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sabato 29 novembre 2008

Verbale n. 56

Il giorno 18 del mese di novembre dell'anno 2008 il comitato si riunisce alle ore 18,30.
Si analizza il risultato del primo approccio con il presidente di una società che gestisce una catena di supermercati, al quale è stata richiesta la collaborazione per avviare in città una campagna di educazione allo sviluppo sostenibile.

Le proposte illustrate sono state favorevolmente valutate e sulla base delle intese raggiunte si pensa che sarà possibile definire il progetto in un nuovo incontro già programmato.

Si passa, quindi, al tema che da due anni è costante per il comitato e cioè la presenza dei nitrati nell'acqua in distribuzione nelle zone di Tonnarella e Trasmazzaro.

Si ascolta la testimonianza del proprietario di un terreno sul quale passerà la condotta, il quale riferisce che gli è stato chiesto il permesso di posa in opera della tubazione. Siamo dunque in fase di realizzazione, ed è passato un anno dalla proroga della deroga, due anni dalla deroga e molti di più da quando il fenomeno è noto agli “addetti ai lavori”.

Si lavora a rilento, passa il tempo e i cittadini dimenticano che c'è un problema, un problema serio. La stampa sembra concorrere a far dimenticare quando titola “Lavori per aumentare la portata d'acqua potabile”* invece di esplicitare, quanto meno nell'articolo, che questa acqua potabile serve per miscelarla con quella non potabile e far abbassare la concentrazione di nitrati (che è quanto crede di poter fare l'amministrazione). Ma naturalmente non è utile far ricordare il pericolo che ancora corrono i cittadini utilizzando acqua inquinata.

Si parla di raddoppio della linea, si chiedono permessi per l'attraversamento dei tubi della nuova condotta, ma intanto si è pensato a riparare le perdite nella rete idrica?

Si segue la strada di aprire nuovi pozzi per trovare acqua con la quale diluire quella inquinata e non si approfondisce la ricerca delle cause che hanno determinato il fenomeno.

È soltanto l'agricoltura intensiva a determinare la forte presenza di nitrati nella falda o contribuiscono anche i reflui delle cantine?

Tutte domande di buon senso, ma non se le pongono gli amministratori.

Sempre di più si pensa, come comitato, alla necessità, all'urgenza di cavalcare l'ostacolo rappresentato dalle candidature imposte, imponendo ai candidati il programma, il programma elaborato da tante teste, quelle di tutti i cittadini.

Se non è troppo tardi, è il caso di avviare un sondaggio sulle questioni più salienti, per definire le grandi linee sulle quali operare le scelte e, su queste, due o tre opzioni per arrivare alla stesura di due, tre programmi da sottoporre a nuovo sondaggio e, dopo tutte le limature possibili, giungere alla definizione del programma maggiormente condiviso fra i cittadini, da sottoporre in incontri pubblici ai candidati. Chi dimostrerà di condividere più punti del programma, potrà ottenere i voti dei cittadini.

Siamo in un momento di vero stallo, dalla ormai lontana e dimenticata primavera, che svegliò la speranza dei cittadini, molti passi indietro sono stati fatti ed oggi ripartire significa ricominciare da zero.

Il progetto del programma ha bisogno di un percorso, un'analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza di questa città, e si dovranno trovare le persone competenti per farlo, veri professionisti.

In fondo i cittadini chiedono cose essenziali, servizi fondamentali, a partire dall'acqua, giusto per toccare il problema più scottante.

Non gliene importa nulla delle inutili opere pubbliche, realizzate senza un programma organico di sviluppo, solo per spendere, spendere, spendere.

La spesa finalizzata solo a se stessa è il solo scopo di questa amministrazione.

Il comune di Mazara del Vallo, per opera di questi amministratori, ha contratto nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti e nei confronti della BNL debiti per un ammontare che non può che essere definito astronomico. Ma questo non basta. A soli fini elettorali, l'amministrazione ha ritenuto, con una operazione dissennata, di rilevare i carrozzoni dell'ex IPAB (S. Agnese e S. Agostino), assumendo in carico non solo tutto il personale, inutile per il comune, ma anche tutti i debiti che questi fallimentari enti avevano contratto nella loro fallimentare amministrazione. Conseguenza l'ulteriore aggravio del bilancio comunale.

