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martedì 19 aprile 2011

Campagna referendaria: voci cristiane in difesa di "sora acqua"

CAMPAGNA REFERENDARIA:
VOCI CRISTIANE IN DIFESA DI «SORA ACQUA»

36102. ROMA-ADISTA. Si allarga la mobilitazione, anche fra i cattolici, in vista delle convocazioni referendarie previste per il 12 e 13 giugno, quando i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi su privatizzazione dei servizi idrici, nucleare e legittimo impedimento.


L’acqua non obbedisce alle ragioni del mercato


Sullo spinoso tema dell’acqua aveva preso posizione, lo scorso 22 marzo, L’Osservatore Romano in occasione dell’annuale Giornata mondiale dell’acqua, con un lungo approfondimento di Gaetano Vallini. Ricordando l’impegno di molte realtà ecclesiali nella battaglia referendaria per l’acqua bene comune, il quotidiano aveva ribadito che l’acqua «è un bene troppo prezioso per obbedire solo alle ragioni del mercato e per essere gestita con un criterio esclusivamente economico e privatistico. Il suo valore di scambio o prezzo non può essere fissato secondo le comuni regole della domanda e dell’offerta, ovvero secondo la logica del profitto».


Per una gestione comunitaria e partecipata


A scendere in campo anche la Rete Interdiocesana per i Nuovi Stili di Vita che ha promosso una «campagna per il tempo di Pasqua» – sottoscritta da 24 diocesi – dal titolo “Acqua, dono di Dio e bene comune”: «Un invito ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino questo prezioso bene comune, garantendone la disponibilità per tutti. Proponiamo alle Chiese locali, la costruzione di percorsi pastorali, adatti al proprio territorio, che conducano i cristiani a riscoprire lo sguardo di Francesco, che chiamava l’acqua “sorella”, rinnovando così coerentemente le proprie pratiche». Con lo sguardo fisso sul Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, la Rete chiarisce il significato, attribuito all’acqua, di “bene comune”, «che esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto». «Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo», invita la Rete, «mettendo in discussione quelle leggi che la riducono a bene economico. Sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua».


Sacralità dell’acqua


In linea con la sua vocazione al dialogo interreligioso, il Cipax (Centro interconfessionale per la Pace), in un appello diffuso lo scorso 11 aprile, ha ricordato che l’acqua è «anche un elemento simbolico centrale di tutte le fedi religiose». «Per la difesa del diritto di accesso all’acqua potabile, senza la barriera spesso insormontabile per i più poveri causata da lucri commerciali», si legge nel comunicato, «hanno ormai preso posizione numerosi uomini di Chiesa» e molte testate cristiane. Contro il Decreto Ronchi – «che obbliga la privatizzazione dell’acqua potabile» e «assicura al gestore profitti garantiti senza vincoli di re-investimento» – il Cipax invita a partecipare al voto, il 12 e 13 giugno prossimi, affinché si raggiunga il quorum necessario per la vittoria dei referendum. Il Centro si rivolge, in particolare, ai religiosi e alle religiose italiane, perché «approfondiscano la conoscenza di questa tematica» e si impegnino in prima persona come «promotori della partecipazione al referendum».


La Chiesa gridi la sua indignazione


L’acqua come diritto irriducibile e come «valore simbolico e sacramentale» è anche al centro dell’Appello alle comunità cristiane, diffuso lo scorso 3 aprile dal comboniano p. Alex Zanotelli. «Per noi cristiani – afferma il missionario – l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla Terra. Senz’acqua, gli esseri umani non possono vivere, per cui diventa, fin dalla nascita, un diritto fondamentale umano. E allora, come mai le comunità cristiane non hanno protestato coralmente e alzato la voce, quando il nostro Parlamento (primo in Europa!) ha votato il 19 novembre 2009 la legge Ronchi, che dichiara l’acqua un bene di rilevanza economica?». L’apatia nel mondo cattolico risulta ancora più contraddittoria, denuncia p. Zanotelli, di fronte alle esortazioni di Benedetto XVI che, nell’enciclica Caritas in veritate, parla dell’acqua come diritto umano fondamentale. Le stesse parole impugnate da Pax Christi ed altri movimenti di base lo scorso 26 marzo, per motivare la loro partecipazione alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica e contro il nucleare.


«Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi», è l’affondo di p. Zanotelli: «Per questo, alla vigilia del referendum, ci appelliamo a tutte le comunità cristiane perché si impegnino, insieme a tutti i cittadini, in questa fondamentale sfida referendaria. Ci appelliamo nuovamente alla Conferenza episcopale italiana perché aiuti i credenti a capire che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e che dobbiamo togliere il profitto dall’acqua»; «ci appelliamo ai sacerdoti e ai catechisti perché proclamino nelle omelie, nelle celebrazioni e nelle catechesi il valore sacrale dell’acqua. E ci appelliamo a tutti i cristiani perché si impegnino a difendere “sorella acqua” come diritto fondamentale umano e a far nascere una cultura di profondo rispetto e risparmio di un bene così prezioso e così scarso». (giampaolo petrucci)


lunedì 18 aprile 2011

Convegno "Sorella Acqua" - Mons. Crociata, Segretario della Cei, a favore del referendum

Abbiamo ricevuto la notizia che Mons. Crociata, segretario della Cei, che a Mazara del Vallo ha compiuto i suoi primi studi e nella cui diocesi è stato nominato nel 2003 Vicario Generale, al Convegno "Sorella Acqua", che si è tenuto sabato 16 aprile ad Assisi, si è espresso a favore del referendum per l'acqua pubblica.

Qui di seguito riportiamo l'intervento introduttivo di saluto

16 aprile 2011

Convegno «Sorella Acqua» - Assisi

La sete, esigenza primaria e manifestazione di vita

Testo del saluto di S. E. Mons. Mariano Crociata, Segretario della CEI, al convegno “Sorella Acqua”, organizzato dai dieci distretti di Italia, Albania, Malta e San Marino del Rotary International, sabato 16 aprile alle ore 10.00 ad Assisi, presso il Teatro Lyrick, Santa Maria degli Angeli.

«Ogni uomo ha sete e passa da un pozzo all’altro; un vagare incessante, un desiderio inesauribile, rivolto ai molteplici bisogni del corpo e dello spirito. L’uomo è una grande domanda, che può essere soffocata con l’evasione o con l’attivismo». Prendo a prestito questo passaggio del Catechismo degli adulti, perché ci aiuta a collocare la nostra riflessione – e quindi la nostra attività – in un orizzonte culturale di ampio respiro. Né potrebbe essere diversamente.

Lo stesso itinerario quaresimale – parabola che dalla schiavitù conduce, attraverso l’aridità del deserto, a una terra di libertà – ripropone il simbolismo della sete come una delle esigenze primarie della vita; al tempo stesso, proprio la sete è manifestazione di vita.

Uno degli episodi evangelici più straordinari di questo tempo liturgico narra l’incontro del Cristo con la samaritana nell’ora più calda del giorno (Gv 4,1ss): ai bordi di un pozzo, l’umiltà di Gesù che chiede da bere incrocia la sete d’amore che la donna ha cercato di soddisfare moltiplicando le esperienze («Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito…»); sete d’amore che rinvia a Colui che solo può dissetare l’arsura della nostra ricerca («Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano»).

È significativo rilevare che l’incontro narrato da san Giovanni avviene appunto ai bordi di un pozzo. Così era stato per il servo di Abramo, che vi aveva incontrato Rebecca, in vista del matrimonio con Isacco. Così è stato per Giacobbe, che vi trovò la futura sposa Rachele. Così per Mosè, che s’imbatté con Zippora, che diventerà poi sua moglie… Quante suggestioni sono, dunque, legate all’acqua! Acqua che lava, purifica, disseta; acqua che addirittura fa incontrare.

A nostra volta siamo qui perché non stentiamo a sentirci rappresentati in questa storia, che è storia sacra. Ed è proprio muovendo da questa storia che ci sentiamo coinvolti, custodi e responsabili di quella risorsa preziosa che anche oggi è l’acqua, bene troppe volte ridotto a merce, a valore economico, a oggetto di scambio, da cui si vede escluso chi non ha possibilità di reddito per assicurarsela.

A questo diritto umano fondamentale, legato al diritto stesso alla vita, circa un miliardo e mezzo di persone manca di un accesso adeguato; e più ancora sono quelle prive di una sufficiente disponibilità di acqua potabile: nel Sud del mondo l’acqua contaminata rimane causa diffusa di malattia e di morte, specialmente fra i bambini. Come osserva Benedetto XVI, «all’origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo. Tra esse particolarmente insidiose sono le disuguaglianze nell’accesso a beni essenziali, come il cibo, l’acqua, la casa, la salute» (Messaggio per la Giornata mondiale della pace, 2007).

