giovedì 10 aprile 2008
venerdì 4 aprile 2008
Ritorniamo a scuola, come i bambini
........abbiamo da imparare
Aprire gli occhi per guardare il danno che abbiamo fatto e riconoscerlo come tale.
Riconoscere di aver agito da ignoranti in materia ambientale
e ritornare a scuola, come i bambini
per imparare a risanare
........abbiamo da imparare
Aprire gli occhi per guardare il danno che abbiamo fatto e riconoscerlo come tale.
Riconoscere di aver agito da ignoranti in materia ambientale
e ritornare a scuola, come i bambini
per imparare a risanare
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domenica 30 marzo 2008
Verbale n.36
Il giorno 25 del mese di marzo dell'anno 2008, alle ore 18.00 il Comitato si riunisce per discutere sui seguenti punti all'ordine del giorno:
1)data incontro Auser;
2)riunione di giunta comunale 3 aprile;
3) risultati escavazione pozzi per l'approvvigionamento idrico.
Aperta la seduta, viene comunicato che il prossimo incontro con i soci Auser si realizzerà giovedì 27 marzo. La data è stata concordata con il presidente, la relazione sarà tenuta da Giovanni Giaramidaro, il quale, sulla base delle azioni messe in atto dal comitato, illustrerà il corso della vicenda nitrati, aggiornato agli ultimi atti, e presenterà le prossime iniziative.
Si passa al secondo punto all'ordine del giorno e si discute dell'opportunità di essere presenti alla prossima seduta di giunta comunale, considerato che, fra i tanti punti all'ordine del giorno, ce n'è uno relativo alla crisi idrica. Per poter partecipare occorre sapere se la seduta è aperta.Si decide di verificare.
Per quanto riguarda il terzo punto all'ordine del giorno, e cioè i risultati dell'escavazione dei pozzi, si constata ancora una volta il silenzio dell'amministrazione: solerte nei grandi annunci e muta sui risultati.
Per sentito dire: nel primo pozzo scavato, è stata riscontrata una portata non sufficiente e, negli altri due, la concentrazione di nitrati registrata è al limite del valore massimo. Quindi, se le notizie rispondono al vero, sarà impossibile la miscelazione con l'acqua dei pozzi di Ramisella, per ottenere valori accettabili di concentrazione nitrati.
Ancora una volta “molto rumore per nulla”.
Il primo annuncio, relativo all'escavazione di pozzi salvifici, risale al giorno 1 agosto 2007 , data in cui è stata inviata in prefettura la relazione con la quale il sindaco ha richiesto la deroga (quasi otto mesi fa). Si legge nella relazione dell'individuazione di pozzi da cui emungere l'acqua “buona”e, con questa fandonia, il sindaco ha ottenuto non solo la deroga, ma anche la proroga della deroga, che ci condanna ai nitrati fino al 31 dicembre 2008!
Si ricorda che il sindaco sa inutile l'escavazione di nuovi pozzi, dopo i primi falliti tentativi, in quanto egli stesso ha dichiarato nella deliberazione dell'11 febbraio, in cui ha richiesto che fosse proclamato lo stato di emergenza idrica, che la falda acquifera sottostante il nostro territorio è gravemente inquinata.
Cosa annuncia ancora ai cittadini, quando da qualsiasi punto si effettui il sondaggio, il risultato non può che essere sempre negativo!
Di questi annunci sono stanche le nostre orecchie!
Se è vero che li hanno scavati questi pozzi, se ne sono spesi di soldi per tutti i tentativi falliti!
Con questi stessi soldi, che, ricordiamo, vengono spesi solo per tamponare l'emergenza e non per risolvere definitivamente il problema – non vogliamo pensare agli altri spesi per i ridicoli inutili antigienici silos- l'amministrazione avrebbe potuto subito dotare di depuratori a osmosi inversa ogni famiglia delle zone di Trasmazzaro e Tonnarella.
Se ne trovano a prezzi irrisori, si va dai 150 ai 450 euro, anche se i più costosi vanno dai 1.950 euro ad oltre, che, se fossero stati scelti, avrebbero potuto servire di “vera” acqua potabile interi condomini e comunità come l'ospedale, scuole e case di riposo, luoghi dove il sindaco avrebbe dovuto garantire subito l'acqua “veramente” potabile, perché accolgono soggetti a rischio.
