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martedì 20 luglio 2010

Il successo della campagna referendaria - Come passa la notizia

La Stampa che ci piace

20/7/2010
Un po' di fresco

Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto la richiesta di referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Un record (neppure per il divorzio erano stati così numerosi), consumato nel sostanziale silenzio dei partiti e dei media, che all’argomento hanno riservato solo qualche tiepida polemica. Poiché si ripromette di cancellare una legge di sinistra e una di destra, la battaglia per l’acqua non ha eccitato le opposte tifoserie. E poiché nessuno l’ha «buttata in politica» (ci ha provato Di Pietro, ma è stato messo da parte), questa raccolta di firme è forse la scelta più politica che sia stata compiuta negli ultimi anni: difendere la natura pubblica di un bene essenziale, e farlo in un Paese che considera ciò che è pubblico una terra di nessuno, anziché un patrimonio di tutti.

A mettere in moto quel milione e mezzo di biro non è stato un esame ponderato dei pro e dei contro, ma uno slancio naturale, quasi un impulso atavico: l’acqua è vita, e non si privatizza la vita. Ai cinici sembrerà l’apoteosi del buonismo. Ma a noi, che cinici non siamo, e che veniamo da decenni in cui l’idea di bene comune si è progressivamente ridotta fino a coincidere con l’orticello del proprio clan, piace sperare che quest’alluvione di firme per «l’acqua di tutti» sia il preludio di un cambio di stagione.

Altro ai link:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=111339&sez=HOME_INITALIA

http://www.youtube.com/watch?v=bNELiDmP0pM

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/19/foto/referendum_sull_acqua_raccolta_di_firme-5677672/1/?ref=HREC1-2

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_19/REFERENDUM-ACQUA-PUBBLICA-1703407752283.shtml

lunedì 19 luglio 2010

Consegnate in Cassazione 1.401.492 firme!!

(da www.acquabenecomune.org)



Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E' record
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.

Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.

Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.





Roma, 19 luglio 2010

giovedì 8 luglio 2010

Referendum Acqua - Certificare, che passione!

(Tratto dal sito acquabenecomune)





Un milione. Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. Questo percorso, iniziato più di 2 mesi fa, ha comportato lo sforzo di decine di persone che si sono mobilitate in tutta Italia.
Ma questo è solo un pezzo; infatti l'altra parte di questa avventura, che ha poca visibilità ma sicuramente è più faticosa, è quella della certificazione.

Le stesse persone stanno lavorando giorno e notte per completare i moduli con i documenti necessari al fine di renderli validi per la presentazione; coscienti che, senza, tutto quello che si è fatto sarebbe inutile, questo è sicuramente un lavoro lungo, capillare e anche un po' noioso!

Raccontiamo questo perchè riteniamo formidabile che comitati, in tutti i territori di Italia, da Nord a Sud, uomini e donne abbiano messo in piedi un apparato organizzativo così serio.

Questi sforzi, fatti di quotidianità ed impegno, costruiscono un modello di fare politica, al di là delle strutture e sovrastrutture classiche della politica, per il proprio territorio, per i propri diritti e per il proprio futuro.

martedì 6 luglio 2010

Campagna Referendaria Acqua Pubblica - Il 19 di luglio le firme raccolte saranno in Cassazione

Stop in Sicilia alla campagna referendaria per l'acqua pubblica.
Da Palermo, ieri, 5 luglio, sono partiti per Roma i moduli con le firme raccolte in tutta la Sicilia. C'erano anche quelle di noi mazaresi.

Il lavoro al Coordinamento Regionale è stato intenso, i dati ufficiali si avranno a breve.


A più di un anno dalla prima mobilitazione cittadina, con la quale questo Comitato ha raccolto 2000 firme di appoggio alla richiesta al Sindaco di una modifica allo Statuto Comunale per impedire la privatizzazione dell'acqua (ancora si attende la delibera), a Mazara del Vallo si è allargata l'area dell'attivismo.

Per l'acqua bene comune è maturata una sensibilità e oggi sono proliferate le iniziative in adesione alla campagna referedaria indetta dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, cui questo Comitato aderisce da marzo 2009.

Un buon successo!

I mazaresi, ormai informati, più convinti sono tornati a firmare per l'acqua pubblica. Questa volta lo hanno fatto da italiani, sulla richiesta di referendum, avanzata a livello nazionale, per fermare la privatizzazione, aprire la strada alla ripubblicizzazione, eliminare i profitti.

La loro firma ha contribuito a rafforzare il segnale che sale dal popolo al governo centrale per la rivendicazione di un diritto irrinunciabile, il diritto all'ACQUA che significa diritto alla VITA.

Con un risultato che è destinato a fare storia si è aperta la strada alla rivendicazione di tutti i diritti negati e alla creazione di nuovi spazi di Democrazia km zero, attraverso l'operosità di tante realtà che in modo puntiforme stanno disegnando una nuova carta geografica dell'Italia.

Ai mazaresi che hanno firmato tutta la stima e un sentito ringraziamento da parte del Comitato Cittadino per la Tutela delle Risorse Idriche e Ambientali del Territorio di Mazara del Vallo, per aver risposto in tanti alle sollecitazioni lanciate contro la privatizzazione dell'acqua.