La somma di tutte queste operazioni, compreso il mancato rispetto del patto di stabilità, ripetuto negli anni, fa intravedere all'orizzonte per la città la dichiarazione di un sicuro dissesto economico, con la naturale conseguenza che a ripianare i debiti dovranno essere i cittadini incolpevoli, sui quali graverà il raddoppio delle tasse comunali. Come se già non pesassero troppo, considerato il poco o il niente in beni e servizi forniti!

Perché questa disastrata città, per colpa delle dis-amministrazioni che si sono susseguite, dai fasti di una volta non precipiti verso il limite prossimo di ultima città della provincia, per qualità di vita e assenza di prospettive di sviluppo, occorre sapere dove vanno a finire tutti soldi dei mazaresi, chiedersi se è normale che per i dipendenti si spenda il 70% del bilancio comunale, e rimanga così poco per servizi essenziali e gli investimenti vitali.

Bisogna cominciare a ragionare su queste cose. Chiedere la pubblicizzazione del bilancio comunale, come si fa in altri comuni e in tutte le aziende pubbliche e private. Ottenere la trasparenza anche a costo di caricarsi dell'onere di accedere alle informazioni e renderle pubbliche.

Attivarsi per creare un punto di riferimento, intercettando i giovani, i trentenni che sembrano scomparsi.

Il comitato intende seminare, ma prima di seminare, preparare il terreno.


Se lo sforzo, non sarà sufficiente, sarà da dire, “Non ci resta altro che piangere” utilizzando, come anticipo profetico, il titolo di un noto film di Massimo Troisi.

La seduta e' tolta alle ore 21,00

*Giornale di Sicilia domenica 16 novembre 2008

Il gioco delle parti

Il 25 novembre 2008 il Giornale di Sicilia titola “Miscelazione dell'acqua dei tre pozzi di Fiumara con quella di Ramisella” Era ora! Finalmente il grande annuncio!

Ma basta scorrere la notizia che subito notiamo un vuoto di certezza, già nella prima informazione “...entro il 31 dicembre dovrebbe avvenire la miscelazione dell'acqua proveniente dai tre pozzi di Fiumara con quella dei pozzi di Ramisella” la notizia della miscelazione viene messa in dubbio dall'uso del condizionale, che continua anche nella seconda informazione “la miscelazione dovrebbe consentire il rientro dei valori di nitrati”, e nella terza" sarebbe stato appurato che la portata dell'acqua proveniente dai nuovi pozzi è di 30 litri al secondo, mentre i valori dei nitrati si aggirerebbe sui 24 milligrammi per litro”

Tutto in forse. L'amministrazione, dunque, non ha certezze, agisce per tentativi con tanto sperpero di tempo e denaro.


Già il 20 ottobre 2008 il Giornale di Sicilia titolava “Parte il collegamento con i nuovi pozzi di Fiumara”. Anche qui tanto di titolo per un vuoto di notizia! A ben ricordare i lavori di escavazione erano iniziati il 5 marzo, cioè ben sette mesi prima, quindi l'annuncio avrebbe dovuto suscitare l'indignazione dei cittadini, ma la città dorme, chi veglia legge solo i titoli e i titoli servono a nascondere la sostanza, cioè il non detto, quello che sta sotto le parole: l'inefficienza dell'amministrazione.

Così i cittadini distratti non si accorgono che comunicare che è stato fatto un passo dopo sette mesi dall'inizio dei lavori di escavazione dei pozzi non è una grande notizia, come non è una grande notizia l'ipotesi di poter aver un'acqua con una concentrazione di nitrati accettabile solo allo scadere della proroga alla deroga.

Di fatto l'amministrazione ha necessità di dimostrare che qualcosa sta pur facendo. Serva o non serva a risolvere il problema. Solo questo è sufficiente ad ottenere il rinnovo della proroga. Poi l'acqua può rimanere inquinata per tutto il tempo che l'amministrazione crede.

Il prefetto, per parte sua ha fatto lo stesso: ha convocato sindaco e assessore per chiedere l'accelerazione dei lavori di escavazione e di miscelazione, ed è quanto basta per dimostrare che la sua parte l'ha fatta.