Ci si chiede se l'amministrazione l'ha messa la testa su questa faccenda, per trovare davvero una soluzione, quella provvisoria e urgente almeno, e sempre più si rimane convinti che è mancata e manca tuttora la volontà politica.
Ma cui prodest ?
Su questo interrogativo abbiamo sbattuto veramente la testa: ogni azione è frutto di una scelta, perché l'amministrazione sceglie di non risolvere? Si deve, a questo punto, pensare che si vuole portare all'esasperazione e poi orientare l'opinione pubblica ad accettare ciò che è stato già deciso e cioè la privatizzazione dell'acqua.
Questi sospetti trovano una base nelle dichiarazioni rese dal vicesindaco Giampiero Giacalone, nell'incontro realizzato all' Auser il 28 febbraio, durante il quale ha detto che fra qualche anno tutto sarà risolto con la costituzione dell'ATO Idrico.
Vogliono portarci ad accettare ciò che rifiutano tutti quelli che hanno già subito l'ATO Idrico e cioè la privatizzazione dell'acqua. Non può che essere questa la ragione dell'ignavia di questi amministratori, altrimenti bisogna tacciarli tutti di vera ignoranza, oltre che di incapacità e arroganza.
Analfabeti, in un tempo in cui l'informazione viaggia su internet e la soluzione ai problemi si trova con un clic, sia quella a breve che a lungo termine. Per quest' ultima l'amministrazione è colpevole di non aver mosso, ancora, un dito.
Per la soluzione immediata e provvisoria, all'indomani degli allarmanti risultati delle analisi dell'acqua, effettuate dall'Arpa, sarebbe stato facile far giungere a Mazara del Vallo i depuratori sufficienti ad eliminare i nitrati dall'acqua che esce dai rubinetti delle case di tutti gli abitanti delle zone di Trasmazzaro e Tonnarella. A costo zero, perché, se il sindaco avesse dichiarato lo stato di emergenza (e non chiesto che fosse dichiarato), per la conseguente dichiarazione di stato di calamità, dalla Regione o dallo Stato sarebbero giunti i contributi adeguati.
Una semplice ricerca su internet, una valutazione qualità prezzo, un ordine di acquisto on line.
Ma tacciare di analfabetismo questi amministratori è giudicarli fin troppo bene.
La seduta si chiude alle ore 19,30.
Il Comitato
1)data incontro Auser;
2)riunione di giunta comunale 3 aprile;
3) risultati escavazione pozzi per l'approvvigionamento idrico.
Aperta la seduta, viene comunicato che il prossimo incontro con i soci Auser si realizzerà giovedì 27 marzo. La data è stata concordata con il presidente, la relazione sarà tenuta da Giovanni Giaramidaro, il quale, sulla base delle azioni messe in atto dal comitato, illustrerà il corso della vicenda nitrati, aggiornato agli ultimi atti, e presenterà le prossime iniziative.
Si passa al secondo punto all'ordine del giorno e si discute dell'opportunità di essere presenti alla prossima seduta di giunta comunale, considerato che, fra i tanti punti all'ordine del giorno, ce n'è uno relativo alla crisi idrica. Per poter partecipare occorre sapere se la seduta è aperta.Si decide di verificare.
Per quanto riguarda il terzo punto all'ordine del giorno, e cioè i risultati dell'escavazione dei pozzi, si constata ancora una volta il silenzio dell'amministrazione: solerte nei grandi annunci e muta sui risultati.
Per sentito dire: nel primo pozzo scavato, è stata riscontrata una portata non sufficiente e, negli altri due, la concentrazione di nitrati registrata è al limite del valore massimo. Quindi, se le notizie rispondono al vero, sarà impossibile la miscelazione con l'acqua dei pozzi di Ramisella, per ottenere valori accettabili di concentrazione nitrati.
Ancora una volta “molto rumore per nulla”.