Un grazie particolare, per la disponibilità e per la sensibilità dimostrate, ai Consiglieri dott.Vincenzo Pecunia e dott.Francesco Di Liberti, al Giudice di Pace, avv.Filippo Vazzana, al Cancelliere Capo della sezione distaccata del Tribunale di Mazara del Vallo, dott.Lindo Pirollo, alla Segretaria Generale del Comune di Mazara del Vallo, dott.ssa Antonella Marascia, agli impiegati dell'Ufficio Elettorale e in particolare alla dott.ssa Caterina Burgio , al dott. Manfredi Muscolino (Movimento Consumatori), ai coniugi Maurizio Dilluvio e Maria Ingoglia, a Giovanni Giaramidaro Mannone.

La prossima primavera, quando si dovrà votare per il referendum, si coglieranno i veri frutti di tanto lavoro.

E poiché non c'è due senza tre, Il Comitato è fiducioso nella mobilitazione di tutti i mazaresi elettori.

Da una buona semina un buon raccolto.

Come aderenti al Forum dei Movimenti per l'acqua diffondiamo il comunicato a cura del Forum al link http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

"Qui comincia l'avventura Un milione. Abbiamo raccolto un milione di firme e siamo nella storia di questo paese. Il 19 di luglio consegneremo le firme in Cassazione. Mentre vengono portate a termine le operazioni di certificazione, l'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme."

domenica 4 luglio 2010

La sete della terra e il futuro dell'umanità


Se n'è discusso ieri a Trento.


(al link: http://www.yaku.eu/)
Cles (Trento) sabato 3 luglio 2010 ore 20.30
sala polifunzionale - Cassa Rurale di Tuenno

Incontro con Alex Zanotelli, Francesca Caprini, associazione Yaku
Gianfranco Poliandri, comitato Acqua Bene Comune di Trento

Organizzata in collaborazione con la Casa degli Ecologisti e della Sinistra e l’Associazione “Mario Pasi” di Cles, in collaborazione con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua e per la campagna referendaria "L’acqua non si vende", la serata è pensata per condividere le ultime battute della battaglia referendaria in difesa dell’acqua in corso in Italia. Ma anche per analizzare più profondamente, la sete che sta caratterizzando il nostro tempo. Di acqua, di giustizia, di spiritulità nella sua più ampia accezione.

Un preludio, l’incontro di questo sabato con Alex Zanotelli, alla serie di incontri con i rappresentanti della popolazione indigena colombiana U'wa che dal 9 al 25 luglio toccheranno Puglia e Toscana, per concludersi proprio sulle montagne del Trentino.

Iniziative che si inseriscono nel progetto di Yaku, “Dalle Alpi alle Ande: Genti di Montagna in difesa dell’Acqua”, che vogliono alzare il confronto sui beni comuni salendo progressivamente in “quota”. E parlare di ghiacciai, montagne e acqua con le parole di quanti ancora li sentono nel cuore.

Berito Cobaria, capo spirituale del Popolo U’wa, Daris Maria Cristancho rappresentante delle donne U’wa, assieme a Danilo Urrea, rappresentante dell’organizzazione Justicia y Paz e Censat, come ambasciatori dei popoli delle Ande e di un Paese in guerra, che sta affrontando il difficile cammino referendario in difesa dell'acqua, proprio come l'Italia. Per riflettere insieme su quella "visione andina dell'acqua" ormai assunta dai movimenti in difesa dell'acqua a livello globale, e rielaborare concetti come difesa della biodiversità e cambiamento climatico, fuori da ogni retorica.

venerdì 2 luglio 2010

Costituita la Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale


( www.yabastanapoli.blogspot.com )
Verso Cancun. Cambiare il sistema, non il clima
Logo Climate justice
Lo scorso 5 giugno diverse realtà e soggetti, in rappresentanza di comitati, associazioni, sindacati, reti sociali di tutto il paese, si sono incontrati a Roma per discutere di come affrontare anche in Italia quella che è stata definita la più grave minaccia per l’umanità: i cambiamenti climatici.
Da qui è nato un percorso per la costituzione della “Rete italiana per la giustizia ambientale e sociale”.
In questo momento sono oltre 600 milioni gli esseri umani che subiscono conseguenze negative dai cambiamenti climatici e centinaia di migliaia sono quelli che già hanno perduto le possibilità stesse di sopravvivenza. A Cochabamba, in Bolivia, lo scorso 22 aprile durante la prima Conferenza Mondiale dei Popoli per la Giustizia Climatica ed i Diritti della Madre Terra i movimenti sociali e la società civile internazionale hanno elaborato una dichiarazione chiamata “Accordo dei Popoli”.
È il primo manifesto di questo millennio che cerca di affrontare in maniera completa le responsabilità, le cause ed individuare concretamente misure efficaci per affrontare e risolvere la crisi ecologica della nostra casa comune, la madre Terra. Le proposte in esso contenute, insieme agli spunti emersi a Cochabamba dalla Mesa 18, pienamente da noi tutti e tutte condivise, saranno la base sulle quali ci recheremo a Cancun, in Messico, durante l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre, quando si terrà il prossimo COP 16 (Conference of the Parties) delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.