Avevamo taciuto sulla notizia, troppo stanchi di rimarcare che l'amministrazione nulla fa e nulla ha fatto per risolvere il problema, produce notizie giornalistiche sufficienti a confondere i cittadini e a giustificarsi nei confronti degli enti preposti al controllo. In questo gioco si presume che tutte le autorità concorrano.

Siamo al solito gioco delle parti.

Silvana Mannone

martedì 25 novembre 2008

I consigli di Delia. Da Palermo

A Palermo i soci del GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) T......... si scambiano utili informazioni. Un buon esempio da imitare in altre città.

Cari T.........,

ecco a voi gli indirizzi e le Info tratte dall'ultimo incontro di giovedì 13 novembre 2008:



-per i detersivi sfusi basta portare il proprio contenitore vuoto e andarlo a riempire da Equonomia, via Bonanno 92/94 il detersivo è molto concentrato quindi bisogna diluirlo con acqua nelle dosi indicate, io metto anche un po' di succo di limone o poche gocce di olio essenziale di limone e tea tree per l'azione antimicotica e disinfettante.



-per gettare l'umido (SI-tutte le bucce e i vegetali anche cotti, SI-bustine di thé senza metallo e carta, SI- resti del caffè, NO- pasta, NO-cereali, NO- pane, NO-carne, NO-ossa, NO-carta, NO- legno, ) Vivaio Ibervillea, La Vignicella - all'interno dell'ex ospedale psichiatrico.


-per il baratto ogni venerdì pomeriggio/sera ore ASK 191 - viale Strasburgo 191



-per Info su educazione ambientale, se cerchi libri sull'ambiente e se vuoi riciclare i cellulari rotti:ORSA - via Imperatore Federico 60 -



-se vuoi riciclare i cellulari rotti:

istituto Pedro Arrupe, via Franz Lehar 6



-per rigenerare le gomme del tuo mezzo:

Panormus Gomme - via Giafar 6/A Zona Industriale Brancaccio

Leader Pneus - S. S. 113 Km 282 Carini



-per riciclare l'olio vegetale di frittura usato vai in via Emerico Amari 38 - ditta Pecorella - ci fanno il Biodiesel!



-per riciclare l'olio di macchina invece vai dal distributore di benzina vicino casa.



Inoltre:

-se hai tempo prendi visione del libretto rosa che abbiamo ricevuto durante l'incontro, potrebbe essere utile scambiarci opinioni

-inizia a controllare i marchi del riciclo dei prodotti che compri per esempio il marchio CA

indica che quella carta e quel cartone possono essere riciclati.

-se puoi compra batterie ricaricabili - quelle della Beghelli sono già cariche all'acquisto



...e forza!

lunedì 24 novembre 2008

Acqua e campi da golf

Mentre in altre regioni si avviano regolamenti mirati al risparmio idropotabile, in Sicilia si delibera l'approvazione di campi da golf, vere idrovore, capaci di lasciare a secco una città.

Da parte di una cittadina attenta, che segue l'operato dell'amministrazione comunale e si preoccupa per tutti i cittadini che ne subiscono le conseguenze, ci giunge questa mail

"Vi segnalo questo comunicato stampa del Comune di Mazara pubblicato sul sito
istituzionale.
Il sistema idrico è in crisi: acqua ai nitrati con valori non a norma;

interruzione del servizio idrico ai cittadini morosi; interruzione del servizio
dovuto a disagi e problemi tecnici con ripercussioni nei confronti di tutti i
cittadini anche per quelli che hanno sempre pagato le bollette.
E contemporaneamente si pensa alla riqualificazione ambientale della zona con
la realizzazione di un progetto in ambito turistico (riporto le parole del
comunicato): "campo di Golf nel Comune di Mazara del Vallo - c.da Borgata
Costiera"
. Ditta Sicily House


155_08E.pdf
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Noi aggiungiamo che sempre sul sito ufficiale, attraverso un nuovo comunicato stampa, si apprende che i lavori della conferenza di servizi sullo stesso oggetto riprenderanno in data 28 novembre alle ore 10,30.