L’acqua rimane una risorsa male distribuita e male sfruttata. Senza indulgere in facili catastrofismi, accanto a zone nelle quali la scarsità di acqua è un fattore endemico – penso, in particolare, alla fascia dell’Africa Settentrionale – oggi ci misuriamo con un incremento significativo del processo di desertificazione; con il calo di disponibilità idrica, anche a fronte della crescita della popolazione mondiale; con un aumento dei consumi nell’attività produttiva; con l’inquinamento che ne frena, quando non ne impedisce l’utilizzo; con problemi di raccolta e di distribuzione che degenerano in sprechi, espressione di una politica sociale che non considera il dovere e la necessità di economizzare questo bene essenziale.

In questo scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che vedono poche multinazionali trasformare l’acqua in affare, a detrimento dell’accesso alle fonti e quindi dell’approvvigionamento, con conseguente perdita di autonomia da parte degli enti governativi.

Il tema va affrontato dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa risorsa, bene strategico – l’oro blu! – attorno al quale si gioca una delle partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia orientare le scelte e le politiche per l’acqua, concepita e riconosciuta come diritto umano, come bene dalla destinazione universale.

L’Italia, fra l’altro, è tra i più grandi produttori e consumatori al mondo di acqua in bottiglia, con cifre in costante aumento, a beneficio di un’industria che diventa speculativa, quando si assicura enormi fatturati grazie a concessioni rilevate a prezzi irrisori.

A dire quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno: il primo riguarda la privatizzazione dell’acqua, le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica; il secondo la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

A tutto ciò è doveroso aggiungere una riflessione sul nostro stile di vita individuale, spesso poco incline a riconoscere l’importanza di educarsi e di educare ad un uso attento, sobrio e consapevole di beni che ci sono stati affidati perché li custodiamo quali doni preziosi, meritevoli di attenta cura; risorse essenziali, da rispettare e condividere secondo giustizia, avendo a cuore anche il futuro del nostro pianeta.

Il discorso sull’acqua, a ben vedere, ci porta veramente lontano, fino a farci sentire tutta l’urgenza di una diversa cultura, che porti anche a politiche diverse, attente a salvaguardare l’accesso a questo bene comune non mercificabile, capaci quindi di sostenerne una gestione che ne garantisca a tutti la distribuzione.

In questa luce, la Chiesa plaude ad ogni iniziativa volta a sensibilizzare sulle tematiche ambientali, causa per la quale la Conferenza Episcopale Italiana ha istituito anche una Giornata per la salvaguardia del creato, che viene celebrata ogni 1° settembre. La vostra partecipazione attiva a progetti di solidarietà non può, dunque, che incontrare una cordiale approvazione, per le possibilità che date a popolazioni già povere di accedere alle risorse idriche e quindi a condizioni igienico-sanitarie migliori; tanto più che il loro coinvolgimento nella difesa e nella gestione dell’acqua diventa via ad una partecipazione democratica e responsabile della cosa pubblica.

Se è vero che anche i luoghi parlano, l’esempio e l’intercessione di san Francesco d’Assisi ci aiuti a riscoprire il senso di quello sguardo di lode all’Altissimo, espresso nel Cantico delle Creature, al cui centro sta proprio il riferimento a “Sorella acqua”, portatrice di vita e di pace, la quale è «multo utile et umile et pretiosa et casta».

Mariano Crociata

domenica 17 aprile 2011

Attentato al referendum del 12 -13 giugno!

Il referendum del 12 - 13 giugno 2011, voluto dai cittadini-elettori, è boicottato dai parlamentari che con la loro inerzia, nel tentativo di ostacolare il successo dei sì, stanno tradendo la volontà del popolo.

Eppure i parlamentari altro compito non hanno se non quello di accogliere e rispettare istanze e volontà dei cittadini.

Su http://notizie.radicali.it/articolo/2011-04-15/editoriale/referendum-campagna-gi-fuorilegge-lettera-dei-radicali-zavoli-napolit la lettera a tal proposito, a firma dell'OnMarco Beltrandi e di Mario Staderini, Segretario Radicali Italiani.

La riportiamo integralmente.