Il primo annuncio, relativo all'escavazione di pozzi salvifici, risale al giorno 1 agosto 2007 , data in cui è stata inviata in prefettura la relazione con la quale il sindaco ha richiesto la deroga (quasi otto mesi fa). Si legge nella relazione dell'individuazione di pozzi da cui emungere l'acqua “buona”e, con questa fandonia, il sindaco ha ottenuto non solo la deroga, ma anche la proroga della deroga, che ci condanna ai nitrati fino al 31 dicembre 2008!
Si ricorda che il sindaco sa inutile l'escavazione di nuovi pozzi, dopo i primi falliti tentativi, in quanto egli stesso ha dichiarato nella deliberazione dell'11 febbraio, in cui ha richiesto che fosse proclamato lo stato di emergenza idrica, che la falda acquifera sottostante il nostro territorio è gravemente inquinata.
Cosa annuncia ancora ai cittadini, quando da qualsiasi punto si effettui il sondaggio, il risultato non può che essere sempre negativo!
Di questi annunci sono stanche le nostre orecchie!
Se è vero che li hanno scavati questi pozzi, se ne sono spesi di soldi per tutti i tentativi falliti!
Con questi stessi soldi, che, ricordiamo, vengono spesi solo per tamponare l'emergenza e non per risolvere definitivamente il problema – non vogliamo pensare agli altri spesi per i ridicoli inutili antigienici silos- l'amministrazione avrebbe potuto subito dotare di depuratori a osmosi inversa ogni famiglia delle zone di Trasmazzaro e Tonnarella.
Se ne trovano a prezzi irrisori, si va dai 150 ai 450 euro, anche se i più costosi vanno dai 1.950 euro ad oltre, che, se fossero stati scelti, avrebbero potuto servire di “vera” acqua potabile interi condomini e comunità come l'ospedale, scuole e case di riposo, luoghi dove il sindaco avrebbe dovuto garantire subito l'acqua “veramente” potabile, perché accolgono soggetti a rischio.
Ci si chiede se l'amministrazione l'ha messa la testa su questa faccenda, per trovare davvero una soluzione, quella provvisoria e urgente almeno, e sempre più si rimane convinti che è mancata e manca tuttora la volontà politica.
Ma cui prodest ?
Su questo interrogativo abbiamo sbattuto veramente la testa: ogni azione è frutto di una scelta, perché l'amministrazione sceglie di non risolvere? Si deve, a questo punto, pensare che si vuole portare all'esasperazione e poi orientare l'opinione pubblica ad accettare ciò che è stato già deciso e cioè la privatizzazione dell'acqua.
Questi sospetti trovano una base nelle dichiarazioni rese dal vicesindaco Giampiero Giacalone, nell'incontro realizzato all' Auser il 28 febbraio, durante il quale ha detto che fra qualche anno tutto sarà risolto con la costituzione dell'ATO Idrico.
Vogliono portarci ad accettare ciò che rifiutano tutti quelli che hanno già subito l'ATO Idrico e cioè la privatizzazione dell'acqua. Non può che essere questa la ragione dell'ignavia di questi amministratori, altrimenti bisogna tacciarli tutti di vera ignoranza, oltre che di incapacità e arroganza.
Analfabeti, in un tempo in cui l'informazione viaggia su internet e la soluzione ai problemi si trova con un clic, sia quella a breve che a lungo termine. Per quest' ultima l'amministrazione è colpevole di non aver mosso, ancora, un dito.
Per la soluzione immediata e provvisoria, all'indomani degli allarmanti risultati delle analisi dell'acqua, effettuate dall'Arpa, sarebbe stato facile far giungere a Mazara del Vallo i depuratori sufficienti ad eliminare i nitrati dall'acqua che esce dai rubinetti delle case di tutti gli abitanti delle zone di Trasmazzaro e Tonnarella. A costo zero, perché, se il sindaco avesse dichiarato lo stato di emergenza (e non chiesto che fosse dichiarato), per la conseguente dichiarazione di stato di calamità, dalla Regione o dallo Stato sarebbero giunti i contributi adeguati.
Una semplice ricerca su internet, una valutazione qualità prezzo, un ordine di acquisto on line.
Ma tacciare di analfabetismo questi amministratori è giudicarli fin troppo bene.
La seduta si chiude alle ore 19,30.