Fra il 27 giugno, data della prima conferenza di servizi, e la prossima c'è di mezzo quanto avvenuto il 21 ottobre in Assemblea regionale, eloquentemente riportato da

La Nuova Ecologia.it
il giornale di Legambiente

Via libera ai campi da golf in Sicilia
Legge approvata con voto segreto

di TIZIANO GRANATA

L'Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera definitivo ai "green" entro i 150 metri dal mare. A ringraziare è innanzitutto il Golf resort Rocco Forte a Sciacca (Agrigento), bloccato per aver sconfinato oltre la fascia di rispetto di 150 metri

È stata approvata. Adesso un altro "sogno siciliano" è realtà. Tutte le spiagge siciliane teoricamente potrebbero diventare campi da golf. Nella serata di ieri l'Assemblea siciliana ha dato il via libera definitivo ai "green" entro i 150 metri dal mare. A ringraziare è innanzitutto Sir Rocco Forte e il suo Golf resort di Sciacca (Agrigento), bloccato perché i suoi campi avevano sconfinato oltre la fascia di rispetto di 150 metri. Gran parte degli abusi del resort di Sciacca sono già stati sanati dalla Regione a posteriori con una seconda autorizzazione, dopo che la prima essere stata totalmente disattesa nella realizzazione delle opere. L'unico abuso che non può proprio essere sanato riguarda le due buche sulla spiaggia.
In Sicilia funziona così. L'abusivismo edilizio e le violazioni urbanistiche appartengono ormai a un lontano passato, almeno per alcuni. Se la legge non ti permette di costruire un campo da golf in riva al mare, basta cambiare la legge. E come se non bastasse, su richiesta della maggioranza l'assemblea siciliana ha approvato il provvedimento a voto segreto.
"L'approvazione della legge segna un momento importante per lo sviluppo di una attività che vuole unire passione sportiva, valorizzazione dell'ambiente e sviluppo economico", ha dichiarato Giulia Adamo, presidente del gruppo misto che era stata fra i promotori del provvedimento. "La nostra Regione - ha proseguito - si è dotata oggi di uno strumento intelligente, che coniuga la necessità di tutela del territorio con la possibilità di valorizzarlo a fini sportivi e turistici. Questo è ancora più importante in un settore che tradizionalmente genera un ciclo economico virtuoso con ricadute positive su tutto il territorio."
 
Nei giorni scorsi ad esultare era il sindaco di Sciacca: «Era necessaria una nuova norma che eliminasse, tra le altre cose, l'assurda equiparazione di una buca a un edificio in riva al mare». E ancora: «Auspico che questo passaggio legislativo rappresenti l'inizio di un processo nuovo, virtuoso, senza più ostacoli normativi e lungaggini burocratiche che consenta a tanti imprenditori di investire serenamente in Sicilia e a sir Rocco Forte di ultimare il suo progetto».
 
"Quella che si è consumata ieri, è una delle pagine più tristi dell'Assemblea regionale siciliana - ha commentato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia
- Legambiente non ha mai avuto alcun pregiudizio ideologico contro questo genere di strutture, quello che contestiamo e denunciamo sono gli abusi. Emerge il fatto che piccoli e grandi interessi privati e particolaristici condizionano la vita politica siciliana al punto da farsi votare delle norme ad hoc".
 
Legambiente Sicilia, che da anni denuncia l'affare che si nasconde dietro ai 48 campi da golf previsti nella regione, ha già messo in moto i propri legali per chiedere al commissario dello Stato che venga impugnata.
In Sicilia il territorio, l'ambiente, il paesaggio non hanno valore, sono in svendita. I campi da Golf dietro l'immaginario dei prati verdeggianti e della natura, nascondono vere e proprie operazioni di speculazione edilizia. Il giocatore da golf deve pur dormire e mangiare. Così vicino alle buche sorgono gli alberghi e tutte le attività turistiche connesse. Nel Golf resort di Sciacca ci saranno un albergo da 500 posti letto e 30 ville.
 
È questo il vero affare del golf in Sicilia. Tutto questo in deroga alle norme, in nome dell'ennesima occasione di sviluppo economico per una Regione che nonostante i milioni di euro piovuti non ha mai avuto una reale ripresa economica e una qualità della vita dignitosa. Proprio nell'agrigentino, a pochi passi dal golf resort, la popolazione vive ancora l'inciviltà di una società che non può permettersi tutti i giorni il lusso dell'acqua per lavarsi o cucinare.
 