Marco Beltrandi Mario Staderini

Referendum, campagna già fuorilegge. Lettera dei Radicali a Zavoli, Napolitano, Schifani e Fini



15-04-2011

Al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza On. Sergio Zavoli
p.c. Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Senato Sen. Renato Schifani, al Presidente della Camera On. Gianfranco Fini

Caro Presidente Zavoli, ti scriviamo per il rischio, oramai molto vicino a realizzarsi, che anche questa volta il diritto degli italiani ad esprimersi attraverso la “seconda scheda” che la Costituzione gli riconosce, quella referendaria, sia radicalmente negato anche a causa dei comportamenti delle istituzioni italiane.
A meno di due mesi dal voto, i cittadini non hanno potuto conoscere praticamente nulla delle contrapposte tesi in campo e quindi non sono stati messi nelle condizioni di esercitare un voto responsabile.
Rispetto all’incapacità strutturale della Concessionaria di servizio pubblico di assicurare quanto leggi e regolamenti le impongono, è di una gravità assoluta l’assenza del regolamento attuativo che la Commissione parlamentare di vigilanza avrebbe dovuto di già adottare ai sensi della legge 28/2000.
Come noto, la campagna referendaria radiotelevisiva sarebbe dovuta iniziare almeno dal 4 aprile 2011, data di indizione della consultazione referendaria nazionale per i giorni 12 e 13 giugno 2011.
Ciò nonostante, il regolamento attuativo –emanato invece dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per il settore privato- non è stato ancora approvato dalla Commissione, malgrado nessun ostacolo impedisse alla Commissione stessa di iniziare per tempo l’esame del regolamento, anche in contemporanea con quello per le elezioni amministrative.
Diamo volentieri atto della tua azione volta a raggiungere un risultato utile nella giornata di mercoledì 13 aprile , che è stata resa inefficace da una improvvisa ed inopinata scelta politica della attuale maggioranza parlamentare: quella di legare il percorso di approvazione del regolamento al percorso di votazione dell’atto di indirizzo del Sen. Butti sul pluralismo in periodo non elettorale, atto quest’ultimo che a differenza del primo non riveste alcun carattere di urgenza, tanto più che il periodo non elettorale (e referendario) inizierà non prima del 14 giugno 2011.
Siamo oramai davanti alla certezza che almeno un mese di campagna referendaria dovuta per legge, ovvero metà della campagna stessa, andrà irrimediabilmente perso, e ciò poiché quando sarà approvato, il regolamento attuativo – così come impostato nella bozza di testo proposta dal sen. Pardi e tenuto conto degli oltre cento emendamenti presentati- non produrrà effetti immediati prima di almeno 15 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
Si tratta, come converrai, di un grave vulnus al diritto costituzionale degli italiani a conoscere il merito e gli obiettivi dei quesiti referendari, con conseguenze facilmente prevedibili per una consultazione che per la sua validità deve vedere la partecipazione alla consultazione della metà più uno degli aventi diritto.
Riteniamo pertanto quanto mai necessario l’utilizzo rigoroso di ogni tua prerogativa di Presidente della Commissione affinché sia quantomeno ridotto il danno che le stesse istituzioni stanno arrecando a diritti garantiti dalla Costituzione, arrivando ad una rapida approvazione del regolamento per la campagna referendaria che tenga conto del tempo perduto e per questo preveda obblighi stringenti e controllabili.
A questo fine, Presidente, sai di poter contare sul nostro aiuto, tecnico e politico, come sempre è accaduto in questi anni di legislatura. Inviamo la presente per conoscenza anche alle massime istituzioni della Repubblica affinché le stesse possano valutare la necessità di un loro intervento a sostegno dell’istituzione che presiedi, dei diritti e principi democratici fondamentali che sono ad oggi negati.
Con Osservanza
On. Marco Beltrandi
Mario Staderini, Segretario
Radicali Italiani


venerdì 15 aprile 2011

Acqua libera - Lettera al vescovo

COMITATO CITTADINO

PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE ED AMBIENTALI DEL TERRITORIO DI

MAZARA DEL VALLO



A sua Eccellenza Mons. Domenico Mogavero

Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo


Mazara addì 13.04.2011

Oggetto: Referendum Acqua - Lettera di Alex Zanotelli alle comunità cristiane


Eccellenza Reverendissima,

alle prime ore del 10 aprile 2011, ci è giunta la lettera appello di padre Alex Zanotelli, che riportiamo in allegato, indirizzata alle comunità cristiane per sollecitare la loro mobilitazione in vista del referendum che si terrà il 12-13 giugno.

Forse Vi è già pervenuta, ma noi Ve la inviamo ugualmente perché ci sentiamo in dovere, eventualmente, di sollecitare la V/s attenzione sul grande tema dell'acqua e riaccendere la sensibilità, già dimostrata in varie occasioni, verso le problematiche ad essa legate, sia locali (ricordiamo i suoi interventi in consiglio comunale, quando si è discusso di inquinamento della falda a causa della presenza di nitrati) che nazionali (sulla privatizzazione dell'acqua indimenticabile l'incontro con Rosario Lembo, voluto da V/s Eccellenza).

