorti della denuncia.
Dovrebbe essere stato aperto un fascicolo, dalla cui data di apertura decorrono i termini di scadenza.
Si stabilisce, a questo punto, di rendere pubblica, attraverso il blog, tutta la corrispondenza agli atti di questo comitato, sia in uscita che in entrata.
Si parla, infine, degli esiti del monitoraggio concluso giovedì 14, del numero dei campioni analizzati, delle modalità di rappresentazione del risultato finale.
Si ipotizzano nuove azioni con il coinvolgimento di ulteriori soggetti, anche istituzionali.
Si predispone l'incontro del prossimo giovedì 21 febbraio con i soci dell'AUSER.
Il Comitato
Dopo aver colto, nella seduta precedente, il positivo in essa contenuto -che convalida quanto rimarcato da questo comitato e già sintetizzato dal post “per giusta memoria”- si passa ad esaminare i punti in cui il sindaco smentisce se stesso.
Ammette che : a)“da anni la qualità media delle acque potabili è degradata per la presenza di nitrati, in concentrazione sempre più elevata”;
b) “l'andamento non regredisce né appare circoscrivibile”;
c) “la qualità dell'acqua spillata dagli altri pozzi(..) potrebbe
subire lo stesso tipo di degrado”
Ci si chiede come mai, per l'ottenimento della deroga, lo stesso sindaco ha presentato una relazione in cui veniva illustrata, come soluzione unica, quella di scavare nuovi pozzi per l'emungimento di acqua con concentrazione bassa di nitrati, da miscelare con quella con concentrazione alta.
Quale concentrazione bassa pensava e pensa di trovare?
Come mai l'assessorato ha potuto accettare questa soluzione!
Come mai attualmente si sta lavorando per questa soluzione!
Ma l'analisi non finisce qui.
La delibera lascia esterrefatti quando così recita:
“DATO ATTO che l'Amm/ne Comunale con i componenti Uffici, ha pubblicizzato ampiamente, con ogni locale mezzo mass-mediatico, il reale stato di cose(..........)”.
Questo punto è davvero attaccabile.
Intanto, una amministrazione deve comunicare con i cittadini attraverso i mass media o non ha il dovere di fare comunicazioni ufficiali e capillari? E poi, quando ha comunicato il reale stato di cose? Non lo ha fatto neanche su formale richiesta inoltrata e reiterata da questo comitato.
Se il sindaco “dà atto” che “ha pubblicizzato ampiamente” noi non ne prendiamo atto, perché non ha fornito i dati delle analisi effettuate dall'ARPA e ha sempre ridimensionato il pericolo, quando non lo ha addirittura negato.
Ha dovuto riconoscerlo, anche se lo ha circoscritto, con l'ordinanza 07 giugno 2007. Una sola volta, dunque, e perché pressato dalle dichiarazioni e dalle dimissioni dell'assessora al ramo Isabella Righetti. Poi il sindaco, una volta ottenuta le deroga, ritorna a negare il pericolo(comunicato-stampa 14 settembre 2007) e interrompe conseguentemente la fornitura di acqua potabile agli esercizi commerciali -quali i panificatori, ecc.- ai quali l'aveva prima assicurato, “a richiesta”.
Come se fosse facoltativo avvelenare o no.
La delibera, dunque, lascia sconcertati per quanto rilevato, ma fiduciosi negli esiti della ricerca delle cause dell'inquinamento da nitrati. Ricerca che viene addebitata ai superiori organi, e con questo l'amministrazione si scarica di ogni responsabilità e obbligo.
Ma l'atto più importante dell' intero corpo della delibera è certamente la costituzione di parte civile, da parte dell'amministrazione, nella denuncia contro gli ignoti responsabili dell'inquinamento.
E, a questo proposito, ci si chiede quale iter ha seguito la denuncia che questo comitato ha inoltrato il 09.11.2007.
Dalla data in cui è stata presentata ad oggi qualcosa potrebbe essersi messa in moto. Anche lo stesso esposto presentato al Prefetto il 20.06.2007, ancor prima della denuncia, un accertamento, come effetto, avrebbe dovuto sortirlo.
Sarebbe strano e grave se, su pericolo incombente, non si facesse assolutamente nulla.
Si decide di chiedere con una istanza di conoscere le sorti della denuncia.
Dovrebbe essere stato aperto un fascicolo, dalla cui data di apertura decorrono i termini di scadenza.
Si stabilisce, a questo punto, di rendere pubblica, attraverso il blog, tutta la corrispondenza agli atti di questo comitato, sia in uscita che in entrata.
Si parla, infine, degli esiti del monitoraggio concluso giovedì 14, del numero dei campioni analizzati, delle modalità di rappresentazione del risultato finale.
Si ipotizzano nuove azioni con il coinvolgimento di ulteriori soggetti, anche istituzionali.
Si predispone l'incontro del prossimo giovedì 21 febbraio con i soci dell'AUSER.
Il Comitato
sabato 23 febbraio 2008
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