Che cosa c'entra questo con il benessere che porteranno i campi da golf? Gestire un campo da golf significa avere a disposizione molta acqua per irrigare e mantenere vigorosi i prati verdi, soprattutto d'estate. Forse la gente dopo tanti anni ha fatto l'abitudine a vedere l'acqua una volta a settimana. Ma riuscirà ad assuefarsi nel vedere il proprio rubinetto a secco e gli annaffiatoi dei campi da golf di Rocco Forte funzionare a pieno regime? Purtroppo per la Regione Sicilia e i suoi onorevoli questa non è una priorità.

 
22 ottobre 2008 - TAG: Golf | Sicilia | Cemento |

Il comitato consiglia la visione del film ""Le mani sulla città" di Dino Risi.

sabato 22 novembre 2008

Invasione punteruolo rosso

Riceviamo e pubblichiamo

Nenti Sacciu !!!!

Quando si dice che << a lu mazzarisi l'acqua lu vagna e lu ventu l'asciuca>>; Siamo in piena emergenza per l'invasione del punteruolo rosso, coleottero che con una sistematicità impressionante sta cambiando il panorama delle nostre zone, distruggendo le palme che fino a ieri abbellivano le nostre strade, le nostre piazze, i nostri giardini. Gli organi competenti (cioè L'Assessorato della Agricoltura e delle Foreste), ha con il decreto emanato il 06 Marzo 2008, approvato le misure fitosanitarie volte al controllo e all'eradicazione del "Rhynchophorus ferrugineus". Cita testualmente il decreto: E' fatto obbligo ai Comuni, Enti Pubblici e privati, proprietari di giardini domestici, vivaisti, importatori e a tutti gli altri soggetti interessati, ottemperare a tali disposizioni. Qui casca l'asino, perché a me sembra che nessuno di questi soggetti si è mosso, oppure se si è mosso, lo ha fatto talmente piano che nessuno se ne è accorto. Allora noi abitanti di Mazara e viciniori, vogliamo prendere l'iniziativa cominciando a fare un monitoraggio e segnalare la presenza del coleottero nei nostri giardini, in modo da avere quantomeno la chiarezza sull’estensione del fenomeno. Considerate che un adulto di punteruolo rosso vive appena tre mesi, e riesce a deporre sulla palma da 200 a 250 uova. Sia uova che larve, di questo curculionide, rimangono nascoste all’interno della chioma di palme adulte. Le larve completano lo sviluppo in circa due mesi. Le infestazioni interessano principalmente la corona, le ascelle fogliari e le diverse parti del tronco, sfruttando le eventuali ferite causate nella palma. Una volta attaccata la palma muore nel giro di 6/8 mesi.
Basta semplicemente telefonare allo 091 229019
“Osservatorio Malattie delle Piante”, a Palermo.
E-mail: agri1.controlloomppa@regione.sicilia.it
Fax: 091/6853513
Indirizzo: Viale Uditore 13/a - Palermo – 90135


Grazie per la eventuale divulgazione che Ella potrà fare, anche per non lasciare cadere nel dimenticatoio questo importante problema.
Forza che siamo in guerra contro questo coleottero

Biagio Hopps
Direttore Agrario Coordinatore
c/o Ente di Sviluppo Agricolo
Palermo

