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sabato 26 febbraio 2011

Arrivano scarpe biodegradabili



Arrivano scarpe biodegradabili, contengono semi che germogliano


ROMA - Per chi si affeziona troppo alle proprie scarpe da tennis e soffre all'idea di separarsene, sono in arrivo quelle che si possono piantare in giardino, e da cui cresce una vera e propria pianta. A realizzare le 'sneakers' completamente biodegradabili e' la Oat, un'azienda olandese, che entro poche settimane le mettera' in vendita sul suo sito.

La ricerca sulle scarpe piu' 'verdi' del mondo e' durata due anni, e per la loro realizzazione si utilizzano canapa, sughero, cotone 'bio', plastiche biodegradabili e sbiancanti non clorurati, e sono realizzate completamente in Europa per minimizzare le emissioni dovute ai trasporti.

La scarpa, che ha vinto anche un premio per il prodotto piu' ecocompatibile all'Amsterdam Fashion Week, una volta nel terreno si degrada completamente, e i semi contenuti nella linguetta superiore sono in grado di germogliare e dar vita a una vera pianta.

''Il nostro futuro sta nella riconciliazione tra industria e natura - spiega un comunicato sul sito dell'azienda - dobbiamo capire che quello che costruiamo e' una parte di un ciclo vitale che deve essere chiuso''. (ANSA).



Trovato al link

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/consumoerisparmio/2011/02/24/visualizza_new.html_1583818811.html

I cittadini di tutto il mondo si battono per l'acqua pubblica

Acqua: Berlino dà l'esempio
di Andrea Bertaglio
Il referendum popolare di domenica scorsa si è chiuso con una vittoria che ha sfiorato l’unanimità: il 98,2 per cento dei cittadini vuole che la Berliner Wasserbetriebe sia gestita esclusivamente dal Comune
Anche a Berlino l’acqua torna pubblica. A deciderlo una consultazione popolare che ha chiesto ai cittadini della capitale tedesca, domenica 13 febbraio, di dire “sì” o “no” alla proposta di togliere la gestione dell’acqua ai privati.
Se in Italia si deve ancora votare sulla questione della privatizzazione dei servizi idrici, e se in una città come Parigi è già stato deciso da parecchio tempo di renderli nuovamente pubblici, oggi anche Berlino ha deciso che non si possono più associare speculazioni e profitti ad un bene di primaria importanza come l’acqua. I berlinesi hanno infatti votato “sì” al referendum per l’annullamento della privatizzazione parziale della società di gestione dei servizi idrici. Una vittoria a dir poco schiacciante: su oltre 678.000 elettori, il 98,2%, ha votato a favore di un’inversione di marcia, rivendicando anche una maggiore trasparenza dei contratti.
«Un bene essenziale come l’acqua non può essere fonte di profitto, vogliamo che torni in mano pubblica», ha dichiarato il portavoce del Comitato promotore, Thomas Rodek. E così sarà. Quello del referendum berlinese è stato un trionfo dei sì: ne servivano almeno 616.571, e ne sono arrivati 665.713. Andreas Fuchs, il cassiere del comitato referendario, commenta: «Ci speravo, ma non me l’aspettavo più, vista la scarsa affluenza in mattinata». Ed aggiunge: «È la prova che si può fare molto anche con pochi mezzi». Pochi mezzi davvero, dato che il comitato disponeva di soli 12 mila euro per organizzare tutto: soldi ottenuti interamente da donazioni (mentre gli organizzatori del fallito referendum sulla religione a scuola di due anni fa avevano raccolto centinaia di migliaia di euro).
La richiesta riguardava la pubblicazione integrale del contratto con cui nel 1999 la capitale tedesca, cercando di fare cassa, decise di vendere alle società Rwe e Veolia il 49,9% dell’azienda dei servizi idrici comunali, la Berliner Wasserbetriebe. Un contratto di cui solo nel novembre del 2010 i promotori del referendum hanno ottenuto la pubblicazione da parte del municipio berlinese: 700 pagine che illustrano il processo di privatizzazione parziale. Un dossier che mostra come la città abbia garantito alti margini di guadagno alle due imprese interessate, Rwe e Veolia. Che, nell’arco di dieci anni, hanno incassato più utili dell’intera città di Berlino: 1,3 miliardi contro 696 milioni. Ora l’obiettivo del comitato referendario resta quello di riportare completamente la Berliner Wasserbetriebe in mani pubbliche. Evitando possibilmente di replicare quanto successo nella vicina Potsdam, dove, nonostante la società di gestione dei servizi idrici sia stata rimunicipalizzata dieci anni fa, i prezzi hanno continuato a salire. E a far pagare oggi un metro cubo d’acqua più che a Berlino (5,82 euro).
In una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno gli italiani si potranno esprimere sul quesito riguardante l’abrogazione del decreto Ronchi, col quale nel 2009 è stato sancito che il servizio idrico non potrà più essere gestito da società pubbliche, ma solamente affidato a società che sono o totalmente private, o possedute da privati per almeno il 40%. Il secondo quesito riguarda invece la cancellazione del “Codice dell’ambiente”, una norma che prevede una quota di profitto sulla tariffa per il servizio idrico, la cosiddetta “remunerazione del capitale investito”.
Secondo i detrattori italiani dei referendum sull’acqua “privatizzare non può che migliorare la qualità dei servizi”. Per i sostenitori del referendum di Berlino, invece, in seguito alla privatizzazione parziale dei servizi idrici comunali i prezzi dell’acqua sono aumentati del 35%, collocandosi fra i più alti di qualsiasi altra città tedesca. A Berlino un metro cubo d’acqua costa 5,12 euro, a Colonia 3,26. Teniamolo ben presente, quando questa primavera ci recheremo a votare. Ce lo ricorda anche Dorothea Härlin, del comitato referendario berlinese, che sottolinea l’importanza internazionale del successo registrato nelle urne il 13 febbraio, ricordando che «non soltanto i berlinesi, ma i cittadini di tutto il mondo si battono per l’acqua».