Il Comitato
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Verbali
giovedì 27 marzo 2008
Annullate le deroghe ai limiti di tolleranza delle sostanze nocive nell'acqua
ACQUA: IL TAR LAZIO BLOCCA LE ACQUE “POTABILI” CON ECCESSO DI ARSENICO E ALTRE SOSTANZE NOCIVE
IL CODACONS DIFFIDA LE REGIONI COINVOLTE A FORNIRE GRATUITAMENTE ACQUA MINERALE AI CITTADINI E BONIFICARE LE FALDE ACQUIFERE
Importante vittoria quella dinanzi al Tar del Lazio, ottenuta dal Codacons, con l’annullamento del provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti, compreso l'arsenico, nelle acque destinate al consumo umano, adottato dai Ministeri della Salute e dell'Ambiente, e destinato ad orientare le Regioni e Province Autonome nell'ambito del territorio di rispettiva competenza. La sentenza del Tar – spiega l’associazione - annullando le proroghe ai limiti di tolleranza delle sostanze nocive nell’acqua (Arsenico, Nichel, Cloruri, Trialometani e Fluoruri),
ha reso di fatto illegale la distribuzione di acque con limiti superiori a quelli indicati dal D.Lgs. n. 31 del 2001, limiti che il provvedimento annullato andava appunto a prorogare. Il Codacons diffida oggi le Regioni Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana e Puglia a fornire gratuitamente acqua minerale ai cittadini, fino a che le falde acquifere non saranno state bonificate e i valori di sostanze inquinanti nelle acque riportati entro le soglie stabilite dalla legge.
In base ad una relazione tecnica avanzata dal Codacons dinanzi al Tar Lazio è emerso che la presenza oltre i limiti dei seguenti elementi nelle acque quotidianamente bevute dai cittadini, determina:
ARSENICO: E’ inutile richiamare la pericolosità dell’arsenico nelle acque potabili, l’etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia obbligherebbero il legislatore ad imporre livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili e non lasciarlo a livelli come quelli recitati nel decreto sopra citato;
NICHEL: metallo altamente allergenico e che quindi non dovrebbe essere presente nelle acque potabili;
CLORURI: causa di neoplasie di vari organi in parte dovuto all’effetto mutageno del cloro sulle cellule umane;
TRIALOMETANI: nocivi per l’accrescimento fetale. Infatti l’assunzione giornaliera (nel primo trimestre) dalle gestanti di acque potabili con concentrazioni di trialometani è causa di perdita di peso alla nascita del neonato;
FLUORURI: l’assunzione giornaliera di fluoro attraverso le acque potabili alle concentrazioni giudicate innocue dal decreto del 22 Dicembre è la concausa nelle donne al di sopra degli anni cinquanta di osteoporosi ed in special modo alla frattura della clavicola.
TRATTO LETTERALMENTE DA: WWW.CODACONS.IT (AREA COMUNICATI STAMPA)
IL CODACONS DIFFIDA LE REGIONI COINVOLTE A FORNIRE GRATUITAMENTE ACQUA MINERALE AI CITTADINI E BONIFICARE LE FALDE ACQUIFERE
Importante vittoria quella dinanzi al Tar del Lazio, ottenuta dal Codacons, con l’annullamento del provvedimento di proroga del valore di soglia di alcune sostanze inquinanti, compreso l'arsenico, nelle acque destinate al consumo umano, adottato dai Ministeri della Salute e dell'Ambiente, e destinato ad orientare le Regioni e Province Autonome nell'ambito del territorio di rispettiva competenza. La sentenza del Tar – spiega l’associazione - annullando le proroghe ai limiti di tolleranza delle sostanze nocive nell’acqua (Arsenico, Nichel, Cloruri, Trialometani e Fluoruri),
ha reso di fatto illegale la distribuzione di acque con limiti superiori a quelli indicati dal D.Lgs. n. 31 del 2001, limiti che il provvedimento annullato andava appunto a prorogare. Il Codacons diffida oggi le Regioni Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Toscana e Puglia a fornire gratuitamente acqua minerale ai cittadini, fino a che le falde acquifere non saranno state bonificate e i valori di sostanze inquinanti nelle acque riportati entro le soglie stabilite dalla legge.