Nel silenzio di stampa e tv, sull'acqua spontaneamente si è creata una grande rete che dal basso collega donne e uomini di buona volontà in una azione di sensibilizzazione delle masse.

Le stesse donne, gli stessi uomini. che con fatica ma senza stanchezza si sono mobilitati per raccogliere 1 milione e quattrocentomila firme per la richiesta di referendum, oggi sono pronti a superare se stessi perché il referendum raggiunga il quorum.

Noi facciamo parte di questa rete e vi siamo entrati naturalmente, non casualmente, avendo alle spalle un impegno storico sulle battaglie per l'acqua e per l'ambiente.

Abbiamo imparato a svegliare i nostri concittadini quando il loro diritto all'acqua stava per essere minacciato dalla richiesta di insediamento di una megadistilleria in territorio di Mazara del Vallo (1.416 firme raccolte per rendere possibile un referendum), abbiamo continuato con la sensibilizzazione della cittadinanza quando fu scoperta l'alta presenza di nitrati in falda (ancora raccolta di firme per richiedere interventi risolutivi e ancora lettere, denunce, interventi in consigli comunali aperti e non è finita).

Sappiamo che dal basso si può fare molto perché sui problemi ambientali la sensibilità dei cittadini è alta e lo ha dimostrato il numero di firme raccolte per la richiesta di questo referendum, il più alto che mai si sia registrato in Italia, al cui raggiungimento Mazara del Vallo ha concorso con un contributo che ha sfiorato il numero di 2000 firme.

Oggi abbiamo bisogno di essere più forti e contiamo sul V/s appoggio, che chiediamo anche attraverso le parole di padre Alex Zanotelli, al fine di realizzare le iniziative che sono in essere in vista del referendum.

Quindi chiediamo un incontro interlocutorio e ci auguriamo di conoscere le azioni che V/s Eccellenza vorrà mettere in atto nella diocesi, utili a far capire a tutti i credenti "che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e che dobbiamo togliere il profitto dall’acqua. E su queste due domande si fonda il referendum del 12 e 13 giugno."

Augurandoci che la richiesta Vi giunga gradita e venga accolta, porgiamo i nostri più rispettosi saluti e ci rendiamo disponibili ad accettare la data dell'incontro che vorrà fissare in relazione ai suoi numerosi impegni.

Il Comitato

Non un partito, non uno schieramento politico, ma un popolo dovrà cantare vittoria quando sarà liberata l'acqua dalle mani dei sequestratori.”


Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo

via Monsignore Audino, 9 – 91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 946330cell. 3470432710
e-mail: comitatocittadino@gmail.com
Sito web: www.comitatocittadinomazara.blogspot.comfacebook:Comitato Tutela Ambiente



mercoledì 13 aprile 2011

Comitato Promotore Referendario dei Movimenti Siciliani “DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE”: pianificate le tappe della prossima campagna referendaria

COMUNICATO STAMPA


IL Comitato promotore referendario dei Movimenti siciliani “DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE”

PIANIFICA LE TAPPE DELLA SUA PROSSIMA CAMPAGNA REFERENDARIA REGIONALE

Ieri, Domenica 10 Aprile 2011, si è svolta a Palermo la terza Assemblea ordinaria del Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua ACQUAINSICILIA.ORG.

Durante la riunione operativa, alla presenza degli aderenti al Comitato promotore referendario dei Movimenti siciliani “DUE SI PER L’ACQUA BENE COMUNE”, sono state tracciate le linee guida per la conduzione dell’imminente campagna elettorale che vedrà il Comitato regionale impegnarsi in prima persona nell’organizzazione di giornate di sensibilizzazione ed informazione sull’importanza dell’esercizio del diritto di voto durante la consultazione referendaria del prossimo 12 e 13 Giugno per l’affermazione dei due SI per l’acqua bene comune e del terzo SI per fermare il nucleare.

E’ stata dunque presentata un’agenda di iniziative, banchetti e manifestazioni che si svolgeranno in tutta la Regione, visibili sul sito ufficiale: www.acquainsicilia.org, dove le date, i luoghi di svolgimento e le tipologie saranno aggiornate quotidianamente.

Il Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua ACQUAINSICILIA.ORG ha infine deliberato la sua partecipazione attiva ai lavori della 10.ma edizione del Forum Sociale AntiMafia “Felicia e Peppino Impastato” in programma a Cinisi dal 6 al 9 del prossimo mese di Maggio.