L'articolo ci viene segnalato oggi da un "portatore di acqua", nostro attento lettore, e rimanda al post http://comitatocittadinomazara.blogspot.com/2011/02/berlino-dice-nein-allacqua-privatizzata.html

martedì 22 febbraio 2011

Vivere senza soldi


Heidemarie Schwermer e’ una donna tedesca che ha deciso di vivere senza soldi. Vive in modo dignitoso, non e’ una barbona e ottiene tutto quello di cui ha bisogno attraverso scambi e baratti.

continua al link http://www.ecoblog.it/post/4313/vivere-senza-soldi

domenica 20 febbraio 2011

"Rabdomantiko" nel nuovo album degli Yo Yo una canzone dedicata alla tematica dell’acqua bene comune

I fiumi sono guardiani
che dai monti fino al mare
cercano una storia furiosa
ben oltre la riva

fanno tremare di paura
ch non rispetta la natura
e chi pensa solo ad arricchirsi
senza domandare prima il permesso e poi
scusa




Gli Yo Yo Mundi hanno voluto dedicare questa canzone all’acqua bene comune, alla difesa dell’acqua pubblica e alla prossima campagna referendaria.

http://www.yoyomundi.it/

martedì 15 febbraio 2011

Diritto all'acqua potabile. Chi la dura la vince


Nell'ultimo consiglio comunale (come riportato dal Giornale di Sicilia alla pagina della cronaca di Mazara del Vallo di sabato 12 febbraio ) è stato discusso il gravissimo problema, da anni irrisolto, che attanaglia la nostra città.

Di cosa si tratta? L'acqua in distribuzione nella rete idrica del comune di Mazara del Vallo - così come risulta sia dalle analisi che nel tempo il nostro comitato ha effettuato, che dallo studio della Sogesid presentato a Trapani nell'ormai lontano 3 ottobre 2008 e successivamente dai dati forniti dall'ARPA al comune di Mazara del Vallo - è inquinata dalla presenza di nitrati in concentrazione superiore ai limiti di legge.

Per sensibilizzare la città e gli organi preposti a garantire la salute del cittadino questo comitato ha, con varie azioni e in particolare note, scritti, dibattiti televisivi, denunce,ripetuti interventi in consigli comunali aperti, cercato di sensibilizzare le autorità preposte al controllo del territorio e alla salute del cittadino perché si attivassero a ricercare le cause che hanno determinato il fenomeno e a individuarne i responsabili (con tutte le conseguenze di legge) così da risolvere il grave problema.

A questo pericolo, incontestabilmente accertato, se ne è aggiunto un altro ancora più grave, per il quale l'ARPA, fin dal 17.06.2009, con una lettera di diffida ha invitato il sindaco di Mazara del Vallo, il sindaco di Campobello di Mazara e l'amministratore unico dell'ATO TP2 perché provvedessero a scongiurarlo.

Si tratta della presenza di percolato nella falda acquifera sottostante la discarica consortile di contrada Misiddi/Campana.

Ancora una volta questo comitato, in sostituzione delle autorità che avrebbero dovuto farlo, in data 29 aprile 2010 ha reso pubblici i dati analitici che, su richiesta, gli sono stati forniti dalla Belice Ambiente. E lo ha fatto sia attraverso il suo blog che con le dichiarazioni rese in una intervista televisiva rilasciata alla emittente locale tele8.

Pare che nessuna azione in tal senso sia stata posta in essere, visto che nessuna delle autorità che avrebbero dovuto realizzare opere di bonifica ha alcunché comunicato.

Oggi un consigliere, dimenticando tutte le informazioni che sono state fornite, denuncia il problema come se fosse nuovo.

Anche se questo comportamento negligente ci spaventa, avendo speranza che nel futuro si possa risolvere l'annoso problema, plaudiamo, auspicando che l'azione, che il consiglio ha intrapreso con la discussione cui si fa riferimento, possa contribuire a una vera, necessaria e urgente soluzione del problema che deve essere affrontato nella sua globalità.

lunedì 14 febbraio 2011

Berlino dice “nein” all’acqua privatizzata



"Nella capitale bollette aumentate del 35% in dieci anni
Passa il referendum che chiede il ritorno al controllo pubblico “

Di buon auspicio per noi italiani che nella prossima primavera per l'acqua pubblica andremo al referendum.


La notizia al link http://www.ciaccimagazine.org/?p=4882

mercoledì 9 febbraio 2011

SanremOff 2011: Pepi Morgia presenta il 'Festival dell'Acqua'

“(...) nell’ambito di SanremOff, l’ormai famoso contenitore degli eventi collaterali al Festival della Canzone Italiana, si svolgerà il ‘Festival dell’Acqua’, per contrastare la privatizzazione di un bene primario come l'acqua.(...)

leggi tutto il resto al link http://www.sanremoff.it/2011/02/09/leggi-notizia/argomenti/eventi-4/articolo/sanremoff-2011-pepi-morgia-presenta-il-festival-dellacqua-1.html