In base ad una relazione tecnica avanzata dal Codacons dinanzi al Tar Lazio è emerso che la presenza oltre i limiti dei seguenti elementi nelle acque quotidianamente bevute dai cittadini, determina:
ARSENICO: E’ inutile richiamare la pericolosità dell’arsenico nelle acque potabili, l’etica e il buon senso di qualsiasi esperto in tossicologia obbligherebbero il legislatore ad imporre livelli per questo metallo i più bassi possibili nelle acque potabili e non lasciarlo a livelli come quelli recitati nel decreto sopra citato;
NICHEL: metallo altamente allergenico e che quindi non dovrebbe essere presente nelle acque potabili;
CLORURI: causa di neoplasie di vari organi in parte dovuto all’effetto mutageno del cloro sulle cellule umane;
TRIALOMETANI: nocivi per l’accrescimento fetale. Infatti l’assunzione giornaliera (nel primo trimestre) dalle gestanti di acque potabili con concentrazioni di trialometani è causa di perdita di peso alla nascita del neonato;
FLUORURI: l’assunzione giornaliera di fluoro attraverso le acque potabili alle concentrazioni giudicate innocue dal decreto del 22 Dicembre è la concausa nelle donne al di sopra degli anni cinquanta di osteoporosi ed in special modo alla frattura della clavicola.
TRATTO LETTERALMENTE DA: WWW.CODACONS.IT (AREA COMUNICATI STAMPA)
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martedì 25 marzo 2008
Verbale n.35
Il giorno 19 del mese di marzo dell'anno 2008, alle ore 18,30 il comitato si riunisce per gli aggiornamenti del caso e per definire i contenuti del nuovo incontro con i soci Auser.
Aperta la seduta, si riflette sull'opportunità di rimandare l'incontro, previsto per giovedì 20, in considerazione della prossimità con le feste pasquali.
Si decidono, comunque, i contenuti dell'incontro e chi dovrà relazionare e si stabilisce di concordare la nuova data con il presidente dell'Auser.
Viene comunicato, intanto, che si è costituito il primo nucleo del “gruppo di acquisto“. Si constata che le coscienze sono mature, e che basta appena accennare alla possibilità di potersi alimentare in modo sano che nascono le adesioni.
Più difficile sarà l'individuazione dell'azienda agricola (meglio se sono più di una), il cui proprietario sia disposto alla “riconversione ecologica”.
Si fanno dei nomi.
Si rimanda a dopo le festività pasquali ogni nuova azione.
La seduta è tolta alle ore 19,20.
Il Comitato
Aperta la seduta, si riflette sull'opportunità di rimandare l'incontro, previsto per giovedì 20, in considerazione della prossimità con le feste pasquali.
Si decidono, comunque, i contenuti dell'incontro e chi dovrà relazionare e si stabilisce di concordare la nuova data con il presidente dell'Auser.
Viene comunicato, intanto, che si è costituito il primo nucleo del “gruppo di acquisto“. Si constata che le coscienze sono mature, e che basta appena accennare alla possibilità di potersi alimentare in modo sano che nascono le adesioni.
Più difficile sarà l'individuazione dell'azienda agricola (meglio se sono più di una), il cui proprietario sia disposto alla “riconversione ecologica”.
Si fanno dei nomi.
Si rimanda a dopo le festività pasquali ogni nuova azione.
La seduta è tolta alle ore 19,20.
Il Comitato
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domenica 23 marzo 2008
Verbale n. 34
Il giorno 12 del mese di marzo dell'anno 2008, alle ore 18,30 il Comitato si riunisce per il consueto appuntamento settimanale.
Si parla dei semi del mondo, di come i diserbanti, usati al posto della zappa, per evitare fatica e costi di modopera, stiano diventando il flagello della flora.
E intanto l'accaparramento dei semi e il loro commercio fa busines, mentre gli agricoltori dimenticano l'arte della conservazione dei semi per la riproduzione e si perdono le varietà locali.
Le riflessioni che possono seguire appaiono fin troppo ovvie e tuttavia c'è ancora tanto da fare per promuovere una inversione di tendenza.
Si ipotizza la costituzione di un gruppo di acquisto che individui uno o più produttori ai quali richiedere la coltivazione biologica in cambio di uno smercio garantito.