Gela verrà risarcita per danni ambientali

Il Consiglio vira sull’ambiente

Questa volta l’Assemblea civica fa sul serio. Bisognerà attendere gli sviluppi futuri sulle risposte e iniziative che verranno poste in essere dall’Eni e dal Ministero dell’Ambiente per potere affermare che Gela sarà risarcita per i danni e i malanni provocati dalla presenza dell’industria petrolchimica. Intanto, in questa prima fase c’è un verdetto unanime del Consiglio comunale che trova la stessa amministrazione sulla stessa lunghezza d’onda. Crocetta di ritorno dalla sua missione romana che lo ha visto in contatto con gli alti funzionari del Ministero dell’Ambiente, ha fatto subito sapere che molto presto sarà avviata un’azione risarcitoria nei confronti della Raffineria per i danni accertati al territorio gelese. Ci sarà da esperire un’approfondita indagine sull’inquinamento che non si vede, quello più subdolo che si insinua sotto terra tra le falde e sulle polveri che col tempo si sono depositate nella piana e nel fondo marino. Una difficile ricerca delle prove per inchiodare la Raffineria alle sue responsabilità e potere così fruire degli indennizzi giusti e riparatori per quelle famiglie colpite da lutti.
Sono tante le morti di persone che avevano lavorato all’impianto di clorosoda dismesso nel ’94, tanti i morti per tumore ai polmoni, alla vescica, tanti i bimbi malformati. Non si parla di disastro ecologico, ma siamo quasi a questi livelli. Si stenta ancora ad avere un monitoraggio ed il libro dei tumori nonostante il grido di allarme lanciato dagli ambientalisti e da Antonio Rinciani che presiede un’associazione di genitori di bimbi malati.
Il sindacato si muove con prudenza data la delicatezza del problema. Non è una decisione scontata quella di mettere al bando l’utilizzo del pet coke per fare marciare la megacentrale elettrica. Per una eventuale riconversione dell’impianto occorrerà predisporre un piano industriale che preveda un altro combustibile (possibilmente il metano) per fare marciare la centrale.
Intanto il confronto con l’Eni richiesto dal Consiglio comunale servirà a chiarire tutti gli aspetti di questa triste e allarmante vicenda legata all’inquinamento ed ha trovare soluzioni accettabili nell’interesse del nostro territorio. Per ottenere il massimo occorrerà ricercare linee unitarie tra Consiglio, Giunta, sindacato, ambientalisti.
E’ chiaro che anche la Provincia per le sue competenze dovrà fare la sua parte e muoversi in sintonia. Si tratterà della solita impennata d’orgoglio o questa volta si fa sul serio? Ce lo auguriamo nell’interesse dei nostri figli e nipoti. Ma veniamo ad una sintesi della seduta di lunedì 17 novembre dove si è parlato di ambiente e so è deciso all’unanimità di dire no al pet coke utilizzato dalla Raffineria per produrre energia elettrica. La richiesta unanime è stata di invitare i signori dell’Eni a rispondere alle tante domande che il Consiglio ha da far loro.
Ad aprire i lavori è stato il vice presidente Dionisio Nastasi ha illustrato il lavoro fatto dalla Commissione ambiente ed i passi che si accinge a fare riguardo ai controlli dell’inquinamento al Petrolchimico. Tanti gli interventi registrati.
Paolo Cafà (DeS) ha sostenuto la tesi che la battaglia va fatta assieme all’amministrazione e che la seduta andava chiusa con l’approvazione di un documento bipartisan. Cosa che poi è avvenuta. Lucio Greco (Pdl) non è stato tenero con la Raffineria ma anche duro con l’Amministrazione di cui non si sa se ha avviato indagini conoscitive. Ha puntato il dito contro l’Eni e si è chiesto chi mai ha controllato se gli investimenti annunciati sono stati effettivamente realizzati. Ha parlato quindi di un grosso potere contrattuale che occorre costruirsi intraprendendo un’azione forte contro l’Eni. Anche la Cassarà si è dichiarata concorde nell’invitare gli interlocutori in aula consiliare per confrontarsi con i rappresentanti del popolo. Ha sostenuto la necessità di essere più pragmatici e di votare all’unanimità un documento forte. Una frecciatina a Lucio Greco che aveva elogiato l’operato del giudice Sutera Sardo intervenuto con mano pesante per la difesa della salute dei cittadini e che ora abbiamo perso. “Non dobbiamo essere nostalgici – ha replicato la Cassarà – non abbiamo perso nulla. In procura ci sono altrettanti bravi magistrati”.
Peppe Ventura (Pd) ha sostenuto di dovere fare una grossa rivoluzione per risolvere il problema dell’inquinamento, stabilire un calendario delle azioni da intraprendere e dare un termine alla Raffineria per la bonifica del territorio. Oltre a redigere dei documenti occorre anche essere consequenziali.
Trainito (Pdl) ha detto che occorre cambiare mentalità, dare un seguito al documento che si andrà ad approvare e invitare subito i nostri interlocutori assieme alle associazioni ambientaliste ed ai sindacati. Insistere sul risarcimento alle famiglie ed ai genitori dei bambini malformati.
Il socialista Rinciani che aveva lanciato l’allarme nel 2002, era stato accusato dai suoi stessi colleghi di fare allarmismo ingiustificato ed ora i fatti gli danno ragione. Anche lui si è dichiarato d’accordo ad invitare i dirigenti della Raffineria per un confronto pubblico e per conoscere ciò che intendono fare.