Palermo, 11-4-2011

Acquainsicilia.org - Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua

al quale aderiscono:

- Adaciu Associazione per la cultura del Tempo – Partanna (TP)

- Associazione culturale ArkNoah – Messina

- A Sud Sicilia

- A.Svi.T. – Associazione per lo Sviluppo Territoriale – Palermo

- Ass. Antimafie “Rita Atria”

- Ass. Antimafie Rita Atria – Catania

- Associazione “Bayty Baytik casa mia è casa tua” – Palermo

- Associazione “CittàInsieme” – Catania

- Ass. RADIO AUT – Palermo

- Associazione “I Cittadini del Villaggio Globale”

- Associazione “Il Clandestino” – Modica (Rg)

- Associazione Culturale Riportiamo alla Luce – Palermo

- Associazione di promozione sociale L’AltraSciacca – Sciacca (AG)

- Associazione Malausséne

- Associazione Omosessuale Articolo Tre di Palermo

- Casa del consumatore – Siracusa

- Casablanca (Storie dalla città di frontiera)

- Centro Sociale La libertà – Siracusa

- Cittadini Invisibili? No Grazie – Palermo

- Confederazione Cobas Sicilia

- Confederazione Cobas – Messina

- Collettivo ARCI Link – Monreale

- Collettivo Malefimmine

- Comitato cittadino “Sciacca per l’acqua” – Sciacca

- Comitato Acqua – Leonforte (En)

- Comitato Addiopizzo

- Comitato “Giù le mani dall’acqua” – Termini Imerese (PA)

- Comitato Civico “No acqua salata” – Siracusa

- Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio – Mazara del Vallo (TP)

- Comitato Messinese Acqua Libera in Sicilia

- Comitato NO PRIV – Castelbuono (PA)

- Comunisti Sinistra Popolare

- Costruire Contropotere – Messina

- Federconsumatori – Misterbianco (CT)

- GAS Tapallara

- Laboratorio Zeta – Palermo

- Laici Comboniani Palermo

- Libera Catania. Associazioni nomi e numeri contro le Mafie

- Libera Palermo. Associazioni nomi e numeri contro le Mafie

- Meetup “Grilli di Sciacca” – Sciacca (AG)

- MIR – Palermo

- Movimento Cristiano Lavoratori – Provincia di Messina

- Movimento 5 Stelle – Aci Catena

- Movimento 5 Stelle – Caltanissetta

- Movimento 5 stelle – Catania

- Movimento 5 stelle – Messina

- Movimento 5 Stelle – Palermo

- Movimento 5 Stelle – Paternò

- Movimento giovanile “Freedom” – Sciacca

- Presidio “Rita Atria” Libera – Milazzo

- Presidio Libera presso Circolo Arci – 20 Gennaio – Caltavuturo

- Rete Lilliput – Isola delle Femmine – Capaci – Carini

- Rete Lilliput – Messina

- Verdi Sicilia

- WWF Caltanissetta

- WWF Madonie

- WWF Sicilia

e numerosi cittadini

lunedì 11 aprile 2011

Padre Alex Zanotelli alle comunità cristiane

REFERENDUM ACQUA

APPELLO ALLE COMUNITA’ CRISTIANE


Donna , dammi da bere!” chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna samaritana, nel Vangelo letto in questa terza domenica di Quaresima, in tutte le Chiese cattoliche del mondo.

Dateci da bere!; gridano oggi milioni di impoveriti. In un Pianeta , dove la popolazione sta crescendo e l’acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel “dateci da bere!” , diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci ripeterà:”Avevo sete….e non mi avete dato da bere!.”

L’ONU afferma che , entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri umani non avranno accesso all’acqua potabile. E’ un problema etico e morale di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi cristiani l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è la madre di tutta la vita sulla terra. Senz’acqua gli esseri umani non possono vivere, per cui diventa , fin dalla nascita, un diritto fondamentale umano.

E allora, come mai le comunità cristiane non hanno protestato coralmente e alzato la voce, quando il nostro Parlamento(primo in Europa!) ha votato il 19 novembre 2009 la legge Ronchi, che dichiara l’acqua un bene di rilevanza economica?