Un piccolo passo per ritrovare i sapori, per non ingerire veleni e, nel contempo, frenare il dilavare di nitrati in falda, che è quanto in questo momento più occorre fare, anche in considerazione delle interessanti informazioni fornite dal dr. Diego Serra, Dirigente Responsabile della Tutela Ambientale della U.O.T. 77 di Mazara del Vallo, nel recente incontro realizzato presso l'Auser.
Si colloca sulla stessa lunghezza d'onda il progetto del WWF, presentato in mattinata in un incontro a cui il comitato ha partecipato con un suo rappresentante invitato per vie traverse: si tratta della gestione delle “zone sic” da definire in quattro e quattr'otto, entro il mese di aprile.
Mazara del Vallo, con la riserva naturale integrata “Lago Preola e Gorghi Tondi” e con la zona umida di Capo Feto, è titolare di una opportunità che, se ben gestita, può divenire un volano per la ripresa economica legata al turismo, interessante in un momento di crisi generale e particolare per Mazara del Vallo, se si fa riferimento all'attuale regresso del settore pesca.
Alla ripresa economica si accompagnerebbe, come stretta conseguenza, il risanamento ambientale per contagio.
Si parla di cave, di cave dismesse, di rifiuti pericolosi nelle cave. E l'intervento del Comitato diviene obbligatorio.
Tanto interesse, scambio di indirizzi.
Informazioni tante, documentazione scarsa, un'infinità di opportunità per mirare all'obiettivo “guerra ai nitrati”..ma da dove partire?
Chi coordina? Chi fa che cosa? Quali le competenze richieste, in quali settori applicarle e fino a che punto?
Si rimanda l'analisi e la selezione di qualche opportunità, al momento in cui si avranno le delucidazioni del caso.
La seduta è tolta alle ore 20,30.
Il Comitato
Si parla dei semi del mondo, di come i diserbanti, usati al posto della zappa, per evitare fatica e costi di modopera, stiano diventando il flagello della flora.
E intanto l'accaparramento dei semi e il loro commercio fa busines, mentre gli agricoltori dimenticano l'arte della conservazione dei semi per la riproduzione e si perdono le varietà locali.
Le riflessioni che possono seguire appaiono fin troppo ovvie e tuttavia c'è ancora tanto da fare per promuovere una inversione di tendenza.
Si ipotizza la costituzione di un gruppo di acquisto che individui uno o più produttori ai quali richiedere la coltivazione biologica in cambio di uno smercio garantito.
Un piccolo passo per ritrovare i sapori, per non ingerire veleni e, nel contempo, frenare il dilavare di nitrati in falda, che è quanto in questo momento più occorre fare, anche in considerazione delle interessanti informazioni fornite dal dr. Diego Serra, Dirigente Responsabile della Tutela Ambientale della U.O.T. 77 di Mazara del Vallo, nel recente incontro realizzato presso l'Auser.
Si colloca sulla stessa lunghezza d'onda il progetto del WWF, presentato in mattinata in un incontro a cui il comitato ha partecipato con un suo rappresentante invitato per vie traverse: si tratta della gestione delle “zone sic” da definire in quattro e quattr'otto, entro il mese di aprile.
Mazara del Vallo, con la riserva naturale integrata “Lago Preola e Gorghi Tondi” e con la zona umida di Capo Feto, è titolare di una opportunità che, se ben gestita, può divenire un volano per la ripresa economica legata al turismo, interessante in un momento di crisi generale e particolare per Mazara del Vallo, se si fa riferimento all'attuale regresso del settore pesca.
Alla ripresa economica si accompagnerebbe, come stretta conseguenza, il risanamento ambientale per contagio.
Si parla di cave, di cave dismesse, di rifiuti pericolosi nelle cave. E l'intervento del Comitato diviene obbligatorio.
Tanto interesse, scambio di indirizzi.
Informazioni tante, documentazione scarsa, un'infinità di opportunità per mirare all'obiettivo “guerra ai nitrati”..ma da dove partire?
Chi coordina? Chi fa che cosa? Quali le competenze richieste, in quali settori applicarle e fino a che punto?
Si rimanda l'analisi e la selezione di qualche opportunità, al momento in cui si avranno le delucidazioni del caso.
La seduta è tolta alle ore 20,30.
Il Comitato
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