Autore : Nello Lombardo

da Corriere di Gela online

venerdì 21 novembre 2008

Secondo forum italiano dei movimenti per l'acqua

da greenreport.it

FIRENZE. Prenderà il via domani (e proseguirà anche il 23 novembre) ad Aprilia il secondo Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Sono passati oltre due anni dal primo Forum e il Movimento per l’acqua come bene comune, diritto umano universale e contro la sua privatizzazione, ha compiuto un bel tratto di strada, radicandosi nei territori e consolidando le sue esperienze. Nel recente passato i passaggi sicuramente più importanti sono rappresentati dalla elaborazione della legge d´iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell´acqua, la sua gestione pubblica e partecipativa intorno alla quale sono state raccolte oltre 400mila firme, e l’organizzazione della prima manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell´acqua e per la difesa dei beni comuni, con 40.000 persone che hanno sfilato per le strade di Roma.

Intanto la situazione internazionale e interna sta mutando velocemente, è in corso una gigantesca crisi economica e finanziaria, si è approfondita la crisi alimentare ed è sotto gli occhi di tutti la crisi ecologica, a conferma, secondo il Movimento, della validità dell’azione politica sviluppata in questi anni.

«Siamo di fronte al palese fallimento delle privatizzazioni e della loro vantata efficacia, efficienza ed economicità - dichiarano dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua - dopo averle promosse per decenni agitando lo spauracchio del debito pubblico, oggi il mondo è travolto da un gigantesco debito privato
. Oggi sono i grandi poteri bancari e finanziari ad invocare l´intervento pubblico e il sostegno statale. Oggi sono i più sfrontati liberisti a dichiarare il fallimento del mercato. Lo scopo è chiaro - continuano dal Forum - ottenere un nuovo travaso di risorse dalle collettività ai poteri forti per rilanciare i flussi finanziari mondiali e riprendere le politiche di´espropriazione delle risorse, la svendita del patrimonio pubblico, la prosecuzione delle privatizzazioni».

“Acqua pubblica riprendiamoci il futuro!” sarà lo slogan dell’assemblea di Aprilia con la consapevolezza che la battaglia, almeno in Italia su questo tema si fa sempre più aspra. Mentre la prossima settimana il Consiglio comunale di Parigi approverà la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato (in questo caso ad essere “tagliate” saranno le due più grandi multinazionali mondiali dell’acqua, Veolia e Suez), da noi sono state approvate normative come l´art. 23 bis della legge 133/08 che mettono definitivamente sul mercato l´acqua e i servizi pubblici locali, espropriando gli enti locali dalla gestione e dal controllo democratico.

Da qui il Movimento per l’acqua rilancerà una forte vertenza nazionale di abrogazione dell´art. 23 bis della Legge n. 133/08, che accompagnerà le molte vertenze territoriali sui temi centrali trattati fino ad oggi, ma probabilmente ci saranno anche alcune innovazioni di strategia con l’allargamento del raggio di azione - informano dal Forum - con la messa a punto di un piattaforma generale di mobilitazione sull’intero ciclo dell’acqua «dalla lotta per il diritto ad un´acqua di qualità e contro gli inquinamenti e le nocività, a quella per la conservazione della risorsa e contro gli usi dissennati della stessa in campo agricolo, industriale, energetico e urbanistico».

Se da un lato poi verrà confermato l’impegno internazionale, in particolare nella Rete Europea per l´acqua pubblica, anche in chiave di preparazione del Forum mondiale alternativo dell’acqua del marzo 2009 ad Istambul, che contesterà il Forum “ufficiale” gestito dai governi, in prospettiva sul territorio nazionale verrà incrementato il confronto con le altre esperienze di movimento, ultimo quello dell’“Onda” per la scuola pubblica, di cui il Movimento per l’acqua rilancia lo slogan "Noi la vostra crisi non la paghiamo" sottolineando la necessità di una «nuova democrazia e di un nuovo assetto sociale ed economico globale, un altro mondo possibile».