Per noi cristiani l’acqua ha un enorme valore simbolico e sacramentale. E’ stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica sociale Caritas in veritate che l’acqua è un diritto fondamentale umano.. Per questo è ancora più sorprendente il silenzio dell’episcopato italiano sulla privatizzazione dell’acqua nel nostro paese. L’insegnamento papale è stato invece ripreso sull’Osservatore Romano, in un articolo per la Giornata Mondiale dell’Acqua ( 22 marzo 2011) di Gaetano Vallini, dal titolo :”Una ricchezza da sottrarre alle leggi del mercato”- “In Italia si voterà un referendum che chiede di evitare di intraprendere la strada verso la privatizzazione dell’acqua – afferma Gaetano Vallini. Un referendum che ha visto impegnate anche alcune realtà ecclesiali nel comitato promotore, segno dell’attenzione del mondo cattolico verso un tema delicato e cruciale. Si tratta di un’attenzione quasi insita nel DNA dei credenti.”

Di fatto, nel Comitato Promotore per il referendum ci sono settori ecclesiali:la diocesi di Termoli, gli istituti missionari italiani, le ACLI e l’Agesci. Ma anche la Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita sta promuovendo una campagna per il tempo di Pasqua sull’acqua come dono di Dio e bene comune, firmato da 24 diocesi e 5 uffici diocesani, sottolineando “sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua, che mira a salvaguardarla come bene comune e diritto universale, evitando una merce privata e privatizzabile.”

Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento(primo in Europa)il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica.

Per questo, alla vigilia del referendum, ci appelliamo a tutte le comunità cristiane perché si impegnino, insieme a tutti i cittadini, in questa fondamentale sfida referendaria.

Ci appelliamo nuovamente alla Conferenza Episcopale italiana perché aiuti i credenti a capire che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e che dobbiamo togliere il profitto dall’acqua. E su queste due domande si fonda il referendum del 12 e 13 giugno.

Ci appelliamo ai sacerdoti e ai catechisti perché proclamino nelle omelie, nelle celebrazioni e nelle catechesi il valore sacrale dell’acqua.

E ci appelliamo a tutti i cristiani perché si impegnino a difendere “sorella acqua” come diritto fondamentale umano e a far nascere una cultura di profondo rispetto e risparmio di un bene così prezioso e così scarso.

Inoltre , sollecitiamo tutte le comunità cristiane a promuovere momenti di incontro, di riflessione, di approfondimento sull’acqua come bene comune e diritto fondamentale, grande dono di Dio che non può mai diventare merce.

Pochi hanno espresso così bene questa visione cristiana sull’acqua come il vescovo cileno Luis Infanti della Mora nella sua lettera pastorale Dacci oggi la nostra acqua quotidiana.:”La crescente politica di privatizzazione è moralmente inaccettabile quando cerca di impadronirsi di elementi così vitali come l’acqua, creando una nuova categoria sociale: gli esclusi. Alcune imprese multinazionali che cercano di impadronirsi di alcuni beni della natura e soprattutto dell’acqua, possono essere padrone di questi beni e dei relativi diritti, ma non sono eticamente proprietarie di un bene da cui dipende la vita dell’umanità. E’ un’ingiustizia istituzionalizzata che crea ulteriore fame e povertà facendo sì che la natura sia la più sacrificata e la specie più minacciata sia quella umana, i più poveri , in particolare.”

Padre Alex Zanotelli

Napoli, 3 aprile 2011




domenica 3 aprile 2011

SI PUO FARE POLITICA - A proposito di referendum l'interessante articolo di Emilio Molinari

SI PUO FARE POLITICA - Emilio Molinari

27 Marzo 2011

Tra poco 50 milioni di italiani dovrebbero recarsi alle urne per il referendum sull'acqua pubblica, e il nucleare. Per impedire il quorum il governo ha negato l'election day, per il solo voto di un radicale e l'assenza di 10 parlamentari del centro sinistra. 400 milioni spesi per evitare il quorum.

Nazionalmente il PD evita ancora di prendere una posizione pubblica per il Sì ai referendum. Teme di dividersi al proprio interno, mentre centinaia di realtà di questo partito si stanno esprimendo e si impegnano per i Sì!

Ma ciò che più preoccupa il sottoscritto è il silenzio e l'indifferenza per i referendum, mostrata finora da quel popolo capace di mobilitarsi, di indignarsi e di scendere in piazza e da parte di quegli uomini e donne che per ruolo pubblico e mediatico sono in grado di dare impulso ai messaggi.

Per questo popolo i referendum sull'acqua pubblica e il nucleare, malgrado la drammatizzazione che quest'ultimo ha avuto con il Giappone, sembrano ancora lontani dall'essere compresi nella loro portata e immediatezza politica.

Solo il “Via Berlusconi” coniugato di volta in volta da indignazioni per gli attacchi alla Costituzione, alle donne, alla giustizia ecc... sembra appassionare questo popolo e spingerlo a mobilitarsi in milioni.

Donne, intellettuali, attori, cantanti, giornalisti, associazioni d'ogni tipo sono pronti ad unirsi per il “Via Berlusconi”, ma poi sui contenuti tornano al proprio particolare. Non è politica questa, forse indebolirà il personaggio, ma non la cultura di massa che lo esprime e sopratutto, permettetemi, ci rende indifferenti ai contenuti capaci di incidere nella cultura dominante, che tra pochi mesi saremo chiamati tutti al voto referendario e che vincere o perdere non riguarda solo i promotori. Ma è una grande opportunità per cambiare come cittadini, la politica di questo paese e non solo.

Un mese fa al Palasharp di Milano erano presenti Saviano, Eco, Zagrebelsky il meglio della cultura italiana...ma solo Paul Ginsborg ha parlato di acqua e di referendum. Per tutti gli altri, l'agenda politica reale, lo scontro concreto, sembrava non esistere e continua a non esistere.

Nelle straordinarie manifestazioni delle donne nessuna delle organizzatrici ha parlato di nucleare o di acqua, eppure l'acqua è la vita, è la madre, è la donna. L'acqua è, più d'ogni altra questione, in grado di incidere nella cultura berlusconiana o leghista, eppure il nucleare si è riproposto con tutta la sua tragica attualità.

La manifestazione per l'acqua pubblica e il nucleare a Roma il 26 marzo, è stata grande, bella, intelligente, ma non è stata dell'ampiezza di altre in particolare di quella delle donne e non ha avuto la benedizione di questo movimento o dei grandi personaggi, a parte Celentano. Perché?

Il mio sconcerto sta qui. E continuerò a chiedere a Saviano o a tutti agli altri intellettuali il perché del loro silenzio, come continuerò chiedere alle donne che pure considero l'interlocutore principale per i referendum, perché tanta indifferenza per i grandi problemi di questo nostro tempo? Problemi di oggi, universali, per i quali la nostra generazione è chiamata a decidere e a rispondere per le generazioni future.

I referendum e le profonde motivazioni che li determinano, sono una battaglia che va ben al di là delle nostre miserie nazionali, non cercano consenso ad un partito o ad uno schieramento, vanno ben al di là della privatizzazione di un servizio, l'aumento di una tariffa o l'idiozia della crescita energetica che motiva il nucleare. Parlano della VITA.

L'indignazione per Berlusconi è cosa sana, ma non rimescola le carte, non sposta consensi, non è capace di ridare alla politica l'idealità e il senso, perduto, dell'interesse pubblico.

Il testamento del 93 enne partigiano francese, Stephan Hassel, ultimo vivente degli estensori della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ci dice: indignatevi! per i perduti diritti universali alla vita, alla salute, alla scuola, alla pensione, per la svendita dei beni comuni.

Diritti trasversali. Capaci di rispondere al vuoto dei partiti e rompere quegli interessi che bloccano e logorano come un cancro la politica italiana e mondiale.

La percezione è di essere sull'orlo di un abisso. La crisi finanziaria in Europa scarica 4 trilioni di euro sul debito pubblico per salvare le banche, taglia la spesa pubblica e privatizza.

La crisi economica non può più essere affrontata con il rilancio dei consumi, perché vengono meno le risorse e il nucleare esplode in mano agli apprendisti stregoni. La crisi energetica e la crisi idrica si alimentano tra loro e generano la crisi alimentare che investe miliardi di persone e di cui si intravedono già gli effetti catastrofici nelle migrazioni, nelle rivolte, nelle guerre.

Ebbene i referendum affrontano questo ordine di problemi. Chiamano tutti alla materialità delle questioni e al pari tempo all'etica, alla spiritualità dei beni comuni, al senso di comunità.

I referendum non sono di un partito, non sono nemmeno di sinistra, indicano che abbiamo superato il “limite”. Il referendum per l'acqua pubblica è chiesto da 1,4 milioni di persone, che trasversalmente per una volta tanto non parlano con la voce della “pancia” e dell'egoismo, ma con quella degli interessi generali, collettivi.

Non parla in odio ai partiti, li richiama alla responsabilità di gestire la cosa pubblica. Chiedono loro di smetterla di rinunciare a fare politica e di consegnarsi al mercato.

E a tutti chiedono di andare a votare, perché questa volta si vota per noi stessi e che....la libertà è partecipazione.

Emilio Molinari